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In primo piano

[Libri] Paolo Barrasso presenta "Cristallide - Sempre in bilico" nell'intervista di Elena Genero Santoro

Paolo-Barrasso-Cristallide-Sempre-bilico-presentazione-anteprima

In anteprima Cristallide - Sempre in bilico di Paolo Barrasso, 2016. Una storia d'amore a un passo dall'abisso.


Paolo-Barrasso-Cristallide-Sempre-bilico
CRISTALLIDE - SEMPRE IN BILICO
di Paolo Barrasso
Selfpublishing
Romance, Romanzo di formazione
ISBN 9788891009128

Una videocassetta galeotta e la ricerca affannata delle emozioni più vere. Parte così la storia di Diletta, che non si priva di vivere alcun rapporto fin quando non incontra il più maturo Andrea, che ferma la sua corsa e pone fine all'equilibrio nella sua vita. Una storia controversa che comprometterà il rapporto con il padre e le farà sentire il profumo dei fiori d'arancio. Si ritroverà allora a sfiorare l'olimpo della felicità fino all’arrivo di Siria e di un gesto inconsulto che la faranno giungere a un passo dell'abisso, per un epilogo assolutamente mozzafiato.



L'autore racconta


Paolo-Barrasso
Raccontaci qualcosa di te: chi è Paolo Barrasso nella vita di tutti i giorni?
Paolo Barrasso è un ragazzo ventitreenne di Grottaminarda (Av), guidato da un’irrefrenabile curiosità che gli ha permesso di togliersi già diverse soddisfazioni. Si è così laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Salerno, ove sta proseguendo gli studi nel corso magistrale di Comunicazione d’impresa, ha collaborato con diversi giornali locali, ha visto la pubblicazione di sue poesie e racconti in alcune antologie ed è anche speaker radiofonico.

Questo è il primo romanzo che pubblichi? 
Ho già pubblicato tre anni fa il mio primo romanzo dal titolo “Cenere e luce”. Si è trattata di un’esperienza unica che ha letteralmente travolto la mia vita da ventenne. Ho vissuto un’emozione continua grazie alle numerose recensioni ottenute, tra cui un pensiero che mi è particolarmente caro in quanto arrivato addirittura dalla penna di Papa Francesco.

Veniamo al libro, “Cristallide – Sempre in bilico”. Com’è nata l’idea?
L’idea di continuare a scrivere l’ho avuto sin dal momento in cui ho terminato il primo lavoro. La scrittura per me è davvero una ragione di vita, uno sfogo intimo e personale che certamente non abbandonerà mai i miei giorni. Ad ogni modo dopo la prima esperienza letteraria, si è pian piano sviluppato in me un certo desiderio di mettermi nuovamente in gioco, per testare la mia eventuale evoluzione nella scrittura e, soprattutto, per mettere alla luce una storia molto più matura.

È un romanzo sentimentale e di formazione. Ci racconti di che cosa parla? A quale genere appartiene?
Il romanzo prende vita dalla protagonista Diletta che, da perfetta ventenne, aveva l’abitudine di affrontare la vita con leggerezza, senza precludersi alcuna avventura, almeno fin quando non incontra il più maturo Andrea che mette fine all’equilibrio dei suoi giorni. Da quel momento in poi la sua crescita subirà un’assoluta accelerazione che le farà bruciare tappe che normalmente avrebbero un passo differente, giungendo comunque ad una felicità smisurata e ad un epilogo assolutamente mozzafiato. Gran parte della storia si concentra proprio nelle ultimissime pagine del libro, che tra l’altro sono state la prima immagine che ho avuto in mente sin dall’inizio.
Carattere molto importante ha anche l’amore, che non deve essere considerato nella sua più comune accezione fisica, ma come vero e proprio sentimento che si può provare per qualsiasi cosa, che si tratti anche di un oggetto o di una passione.         

Qual è il target cui ti rivolgi? Che tipo di lettori ambisci a conquistare?
Considerata l’età dei protagonisti, tra i venti e i trenta, si potrebbe individuare in tale fascia il pubblico di riferimento. Questa però potrebbe essere una visione limitata poiché il romanzo si evolve in modo tale da poter toccare chiunque. Gli argomenti proposti e gli episodi narrati sono così svariati che davvero chiunque ha la possibilità di immedesimarsi nella storia e vivere la potenza delle parole proprio come se si riferissero alla propria vita.

Sei un uomo, ma la protagonista del libro, Diletta, è una donna. Come sei riuscito a immedesimarti in una psicologia femminile?
Non è stato assolutamente facile, perché si sa che provare a capire le donne può ritenersi tra le imprese più difficili al mondo. Ironia a parte, è un pensiero che mi ha subito affascinato e che mi ha offerto una sfida interessante. In particolare, da quando ho preso la decisione di parlare attraverso gli occhi di una ragazza, ho cominciato ad osservare ancor più minuziosamente le donne che ho incontrato, arrivando a captare tanti dettagli che mi sono stati molto utili.

Una vita alla ricerca di un equilibrio, l’abisso a un passo. Quanto ti ha coinvolto intimamente la stesura di questo romanzo? C’è qualcosa di autobiografico?
Mi ha coinvolto tanto perché affronta una delle mie riflessioni più ricorrenti. Molto spesso mi chiedo quanto si possa passare tanto tempo a fare programmi che, in un solo attimo e per qualche singolare evento, vengono completamente stravolti. E cosi è nata l’idea di accomunare gli uomini a dei cristalli, esseri rari e assai fragili, spesso, come mostrato in copertina, delle pedine che vengono manovrate a piacimento da chi gestisce di sua sponte il nostro destino.
Non si tratta della mia storia o meglio di qualche storia con cui sono venuto strettamente a contatto, però le tematiche e alcuni episodi sono sicuramente stati ispirati da cose che la società odierna mi ha dato modo di vedere.      

Per scrivere questo libro hai dovuto svolgere delle ricerche?          
Sì, ci sono stati dei punti che mi hanno condotto a svolgere particolari ricerche. Questo è stato un aspetto molto fruttuoso perché ha fatto sì che potessi arricchire le mie conoscenze e offrire importanti dettagli ai lettori. Tra gli aspetti che mi hanno spinto maggiormente a documentarmi, c’è stata la scelta dei vari nomi dei personaggi, che non sono mai stati decisi per un semplice gusto personale.

C’è qualche messaggio particolare che speri di comunicare attraverso questo romanzo?  
Sostanzialmente spero di poter far riflettere i lettori sull’importanza di cogliere tutti quei momenti in grado di farci rendere conto della bellezza della vita. Perché accorgersene quando è troppo tardi equivale ad una beffa pazzesca. Ci sono comunque altri argomenti che dovrebbero far pensare molto: il rapporto genitore e figlio e la concezione della donna, considerata nelle sue immani potenzialità e per i trattamenti che le possono essere riservati.

Il finale chi l’ha deciso? Tu o i tuoi personaggi?        
Come dicevo precedentemente il finale è più che mai un punto nevralgico in questa storia. Si tratta di un susseguirsi di scene nate molto prima dei personaggi, che comunque con i loro percorsi hanno finito per impreziosirlo ulteriormente.

Grazie per essere stato con noi, Paolo. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.
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Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, ebook Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, 0111 Edizioni.
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.

About Elena Genero Santoro

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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