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In primo piano

[Poesia] Da Alda Merini alle poetesse della porta accanto, 9 poesie per dire no alla violenza


Di donne hanno scritto in tanti, poeti e scrittori, in epoche diverse e con diversi intenti. Noi vi proponiamo alcune poesie di autori noti e meno noti, perchè la forza della poesia, intensa e senza vincoli, sa esprimere con tutta la forza di un verso, la rabbia, il dolore e l'affermazione di sé, contro la violenza.



Elogio alla morte

Resto immobile e in silenzio.
Se la morte fosse un vivere quieto,
un bel lasciarsi andare,
un'acqua purissima e delicata
o deliberazione di un ventre,
io mi sarei già uccisa.
Ma poiché la morte è muraglia,
dolore, ostinazione violenta,
io magicamente resisto.
Che tu mi copra di insulti,
di pedate, di baci, di abbandoni,
che tu mi lasci e poi ritorni senza un perché
o senza variare di senso
nel largo delle mie ginocchia,
a me non importa perché tu mi fai vivere,
perché mi ripari da quel gorgo
di inaudita dolcezza,
da quel miele tumefatto e impreciso
che è la morte di ogni poeta.

Alda Merini

Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita.





8 dicembre 1916 | da Un viaggio chiamato amore

Rose calpestava nel suo delirio
E il corpo bianco che amava.
Ad ogni lividura più mi prostravo,
oh singhiozzo, invano, oh creatura!

Rose calpestava, s’abbatteva il pugno,
e folle lo sputo su la fronte che adorava.
Feroce il suo male più di tutto il mio martirio,
ma, or che son fuggita, ch’io muoia del suo male!


Sibilla Aleramo

A quindici anni fu violentata, rimase incinta ma perdette il bambino e tuttavia fu costretta dalla famiglia a un matrimonio riparatore. Prigioniera in una convivenza squallida con un marito non stimato, il suo impegno femminista non si limitò alla scrittura ma si concretizzò nella partecipazione a manifestazioni per il diritto di voto e per la lotta contro la prostituzione.



In un momento | da Un viaggio chiamato amore

In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lacrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

p.s. E così dimenticammo le rose.

Dino Campana

Figlio di un maestro elementare, viaggiò in parecchi paesi d'Europa e d'America, facendo i più diversi e spesso umili mestieri. Per qualche tempo fu studente di chimica a Bologna. Capitato a Firenze, ebbe i primi incoraggiamenti e riconoscimenti letterari. Ma di lì a qualche anno, dando sempre più gravi segni di squilibrio mentale, fu rinchiuso in un manicomio, dove morì il 10 marzo 1932.




Senza te!

Resto immobile e in silenzio.
Anche se è amaro il mio sorriso,
ti guardo negli occhi e rido!
È finito il tempo delle lacrime,
delle notti passate a pensare
di essere io quella sbagliata,
di meritarmi i tuoi insulti e
tutto quel dolore
che mi hai inferto
nel corpo e nell'anima!
Ci sono segni,
fuori e dentro di me,
che non anrdranno più via,
ma se prima me ne vergognavo,
se tendevo a nasconderli,
ora li mostro senza vergogna!
Non mi fai più paura!
Non mi toccano le tue parole,
piene di disprezzo e di odio!
Non mi sfioreranno più le tue mani,
che non hanno più carezze per me ...
e forse non ne hanno mai avute!
Mi sono guardata dentro
e,
al di là di tutto,
oltre il dolore e lo strazio,
ho visto me:
il fiore che sono
e me ne voglio prendere cura ...
senza te!

Renata Morbidelli

Fin da giovanissima, mi sono cimenta nella composizione di poesie. L'incontro con i poemi epici di Omero, le leggende del circuito arturiano e di altri personaggi della letteratura britannica suscitano in me un crescente interesse.
Il cavaliere di fuoco, ed. Narcissus.




Buio | da "Il blu che non è un colore"

Quel sole che non riesce a mostrarsi
Chiuso dentro

Pesante
Parole
Aliti di vento
Lacrime di silenzi
Nessun sorriso

Aspettare una melodia
Una nota
racchiusa
nascosta
una musica che annienti quel silenzio
forzato
Quel buio che soffoca

Essere e basta

Aria

Acqua chiara
sembra di volare

Paure lontane
Senza un perché

Portami via

Dove tutto è musica
dove c'è la mia melodia
Dove basta un sorriso
per voler respirare

ancora

Tamara Marcelli

Artista poliedrica, decisamente eccentrica, un’ amante dell’arte in tutte le sue forme. Si definisce una sognatrice folle.
Il blu che non è un colore, ed. Motag.
Il sogno dell'isola, ed. Montag.




Donna

Una lacrima scende sul tuo viso
per un vile schiaffo all'improvviso,
in gola un nodo stringe e fa capolino
e tu incredula fissi il tuo aguzzino.
Cosa mai avrai compiuto
per un tale affronto alla tua persona
che fragile, al dolore si abbandona.
E' un attacco alla tua dignità
che, stanne certa, per sempre,
ne soffrirà.
Ne avrai un altro e un altro ancora
se non reagisci all'umiliazione
urlando basta all'aggressione.
Lui vile, insicuro, parassita
vorrà presto attentar alla tua vita
e linfa in te cercare,
celando la sua ferocia
che d'improvviso potrà arrivare,
RICORDA,
nessun TUO gesto può giustificare
violenza alla quale
doversi immolare!
Alzati donna ed urla il tuo dolore
pretendi rispetto come essere umano,
L'AMORE NON E' MAI PUNIZIONE
di chi si arroga il diritto di
imporre la sua frustrata ragione.

Liliana Sghettini

Appassionata lettrice si avvicina alla scrittura nel 2007 ottenendo, a seguito di Concorsi Letterari, alcune pubblicazioni di racconti brevi e scritti epistolari.
Impegnata nella scuola come rappresentante dei genitori si interessa di pedagogia, didattica e psicologia.
Scrive recensioni, racconti, poesie e favole in compagnia di sua figlia, fonte inesauribile di ispirazione oltre che compagna di lettura.



Vola

Vola
mio cuore ebbro
lontano dalle gelide spine
di questo muto talamo
che solo
possedere
sa
un corpo disperso
inerte di silenzio.

Vaga
ove il vento sfiora
la piega molle
del giunco
e il pudico canto
della mite ginestra.

Ascolta
il limpido danzar
delle libellule
e non ti curare di questo ventre
che tenace
si nega, caparbio
nelle ore meste
dell’atroce consuetudine
all’infida insistenza,
mai sopita violenza.
Esso è fatto
di sangue e fuoco
e attendere saprà
l’ultimo plenilunio
quando il grido della tortora
annuncerà
l’ignara stagione
delle dorate farfalle.

Ilaria Biondi

Ilaria Biondi, si laurea in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Durante il Dottorato di Ricerca in Letterature Comparate vive per lunghi periodi in Francia, dove approfondisce la conoscenza della lingua francese. Si occupa di traduzione letteraria e critica della traduzione, di letteratura francese e belga (in lingua francese) e letteratura tedesca dell’Ottocento. È appassionata di letteratura fantastica , science-fiction, letteratura al femminile, di viaggio, per l’infanzia e poesia.
Raymond Radiguet. Giovinezza perduta, eterna giovinezza, Delta Editrice.



la frana | da "Rime d’amore e di frontiera"

ed io cado.
spesso.
talvolta cedo. anche.
ho le anche stanche?
non credo.
tu, intanto,
non te la senti
di stare dietro
ai miei sentimenti.
indossi il giubbotto,
ore otto, scappi fuori.
e torno sola.
momento perfetto per cadere.
dono un amore che non imita amore,
roba che non sopravvive,
né muore.
non più desiderata,
sbadata, lussata, contusa
vivo confusa.
tanto ancora un po’ e dopo torni,
e mi ricambi le parole con i segni.
sei sempre più il mio luogo bello e vano
incomprensibile, impronunciabile alieno.


lacrime e campane

lacrime pesanti come campane
su guance di bambina imbronciata,
tanto più volo di altri sulla carta
ma nessun miraggio del futuro.
è lei, la ragazza che non balla,
la sola che da tempo l’ha capito
che s’invecchia presto e che non c’è più festa
lì fuori nella vita che ristagna,
nelle parole livide come edemi.
lacrime e silenzi incidono
mordono la sua cera morbida
creata apposta per essere violata
mentre avanza cupo il rumore delle porte
quasi inafferrabili farfalle
un battito prima della penombra.


Carla de Falco

Nasce alla frontiera tra la primavera e l’estate, vicino al mare. Italianista di formazione, docente per vocazione, sposata e madre, scrive poesia con l’assillo della passione.
Manager delle risorse umane per un decennio, oggi è docente di Materie letterarie e latino nella Scuola Superiore di Secondo Grado ed è dedita all’attività artistica.
Il soffio delle radici, ed. Laura Capone Editore.
La voce delle cose, ed. Montag.
Il momento che separa, ed. Montag.
Rime d’amore e di frontiera, ed. Temperino Rosso edizioni.




Gli scrittori della porta accanto
Siamo un gruppo di sei scrittrici, mamme, diventate blogger per creare e gestire questo sito culturale, avvalendoci della preziosa collaborazione di altri autori emergenti.


About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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