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In primo piano

Le recensioni di Franco Mieli: "Luna Bugiarda" di Ben Pastor

Questa volta voglio parlare dell’ultimo libro letto, Luna Bugiarda, della scrittrice italo americana Ben Pastor, ambientato nella Verona della Repubblica di Salò, nel periodo che va dal settembre al dicembre del ’43.
L’ufficiale della Wermacht, Martin von Bora, viene chiamato dal locale governo fascista a indagare sull’assassinio di un potente gerarca locale, un tal Lisi, uomo egoista ed usuraio, abituato a trattare le donne come serve. La prima a essere sospettata del delitto è la moglie, molto più giovane di lui, che finirà in carcere.
Il maggiore von Bora, che i lettori della Pastor hanno già conosciuto in precedenti avventure, ha perso l’uso di una mano in un attentato dei partigiani e porta nel corpo e nello spirito le sofferenze di un uomo colto e umano, nonostante la disumanità della guerra che è costretto a combattere. Aiutato dall’ispettore di polizia Sandro Guidi, personaggio vessato da una madre ansiosa, arriverà a sciogliere l’enigma dell’omicidio proprio grazie a una intuizione geniale legata alla luna.
La scrittrice ci offre una descrizione e un’analisi del Nordest durante il periodo dell’occupazione nazista, con personaggi e marionette che si muovono come in una nebbia sospesa, in attesa dei tragici eventi che incombono sulle loro teste e che presto finiranno per travolgerli. Martin von Bora, pur incarnando il tipico ufficiale tedesco tutto di un pezzo, viene mostrato con le sue debolezze, che si sforza di nascondere all’occhio altrui, da buon teutonico, e con la sua grande rettitudine morale che lo porta a far fuggire un gruppo di ebrei da deportare in Germania, attirando su di sé le ostili attenzioni delle SS.
Intrigante e avvincente, questo thriller fa trascorrere delle gradevoli ore di lettura anche se ambientato in un periodo che comincia a essere lontano dalla nostra memoria. Ha quindi il pregio di non farci dimenticare un periodo della nostra storia che influenza ancor oggi il nostro modo di pensare e far politica.


Martin von Bora, il detective-soldato della Wehrmacht che l'autrice ha ricavato liberamente dalla figura di von Stauffenberg, è di ritorno dall'inferno di Stalingrado da dove è riuscito a salvare il manipolo dei suoi soldati.
Lo ritroviamo, in questo romanzo, promosso maggiore e stanziato, sul finire del 1943, in un paese presso Verona. Vi svolge operazioni contro i partigiani, mentre incombe l'occhio delle SS che lo considerano politicamente poco affidabile. Un attentato dei patrioti lo ha privato della mano sinistra, ma le ferite della guerra lo dilaniano nello spirito molto più che nel corpo. A Lago, la località dov'è di stanza, il colonnello Habermehl gli chiede di indagare su un caso; è per un favore ai miliziani di Salò, che sperano di trovare nel tedesco un interlocutore più malleabile della polizia di Stato. Perché il morto è una specie di monumento del fascio. Vittorio Lisi, un eroe mutilato, vicino a Mussolini, ricchissimo e dal prestigio carismatico. E caduto, investito da un'automobile sul viale della sua villa. Si sospetta della moglie Claretta, una sorta di fotocopia delle dive dei telefoni bianchi.
Ma non mancano altre piste: mariti gelosi, strani giri di danaro, ragazze compromesse, invidie politiche. Sull'omicidio indaga anche l'ispettore Guidi della polizia. Il funzionario, costretto a collaborare con Bora, non stravede per l'ufficiale della Wehrmacht... 

di Ben Pastor | Sellerio Editore  | Thriller  
ISBN B00FSCJ8MQ | cartaceo 11,90€ Acquista | ebook 9,99€ Bookrepublic 





Franco Mieli
Da ragazzo scrivevo nel giornalino della scuola. Poi per decenni le varie fasi della vita mi hanno fatto abbandonare questa mia passione. Da circa 4 anni, con i figli ormai grandi, ho deciso di riprendere la scrittura. Coltivo la passione per l’archeologia e il trekking di cui ho trasferito le esperienze nei miei racconti.
Ombre pagane, Montecovello.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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