• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Libri] "Un leggero caldo vento di scirocco" di Maria Lucia Ferlisi, recensione di Paola Casadei

Un-leggero-caldo-vento-di-scirocco-recensione

Un leggero caldo vento di scirocco di Maria Lucia Ferlisi, Leucotea, 2016. Pregiudizi ed ipocrisia nella Marsala degli anni '30, un romanzo senza falsi moralismi.

Una frase che cita l’autrice è:
Un romanzo che narra di un amore distrutto dal silenzio e dall’orgoglio. 
Semplice, diretto, esplicito. Ma sarà davvero distrutto? Non c’è proprio la possibilità di una seconda opportunità?
Un leggero caldo vento di scirocco è il libro di esordio di Maria Lucia Ferlisi, originaria di Marsala, che ha lasciato da giovane, ma che evidentemente le è rimasta nel cuore.
Ed è proprio a Marsala, una piccola città della Sicilia, che il libro è ambientato, più o meno negli anni Trenta. Si tratta di un breve romanzo che racconta un doppio tradimento, una storia forte, ma resa più leggera dal linguaggio che lei usa e dalla rapidità con cui si svolgono gli eventi.
Ho scelto di leggere il libro per il titolo, mi dava l’idea di qualcosa che trasportasse in un’altra epoca, in un’altra dimensione. Il vento caldo, metaforicamente, si sa, deve cancellare qualcosa, portare via qualcosa: ma cosa? - mi sono chiesta. L’ho letto e non sono stata delusa.
Consiglia e Antonio sono marito e moglie, lei di origini nobili, lui ricco commerciante. Consiglia scopre che il marito la tradisce con una domestica e che questa volta ci scappa addirittura un figlio. Che fare?

La coppia non ha avuto figli e Consiglia ha sempre saputo che il marito la tradiva. 

Ma questa volta non è più disposta ad accettare tutto in silenzio. Il figlio che sta per nascere è un’umiliazione troppo grossa. Quindi fa allontanare la domestica, le molla anche un bel ceffone – non può sapere che la donna non ha fatto niente per attirare l’uomo, è anch’essa una vittima del sistema – ma le passa una rendita mensile per occuparsi comunque del piccolo.
Dopo questo tradimento, Consiglia allontana dalla sua vita il marito nell’intimità della casa, lo frequenta e si mostra come una moglie solo fuori dalle mura domestiche, per salvare le apparenze. Ma l’amore è distrutto.
La domestica, Annita, vedova, povera e con altri figli a carico, non riesce in alcun modo ad affezionarsi al piccolo che non aveva cercato né voluto.
Accetta i soldi della contessa, ma trova il modo di allontanare il bambino, continuando a prendere i soldi di Consiglia.
Pian piano scopriamo chi è davvero Consiglia e capiamo perché ha agito in quel modo, perché questo figlio la umilia e la rattrista così tanto. E assistiamo alla trasformazione del marito che non vuole darsi per vinto e vuole riconquistare la moglie.
Rimaniamo così in attesa del seguito, del finale, perché potremmo aspettarci di tutto. Nutriamo però la speranza che questa volta ci sia il margine per una seconda possibilità: dopo squallide storie di dolore, tradimenti, pregiudizi, stupri, abbandoni, sarà anche il vento caldo di scirocco che aiuta a spazzare via brutti ricordi, cattive decisioni, e permette un finale inaspettato?
Ecco, dunque: è proprio questo bambino, il figlio della colpa, il filo conduttore del libro. Non voglio svelare il destino del piccolo, ma dopo una vita tra umiliazioni, tradimenti e ipocrisie degli adulti che gli stanno intorno ad occuparsi di cose da fimmine e da masculi, deve uscire qualcosa di speciale.
Narrato con una scrittura scorrevole, pulita e punte di ironia e battute simpatiche, Maria Lucia Ferlisi ci indirizza piacevolmente verso una commedia piuttosto che una tragedia, senza attardarsi su facili moralismi.

Un-leggero-caldo-vento-di-scirocco

Un leggero caldo vento di scirocco

Pregiudizi ed ipocrisia sono lo sfondo della storia ambientata negli anni trenta a Marsala, piccola città siciliana. Consiglia, contessa, sposata con Antonio, ricco commerciante di vino, scopre che il marito ha messo incinta una loro domestica. La donna è sempre stata consapevole dei tradimenti del coniuge ma non può sopportare l'umiliazione di un figlio, che lei invece non ha potuto concepire. Allontanata la domestica dal paese, la paga per non rivelare la paternità del bambino che sta per nascere. 
Annita, la domestica, che non ha mai accettato la gravidanza e la nascita del figlio, nato durante la vedovanza, ben presto lo abbandonerà. 
La mancanza di un figlio pesa nell'esistenza di Consiglia, come un macigno, rendendola infelice e lacerata dai ricordi del passato, ma a volte il vento caldo dello scirocco riesce a spazzare via tutti i ricordi di una vita e dare una seconda opportunità.

di Maria Lucia Ferlisi | Leucotea | Narrativa
ISBN 978-8899067489 | cartaceo 9,00€ | ebook 5,99€ Acquista


Paola Casadei
In origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier con la famiglia.
L'elefante è già in valigia, Lettere Animate Editore.
Malgré-nous. Contro la nostra volontà, traduzione, Ensemble Edizioni.
Dal buio alla luce. Il bisso marino e Chiara Vigo, traduzione, Cartabianca Editore.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...