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In primo piano

Anteprima: Daniele Amitrano racconta "Figli dello stesso fango", nell'intervista di Elena Genero Santoro


In anteprima “Figli dello stesso fango” di Daniele Amitrano, 13Lab, 2016. Un romanzo di formazione con sfumature noir .


FIGLI DELLO STESSO FANGO  
di Daniele Amitrano
13 Lab
Noir | Young Adult | Romanzo
ISBN 978-88-99633-011
cartaceo 11,05€ | Acquista 


Una telefonata misteriosa annuncia ad Andrea una morte di overdose. Lui, un giovane e affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare nel suo paese dopo circa dieci anni. 
Il ritorno nella casa dove ha vissuto la sua adolescenza lo fa affondare nell'oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. 
Nel suo flashback ripercorre varie tappe: il dramma della malattia del fratello, afflitto da schizofrenia; la ricerca di una via d'uscita dalla monotonia della piccola realtà di provincia e il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili; la ricerca del prestigio sociale attraverso falsi miti generazionali, come la droga e la violenza; le leggi non scritte del branco. È un periodo di ribellione e di assoluta sete di libertà che induce il protagonista e i suoi amici a un escalation di eventi che li condurrà sull'orlo del baratro. 
Quando Andrea scopre l'identità del defunto, inizia la sua personalissima indagine. Incontrando gli amici d'infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all'epilogo inaspettato e drammatico.

L'autore racconta...

Raccontaci qualcosa di te: chi è Daniele Amitrano nella vita di tutti i giorni?
Daniele Amitrano è un maresciallo dell'esercito, sposato e con due magnifici figli.

Questo è il primo romanzo che pubblichi?

E' il primo romanzo ma questa è la seconda versione dopo che ho rescisso volontariamente dal mio primo editore.

Veniamo al libro, “Figli dello stesso fango”. Un titolo che incuriosisce. Com’è nata l’idea?
L'idea nasce dall'accomunare tutti i protagonisti del romanzo nel "fango" dell'esistenza umana. Fango visto non solo come droga ma anche come incomunicabilità, assidua ricerca di prestigio sociale attraverso l'omologazione alle leggi non scritte del branco, la forza da dimostrare attraverso la violenza, le delusioni tipiche degli adolescenti in amore e amicizia.

È un romanzo di formazione con sfumature noir. Ci racconti di che cosa parla?

Andrea è un affermato giornalista che vive a Milano. Una telefonata da parte di un suo vecchio amico sconquassa la sua routine annunciandogli una morte di overdose senza però dirgli l'identità del defunto. Decide, quindi, di ritornare nel suo paese, Scauri, in provincia di Latina, da dove manca da oltre dieci anni. Vuole scoprire la verità su quella morte.
Il ritorno nella casa dove ha vissuto l'adolescenza lo conduce in un lungo flashback, grazie a una foto della sua comitiva che cade da una vecchia agenda.
Il percorso nel ricordo lo riporta nell'ultimo anno delle scuole superiori, il cosiddetto anno della maturità. E' così che rivive eventi quasi del tutto dimenticati: la prima grande delusione d'amore, il lavoro nero, la droga, l'amicizia, la scuola e i problemi a casa col fratello schizofrenico.
Quando torna al presente e scopre l'identità del defunto, capisce che ha molti tasselli per scoprire la verità ma tanti altri li cerca attraverso una sua personalissima indagine che lo porta a intervistare sia i suoi vecchi amici che altri personaggi.

Qual è il target a cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Di sicuro, essendo un romanzo con protagonisti diciassettenni, si rivolge prevalentemente ai giovani. Ma non solo. Si rivolge anche ai genitori per quel che concerne i rapporti con figli nella delicata età adolescenziale ma anche molti miei coetanei lo hanno trovato interessante perché mi hanno detto di aver rivissuto il sapore degli anni Novanta.

Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?

Il romanzo mi ha coinvolto molto emotivamente, a volte mi scendeva qualche lacrima scrivendo alcuni pezzi. C'è qualcosina di autobiografico, effettivamente un mio amico morì di overdose e mi avvisarono per telefono ma molto è frutto della mia fantasia.

Parli della schizofrenia e del mondo della droga. Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche?

Ho svolto delle ricerche ma molto deriva da esperienze personali e dall'osservazione che per uno scrittore è sempre la massima fonte di ispirazione.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo?
Di non farsi soverchiare dai falsi miti imposti dal branco. Non è forte chi lo vuole apparire a tutti i costi ma chi riesce a spodestarli.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?
Un po' entrambi. Si inizia a scrivere il romanzo con un finale in testa, ma poi man mano, un po' i personaggi, un po' la trama ti prendono la mano e ti disegnano un finale che anche lo scrittore riteneva imprevedibile.

Grazie per essere stato con noi, Daniele. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
Grazie a voi per l'opportunità.

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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