• Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scritri della accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto
  • Gli scrittori della porta accanto

In primo piano

Sogno di studiare: il sostegno a distanza dell'associazione Bhalobasa, di Claudia Gerini

Sogno-studiare-sostegno-distanza-associazione-Bhalobasa

L'associazione Bhalobasa opera in India, Uganda, Repubblica democratica del Congo, Tanzania e Burkina Faso. Sogno di studiare è il suo progetto di sostegno a distanza per aiutare i bambini dei paesi più poveri del mondo.

Alla fine l'ho fatto. Dopo tanto pensare, ponderare, valutare le varie associazioni che si occupavano di sostegni a distanza, un giorno, di fronte a un'associazione locale che già conoscevo, l'ho fatto, ho preso il computer in mano e ho aderito a questa iniziativa.
L'associazione di cui sto parlando è Bhalobasa, fondata dal sacerdote Don Armando Zappolini, da sempre impegnato su più fronti nella solidarietà e nell'aiuto ai più bisognosi, con sede a Perignano, in provincia di Pisa ed è gestita da tanti volontari che sono ormai diventati una grande famiglia.
Tanti sono i progetti e le iniziative di cui si occupa. Io ne sono venuta a conoscenza quando stavo cercando delle bomboniere solidali per il battesimo del mio secondogenito. Avevo infatti deciso che le bomboniere sarebbero state semplici e poco impegnative e che più che fare figura su una mensola o in una vetrina o finire nel dimenticatoio avrebbero dovuto avere uno scopo. Uno scopo che potesse essere di aiuto a qualcuno. In quell'occasione avevamo scelto di aderire a un progetto che mirava all'acquisto di animali da cortile (oche e galline) per la sussistenza di alcune famiglie del Burkina Faso. La cosa più bella è stata ricevere, tempo dopo, la lettera che mi informava di quello che, con i pochi spiccioli che avevo donato, erano riusciti a comprare. 
Quando mi è balenata in testa l'idea di un sostegno a distanza, per potermi rendere utile in qualche modo anche da qui, mi sono guardata un po' in giro su internet: tante sono le associazioni, anche a livello nazionale, che si occupano di queste cose. Ma più cercavo e più ero confusa. Così mi è tornata alla mente Bhalobasa, e il suo impegno quotidiano per la solidarietà. Sul sito dell'associazione viene spiegato nel dettaglio in cosa consista il sostegno a distanza e come funzioni il progetto che loro chiamano SDS, ossia sogno di studiare: con un contributo che per noi è sicuramente accessibile si permette a un bambino o una bambina di uno dei paesi più poveri del mondo di continuare o intraprendere gli studi.



I paesi in cui si trovano questi bambini sono India, Uganda, Repubblica democratica del Congo, Tanzania, Burkina Faso. Io ho scelto la Tanzania, ma avrei potuto scegliere qualsiasi altro posto, per simpatia, semplicemente perché ho conosciuto questa terra e ho imparato ad apprezzarla attraverso i racconti di mia sorella che in passato ha lavorato lì e che ancora, dopo tanti anni, la porta nel cuore.

La soddisfazione che ho provato subito dopo aver premuto il tasto invio è indescrivibile. 

Mi è sembrato di far parte di qualcosa di grande, mi è sembrato finalmente di poter essere utile a qualcosa in questo mondo malato, dove ci scagliamo sempre verso gli ultimi e i più deboli.
Quando poi, dopo qualche giorno, mi è stato comunicato, da un volontario gentilissimo e super disponibile ad ascoltare le domande di una novellina come me, che mi fosse stata assegnata una bambina di otto anni che vive su un'isoletta sperduta del lago Vittoria, sono scoppiata a piangere di gioia. Mi è sembrato che questa bambina fosse diventata in qualche modo un po' anche mia. Poi è arrivata una lettera dove c'erano la scheda della piccola e la sua foto. E lì mi sono innamorata. Innamorata di quegli occhioni scuri, di quello sguardo triste che guarda l'obiettivo della fotocamera. Ma ho immaginato i sorrisi, i sorrisi che questo scricciolino può fare magari alla sua mamma o al suo babbo o ai suoi sei tra fratelli e sorelle. Sì, perché la famiglia di Agonza è numerosa: lei ha la fortuna di avere i genitori, certo, molti bambini invece sono orfani, ma loro non riescono a sostenere le spese per l'istruzione dei figli e senza il nostro aiuto non potrebbe studiare. Studiare, invece, in paesi poveri come il suo, è importante e spesso l'unica strada per poter avere un futuro migliore
Fare del bene è terapeutico, soprattutto verso noi stessi. Cura ferite, è cibo per l'anima. In più è anche utile per chi ha davvero bisogno di sostentamento. Un modo per vederli sorridere da lontano.

Claudia-Gerini

Claudia Gerini
Claudia Gerini nasce a Pontedera negli anni ’70. Completa il liceo linguistico e collabora saltuariamente con un’importante testata giornalistica. Poi abbandona gli studi e le passioni per un impiego fisso. Da più di 15 anni infatti lavora nel reparto gastronomia di un supermercato. Adora la sua famiglia ed è ciò a cui si è ispirata per scrivere questo suo primo romanzo.
Il sogno di Giulia, Lettere Animate.

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
    Commenta con Blogger
    Commenta con Facebook

0 commenti:

Posta un commento

Ti siamo davvero riconoscenti per il tempo che ci hai dedicato. Se sei stato bene in nostra compagnia, perché non ci lasci un commento o ci offri un caffè? Grazie!

Breaking News

Dal nostro archivio

La Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze, per dire basta alle spose bambine, una rivoluzione (arancione) necessaria, di Stefania Bergo

Oggi si celebra in tutto il mondo la V Giornata Internazionale delle bambine e delle ragazze . Una giornata di sensibilizzazione, per il d...