• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

[Libri] "Dopo di te" di Jojo Moyes, recensione di Elena Genero Santoro

Dopo-di-te-recensione

Dopo di te di Jojo Moyes, Mondadori, 2016. L'attesissimo seguito di Io prima di te: quando finisce una storia, ne inizia un'altra.

Ho amato e odiato (e recensito) Io prima di te” di Jojo Moyes e non ho potuto fare a meno di leggere il seguito, Dopo di te.
Prima di farlo però mi sono tolta il gusto di andare al cinema a vedere la trasposizione cinematografica del primo libro, quindi volevo spendere due parole anche per questo. 
Raramente mi è capitato di vedere un film tanto fedele al libro e così ben realizzato. I personaggi e l’ambientazione erano esattamente come me li ero immaginati, non una virgola diversi. Una superlativa Emilia Clarke (sì, quella del Trono di Spade) nei panni della scoppiettante Louisa Clark ha reso la protagonista alla perfezione. Louisa era deliziosa in quelle mise colorate, improbabile, piene di fiori, di fantasie, di allegria. Qualche differenza rispetto al libro ovviamente c’era e riguardava i personaggi minori le cui vicissitudini sono state sfumate, ridotte. Ma l’adattamento è stato davvero minimo. Il corpo della storia, gli episodi salienti tra Louisa e il tetrapleglico Will Traynor ci sono tutti. Persino i dialoghi, riuscivo ad anticiparli perché nei punti cruciali li conoscevo a memoria ed erano identici. Sono uscita piangendo sebbene conoscessi già il tragico finale.


E poi la storia come prosegue? 

Se il primo libro sembra strizzare l’occhio all’eutanasia, considerandola come una soluzione praticabile, il secondo libro ci ricorda che comunque, per chi rimane, “il dopo” non è affatto semplice
Louisa, dopo aver speso mesi a viaggiare e aver dilapidato il patrimonio che Will le ha lasciato, si è comprata un appartamento a Londra e lavora come personale di terra nel bar di un aeroporto. Ha un capo rompiscatole e deve indossare un abbigliamento umiliante, altro che i vestitini colorati del primo libro. Ma una sera, ubriaca fradicia, cade dal tetto (quinto piano) e non muore solo perché frenata da un tendone. 
Questo serve a riavvicinarla ai suoi genitori. La madre ancora non le parlava, perché la riteneva complice del suicidio di Mr. Traynor. 
Nella prima parte del libro, si risente ancora della mentalità bigotta anglosassone e Louisa si pone molti problemi su “cosa dirà la gente” su di lei che ha assistito Will nel momento della morte; poi questo aspetto sfuma completamente e dopo un po’ non viene più nemmeno sfiorato. Anche il fugace incontro con l’ex fidanzato meschinello Patrick è un episodio autoconclusivo. 
La salute fisica di Louisa migliora, ma non quella mentale. Ed è proprio al gruppo di autoaiuto che conosce Sam e riconosce in lui il paramedico che l’ha salvata dopo la caduta
Inizia una frequentazione, ma Louisa è sempre incerta, sempre legata al passato, sempre innamorata del fantasma di Will. 
Finché la sua vita non viene stravolta da Lily, sedicenne che le si installa in casa: è la figlia che Will non aveva mai conosciuto.

La domanda a quel punto sorge spontanea: Will avrebbe scelto la morte se avesse saputo di essere padre di una ragazzina? 

Alla questione non viene data una risposta, anche perché Lily è tutt’altro che una adolescente semplice: è lunatica, problematica, ha un pessimo rapporto con la madre e con il patrigno, scappa di casa, frequenta ragazzi poco raccomandabili e alza un po’ il gomito. Quindi Louisa è parecchio occupata e impiega buona parte del suo tempo per aiutarla (lei non vuole tornare a casa sua). Quando Lily sparisce farà di tutto per ritrovarla.
Il libro si focalizza principalmente sui sentimenti, per buona parte della narrazione.
Poi, superata la metà del testo, viene presentato anche un argomento di attualità: Lily è scostante anche perché vittima di bullismo, perché un ragazzo la ricatta con una foto compromettente e la soluzione sembra essere ancora peggiore del male. Ma è una parentesi e si torna al sentimento, al dolore, alla difficoltà ad andare avanti.
Il padre di Will si è risposato e ha avuto pure una figlia. La madre Camilla ha lasciato il paese per la vergogna e per il dolore, vive da sola, è disperata e non si cura nemmeno di se stessa.
Ma l’arrivo di Lily ha qualcosa di salvifico. Lily riesce a darle la motivazione nuova che aveva completamente perduto.

Il finale è positivo, pieno di speranza per tutti. 

Vengono persino superate le differenze di classe che nel primo libro erano tanto marcate e Camilla tratta Louisa, finalmente, come una sua pari. Perché quando si ha perso un figlio non c’è nobiltà che tenga, solo disperazione, e quella accomuna tutti.
Consiglio la lettura di questo libro, che mi è sì piaciuto, ma un po’ meno dell’altro, a tutti quelli che vogliono sapere come va a finire. La storia, come sempre, è delicata e ben scritta, ma forse manca un po’ la magia e l’originalità del primo romanzo. Lily è una figura ben delineata e caratterizzata, ma completamente funzionale alla risoluzione dei problemi di tutta la famiglia. È una Will-sostituta che compensa l’assenza dell’originale. Ci si domanda come sarebbe andata a finire per i protagonisti, e soprattutto per Camilla, se questa provvidenziale e improbabile ragazza non fosse saltata fuori dal nulla. Purtroppo la risposta non sembra confortante.

Dopo-di-te

Dopo di te

Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?
Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.
A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.
Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.
Questo romanzo, appassionante e mai scontato, è l'attesissimo seguito del bestseller internazionale Io prima di te. Jojo Moyes ha deciso di scriverlo dopo che per tre anni è stata letteralmente sommersa dalle lettere e dalle e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto l'indimenticabile protagonista Lou.

di Jojo Moyes | Mondadori | Romance
ISBN 978-8804660583 | cartaceo 15,30€ | ebook 9,99€ Acquista

gli-scrittori-della-porta-accanto

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
SCHEDA DELL'AUTORE

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...