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[Libri] "L'imperfetta" di Carmela Scotti, finalista al Premio Italo Calvino, recensione di Sara Cancellara

Recensione-L-imperfetta-Carmela-Scotti

L'imperfetta di Carmela Scotti, Garzanti Libri, 2016, finalista al Premio Italo Calvino.  In una Sicilia magica, luogo di leggende e tradizioni, la storia di una nuova Antigone, una ragazza coraggiosa e (troppo) sola.


Finalista al Premio Italo Calvino, il romanzo di Carmela Scotti, "L'imperfetta", è uno di quei libri che sembrano appartenere alla tradizione orale, come l'Iliade o l'Odissea. Una nuova Antigone, tutta siciliana, discende negli inferi e trova la libertà.
Cado finché tocco la terra con i piedi scalzi, e per un po' mi sembra che la terra non sia terra, ma acqua, che io debba attraversarla e continuare a scendere. Che forse mi sarà concesso il mare.
Catena viene calata nella fossa e cade così a lungo che le sembra di sognare. Allarga le braccia e le chiude. Le pareti del pozzo si fanno aria che diventa voce. La voce di suo padre.
Il padre di Catena sa leggere, scrivere e creare le medicine con le erbe del campo. Sa tutto quello che sua madre, donna Agata, gli ha insegnato. Lei teneva i suoi libri in un grosso baule, lontano dal fumo del camino e dal rumore. E quando la sera veniva il silenzio, li mostrava ai suoi figli, perché imparassero il significato dei segni d'inchiostro. 
La storia di Catena è ambientata in una Sicilia che sembra quasi magica, un luogo pieno di leggende e tradizioni.


La Sicilia è la terra di Carmela. Carmela Scotti. 

Una terra che anche se lontana è sempre con lei. Una terra che è presente nelle cose che fa e che pensa. Tutto quello che Carmela scrive prende forma dai paesaggi, dagli odori, dalla luce accecante del sole di questa terra che sa di essere bellissima ma anche spietata. La Sicilia è quella terra dove, per i suoi contrasti fortissimi, c'è il terreno più fertile per fare crescere delle storie vive
Carmela dopo la perdita di suo padre cerca di rendere dolce il dolore che sente. Lei lo trova così. Scrivendo la storia di Catena. Poi la sua Sicilia le viene in aiuto. 
Dormiamo per non sentire l'inferno di fuori, piegate nei sogni, dal sonno protette. A svegliarci è il rumore arrugginito della porta, il cardine di ferro spalancato che sembra il grido di un moribondo. 
Il soffitto della cella sembra quasi schiacciare Catena. Un raggio di sole sembra quasi cadere per sbaglio.
Succede che, un giorno, questo raggio di sole decida di posarsi in un angolo dove la giovane Catena dorme. Ma Catena durante la notte gli occhi non li chiude. Solo di notte la giovane Catena li apre. Perché nel buio può inventare storie e portare in vita tutto quello che le manca. Allora non può essere diversamente. Quel raggio di sole era suo padre.
Bruciata la carne, di me non rimane che vento. Leggera me ne sono andata nel cielo di Palermo, e non ho avuto bisogno di dita per afferrare le stelle. 

Un rifugio nel bosco, tra rami, foglie e libri.

Come Antigone, quando decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice, contro la volontà del nuovo re di Tebe Creonte, viene condannata a vivere il resto dei suoi giorni imprigionata in una grotta, così Catena, figura scomoda, è destinata alla morte. Come Antigone, Catena è attorniata da Creonti incapaci di ascoltare voci che annunciano un ideale più grande della nostra persona.
Adesso mio padre è con me, profumo e aria, insieme a tutti i morti, così tanti che non si vede l'azzurro. 
Il cuore rallenta. E restano le parole. Parole a cui aggrapparsi. Parole che si ripetono ad alta voce. Catena così faceva la notte. Per tutto il tempo ripeteva le parole. Catena di parole. Parole tese, aspre che tendono al mare e alle stelle. 
Stelle lucide come la lama del coltello quando l'arrotino l'accarezza. 

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L'imperfetta

Per Catena la notte è sempre stata un rifugio speciale. Un rifugio tra le braccia di suo padre, per disegnare insieme le costellazioni incastonate nel cielo, imparare i nomi delle stelle più lontane e delle erbe curative, leggere libri colmi di storie fantastiche. Ma da quando suo padre non c'è più, Catena ha imparato che la notte può anche fare paura e può nascondere ombre oscure. L'ombra delle mani della madre che la obbligano al duro lavoro nei campi e le impediscono di leggere, quella degli occhi gelidi e inquieti dello zio che la inseguono negli angoli più remoti della casa. Le sue sorelle sembrano non vederla più, ormai è la figlia imperfetta e il ricordo del calore dell'amore di suo padre non basta a riscaldare il gelo nelle ossa. 
Catena ha solo quindici anni quando decide che non vuole più avere paura. E l'ultima notte nella sua vecchia casa si colora del rosso della vendetta. Poi, la fuga nel bosco, dove cerca riparo con la sola compagnia dei suoi amati libri. È grazie a loro e agli insegnamenti del padre che Catena riesce a sopravvivere nella foresta. 
Ma nel suo rifugio, fatto di un cielo di foglie e di rami intrecciati, la ragazza non è ancora al sicuro. La stanno cercando e per salvarsi Catena deve ridisegnare la sua vita, la vita di una bambina che è dovuta crescere troppo in fretta, ma che può ancora amare di un amore forse imperfetto, ma forte come il vento.

di Carmela Scotti | Garzanti Libri | Narrativa
ISBN 978-8811688464  |  cartaceo 12,67€ Acquista | ebook 9,99€


Sara Cancellara
Lucana di origine, studi classici alle spalle ed educatrice scolastica vive a Torino. Si pone mille domande al giorno alle quali non è sempre in grado di rispondere. Il cinema è la sua seconda casa. Adora Firenze. Ama l'arte, la letteratura e i viaggi, quelli reali e quelli che i libri meravigliosi le permettono di realizzare ogni volta che li ha tra le mani.

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