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[Viaggi] In Patagonia, tra i tempanos del Lago Argentino, di Emanuele Zanardini

ghiacciai-Argentina

Cronache del ghiaccio, parte seconda: dalla camminata sul Perito Moreno ai tempano del Lago Argentino, in Patagonia.

Lui la invita a chiudere gli occhi e a dargli la mano. Lei obbedisce. La fa salire sulla ringhiera. È titubante, non capisce dove vuole andare a parare.
Jack: Ti fidi di me?
Rose: Mi fido di te.
Lentamente le fa aprire le braccia, mentre l'aria scompiglia i capelli e agita i vestiti.
Jack: Apri gli occhi.
Rose li apre lentamente e… splash! Uno spruzzo d'acqua gelida colpisce l'obiettivo della macchina fotografica.

No, non sono Jack Dawson e neppure Rose De Witt Bukater, con il suo antipaticissimo fidanzato. E non siamo sulla prua del Titanic.
Ai passeggeri stipati sulle punte del catamarano, i primi tempanos (iceberg) all'orizzonte non fanno paura. Anzi, sono le Guest Star dello spettacolo.
Siamo salpati dal porto di Punta Bandera di primo mattino, quando il sole ancora basso colorava di rosa le montagne e le nuvole di tonalità gialle. Ritorno sul Lago Argentino, a bordo di un catamarano di linea, il giorno dopo aver camminato sul Perito Moreno (In Patagonia, sul dorso del ghiacciaio Perito Moreno), per addentrarci verso gli altri ghiacciai del Parque Nacional los Glaciares (Viedma, Upsala, Spegazzini e Onelli). Una corona di montagne affascinanti cinge il lago tutto attorno. Visto dal satellite, ricorda un calamaro. Il corpo principale, di fronte al paese di El Calafate, si dirama in diversi bracci, come i tentacoli del mollusco.
La Patagonia! È un’amante difficile. Lancia il suo incantesimo. Un’ammaliatrice! Ti stringe nelle sue braccia e non ti lascia più.
In Patagonia, Bruce Chatwin. 

Upsala, il ghiacciaio più esteso dell'Argentina, nel cuore del Parque Nacional los Glaciares.

ghiacciai-Patagonia
La superficie dell'acqua è grigio argento, mossa dai potenti motori dell'imbarcazione. I primi piccoli iceberg, lo suggerisce il colore bianco, sembrano agnellini dispersi dal resto del gregge. È  un preludio allo spettacolo che si mostra ai nostri occhi, quando giungiamo in vista del fronte dell'Upsala. Questo è il ghiacciaio più esteso dell'Argentina, con i suoi 870 Km2 (solo il Pio XI, in Cile, è più esteso). Deve il suo nome all'università svedese di Uppsala, la prima a eseguire un'indagine glaciologica della zona nel XX secolo.
L'imbarcazione ferma i motori. Le enormi masse di ghiaccio che affiorano dalla superficie, non sono altro che una piccola parte del volume complessivo. Fino al 90% della loro massa rimane sott'acqua e famoso è quello che provocò l'affondamento del Titanic, il 14 aprile del 1912.
L'aria attorno a noi è gelida, gli spruzzi bagnano l'obiettivo della macchina fotografica. I passeggeri sono in fibrillazione e si accalcano sui ponti di coperta del catamarano. Le nuvole che incappucciavano i monti si alzano, permettendo alla luce del sole di far brillare le superfici candide del ghiaccio.
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez.

coriciera-Patagonia

I tempanos hanno le forme più curiose. 

Alcuni sono piccoli sassi di ghiaccio, altri hanno le dimensioni di un edificio. Quando sono azzurri, significa che la corrente li ha appena scaravoltati. Sono quasi trasparenti, come uno spesso vetro azzurro, certi hanno protuberanze come grandi gocce o lacrime. I turisti si mettono in posa e i fotografi ufficiali del tour li immortalano in espressioni buffe, di gioia, oppure in prospettiva che sembrano toccare il ghiaccio con la mano o con il dito.
Ci crogioliamo nel lento ondeggiare dell'imbarcazione. Invertiamo la marcia per raggiungere l'ultimo punto di osservazione, dinanzi al ghiacciaio Spegazzini. Dietro di noi calano nubi scure sulle cime innevate. I colori sono così intensi e carichi, il sole si rifrange sulle onde nella scia del catamarano. Due donne si avvicinano. Hanno letto la scritta ITALIA sulla mia berretta. Entrambe parlano italiano, anche se una è brasiliana, Scheila, e l'altra Russa, Irene. L'ultima vive a Toronto, in Canada, mentre Scheila lavora per una nota marca nostrana di pneumatici con fabbriche in Brasile. Irene è in pensione. Praticamente è fuggita dalla Russia e non ha parole tenere per chi la governa. Tutti e tre amiamo viaggiare. Siamo capaci di godere delle meraviglie del mondo. Ci sentiamo a casa dappertutto, perché casa la portiamo sempre nel cuore.


È l'ultima sera in Patagonia. 

Borges-y-Alvarez-Libro-bar
Decido di festeggiare in un bel posto, al primo piano di un complesso di negozietti e bar. I gradini delle scale sono come i dorsi di altrettanti libri. Si chiama Borges y Alvarez Libro-bar. L'arredamento è molto bello, tutto in legno, caldo per un luogo come questo "regno dei ghiacci". Accogliente, con una enorme libreria stipata di volumi. Ne scelgo uno di fotografia, che descrive tutta l'Argentina. Intanto attendo che mi venga servito il mate, con una medialuna, che altro non è se non un piccolo cornetto.
Rivedo i luoghi che ho visitato in questi giorni in Patagonia, ma anche in precedenza al nord, quasi al confine con Perù e Cile. E ne scopro molti altri, che sembrano chiamarmi dalla pagine patinate del grosso volume.
Aspiro l'ultima goccia di Mate.
Domani si parte, ma so che una partenza conduce inevitabilmente a un nuovo arrivo. 
Siamo viaggiatori.

Emanuele-Zanardini

Emanuele Zanardini
Ho scavallato l'età della scuola senza infamia e senza lode... e ancora sto “immaginando” cosa farò “da grande”.
Ho toccato il suolo dei cinque continenti, ho visto il mondo, senza avere la pretesa di averlo capito. Eppure in ogni luogo ho trovato una storia. E ho deciso di raccontarle!
Mi sento un uomo in viaggio (d'amore), Selfpublished.
La guerra è finita, andate in pace, bookabook.

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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