Viaggi post Covid-19: come cambieranno?

Viaggi post Covid-19: come cambieranno?

Viaggi Di Valentina Gerini. Torneremo a viaggiare, questo è certo. Ma come cambieranno i viaggi dopo il Covid-19? Probabilmente saranno più flessibili, controllati e gestibili online.

Il Covid-19 ci ha portato via la normalità. Famiglie lontane, baci neanche a pagarli, mascherine sempre sul viso, mani pulite, aperitivi virtuali, cene virtuali, fiere virtuali... Ma ci sono delle cose che virtuali non possono diventare. Parlo degli abbracci, perché come quelli veri non ce n'é. E parlo dei viaggi. Perché prendere e partire, più o meno organizzati, per visitare un posto nuovo è qualcosa che col virtuale non ha niente a che vedere.

Leggi anche Valentina Gerini | Nozioni di turismo per viaggiatori fai da te

Il turismo è stato senza dubbio uno dei settori più colpiti.

Chi vive di viaggi col Covid-19 si è visto portare via la vita intera (in senso figurato s'intende). Idem chi vive per i viaggi. Quelli che «cascasse il mondo, appena posso prendo un volo», quelli che risparmiano non per comprarsi la macchina nuova, ma per visitare città mai viste, quelli che collezionano timbri sul passaporto o carte di imbarco o calamite sul frigorifero o cartoline (ce ne sono ancora!), quelli che hanno sempre lo zaino pronto perché «non si sa mai salti fuori un'offerta questo week-end», quelli che se non viaggiano si sentono mancare l'aria. Sono tanti. Siamo in tanti. E noi, proprio come chi di turismo ci vive, dall'inizio della pandemia non facciamo altro che pensare a come e quando si potrà viaggiare.
Attenzione, non lo facciamo per sminuire la questione: sappiamo che la salute è la cosa più importante e che senza di quella non si possono fare nemmeno i viaggi. Ma siamo fatti così, noi abbiamo un chiodo fisso piantato in mezzo alla testa e il cuore a forma di mondo, non c'è niente da fare. Come l'11 settembre, questa pandemia ci segnerà ma torneremo a viaggiare, è inevitabile.
Ma in modo diverso
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Come sarà il modo di viaggiare nel periodo post-Covid?

Organizzato.

Probabilmente più persone rispetto a prima sceglieranno di affidarsi a una agenzia viaggi per l'organizzazione, a causa della preoccupazione. E chi invece farà ancora da sé lo farà con maggiore attenzione verso quei dettagli che prima venivano lasciati al caso.

Flessibile.

Il mondo del turismo sarà costretto (come d'altra parte saranno costretti i viaggiatori) a essere flessibile. Nelle cancellazioni, nelle prenotazioni, nelle offerte.

Distanziato.

Prima che un aereo torni di nuovo ad essere riempito a tappo passerà del tempo. L'overbooking, forse, rimarrà solo un ricordo per un po' di tempo.

Eco-sostenibile.

I viaggiatori saranno (si spera) più attenti di prima, non solo nei confronti della propria salute, ma anche dell'ambiente e delle persone che incontreranno. Avremo voglia di esplorare il mondo a piedi nudi a contatto con quella natura che tanto ci è mancata. Le compagnie turistiche potrebbero proporre soluzioni eco-friendly.

Più automatizzato.

Per evitare le file interminabili ai check-in, saranno incentivati i check-in online e le modalità automatiche. Le carte di imbarco potrebbero diventare elettroniche, qualsiasi sia la modalità di check-in scelta.


Attento alla sanità.

Si è sentito più volte parlare dell'obbligatorietà del vaccino per viaggiare e non ci sarebbe da meravigliarsi se stati e compagnie aeree richiedessero una prova di tale vaccino – accade già per certi paesi africani, ad esempio, dove è obbligatorio il vaccino contro la febbre gialla con rilascio di un passaporto sanitario apposito. Allo stesso modo i voli, i pacchetti turistici e le possibilità di prenotare, d'ora in poi varieranno in base all'evolversi delle situazioni sanitarie delle destinazioni. Per un virus che ha praticamente azzerato i voli a livello mondiale per molti, troppi mesi, è probabile che il passaporto sanitario diventi realtà.

Last minute.

I primi tempi i viaggiatori saranno restii a programmare viaggi distanti nel tempo e preferiranno scegliere la meta sotto data (come si dice nel linguaggio turistico).

Pulito.

Ostelli, campeggi, hotel con bagni condivisi, sono luoghi in cui la condivisione è maggiore e il viaggio si assapora con più gusto. In ogni struttura, incluse quelle con servizi condivisi, proprietari e clienti saranno sicuramente più attenti alla pulizia, che non potrà più essere approssimativa. Il capello sul cuscino sarà notato da tutti, anche dai più wild.

Assicurato.

Forse diventerà obbligatorio viaggiare con la copertura di una assicurazione medica, forse soltanto alcuni Stati e compagnie aeree richiederanno una assicurazione sanitaria obbligatoria o magari sarà inclusa di default nel biglietto aereo o nella prenotazione del pacchetto di viaggio. In ogni caso il viaggiatore sarà più attento e non si farà più trovare impreparato (si spera).


La malinconia che ci attanaglia dall'inizio di questa pandemia avrà fine e il desiderio di viaggiare sarà così grande da sconfiggere la paura del "niente sarà più come prima". Noi viaggiatori saremo prudenti, attenti e più consapevoli, ma continueremo a viaggiare perché per noi il mondo è fatto per essere scoperto, non per essere solo immaginato.
Valentina Gerini

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