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[Inediti d'autore] "Storie di un'assistente turistica a Zanzibar - Il gradimento", racconto di Valentina Gerini

Storie di un'assistente turistica a Zanzibar, racconto - cover

STORIE DI UN'ASSISTENTE TURISTICA A ZANZIBAR
Il gradimento

Dopo tre giorni, da quando quel gentilissimo ospite le aveva vomitato sulla divisa, l'assistente non si era ancora ripresa. Poi c'erano stati, in ordine di successione: un black-out, una giornata spesa appresso a un cliente che aveva dichiarato di avere «un formicaio di vespe in camera» e si era rifiutato di entrare in stanza finché non fossero state tolte tutte le api, e un paio di ore di assistenza fatta in un hotel a sud dell'isola, a Makunduchi, lontano circa due ore da Kendwa, dove si trovava il villaggio turistico nel quale prevalentemente lavorava e alloggiava.
Insomma, fisicamente e mentalmente era piuttosto distrutta. Erano trascorsi cinque mesi dal suo arrivo sull'isola e la stanchezza iniziava a farsi sentire. La nostalgia di casa ogni tanto l'attanagliava anche se, lo sapeva benissimo, rimettersi le scarpe sarebbe stata una questione molto difficile da superare. Cinque mesi trascorsi in infradito o con la pianta dei piedi a contatto con la sabbia, erano un bel lasso di tempo.
Quindi, distesa sul suo letto, si mise a pensare cosa stessero facendo quei pochi amici che le erano rimasti a casa. Sicuramente, a quell'ora, stavano facendo un aperitivo al solito bar, mangiando pasta fritta e prosciutto crudo come se non ci fosse un domani. Se li immaginava, dopo che avevano pagato quattro o cinque euro per un cocktail, strafogarsi di antipasti e finger food, e in loro rivedeva gli ospiti del resort all'apertura del buffet: sembrava una corsa contro il tempo, un fuggi fuggi generale per accaparrarsi un piatto di pasta o una fetta di torta, come se non avessero mai visto del cibo in vita loro. Le venne da ridere, il paragone amici-ospiti la faceva ridere perché in tutti gli anni che aveva lavorato non aveva mai stretto grande relazione con i clienti. Qualche chiacchiera, questo sì, due sorrisi, ma niente di più. Sapeva benissimo che una confidenza in più oggi, sarebbe stata un problema irrisolvibile domani. E poi, ne aveva visti di ignoranti... Le venne in mente un episodio, accaduto in Grecia anni prima. Un ragazzo bellissimo, pieno di tatuaggi e con fisico così perfetto da sembrare un modello, davanti al ristorante leggeva il menù e le chiese: «Lunch menù... che cos'è lunch?».
Scacciò gli ospiti dalla sua mente e tornò a pensare agli amici. Col tempo, stagione dopo stagione, gli amici erano iniziati a diminuire e gliene erano rimasti soltanto tre. Comprensibile...

Lei a casa non c'era praticamente mai e, quando c'era, rimaneva per un massimo di 15 giorni, per poi dirigersi in una nuova destinazione per un'altra avventura. 

Alcuni si stufavano di aspettare e non si facevano più sentire. Ma gli amici veri, invece, erano rimasti ed era fantastico ritrovarli e rendersi conto che i mesi passati sembravano soltanto pochi giorni. E poi, doveva ammetterlo, le stagioni le avevano portato via alcuni amici, certo, ma gliene avevano regalati tanti altri: gente con cui aveva condiviso esperienze fantastiche, nottate tragiche in aeroporto, situazioni comiche, deliri, insonnie, ubriacature, problemi irrisolvibili, voli con ritardi infiniti... Con queste persone, conosciute sul lavoro, con le quali a volte aveva condiviso l'alloggio, si era creato un legame più forte di ogni distanza che poi li avrebbe separati. E allora sapeva che, oltre a quei tre amici di una vita a casa, in giro per il mondo ne aveva tanti altri e che forse, un giorno, li avrebbe rivisti. O forse no.
E sul letto, mentre pensava a questa sua vita un po' stramba e a questo suo lavoro comprensibile solo a chi era del settore, si stava quasi per addormentare. Ma il telefono squillò. Era la sua collega che le ricordava che quella sera, all'entrata del ristorante, avrebbero dovuto consegnare agli ospiti le schede di gradimento.
Le schede di gradimento.
Gran cosa. Ma non stava a lei decidere se consegnarle o meno. Si doveva fare, su disposizioni della sede.
Così, stanchezza più stanchezza meno, si era alzata, vestita con l'uniforme leggermente sgualcita, ed era scesa giù fino al ristorante. Il sole era già calato in mare da un po'. Si era persa il tramonto quella sera e la cosa non accadeva quasi mai. Guai a perdersene uno! Per quanto ancora la sua vista sarebbe stata deliziata da tramonti così belli? Non lo sapeva, perciò non mancava mai di osservarne uno. La notte era scesa ed erano state accese tutte le fiaccole lungo le stradine del villaggio, fino alla spiaggia. Il black-out, ormai risolto, aveva fulminato tutti i lampioni, che erano stati prontamente sostituiti con delle fiaccole. Era stata una comica vedere uno ad uno gli ospiti che uscivano dalla stanze per lamentarsi del fatto che mancasse la luce. Spuntavano come funghi lungo le vie del villaggio. Lei e la collega avevano fatto avanti e indietro per tutta la sera a rassicurare che presto la cosa sarebbe stata risolta. Le fiaccole non le dispiacevano, rendevano la notte ancora più bella, più naturale.
Giunse in spiaggia e vide che all'entrata del ristorante i ragazzi dell'animazione erano già in posizione per il "buon appetito". Si fermò un attimo in ufficio per recuperare le schede di gradimento da consegnare alle persone, le penne invece ce le aveva il capo animazione. Era un'operazione ben studiata quella della consegna delle schede, affinché ne venissero compilate il maggior numero possibile. Lei spuntava sulla lista delle partenze la camera degli ospiti, mentre un animatore dava al turista la scheda, una penna e gli spiegava il funzionamento.
«Buonasera, per favore, vi va di compilare questa scheda di gradimento? Vi ricordiamo che i voti vanno da 1 a 5, ma da 1 a 3 il voto viene considerato insufficiente, da 4 a 5 sufficiente. Se ha qualsiasi suggerimento o lamentela utilizzi pure il retro della scheda. Tutti i commenti vengono letti e presi in considerazione dalle nostre assistenti e dal tour operator stesso e poi...». Quello era il momento di fare gli occhi dolci, sguardo languido e bocca a cuoricino. Lo sapevamo tutti, quindi ad un cenno del capo animazione iniziavamo tutti a recitare la parte. E lui, con tutto il suo carisma, pronunciava la fatidica frase.

La scheda di gradimento è la nostra pagella settimanale, siate clementi e obiettivi. 

Una volta consegnate tutte le schede era l'ora di mangiare, ma prima l'assistente doveva posizionare la scatola in cui le schede sarebbero poi state messe dagli ospiti. Un animatore sarebbe rimasto, a turno, accanto alla scatola, per assicurarsi che tutti quelli in uscita dal ristorante consegnassero la scheda. Che poi, quelle benedette schede, all'assistente non importavano granché. Il suo lavoro lo sapeva fare e lo faceva bene. A qualcuno poteva piacere e a qualcuno no. A qualcuno poteva stare simpatica e a qualcuno no. Così è la vita, sul lavoro e nel privato. Ma doveva farle e, alla fine, lei si divertiva a leggere i commenti. Ce n'erano di assurdi!
  • Togliere tutti i ricci dal mare
  • I ragazzi locali del posto sono più bravi di voi
  • Ho mangiato la frutta e si sente che la lavate con la lamuchina
  • Suggeriamo di costruire una passerella che arrivi direttamente in mare
"Ecco, un grande classico", pensava ogni volta che leggeva questo suggerimento.
  • Inserire all'interno del resort un noleggio moto per scoprire l'isola in maniera autonoma
"Ma che sei venuto a Zanzibar in vacanza e non in Grecia te ne sei reso conto?", aveva pensato l'assistente quando aveva letto questo commento.
  • Non è giusto che ci hanno spostato il volo in anticipo e soprattutto che ci facciano scalo a Mombasa. Quelli di Mombasa per me possono tornare a casa per fatti loro
  • La pasta non era sempre al dente
  • Troppo cocco e ananas nel buffet della frutta, a molti bambini e a mio figlio non piacciono
"A molti bambini o solo a tuo figlio?".
  • Mancava l'aria condizionata sull'autobus
"Anche tu lo sai che sei stato in vacanza a Zanzibar?".
  • Gente del posto stupenda e vacanza meravigliosa, sarebbe stato meglio essere senza marito!
  • Viaggio da 25 anni e non mi è mai successo di dover lasciare la stanza alle 2 di notte per prendere un volo che parte alle 7 del mattino. Per il resto tutto bene.
"Dunque, facciamoci due conti", pensò lei quando lesse questo commento, quella sera stessa. "Se il volo parte alle sette del mattino ed è richiesta la tua bella presenza in aeroporto tre ore prima trattando di un volo intercontinentale, significa che dobbiamo arrivare in aeroporto alle quattro. Giusto? Visto che ci si impiega un'ora per arrivare e che la puntualità degli ospiti non è sempre il massimo, è dimostrato, io nel foglio partenze esposto in bacheca scrivo che devi lasciare la camera alle due di notte. Così, anche se arrivi alle due e mezza, siamo sempre in tempo a partire e ad arrivare puntuali". E, mentre faceva questo ragionamento, pensava che probabilmente il gentilissimo che aveva scritto il commento questo calcolo non lo sapeva fare, altrimenti si sarebbe di certo risparmiato l'osservazione.
Al termine della sua cena, consumata come sempre guardando il mare e fantasticando sulla nuova destinazione che le sarebbe stata proposta di lì a poco, raccolse le schede e andò in ufficio a compilare il file dei risultati del gradimento. Dette un'occhiata rapida ai fogli: anche stavolta sarebbe stato uno spasso  leggerle, grazie a tutti quei commenti!

Valentina Gerini

Valentina Gerini
Ho due grandi passioni: i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ho fatto la mia professione, diventando accompagnatrice turistica. La scrittura è il mio hobby. Mi piace avere una vita piena di cose da fare: sono una mamma, lavoro, collaboro con un mensile toscano, mi impegno a portare avanti il progetto Gli scrittori della porta accanto e scrivo libri.
Volevo un marito nero, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione)
La notte delle stelle cadenti, StreetLib - Collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).

About Valentina Gerini

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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4 commenti:

  1. mooolto carino,simpatico e piacevolissimo

    RispondiElimina
  2. Ciao Valentina siamo un po’ anime gemelle..(pur con qualche decennio di differenza...: anch’io ho passato la vita facendo il tour leader (anche se da un po’ non parto più e faccio quasi esclusivamente servizi su Roma) e ho scritto qualche romanzetto.. Fra un po’ dovrei trovare il tempo per pubblicare Il Venditore di Gelati, tutto sul nostro mondo del turismo.. Pensavo di farlo con Ilmiolibri.. self publishing di repubblica.. tu come ti sei trovata con la porta accanto? Ps resti a Zanzibar? Bello? Con che tour operator lavori? Un abbraccio Sergio Grom

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Sergio, grazie per il commento!
      Attualmente non sono a Zanzibar, vivo in Italia e lavoro come tour leader. Dopo Zanzibar ho fatto molte altre stagioni come assistente turistica in giro e poi sono tornata “a casa”. Sto raggruppando questi racconti sull’assistenza turistica e credo ne farò un libro che pubblicherò ancora con Gli Scrittori, che si appoggiano a Streetlib. Mi trovo molto bene, ho passate esperienze con piccole CE ma devo dire che quella del self publishing è un’ottima esperienza ma appoggiarmi a Gli Scrittori significa avere un buon nome alle spalle. :-) sono curiosa di leggere il tuo libro che parla del nostro mondo. Quando decidi che strada intraprendere e lo pubblichi avvisami. Intanto, se ti va, leggi gli altri miei racconti qua pubblicati così magari ti fai due risate in memoria de tempo che fu ahahah un abbraccio!

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