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Intervista a Enzo Fornione, musicista e poeta: «La parola colora il tratto della musica»

Intervista a Enzo Fornione, musicista e poeta: «La parola colora il tratto della musica»

Intervista a Enzo Fornione, musicista e poeta: «La parola colora il tratto della musica»

People A cura di Elena Genero Santoro. Intervista a Enzo Fornione, cantante, compositore, pianista e poeta: «Scrivendo canzoni, la parola, la poesia e la musica camminano l’una vicina all’altra. La parola colora il tratto della musica»

Oggi abbiamo il piacere di ospitare un artista a tutto tondo: Enzo Fornione, cantante, compositore, pianista, poeta, insegnante. Andiamo a scoprire tutti i suoi progetti.
Nella sua biografia, pubblicata sul sito www.istitutomusicaledronero.it, si legge che Enzo Fornione si è diplomato al conservatorio di Torino ed ha studiato jazz e composizione con Palmino Pia. Nel panorama della musica jazz è stato leader del gruppo New Swing Quartet.it (piano e voce) con il quale ha inciso un cd doppio live e ha vinto il primo premio al Festival di Voghera 2004, oltre ad essere stato ospite su RAI 1 nel programma “Periferie” ed essersi esibito in Italia e Francia.
Come Pianista si è esibito in vari concerti in tutta Italia. Con Luca Allievi ha registrato il cd “Milo” (Piano/Chitarra), un lavoro di sapore latin jazz con brani originali.
Ha collaborato con gli attori Corrado Vallerotti e Mario Bois presentando uno spettacolo musico/teatrale tratto dal film Novecento - La leggenda del pianista sull’oceano. Compone brani per rappresentazioni teatrali, film documentari, audio libri, collabora come arrangiatore e pianista in vari CD. È docente presso la FFM di Fossano (IT). Autore del libro Ladro di Parole, poesie a tema spirituale vincitore del premio giuria al Concorso Letterario Europeo “Penna D’Autore”.

Benvenuto nel nostro spazio virtuale, Enzo Fornione. Sei noto per essere un pianista, ma hai iniziato da ragazzino a suonare la fisarmonica. Ci racconti come è nato il tuo interesse per la musica e cosa ti ha spinto a spaziare tra più strumenti e più generi?


Da piccolo mi chiudevo nella macchina di mio padre poi mettevo le cassette audio e cantavo a squarciatola per ore finché mio padre decise di mandarmi a studiare musica in un paese li vicino. A mio padre piaceva molto la fisarmonica e io non conoscevo molto il mondo musicale e quindi iniziai da lì, avevo dieci anni. A tredici anni decisi, su suggerimento del mio insegnante delle medie, di studiare pianoforte. A vent'anni iniziai a scrivere canzoni e per accompagnarmi ed aiutarmi nella composizione pop iniziai a studiare la chitarra. Amo la musica classica ma il pop mi ha permesso di dire quello che avevo dentro.

Uno strumento che hai usato spesso è la tua voce: sei anche un cantante. Sei stato leader del gruppo New Swing Quartet, in cui eri voce e piano. Hai dei progetti futuri che ti vedono come cantante?

Ho un progetto musicale che si chiama “Via con me” un quartetto composto da piano/voce sax contrabbasso e batteria e proponiamo un concerto completamente dedicato a Paolo Conte.

Sei anche un compositore, nel 2016 hai inciso "The Orange Side", un album dove il pianoforte regna sovrano. Per me che l’ho ascoltato, il brano “Emission” è uno specchio d’acqua in cui il sole si riflette mentre “Resus” è pioggia sottile e persistente. Come è nata l'ispirazione per questo album? È corretto definirla un'opera intimista?

Intimista mi piace, la ricerca del lato arancione ( colore della meditazione e della creazione ) che è dentro di noi, comunicare il nostro mondo con le cose che ci circondano, senza paura. Dalla natura alla vita, dalla strada verso l’infinito al fermarsi nel respiro presente.




Hai inciso un disco, “Milo”, dal sapore latin jazz, Enzo Fornione e Luca Allievi (piano e chitarra). Come nasce l'idea di creare un album a più mani? Come si riesce a fondere diverse ispirazioni in un'unica opera? 
È stato tutto molto naturale, Luca è un mio grande amico ed abbiamo deciso di “regalarci” un lavoro insieme. Io in quel periodo avevo delle composizioni latin ed anche lui aveva appena scritto un progetto sullo stile, abbiamo deciso di arrangiare i brani dandogli un’ impronta conforme al nostro modo di scrivere.

La tua musica si è fusa con altri generi artistici, perché hai composto anche dei brani per il teatro. Vuoi raccontarci qualcosa di questa esperienza?

Comporre musica strumentale per il teatro è molto affascinante, personalmente amo prima improvvisare guardando gli attori durante le prove e in un secondo momento portare l’improvvisazione alla composizione. Un fattore importante è la collaborazione con il regista. Un’intenso scambio di idee e confronti permette di lavorare meglio e più rapidamente.

Il tuo lato creativo si manifesta nella composizione di brani musicali, ma anche di testi letterari, infatti hai pubblicato una silloge poetica, Ladro di parole, a tema spirituale. Quanto sono distanti la poesia e la musica per te?

Scrivendo canzoni ritengo che la parola, la poesia e la musica, camminino l’una vicina all’altra. La parola colora il tratto della musica.

Sei un compositore e anche un insegnante di composizione musicale. Nel processo creativo, quanto conta l'ispirazione e quanto la tecnica? Quanto il talento e quanto l'applicazione? Che cosa consigli ai ragazzi che vogliono diventare musicisti e compositori?

Ispirazione, tecnica, sensibilità, conoscenza, e poi lasciarsi trasportare da quello che dice il cuore, tutte cose fondamentali. Il talento è importante ma se non c’ è la conoscenza si può andare incontro ad errori che creano insicurezze che distraggono facendo svanire tutto. Il consiglio più importante è quello di studiare, ma soprattutto di confrontarsi perché aiuta a crescere, comprendere il nostro livello e capire come fare per migliorarci ogni giorno, è fondamentale perché si può sempre migliorare.

Enzo Fornione, hai dei progetti futuri che ci vuoi anticipare?

Sto lavorando ad un secondo disco che avrà come “attori” il pianoforte e il violoncello. Un CD più romantico che intimista. Spero che tra qualche mese possa essere inciso e pubblicato.

Grazie per essere stato con noi!

Grazie a voi.



Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, PubMe Collana Gli Scrittori della Porta Accanto (terza edizione).
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
Ovunque per te, PubMe.
Claire nella tempesta, Leucotea.
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Intervista a Renaud Rouillé Lombard, autore di haiku

Intervista a Renaud Rouillé Lombard, autore di haiku

Intervista a Renaud Rouillé Lombard, autore di haiku

People A cura di Paola Casadei. Intervista a Renaud Rouillé Lombard, autore di haiku: «L’ispirazione? La natura, i rapporti uomo-donna, la politica, la psicanalisi, l’infanzia».

Renaud Rouillé Lombard è un autore francese di haiku e ha appena pubblicato una raccolta, in versione bilingue, in francese e italiano, Il blu glaciale del mistralLe bleu glacial du mistral. Un vero "personaggio". Incontriamolo.

Buongiorno Renaud, e benvenuto. Per rompere il ghiaccio, presentati. Posso offrirti un tè o un caffè?

Buongiorno Paola. Fino alle 15, preferirei un caffè, è il mio lato italiano. Dopo le 15, un tè, è il mio lato giapponese. Due paesi, due letterature che hanno influenzato la mia scrittura. Ecco, direi che questa ambivalenza mi rappresenta abbastanza bene…

Puoi raccontarci qual è la scintilla che ti ha spinto a scrivere? Cosa davvero ti affascina, ti ispira?

Ma è proprio la letteratura che mi affascina! Forse dall’età di sedici, diciassette anni. Prima, verso i sette, otto anni, erano le ragazze ad essere per me una meraviglia! E non è una scintilla che mi ha spinto a scrivere, ma piuttosto alla solitudine.
L’ispirazione? La natura, i rapporti uomo-donna, la politica, la psicanalisi, l’infanzia…

Ti ho incontrato a Montpellier. Perché dunque Arles e la Provenza? I giapponesi, o meglio, le giapponesi? Francia-Italia-Giappone: c’è un legame?

sole di dicembre
olive sugli ulivi
milioni di diamanti
Renaud Rouillé Lombard
Arles perché sono originario della Provenza e abitavo a Arles quando ho scritto questo libro.
E il legame è solo che ci sono molti turisti giapponesi, per Van Gogh. O meglio, vengono soprattutto molte donne giapponesi, mentre gli uomini stanno a lavorare a casa. Dunque il Giappone non è un paese per me! E poi, ci sono anche molti turisti italiani, per i monumenti romani...

Come è nata l’idea di tradurre Le bleu glacial du Mistral in italiano?

Direi… naturalmente. L’Italia è de facto un tema «trasversale» ad Arles e alla Provenza: città romana, molta gente ‒ come mia nonna ‒ di origine italiana e, come ho già detto, i turisti italiani. L’Italia è il mio secondo paese di cuore, due dei miei cinque libri preferiti sono italiani.

Davvero, quali ? 

La luna e i falò di Pavese e Il deserto dei tartari di Buzzati, quasi un’ossessione per me.
Ma anche se i miei haïku, come un po’ tutti gli haïku, hanno un’«identità» giapponese, anche un celebre «poeta-regista» italiano ha influenzato il mio lavoro...

Credo di sapere…

Zitta… Mi piacerebbe molto che i lettori italiani lo trovassero da soli! Lancio una sfida.

Come puoi spiegarci i numerosi haiku che evocano le italiane?

sento venti Italiane
nella hall dell’albergo
sono quattro
Renaud Rouillé Lombard
Spiegare!? Per questo haïku, avevo lavorato alcune settimane come receptionist in un hôtel nel vecchio centro romano di Arles… ma tutta la città è vecchia e romana! È un cliché, in Francia, dire che gli italiani parlano forte e tutti insieme… ma è spesso una realtà!

Italiane dunque, ma anche giapponesi, arabe, senza parlare della Signora di Boston: le donne occupano un posto di grande rilievo in questa raccolta.

quale cosa straordinaria
quella Giapponese tutta nuda
nel mio letto
Renaud Rouillé Lombard
In Francia, trent’anni dopo il modello americano e nord europeo, le relazioni uomo-donna si articolano attorno all’indifferenza. Delle donne di trent’anni vivono con delle tartarughe! Io faccio parte di une generazione che distingue ancora le donne dall’… arredo urbano. E questo offre diverse opportunità. Detto questo, queste evocazioni esotiche rappresentano solo qualche notte dei tre anni di scrittura piuttosto solitari, quasi ascetici. Del resto, non sono un fanfarone, lo preciso: quale cosa straordinaria...
Quanto ai veri sentimenti, mi sono innamorato «troppo» tra i sette e i diciassette anni, ho esaurito la mia quota. Se me ne rimane una sola, probabilmente sarà un’italiana!

E La Signora di Boston?

Ah, questo… è il mio lato «servizi alla persona» [si fa una risata]; il mio lato Calaferte, un autore francese nato a Torino!

E a proposito della presenza di animali, i gatti per esempio, cosa mi dici?

rissa tra gatti in via Bellon
sembrano quasi
leoni
Renaud Rouillé Lombard
Parlare dei piccoli animali vicino alle case fa parte degli haïku tradizionali giapponesi: rondini, grilli, volpi, rane… e gatti dunque!
Ma anche in Europa, i gatti sono l’animale preferito dei poeti ‒ in ogni caso lo sono per me! ‒ anche in Italia, no? Non solo, ci sono veramente molti gatti nelle stradine strette dove abitavo. Ma anche «il cane folle di Francesca», la mia ex-vicina di fronte, «che attacca le bici»!
I cani sono per i cacciatori e i presidenti, no? E per gli operai… per potere comandare "qualcuno"! Mi piace fingere di essere di destra…

Ah, sei di sinistra ?

Neanche per sogno! [altra risata]

Infine, c’è questa tematica politica e sociale, che, come leggo dalla quarta di copertina, rivisita «con gravità ed equivoci» l’haiku «classico».

Queste bellezze arabe
È per loro che tutti
Presto si batteranno
Renaud Rouillé Lombard

Hai scritto questi versi tra il 2008 e il 2011: ci si è davvero «battuti» da allora in Francia?

[mi guarda stupito] Non vi sono forse degli attentati "di massa" che hanno colpito la Francia dal gennaio 2015?

Che rapporto c’è? Sono attentati islamici…

Più o meno… Si tratta soprattutto dei giovani, perlopiù provenienti da un contesto migratorio, preoccupati dall'accesso a una sessualità «di qualità», che un’appartenenza sociale modesta, più che religiosa, ha svantaggiato.
Quanto alle giovani donne complici di questi atti, loro rigettano l’ipersessualizzazione ipocrita del mondo professionale occidentale. Molte donne che vengono dall’immigrazione magrebina riescono professionalmente perché hanno lavorato cinque o dieci volte più dei loro fratelli a scuola ‒ erano costantemente con me in biblioteca ‒ ma sono, ancor più che per le francesi “di origine”, le più carine che vengono sistematicamente scelte...
Quanto agli uomini francesi «di origine», attirati dall’estrema destra, loro non accettano di non avere “accesso” facilmente alle giovani donne di origine araba, spesso più colte di loro.
Che spreco! La Francia è il paese d’Europa o forse del mondo che pratica di più la promiscuità. Questa tendenza in questo momento è messa a dura prova – è un eufemismo – dallo spostamento della lotta di classe verso la lotta alle «razze», operata in maniera opportunista da Mitterrand e da tutta la sinistra francese dalla metà degli anni Ottanta.
Ma non ho inventato niente: Pietro da Cortona e Poussin hanno dipinto il Ratto delle Sabine…

Hai dei progetti letterari, lavori a nuove pubblicazioni?

Vorrei scrivere un saggio che spiega gli avvenimenti che stanno per accadere in Francia, di cui i gilet gialli non sono che un sintomo premonitore. Del resto, penso che questi avvenimenti interpelleranno anche l’Italia…

Le bleu glacial du mistral

di Renaud Rouillé-Lombard
Tapuscrits
Poesie

cartaceo 7,80€

Dove è possibile trovare il tuo libro?

Per ora lo si deve ordinare su internet al seguente indirizzo: www.tapuscrits.net o su Amazon.

Una domanda o un messaggio personale per finire?

Sí. Se una bella signora italiana, aristocratica e colta, tra i 40 e i 60 anni ‒ fino a 70, se molto… «aristocratica» ‒ si annoia nella sua grande casa in Toscana, in Sicilia o nelle Langhe, può contattarmi…

Ah, ah, accogliamo e lanciamo il tuo appello girandolo alle nostre lettrici, forse non tutte «aristocratiche» ma di sicuro molto «colte». Grazie per questo momento condiviso con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto, ti faccio i complimenti per questa raccolta e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.





Paola Casadei
In origine farmacista e direttore tecnico di laboratorio omeopatico, ha lasciato Forlì per trasferirsi prima a Roma, poi a Montpellier, quindi per dodici meravigliosi anni in Africa (otto in Sudafrica e quattro in Mozambico), dove ha insegnato musica e italiano. Ora risiede a Montpellier con la famiglia.
L'elefante è già in valigia, Lettere Animate Editore.
Malgré-nous. Contro la nostra volontà, traduzione, Ensemble Edizioni.
Dal buio alla luce. Il bisso marino e Chiara Vigo, traduzione, Cartabianca Editore.
Les fivettes, traduzione, Einaudi.
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Intervista a Ilaria Biondi, poetessa di residenza

Intervista a Ilaria Biondi, poetessa di residenza

Intervista a Ilaria Biondi, poetessa di residenza

People A cura di Mirella Morelli. Intervista a Ilaria Biondi, poetessa di residenza: quando il territorio è ispirazione, appartenenza, chiave di lettura.

In un saggio dal titolo Luoghi del Novecento il critico e poeta Alessandro Moscè prende in esame cinque autori, decisamente diversi tra loro, ma che hanno in comune i luoghi quale elemento centrale della loro poetica. Così è per le langhe di Pavese, l'Appennino di Volponi, la Romagna di Tonino Guerra, la campagna parmigiana di Bevilacqua, e ancora la natura totale e assoluta di stampo classico di Umberto Piersanti.
Lo stesso Moscè si definisce poeta di residenza, annoverandosi tra coloro che fanno dei luoghi in cui vivono il punto di partenza del loro pensiero, dandocene così una chiave di lettura territoriale che tuttavia è solo punto di partenza, sviluppandosi contenutisticamente fino all'universale.

Leggendo le sillogi di Ilaria Biondi – dapprima In canti di versi e subito a seguire L'età dell'erba - ho potuto concludere che l'Autrice può ben annoverarsi tra i poeti residenziali, intendendo che la sua poetica trae ispirazione dal luogo in cui vive.

Così, anche il paesaggio di Ilaria Biondi si anima di personaggi che le stanno intorno: sicché «Stolto è il salice irto nel tempo», laddove ella vede «rughe impietrate di sterpi/ sotto le frange di asfodeli smemorati», mentre «La viola paziente si trastulla/ fra albori e balzi di betulle luccicanti», o ancora la «Luna greve si poggia sui colli», sicché «Si perde il fuggire dei giorni / nell'intreccio ingemmato/ di sentieri mal chiusi».
Un'esistenza che si sceglie a contatto con la Natura, e di Natura la poetessa ci parla, divenendo tutt'uno con essa, sicché il contato si riflette nel suo Io interiore, stimolandone riflessioni.
Una immersione completa in cui il silenzio è condicio sine qua non per raccogliere i pensieri, ma soprattutto perché il verso possa nascere. Silenzio è una parola che ricorre frequentemente, molto frequentemente nella poetica di Ilaria Biondi. A volte è «schiumoso di un ricordo», altre «celeste di pioggia». Ma può essere dolce come «il silenzio luminoso dei tuoi occhi», oppure saranno le palpebre ad essere «ebbre di silenzi e frescure». Può essere il «tormentato silenzio d'un mattino d'inverno». Può essere «assorto», «composto» od «orbato», addirittura «scoperchiato», «appassito». Talvolta si trasforma nell'aggettivo «silente»: e così è silente il novilunio, sono silenti le grotte...

L'età dell'erba

L'età dell'erba

di Ilaria Biondi
FusibiliaLibri
Poesia
ISBN 978-8898649464
cartaceo 12,35€

L'amore che Ilaria Biondi nutre per la terra in cui vive, in completa empatia, è ancor più evidente nella sua opera successiva, L'età dell'erba, una raccolta di haiku.

Come detto nella stessa prefazione di Dona Amati, lo spirito degli haiku si basa sul qui e ora, e dunque sulla osservazione istantanea della Natura. Si consideri però che non si tratta di osservazione fine a se stessa, insomma non fotografica ma intesa come contemplazione spirituale.
La struttura dell' haikuuna terzina di diciassette sillabe fissate in versi da 5-7-5 — è solo apparentemente rigida, e il senso sta piuttosto nella riflessione interiore che deve scaturire da tanta brevità.
Tale impalcatura metrica e semantica sembra vestire perfettamente l'anima di Ilaria Biondi la quale, invece di rimanerne ingabbiata, lascia fluttuare questa veste intorno a lei con morbidezza e armonia, regalandoci terzine di rara bellezza:
Si disfa lenta / la corolla violata/ della pervinca
Danza la spiga/ del lillà rampicante,/ fiori di stella
Cade la luna/ nel cespuglio precoce/ del calicanto
Guizzo di perla. / La magnolia si sveste / d'esile luna.
È straordinario come Ilaria Biondi riesca a rendere deliziosa questa tecnica orientale, regalandoci la stessa musicalità che si credeva essere esclusività della lingua giapponese.
Nebbia turgida/ avvolge di nuvole / prati di spine
Ali di foglie / la falena d'autunno/ sfida la brina
Le sue immagini sono piene di luce, quasi accecanti:
Gardenia schiva / nel candido turgore / di bianco splendi

Nel suo animo La poetessa è riuscita a conciliare i particolari della sua terra – campagna, boschi, fiori, orizzonti – con una Natura che è sua ma di tutti.

Le emozioni che lascia trapelare sono personali eppure se ne coglie l'universalità.
Il tramite con il resto del mondo è il suo Io interiore, che con sguardo di poeta coglie la Bellezza nei particolari, rimandandoli ovunque si stia leggendo.
Eccola, la magia di Ilaria: uno spirito che guarda i suoi lillà, il petulante narciso, gli anemoni sfrontati, il giacinto impudente e comunica quelle stesse emozioni di un poeta giapponese che, lontano, compone haiku contemplando boschi di fiori di ciliegio!
Con ciò non si creda che la sua poesia sia bucolica, serenamente paesaggistica, perché non è solo questo.

In canti di versi

In canti di versi

di Ilaria Biondi
Il Papavero
Poesia
ISBN 978-8898987542
cartaceo 5,95 €

Si è iniziato parlando del silenzio nella silloge In canti di versi e a questa silloge vorrei tornare, sottolineando quanto i suoi versi sappiano migrare da immagini tenui e rasserenanti a stati d'animo e descrizioni incisivi; come sappia far uso di termini insoliti e spesso ossimorici.
Guasta è la mucosa delle nostre speranze.
Esplorano le nocche dilavate
le fragili geometrie del perdono -
sequela sgranata di memorie rancide.
- dalla poesia Stilemi discreti
Rombano le nuvole
nello specchio di sirena
che si sfrangia ammutolito.
[...]Squarcia questa voluttà indifesa
e donami la cenere levigata
di un respiro capovolto.
- dalla poesia La ferita che mi partorì
L'imperio indecoroso della lontananza
sacrifica serti di garofani bianchi
e racemi inquieti di convolvolo
sull'altare pietroso
dell'anima stanca
- dalla poesia Sarò anima di ossidiana

La brevità del verso esalta la poesia di Ilaria Biondi, che ama i componimenti brevi.

Chi la conosce personalmente sa del suo eloquio fluente e continuo, eppure allorché si arriva alla poesia Ilaria Biondi tratteggia camei di minuscoli versi.
I mille volti di Ilaria non terminano qui! Oltre l'immersione soave nella Natura, oltre lo scarto vivace di vocaboli improvvisamente forti e inattesi, eccoci di fronte alla poetessa nuda nel sentimento:
Con dita ombrate di luce

Hai ciglia di vento
- uomo
e labbra odorose d'acacia,
lago di perla placido
ove
nel silenzio di soli spaesati
quietamente
fiorisco.
o passionale nell'innamoramento:
Il rigore del desiderio

Ti offrii quietamente
le mie labbra di donna
nel tormentato silenzio d'un mattino d'inverno
ebbro
del tuo ricordo
mentre con mano tenue di casta beatitudine
e letizia antica
scoprivo il segreto innocente
della tua pelle.

Nel mese di settembre 2018 Ilaria Biondi pubblica una nuova silloge: Corpo di vento per le Edizioni Controluna.

Ad appena un mese dalla sua pubblicazione annovera già una Menzione d'Onore nel Premio Nazionale di Poesia e Narrativa Va Pensiero.
La sinossi recita così:
Si spinge nel blu senza maiuscole il pensiero liquido delle tue mani atollo di doglie insolenti annodate al miele di gelso che mi sbuccia il grembo insazio.

Corpo di vento

Corpo di vento

di Ilaria Biondi
Controluna
Poesia
ISBN 9788885791404
cartaceo 8,41€

Intervista a Ilaria Biondi, poetessa di residenza

Cos'è per te la Poesia?

È così imprendibile e misteriosa, la Poesia, che darne una definizione è un po’ come voler catturare una farfalla che si libra in volo, leggera e impalpabile.
È un caleidoscopio dalle sfumature sfuggenti, di cui si riescono ad afferrare solo piccole, ma preziosissime schegge.
È isola nascosta, giaciglio nel quale rifugiarsi, cullati dal silenzio sacro delle parole.
Stanza azzurra dei pensieri, che galleggia con soffio d’ineffabile mistero sulle rughe del dolore e sull'ebbrezza delle gioie.
Carezza dell’anima, che dispensa conforto e semina consolazione.
Preghiera laica, che scandisce gli istanti lucenti dei giorni.
Cuore intimo e antico, che con piedi scalzi sfiora l’orlo delle nuvole.
Fanciulla pacata e mite, eppur fieramente indocile, «che dietro l’apparenza dell’ordine e della sottomissione nasconde, chissà, inattesi pensieri segreti» (definizione che Isabella Bossi Fedrigotti dà di Emily Dickinson e che trovo particolarmente calzante ed efficace per descrivere l’animo quietamente ribelle della Poesia).
Permettimi, cara Mirella, di concludere con una citazione a me molto cara, tratta da Preghiera alla poesia di Antonia Pozzi:
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.

Se tu potessi rappresentare la tua vita con un verso tuo, e con un verso di un altro poeta, quali versi sceglieresti?

Premetto che si tratta di una scelta ardua, perché la mia memoria di parole è abitata e attraversata da tanti poeti e poetesse - nuove scoperte o antiche frequentazioni - ai quali mi sento profondamente legata. Volendo qui esprimere una predilezione, vorrei proporre i seguenti versi di Alda Merini, i quali, pur cantando la sofferenza e la disperazione, si innalzano tenaci verso il profumo e la grazia lieve della gioia di vivere:
Ogni mattina il mio stelo vorrebbe levarsi nel vento
soffiato ebrietudine di vita,
ma qualcosa lo tiene a terra,
una lunga pesante catena d’angoscia che non si dissolve.
- Alda Merini, La Terra Santa
Dopo la maestosa bellezza dei versi di Alda Merini, cito con pudore imbarazzato questi miei, tratti dal componimento La corteccia del rovo (facente parte della raccolta In canti di versi):
Saggio è il volo della gazza stupita
che si arresta sull’isterica soglia del tempo
inchiodando sui rovi brinati
la sua chioma leggera di sogni.

Ilaria Biondi, siamo tutti poeti in fieri, oppure poeti si nasce?

La poesia come gioia e piacere, come gioco con la parola – ciò che ne costituisce il nucleo fondante e la straordinaria, misteriosa magia – sono i bambini a viverla e praticarla in modo istintivo, in virtù della loro naturale propensione ad abbandonarsi al potere evocativo del suono.
Lo stupore meravigliato con il quale i bambini guardano al mondo, scovando dietro e sotto la sua patina di normalità la misteriosa bellezza dell’essere, altro non è che lo sguardo estraniato ed estraniante dei poeti, capace di insinuarsi nelle pieghe nascoste della realtà, di deviare dai binari consueti per cogliere il miracolo dell’esistere e raccontarlo attraverso i propri versi.
Mi piace pensare al poeta come a un bambino cresciuto che non vuole né può dimenticare il fanciullino che abita dentro di lui. Se è innegabile che la téchne come riflessione, ricerca e sperimentazione sul linguaggio sia parte costituente e sostanziale del fare poesia, è altrettanto vero che il poeta non può prescindere dallo sguardo limpido e incantato di quel bambino, perché è da esso che sgorga il dono dirompente, la vis creativa che fa lievitare il seme miracoloso della poesia.
Mirella Morelli - Gli scrittori della porta accanto

Mirella Morelli
Mirella Morelli è nata a Venafro, nel Molise, ma da anni vive a Fabriano, nelle Marche. Laureata in Scienze Politiche, è impiegata amministrativa in un’azienda sanitaria, è sposata e madre di due figli. Alcuni suoi racconti e poesie sono inclusi in antologie (Grande come la terra, 2015; Veglia, 2016), ma Il volo del soffione rappresenta il suo esordio letterario individuale. Fa parte dello staff di Cultura al femminile, sito letterario per il quale recensisce libri di poesia e non solo; da qualche anno è giurata per la Sezione Poesia del Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano”.
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