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[Libri] “Le stelle di Srebrenica” di Daniela Quadri, recensione di Tiziana Viganò

Le-stelle-di-Srebrenica-Daniela-Quadri-recensione

Le stelle di Srebrenica, di Daniela Quadri, Leucotea, 2015. Un omaggio alle vittime di Bosnia, “stelle cadute dal cielo freddo” di Sarajevo e Srebrenica.

Si parla sempre troppo poco della guerra serbo-bosniaca, così vicina a noi, è del 1992/95, dove si compirono efferate azioni di guerra e pulizia etnica (e sappiamo quali orrori e violenze si celino dietro questa parola politically correct), delitti contro l’umanità. Tra i motivi del silenzio ci sono anche, e non solo, la connivenza tra alcuni reparti dei caschi blu dell’ONU e il criminale di guerra generale Ratko Mladic, che rende complice la coscienza degli occidentali.
La storia attuale dello splendido romanzo di Daniela Quadri vede una giovane giornalista brianzola, Marta Valtorta, che incontra una donna bosniaca, Elma: una superstite del massacro di Srebrenica, dove hanno trovato orribile morte la madre e il fratello, e delle vicende di Sarajevo, dove, per salvarsi dalla prostituzione, finisce nelle mani di un delinquente che la porta in Italia, ma che finirà per minacciare lei e la figlia Nadia
Solo l’intervento di Marta, protetta e sorretta dall’appuntato dei carabinieri Nardone, riuscirà a salvarle. 
L’incontro delle due donne chiude il cerchio di una storia cominciata del 1943, quando il bisnonno di Marta, Gustavo, aveva vissuto le durissime e tragiche vicende della guerra del Montenegro, finita con la “Caporetto del Cattaro”.

Molte linee narrative s’intrecciano in questo romanzo con flashback storici interessanti e coinvolgenti, radici da cui si dipartono il tronco e i rami del presente.

Nei capitoli in cui racconta episodi della seconda guerra mondiale e della guerra serbo-bosniaca è evidente la competenza della scrittrice, anche nei dettagli: conosce bene i fatti e i luoghi e sa trasmettere al lettore le emozioni dei protagonisti.
Poi ci riporta con grande perizia narrativa ai fatti del presente, descrivendo in profondità la psicologia dei personaggi: le figure, anche i camei, sono curati nei particolari.
L’ambientazione nei paesi della Brianza lombarda è resa con pennellate sicure, con un linguaggio ricco di immagini e di metafore, fluido e curatissimo, che si colora con frasi dialettali.
Daniela Quadrio definisce la scrittura come il pensiero magico, che piega la realtà alla fantasia e la trasfigura, permette all’autore di sublimare le proprie emozioni e i propri demoni, portandoli su altri livelli, riversandoli poi nei suoi personaggi.
Le stelle di Srebrenica è un libro ricco di stimoli e di storie: con grande abilità la scrittrice lega tutte le vicende, le incastra come i pezzi colorati di un intarsio, ma le porge al lettore con grande emozione, regalandogli un libro che fa riflettere, commuovere e appassionare.
C’era un tempo in cui i bambini di Sarajevo erano tutti uguali. Nessuno avrebbe saputo distinguerli, nemmeno le loro madri, tanto erano uguali. Parlavano la stessa lingua, portavano gli stessi vestiti e giocavano insieme. Giocavano nella grande piazza con la fontana che zampillava allegra e accompagnava le loro risate e i loro strilli. Giocavano insieme tutti i giorni, tranne quando andavano a pregare con le loro famiglie.
Alcuni andavano il venerdì alla moschea, altri il sabato alla sinagoga ed altri la domenica in chiesa. Ma quello che pregavano era lo stesso Dio e tutti i bambini lo pregavano perché i loro giochi nella grande piazza fossero sempre felici.
Un giorno un mago cattivo, che non era mai stato bambino ed era invidioso dei loro giochi, arrivò a Sarajevo…

Le-stelle-di-Srebrenica

Le stelle di Srebrenica

Le vite di due donne, Marta Valtorta, giornalista free-lance in una piccola redazione brianzola, e Elma Osmanovic, arrivata in Italia per sfuggire agli orrori della guerra in Bosnia-Erzegovina, s’intrecciano casualmente. 
La caccia a un piccolo malavitoso slavo, Tarik Mulavdic, boss emergente di una organizzazione criminale che traffica in droga e donne, le fa incontrare in circostanze equivoche.
L’amore per Nadia, la figlia affetta da Sindrome di Down di Elma, le unirà in un legame così profondo, che Elma deciderà di svelare proprio a Marta l’orribile morte della madre e del fratello nel giorno del massacro di Srebrenica e la sua discesa nell’inferno di un bordello a Sarajevo.


 di Daniela Quadri | Leucotea | Narrativa
ISBN 978-8899067366 | cartaceo 15,00€ | ebook 5,99€


Tiziana Viganò
Le idee migliori per scrivere, gli incipit e i finali si insinuano nella mia mente in quell’ora del mattino che precede di poco il risveglio, come nella nebbia, mentre sono ben sveglia quando in cucina mi diverto a inventare ai fornelli e sperimentare intrugli con erbe e spezie. Viaggiare è la mia passione e il mondo delle donne sta al centro dei miei interessi di scrittrice.
Milano in 100 parole, Giulio Perrone Editore.
Come le donne, PM Edizioni.
Sinfonia nera in quattro tempi, Youcanprint.
L'onda lunga del Titanic, Macchione.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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