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In primo piano

Non è lo spermatozoo che fa di un uomo un padre, di Angelo Gavagnin

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È poco rilevante sapere con sicurezza che tizio sia nostro padre biologico, ciò che invece è importante è che si comporti da padre.

Metà del nostro essere dipende da nostra madre e l'altra metà è di nostro padre. Siamo qui per causa o merito loro, senza di loro non ci saremmo, i genitori sono le nostre fondamenta, non possiamo scordarcene. La metà che riguarda la mamma è naturalmente certa, l'altra metà ha bisogno anche di una certa fiducia.
Ci sono uomini, e non pochi, che i figli non li hanno mai frequentati: escono di casa la mattina presto e tornano la sera quando i figli sono già a letto, soprattutto quando sono piccolini, li vedono molto poco. Per quelli un po’ più presenti è una faticaccia, la bellezza della paternità non è mai messa in dubbio da grandi cose ma dal dover ascoltare per ore "il coccodrillo come fa?".
Il tema è di attualità, non è lo spermatozoo che fa di un uomo un padre, ci vuole altro.

Ci deve aver pensato di sicuro un vecchio maestro del cinema, il bravo Clint Eastwood nel suo ultimo periodo, quello da regista. Ricordate "Million Dollar Baby", Lui, allenatore di pugilato, non era il padre della protagonista, ma durante tutto il film dimostrerà di essere un grande Padre, molto più importante che qualsiasi padre naturale.
Ancora, su “Gran Torino”, il vecchio tranquillo che difende fino all'ultimo il giovane Coreano, più padre di così non è possibile con nessun spermatozoo.
È l'impegno assoluto verso il figlio a fare il padre, per questo pensava che la paternità dovesse essere totalmente e consapevolmente accettata e non subita come spesso succede.”
da Non sono nato e mi sento molto bene, di Angelo Gavagnin

La presenza fisica e intellettuale è la discriminante. Umberto Eco diceva:
Credo che si diventi ciò che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci, ci si forma su scarti di saggezza.
Ecco, per godere di questi tempi morti, il papà deve essere in giro per la casa, a cucinare e chiacchierare, a leggere un libro seduto sulla poltrona e ancora chiacchierare, indispensabile la presenza.
C'è un detto ormai popolare, un aforisma citato da tutti:
Quando un uomo si rende conto che suo padre aveva ragione, solitamente ha già un figlio che pensa che lui stia sbagliando tutto.
Intendiamoci, la ribellione dei figli è perfettamente naturale e anche doverosa per la loro crescita, ma la battaglia sarà ancora più dura se il padre avrà la tendenza a dimenticare i suoi errori, quelli che per forza avrà fatto in gioventù. Gli adulti devono ricordare che ne hanno fatte di tutti i colori, ed evitare di reagire alle normali cazzatine dei figli come se loro fossero sempre stati dei santi.
Ecco che ancora serve presenza, saggezza e comprensione.

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Leggendo le statistiche siamo tutti contenti perché sembra che questa tendenza del maschio a passare poco tempo con i figli stia finalmente cambiando.

Applausi all'uomo nuovo che riesce a essere anche un po' "mammo". Io da buon cinico incallito, noto che questo è frutto di una tendenza piuttosto attuale, magari è solo più disoccupato.
Comunque, ben venga l'aumento della presenza in famiglia da parte del papà, qualsiasi ne sia la causa, i risultati si vedono. Negli ultimi anni è interessante vedere i nostri figli uscire di casa con i pantaloni abbassati sulle chiappe e le nostre figlie comprare dei fantastici jeans rotti in più parti, pagandoli molto più cari di quelli aggiustati, sono soddisfazioni. Insomma è un mestiere del quale stiamo perdendo la mano, mio padre mi fulminava con uno sguardo, non vedo più nessuno capace di sguardi così.
Lasciando da parte gli scherzi e l'ironia, la realtà è che essere padri è sempre molto difficile, adesso che giustamente abbiamo messo da parte l'autoritarismo e il tentativo è essere anche amici dei nostri figli, a volte non li troviamo più e dobbiamo poi rincorrerli per riconquistarceli, per capirli e farci capire.
Noi papà abbiamo bisogno di tanti auguri, auguri a tutti i papà, evviva, evviva la festa del papà, e... meno male che c'è la mamma.




Angelo Gavagnin
Ho lavorato al Porto di Venezia, un lavoro che mi lasciava periodi di libertà che ho usato per viaggiare in Thailandia, Malesia, Sri Lanca, ma anche Cuba e Santo Domingo. Sono stato varie volte in India. Ho conosciuto il Maestro Indiano Osho e ho assistito alla sua cremazione tra canti e balli. Sono diventato papà all'età nella quale di solito si diventa nonni e così sono finiti i viaggi e mi è venuta voglia di scrivere.
Non sono nato e mi sento molto bene, ilMioLibro.

About Stefania Bergo

Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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