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In primo piano

Pag. 69 | #31 "Ombre pagane" di Franco Mieli

OMBRE PAGANE >> more info
di Franco Mieli
Montecovello | 304 pagine

Antonella mosse i primi passi per seguirlo, quando Massimo si girò di scatto e con un sguardo che la annichilì sibilò: “Stia ferma. Non si muova assolutamente da lì!”
Il tono di voce basso e rauco era tale da non ammettere repliche. Antonella fu scossa da un brivido che le partì dalla nuca per arrivare alle vertebre lombari. Non sembrava nemmeno la sua voce e lei rimase pietrificata sul secondo scalino a fissare le spalle larghe e potenti dirigersi verso il centro della piccola arena.
Ecco, da lì riusciva a percepire. Qualcosa di terribile era accaduto. Quel posto doveva essere stato sede di sacrifici e terribili riti. Possibile che riuscisse a percepirli ancora dopo migliaia d’anni? La testa girava così velocemente che appoggiò la mano destra a una colonna per sorreggersi. Era bollente al tatto. Strano. Era all’ombra. Subito una fitta alla nuca lo irrigidì e dovette appoggiarsi anche con l’altra mano. Intuì un dolore e una sofferenza terribile, una morte atroce. Sentì un fragore orribile e subito un silenzio di paura. Poi potente, inarrestabile, la forza e la disperazione di un grande amore. Ma un’entità crudele e spietata lo abbatteva inesorabile. Poi urla, tutto che si colorava di rosso, morte, e infine ancora silenzio.
“Massimo, Massimo. Dio mio aiuto.” Le urla lo risvegliarono. Antonella era sopra di lui e lo schiaffeggiava urlando. Le prese il polso e la strinse forte: “Basta. Sto bene.”
“Ma che ti è successo? Avevi gli occhi sbarrati e tremavi tutto.”
Niente, tranquilla, è stato un piccolo malore dovuto al caldo.” Disse alzandosi in piedi e liberandosi della polvere sulla maglietta e i pantaloni. Non era accorso nessuno. Fortunatamente erano abbastanza distanti dall’agriturismo e data l’ora e il caldo, nessuno con la passione dell’archeologia si era avventurato da quelle parti.
“Se ne fa parola a qualcuno la sbatto fuori casa e ci metteranno poco a farle la festa. Chiaro?”
“E’ veramente stronzo quest’uomo. Non vuole proprio farsi amare.” Pensava Antonella mentre lo seguiva fuori dal sito. Ma la paura di fare la fine di Padre Vincenzo la trattenne dall’esprimere a voce alta la propria opinione. Era meglio stare sotto la protezione del maggiore che ribellarsi a quella sua strafottenza come avrebbe meritato.
Massimo guidava veloce e in silenzio sulla via Appia incurante degli autovelox. La sua mente rimuginava su quanto accaduto a Nemi. Cazzo. Stavolta era stata forte. Forse quel…quel… potere, non sapeva come altro chiamarlo, stava aumentando. Possibile? Duemila anni fa? Forse quei riti si erano svolti fino al medioevo e lui riusciva a sentirli?
“Ora che facciamo? Andiamo al vertice del triangolo?” Antonella interruppe le sue riflessioni.
“Vedremo. Intanto metteremo sotto sorveglianza il sito. Basterà un solo uomo che ci avviserà non appena vedrà qualcosa di sospetto.”

~ 69 ~

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