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Piergiorgio Pulixi presenta: La libreria dei gatti neri

Piergiorgio Pulixi presenta: La libreria dei gatti neri

Presentazione Libri Intervista a cura di Stefania Bergo. Piergiorgio Pulixi presenta La libreria dei gatti neri (Marsilio Editore): «Un cozy mystery pieno di suspense, ironia e leggerezza, che parla di libri e omaggia i classici del giallo, dove i protagonisti sono i lettori appassionati di misteri, indagini, crimini e detective».

Piergiorgio Pulixi è autore della saga poliziesca di Biagio Mazzeo (Una brutta storia, La notte delle pantere, Per sempre, Prima di dirti addio, Edizioni E/O) e della serie "I canti del male" (Il canto degli innocenti. I canti del male Vol.1, La scelta del buio. I canti del male Vol. 2, Edizioni E/O). Tra gli altri romanzi, per Edizioni E/O ha pubblicato L'appuntamento; per Edizioni CentoAutori L'ira di Venere; per Rizzoli Lo stupore della notteL'isola delle anime, Un colpo al cuore, Il mistero dei bambini d'ombra e La settima Luna; per Mondadori Per mia colpa; per Marsilio, in uscita La libreria dei gatti neri.

La libreria dei gatti neri

di Piergiorgio Pulixi
Marsilio Editore
Giallo | Cozy mystery
ISBN 978-8829711642
ebook 7,99€
cartaceo 15,00€

Sinossi 

Grande appassionato di gialli, Marzio Montecristo ha aperto da qualche anno nel centro di Cagliari una piccola libreria specializzata in romanzi polizieschi. Il nome della libreria, Les Chats Noirs, è un omaggio ai due gatti neri che un giorno si sono presentati in negozio e non se ne sono più andati, da lui soprannominati Miss Marple e Poirot. Nonostante il brutto carattere del proprietario, la libreria è molto frequentata, ed è Patricia, la giovane collaboratrice di Montecristo, di origini eritree, a salvare i clienti dalle sfuriate del titolare. La libreria ha anche un gruppo di lettura, “gli investigatori del martedì”, un manipolo di super esperti di gialli che si riuniscono dopo la chiusura per discettare del romanzo della settimana. È una banda mal assembrata ma molto unita, di cui Marzio è diventato l’anima, suo malgrado. Un anno prima il gruppo si è dimostrato capace di aiutare una vecchia amica di Montecristo a risolvere un vero caso da tutti considerato senza speranza. Ora la sovrintendente Angela Dimase torna a chiedere la loro collaborazione per un’indagine che le sta togliendo il sonno: un uomo incappucciato si è presentato a casa di una famiglia, ha immobilizzato due coniugi e il loro figlioletto e ha intimato all’uomo di scegliere chi doveva morire tra la moglie e il figlio; se non avesse deciso entro un minuto, li avrebbe uccisi tutti e due. Il sadico killer viene presto soprannominato «l’assassino delle clessidre», visto che sulla scena del crimine ne lascia sempre una. Riusciranno gli improbabili “investigatori del martedì” a sbrogliare anche questo caso, intricato quanto agghiacciante, permettendo alla polizia di fermare il feroce assassino prima che colpisca di nuovo? Pulixi firma un giallo pieno di suspense e ironia che parla di libri e omaggia i classici del mystery, rendendo i lettori i veri protagonisti di questa storia.


L'autore racconta



La libreria dei gatti neri è il nuovo romanzo di Piergiorgio Pulixi, in uscita il 10 gennaio per Marsilio Editore. Dalla quarta di copertina si sa che racconta le rocambolesche indagini di un gruppo di lettura d’eccezione: gli Investigatori del martedì, appassionati di gialli. Il loro quartier generale è la libreria Les Chats Noirs. Neri sono Miss Marple e Poirot, i gatti che sovrintendono alle loro malefatte. Nero è l’umore del proprietario, Marzio Montecristo. Ma ancora più nero sarà il caso per risolvere il quale dovranno mettere in società le loro preziose «cellule grigie».
Dopo numerosi thriller, come Un colpo al cuore (Rizzoli 2021), intensi noir psicologici, come Per mia colpa (Mondadori 2021), e il noir per ragazzi Il Mistero dei bambini d’ombra (Rizzoli 2022), Piergiorgio Pulixi si cimenta con un cozy mystery, la cui precorritrice ideale è Agatha Christie – non a caso i gatti neri hanno i nomi dei suoi celebri investigatori.

L’ironia e le pause di leggerezza anche nei tuoi romanzi più cupi non sono mai mancate, ma come ti è venuta l’idea di raccontare un’intera storia affidandola alle capacità logiche dei protagonisti più che alla suspense e all’azione?

È un’esigenza che nasce dal mio bisogno di dare ai lettori sempre un qualcosa di nuovo e diverso. Ho una serie letteraria (quella di Strega, Rais e Croce) che porto avanti e a cui molti miei lettori sono affezionati, ma al tempo stesso ho la necessità ogni di tanto di lasciare quel porto sicuro per cimentarmi un po’ con generi letterari o personaggi nuovi. Romanzi come Lo stupore della notte o L’appuntamento, oppure antologie come L’ira di Venere sono opere che si discostano un po’ dai generi che sono solito affrontare con le mie storie, ma sono libri che mi hanno permesso di studiare e sperimentare nuove sfumature della letteratura d’intrattenimento. La libreria dei gatti neri è un cozy mystery, un giallo leggero, lieve, ironico, dove c’è sicuramente l’intrattenimento tipico del giallo deduttivo alla Agatha Christie – per l’appunto – ma c’è anche tanta spensieratezza e voglia di fare sorridere i lettori. È senz’altro un’opera più leggera rispetto alle altre della mia produzione, e mi è servita per prendermi una pausa da Strega e compagnia, omaggiare i classici della letteratura mystery e affilare gli attrezzi per la scrittura di un giallo classico, che soltanto all’apparenza è semplice da scrivere: in realtà necessita di tanta maestria, ingegno e dedizione. Non essendo il mio campo d’elezione in ambito letterario, ho dovuto imparare a mettermi alla prova con questo genere, ed è stato un grande piacere farlo.

In qualche tua intervista hai ammesso che se non fossi stato uno scrittore avresti comunque fatto un mestiere che ha che fare coi libri, come ad esempio il libraio. Non è un caso, quindi, che questo romanzo racconti di questa affascinante libreria nel cuore di Cagliari. La vicenda si svolge tutta lì, tra congetture e intuizioni del gruppo di lettori, o esce dalle mura? Ritroveremo la tua amata Sardegna come co-protagonista?

In realtà ho proprio fatto il libraio, a Cagliari, in una libreria indipendente, per qualche anno. Sono stati anni straordinari, perché amavo tantissimo quel mestiere e il rapporto con la clientela, e avrei continuato a farlo se non avessi deciso di spingere un po’ di più sulla carriera di scrittore. Purtroppo, le due attività erano abbastanza incompatibili dal punto di vista della promozione che richiede la pubblicazione di un romanzo oggi: molto spesso sono fuori casa per mesi, impegnato in tour di presentazioni in tutta Italia, e questo ovviamente sarebbe stato un problema dal punto di vista della libreria dove lavoravo. Quindi ho deciso di concentrare tutte le forze e le energie verso la scrittura. Perciò, in questo nuovo libro sono confluite tante esperienze di quando sono stato libraio: alcune gag divertenti con dei clienti piuttosto difficili, le varie disavventure in cui ogni libraio prima o poi si imbatte, ma soprattutto il sempiterno amore per i libri e per le storie. “Les chats noirs”, la libreria di Marzio, si trova a Cagliari, la mia città, ed è in qualche modo la mia libreria ideale: piccola ma con una forte “personalità”, specializzata in gialli, con una splendida saletta per gli incontri ispirata allo studio di Sherlock Holmes e un piccolo (ma combattivo) gruppo di lettura formato da super-lettori di romanzi polizieschi. Lettori che nel romanzo usciranno dalle quattro mura della libreria per seguire la loro indagine. Quindi ci sarà un bell’omaggio a questa città e alla sua mediterranea bellezza.

A chi ti sei ispirato per il gruppo degli Investigatori del martedì? È un omaggio ai tuoi lettori?

Non saprei. È un gruppo strano: una signora ottantenne all’apparenza gracile e innocua che in realtà adora i thriller più violenti e sanguinari ed è innamorata del Jack Reacher di Lee Child; un frate cappuccino imponente e dall’aria minacciosa dietro cui si nasconde un uomo bonario e sempre sorridente, amante dei racconti di Padre Brown e fan sfegatato de Il nome della rosa; una ragazzina dark-goth (che ha un’aria un po’ alla Mercoledì per citare una serie-tv molto popolare in questo periodo) amante dei romanzi polizieschi ambientati in epoca vittoriana, che segretamente sogna di uccidere qualcuno; un anziano gentiluomo dai modi garbati che sembra uscito da un libro di Georges Simenon, autore che peraltro adora; e per concludere, Marzio Montecristo, il burbero libraio de “Les Chats noirs”, un ragazzo di nemmeno quarant’anni, sfortunato in amore (e anche a livello economico è messo piuttosto male) ma che riesce sempre a sorridere e a fare autoironia sulle sue disavventure. Presi singolarmente sono personaggi bizzarri, pittoreschi e forse anche un po’ naïf, ma non appena si ritrovano e iniziano a ragionare come gruppo, diventando un’unica macchina raziocinante, be’, diventano degli investigatori formidabili, perché è come se attingessero a un pozzo di esperienze investigative sconfinato, pari alle letture di gialli, thriller e noir che hanno alle spalle. E parliamo di migliaia di libri.

Marzio Montecristo è il titolare della libreria – il cognome è per caso un rimando a uno dei tuoi libri preferiti? Al di là dell’umore nero, che tipo è?

Sì, ovviamente il suo cognome è un omaggio al romanzo a cui sono più legato: Il Conte di Montecristo. Marzio di base è un bravo ragazzo. È la classica persona buona che cerca di fare sempre la cosa giusta, anche quando questo potrebbe portarlo a sfortunate e nefaste conseguenze. Non nasce libraio, nel senso che prima faceva un altro mestiere. Aprire la libreria, per lui, è stato un modo per ricominciare, per dare il via a una seconda fase della sua vita. Il problema è che non sa mentire e non è nemmeno tollerante o diplomatico: questo lo porta spesso a litigare con i clienti e quindi inimicarsi potenziali acquirenti. Ha pochi amici, perché “Les chats noirs” è diventato il fulcro della sua esistenza, e raramente abbandona la libreria. In questa storia sarà costretto a farlo per seguire le evoluzioni dell’indagine in cui si troverà suo malgrado coinvolto.

Tu lo sai, io sono affezionata a Lopez, Rais e Croce come a delle amiche d’infanzia, la caratterizzazione che ne hai fatto le rende vere, un indimenticabile mix di luci e ombre. Come sarà questa nuova poliziotta, Angela Dimase?

Angela è una vecchia amica di Marzio. Si sono incontrati quando entrambi avevano tredici anni. Lei arrivava da Torino ed era finita a Cagliari a seguito del padre, che era stato trasferito in Sardegna per via del suo mestiere. Marzio ne è innamorato da sempre, ma non è mai stato in grado di farglielo capire in maniera diretta. Alla fine, Angela si è fatta la sua vita, e lui continua a correrle dietro, con poca fortuna devo ammettere. Dimase ora è una sovrintendente della Polizia di Stato a Cagliari. In passato (quasi per gioco) aveva coinvolto Marzio e il suo gruppo di lettura nella risoluzione di un cold-case. L’esperimento era stato molto fruttuoso, perché i lettori avevano risolto il delitto ormai dato per irrisolvibile. Da quel momento ha iniziato a servirsi di Marzio e degli “investigatori del martedì” ogni volta che si è trovata davanti a un’indagine piuttosto complessa. È consapevole del potere seduttivo che esercita su Marzio, e non si fa scrupolo a utilizzarlo. Marzio, come tutti gli innamorati, non si accorge di essere “usato”; per lui qualsiasi modo per starle vicino va bene, anche se alla lunga dovesse soffrirne. E soffrirà, ahimè.

Nei tuoi corsi di scrittura dici spesso che il mestiere dello scrittore è molto simile a quello dell’attore, perché si deve calare nella parte di tutti i personaggi che crea per guardare il mondo dal loro punto di vista. Con quale personaggio di questo romanzo ti sei trovato più a tuo agio? E con quale hai avuto più difficoltà a immedesimarti?

È proprio così: lo scrittore deve “recitare tutte le parti”. Diventi ogni personaggio di cui scrivi, anche quelli più secondari. In questo caso, credimi, mi sono davvero divertito a “diventare” tutti i personaggi, a partire da Marzio. Ripeto: questo è un romanzo più lieve e ironico rispetto al solito, popolato da personaggi simpatici che inevitabilmente ti strappano un sorriso. Quindi è stato davvero piacevole dirigere questa strana compagnia di attori.

Piergiorgio, perché i gatti? Avranno un ruolo nell’indagine o sono solo a corredo folcloristico?

I gatti neri sono in realtà un omaggio a un altro grandissimo autore che adoro: Edgar Allan Poe. E direi di sì: avranno un ruolo all’interno della storia. Ovviamente non ti posso svelare quale…

Cosa ci dobbiamo aspettare da La libreria dei gatti neri? È una lettura adatta anche ai giovani lettori?

Dovete aspettarvi un romanzo giallo pieno di suspense, ironia e leggerezza, che parla di libri e omaggia i classici del mystery, ma dove soprattutto in qualche modo i protagonisti siete voi, lettori appassionati di misteri, indagini, crimini e detective. Ho cercato di scrivere un romanzo piacevole e godevole da leggere in poche ore, con degli investigatori dilettanti e amatoriali che strappasse qualche sorriso – oltre che qualche brivido – rendendo omaggio a Simenon, Agatha Christie, Michael Connelly, Edgar Allan Poe, Sir Arthur Conan Doyle e tantissimi altri autori di mystery novel. Credo che sia il romanzo ideale per riprendersi dallo stress delle festività natalizie e per affrontare con più leggerezza e spensieratezza questo nuovo anno o da portarsi come compagno di viaggio in una vacanza o in un finesettimana.

È sempre un piacere accogliere Piergiorgio Pulixi nel nostro spazio culturale dove ormai è per così dire "di casa". A nome di tutto lo staff e dei nostri lettori, un grande in bocca al lupo per questo nuovo romanzo, in uscita il 10 gennaio ma già disponibile in preordine e di cui vi parleremo molto presto.




Stefania Bergo
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