Gli scrittori della porta accanto

Rosanna Costantino presenta: In the end

Rosanna Costantino presenta: In the end

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Rosanna Costantino presenta In the end: una biografia non ufficiale di Chester Bennington (Pubme - Collana Gli Scrittori della porta accanto): «Una biografia che si legge come un romanzo».

Rosanna Costantino è nata in Basilicata nel 1981. È sposata e ha due bambini.
È laureata in Lettere Moderne, è giornalista pubblicista e ha lavorato a Il Quotidiano del Sud-Basilicata come correttrice di bozze.
Crede con fermezza che si debba fare della propria vita come si fa un’opera d’arte. Per questo vive intensamente di molteplici passioni: adora perdersi nei colori e nelle forme dei quadri pittorici, nelle parole danzanti di un buon libro o lasciarsi trasportare dalla magia dei fotogrammi di una pellicola cinematografica. Ma la sua passione più grande è la musica, la cui forza propulsiva ha dato vita alla biografia non ufficiale ma appassionata di uno dei suoi idoli più amati, Chester Bennington.



In the end
Una biografia non ufficiale di Chester Bennington

di Rosanna Costantino
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Biografia
ISBN 9788833667843
Cartaceo 17,00€
Ebook 2,99€
Tazza letteraria 6,00€
Prevendita edizione portoghese R$83,90

Sinossi

«Ho fatto un bellissimo viaggio nella vita di Chester Bennington. Ho attraversato paesaggi meravigliosi e posti incantevoli, radure smisurate e boschi maestosi. Ma mi sono imbattuta anche in aride alture e spaventosi e bui anfratti. Ho pianto e riso a perdifiato. E ho avuto paura, ansia, mi sono sentita persa e ho ritrovato un’altra me stessa.»
Rosanna Costantino

Chester Bennington, frontman dei Linkin Park, è stato inserito tra i 100 migliori cantanti metal di tutti i tempi secondo Hit Parader. Ha avuto un’infanzia difficile e per tutta la vita ha lottato contro i demoni della depressione e della dipendenza. La musica è stata la sua salvezza, lo strumento attraverso cui ha raccontato i suoi tormenti interiori, aiutando così milioni di persone ad affrontare le stesse inquietudini.
Nonostante il successo e tutti gli sforzi per non arrendersi, la depressione ha avuto la meglio e il 20 luglio 2017, a soli 41 anni, è stato trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles, lasciando sgomenti i fans e il mondo della musica.
Ancora oggi, la sua arte catartica continua a infondere un essenziale e inesauribile conforto.


L'autrice racconta



Rosanna Costantino, benvenuta sul blog Gli scrittori della porta accanto. Ti va di raccontarci  quando e come hai maturato l’idea di creare In the end?

La decisione di provare a scrivere tutto ciò che riguardava Chester Bennington è venuta fuori una mattina, all’improvviso. Mi sono svegliata e ho deciso di mettere nero su bianco quello che era maturato dentro di me molto tempo prima.
Tutto era cominciato anni fa da una grandissima passione personale e io le passioni le vivo fino in fondo, le interiorizzo, quasi le consumo. Amavo in maniera viscerale la musica dei Linkin Park e volevo sapere tutto di loro. Dopo la scomparsa di Chester ho cominciato anche a parlare con altri fan, con i quali ho condiviso emozioni, ricordi, video di live o dei backstage ed è così che è nato il libro nella mia testa, passo dopo passo si formava da solo dentro di me. Poi è stato facile prendere quei pensieri, quei sentimenti e metterli per iscritto. Dico che è stato facile materialmente, ma emotivamente è stato come andare sulle montagne russe, con continui alti e bassi attraverso episodi della sua vita esaltanti e altri estremamente tristi e drammatici.
Non volevo, inoltre, che il tempo cancellasse quelle informazioni dalla mia memoria e non trovavo giusto non ci fosse ancora un libro che le raccogliesse tutte per i fan là fuori. Era una cosa a cui pensavo da tempo, ma non credevo di essere in grado di realizzarla.

Il tuo libro è un tributo alla vita del cantante Chester Bennington, un artista enorme che si è rivelato talentuoso ed esuberante. Non deve essere stato facile scrivere di una persona di così grande talento, eppure lo hai fatto con straordinaria sensibilità. Ti va di raccontarci qualcosa di più?

Come ho detto, emotivamente non è stato facile poiché Chester non ha mai nascosto le sue debolezze e i suoi sbagli. Ha sempre raccontato se stesso con grande disinvoltura e onestà, e guardare in faccia i suoi demoni è stata un’ardua sfida. Allo stesso tempo, la sua era una sincerità innocente in cui riconoscevo le mie stesse paure e paranoie. Nella sua musica c’è sempre stato un moto di compassione e redenzione da tutti i mali. Inoltre bilanciava questo lato buio con la sua personalità gioiosa, esplosiva e travolgente, con la sua energia e il suo enorme talento. E questo mi ha dato la forza di non lasciarmi deprimere nuovamente, dopo il tracollo seguito alla sua morte. Aveva un carisma innato e quando saliva sul palco o semplicemente entrava in una stanza tutti pendevano dalle sue labbra. Raccontare un personaggio così limpido e autentico non è difficile perché lui mi ha fornito tutte le chiavi per interpretare la sua personalità. Difficile è non continuare a soffrire per le violenze subite da piccolo e per il perdono che non è mai riuscito a concedersi. Quello stesso perdono che invece ha concesso al suo stupratore e ai familiari che l’hanno lasciato crescere da solo.
Per me è un grande esempio di vita, mi ha arricchito e mi ha insegnato a cercare la forza dentro me stessa per rialzarmi dopo le difficoltà.

La copertina è davvero suggestiva, è stata una tua scelta?

In realtà io avevo in mente una copertina molto diversa. Durante la stesura del libro avevo trovato una sua foto in bianco e nero di spalle. Era molto malinconica e poetica e inoltre mi ha ispirata in un modo che non avrei mai pensato. Gli Scrittori della Porta Accanto hanno fatto delle bozze con questa immagine, ma poi abbiamo convenuto insieme che avrebbe evidenziato solo un aspetto buio e doloroso della sua vita. La seconda proposta, quella definitiva, si è rivelata più calzante e di grande impatto. Quel suo sguardo intenso e concentrato racconta già la sua storia dai mille colori e dalle tante sfumature. Ne sono molto orgogliosa, è anche la prova di quanto questa CE sia entrata con il cuore in questo libro con lungimiranza e preparazione.
Tuttavia, la prima foto scartata non poteva non far parte del libro dato che mi aveva parlato per tutto quel tempo, così è stata inserita fra le prime pagine.

Bozze per la copertina di In the end

Qualcuno lo ha definito «una biografia che si legge come un romanzo». Sei d’accordo con questa affermazione?

Questa affermazione mi lusinga e inorgoglisce. Ringrazio chi l’ha definito tale. Credo che la mia idea fosse proprio quella di raccontare una storia con quel particolare sguardo. D’altronde ho sempre pensato fosse interessante come un romanzo. Ci sono molti nodi cruciali, punti di svolta, momenti tragici, cambiamenti di vita che sembrano usciti da un film. Insomma, cose che non succedono a tutti e tutti i giorni. Il protagonista si perde più volte, riesce sempre a riemerge dalla sua oscurità e intanto diventa anche un’icona rock mondiale molto amata. In questo suo viaggio tortuoso rimane sempre umano, con tutte le sue fragilità, tanto da pensare di non avere più armi a disposizione per combattere contro i suoi mostri. Infine, cede alle lusinghe della morte.
Per chi lo ama egli resta un eroe positivo che ha sempre cercato di non farsi sopraffare da una pesante depressione e dal male che altri gli avevano inflitto.

Un libro dedicato a tutti gli amanti dei Linkin Park. Ha richiesto un lavoro di ricerca e documentazione o da fan possedevi già innumerevoli notizie sul suo conto?

Sono una fan molto attiva e meticolosa, ho sempre letto qualsiasi informazione sulla band, ogni tweet o dichiarazione, visto filmati su filmati, più e più volte, il materiale è salvato sui miei dispositivi elettronici, oppure fra la mia collezione di riviste cartacee. Cosa più importante, avevo bene in testa tutte le notizie. Avendo anche una buona memoria fotografica, non è stato difficile andare a recuperare quella particolare intervista o un determinato articolo che sapevo già dove inserire nel libro.
Ho consultato e studiato approfonditamente alcuni siti che sono un vero punto di riferimento per tutti i fan dei Linkin Park, come Linkin Park Live, Linkinpedia, Linkin Park Italia e tanti altri. Ho perfino cercato riscontri nei link di rimando a documenti originali. Insomma, è stato un bel lavoro stimolante con tanti cassetti della mente che si aprivano come scatole cinesi.
Prima di darlo alle stampe ho chiesto il supporto di un altro soldier (è così che si chiamano i fan hardcore dei Linkin Park) che, come si può dedurre dal nome con il quale tutti lo conoscono nella community, Peppe Park, è molto addentro a questo mondo, ne conosce ogni aspetto e ogni particolare. Ha fatto della sua passione un’attività a tempo pieno diventando un editor di Linkinpedia e Linkin Park Live, capisce il linguaggio musicale e i suoi meccanismi. Ha fatto una revisione accurata e meticolosa del libro ed è la mia garanzia di veridicità.

Quanto tempo ti ha impegnato la stesura di In the end?

Ho impiegato circa sette mesi pieni a buttare giù tutte le idee che avevo ben chiare nella mia mente. Per la prima volta nella mia vita avevo delle certezze, perfino i nomi dei capitoli e la struttura del racconto. Dopo aver scritto la prima parola dell’incipit sono andata dritta come un treno in uno stato quasi di trance, scrivendo tutto il giorno e fermandomi solo per mangiare e dormire. È stato un periodo bellissimo che mi ha distratto dall’ansia della pandemia, ma anche molto impegnativo. Mi sembrava di camminare sulle nuvole, finalmente parlavo di ciò che amo di più al mondo, nonostante il dolore che si portava dietro.
Ho forse trascurato tutta la famiglia che, per la cronaca, era all’oscuro dell’intero progetto. Non ho detto nulla perché non volevo essere eventualmente scoraggiata, essendo un ambizioso salto nel vuoto. Un anno fa non avevo la certezza che qualcuno l’avrebbe mai pubblicato, quindi sarebbe potuto rimanere nel cassetto per tutta la vita. Invece grazie a Gli Scrittori della Porta Accanto e PubMe ho avuto questa magnifica occasione e per questo hanno la mia infinita gratitudine.

C’è un episodio della vita di Chester Bennington a cui sei particolarmente legata?

Sono tanti. Mi sento molto connessa con la sua infanzia, lo immagino spesso alle prese con una situazione orribile per un bambino di sei /sette anni. Dev’essere stato terribile finire nel mirino delle attenzioni morbose di un ragazzo più grande e non aver nessuno a cui confidarlo o i mezzi per fermare quell’abominio.
Un altro momento della sua vita a cui sono molto legata è quello successivo al divorzio dalla prima moglie, periodo in cui ha toccato il fondo e i giorni seguenti la morte del suo amico Chris Cornell, lì il dolore era palpabile.
Ma mi piace anche ripensare a quando si è unito ai Linkin Park con un gesto totalmente istintivo: ha lasciato da un giorno all’altro la vecchia ma stabile vita per inseguire un sogno tutto da costruire.

Questo libro sta funzionando molto bene, non solo tra i soldier. Chiunque può approcciarsi a In the end, anche chi non è fan dei Linkin Park, proprio perché è avvincente come un romanzo. Ci spieghi come hai strutturato questa biografia?

Ho cercato di scandire il suo percorso esistenziale intrecciandolo con la sua carriera di frontman e autore di testi, dal momento che per Chester cantare significava vivere. Se non fosse stato per la musica sarebbe morto molto prima, era la sua ragione di vita, la sua forza e catarsi. Ha dato tutto se stesso per le sue canzoni e per i suoi fan e ha ricevuto anche tanto indietro. Era uno scambio abbastanza equo. Dico abbastanza perché credo abbia dato più di quanto noi fan fossimo in grado di dimostrare.
Ci ha mostrato la sua anima, ha avuto coraggio e umiltà e, aprendo la porta ai suoi demoni nell’intento di stabilire una lotta alla luce del sole, ha finito per prenderli a braccetto e loro non l’hanno più lasciato.
Credo non abbia mai avuto idea della reale portata dell’amore del suo pubblico. Se potesse leggere ciò che ogni giorno gli viene dedicato, dei messaggi di gratitudine immensa e di dolore per la sua assenza, sono sicura che sorriderebbe incredulo e imbarazzato.
Questa è una biografia che tutti possono leggere, anche i non fan e ne ho avuto la riprova fra i lettori che si sono approcciati a questo libro senza conoscerne il protagonista. Per queste persone Chester è stato una bella scoperta, con una storia coinvolgente, di sofferenza, di riscatto, successi e lotte, raccontata attraverso la sua voce e di chi ha fatto parte della sua vita. Quindi troverete molte sue interviste e dichiarazioni affiancate ai testi delle sue canzoni che sono una sorta di seduta psicoanalitica.

So che ci sono importanti novità che riguardano In the end, ce ne vuoi parlare?

Ho due importanti novità e colgo l’occasione per anticipare che In the end uscirà presto tradotto in inglese, sempre per Gli Scrittori della Porta Accanto e PubMe, e in lingua portoghese per una casa editrice brasiliana che si chiama Estética Torta, specializzata in biografie rock.
Inutile dire quanto sia emozionata e ansiosa, spero che il mio tributo piaccia anche ai numerosi e appassionati fan stranieri, che mi hanno contattata dal primo giorno chiedendo edizioni anche nelle loro lingue.

Davvero fantastico, una bellissima notizia, è sorprendente quanto velocemente questo libro si sia diffuso e abbia trovato riscontro positivo! Mi sembri una ragazza sempre attiva e molto determinata, non posso esimermi dal domandarti: Rosanna Costantino ha ulteriori progetti per il futuro, nuovi libri in arrivo?

Non avevo mai pensato all’attività di scrittrice prima di In the end. Tutto è venuto da sé senza velleità o aspettative alte. Sono sempre stata in questo “campo”, ma dietro le quinte, scovavo errori e li correggevo. Tuttavia, non mi dispiacerebbe buttarmi in un’altra avventura letteraria, anche solo per il gusto di raccontare con trasporto una storia che mi appassiona. Ho molti interessi, sto guardando dentro di me e se troverò qualcosa per cui valga la pena passare le notti insonni a scrivere, a volte anche in preda all’ansia da prestazione, lo farò. Ma deve essere una storia potente, come quella di Chester. Chissà se la troverò.

Siamo sicuri che la troverai, è solo questione di tempo! Ringraziamo Rosanna Costantino per essere stata con noi. In bocca al lupo per In the end e per i progetti futuri!

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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