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Oscar 2018: tutti i vincitori

Oscar 2018: tutti i vincitori

Cinema | Di Stefania Bergo. Nella notte degli Oscar 2018, trionfano La forma dell'acqua, con quattro statuette, tra cui quella per il miglior film,  seguito da Dunkirk. L'italiano Chiamami col tuo nome vince per la sceneggiatura non originale.

È la notte più famosa, attesa e importante nel mondo del cinema. Attori, registi, sceneggiatori, musicisti e tutti gli altri professionisti del settore si giocano anni di impegno e dedizione che hanno prodotto i film in concorso quest'anno. Siamo giunti alla novantesima edizione del premio Oscar (Academy Awards), che si è tenuta come sempre al Dolby Theatre di Los Angeles ed è stata condotta nuovamente dall'attore Jimmy Kimmel.
Un’edizione particolarmente attesa per il cinema italiano, questa, grazie a Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, candidato come miglior film, miglior attore protagonista (Timothée Chalamet), miglior sceneggiatura non originale e migliore canzone originale, tra i favoriti insieme a La forma dell'acqua di Guillermo Del Toro, Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.
Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di André Aciman, Chiamami col tuo nome è ambientato nel nord Italia del 1983 e racconta la storia d’amore tra Elio (Timothée Chalamet), un diciassettenne italiano, e lo studente americano Oliver (Armie Hammer). L'Italia, dal '48 con il primo Oscar per Sciuscià, ha collezionato ben 13 statuette, l'ultima in ordine di tempo per La grande Bellezza nel 2014.


And the Oscar goes to...

L'apertura è prevedibilmente dedicata alle molestie sessuali di Hollywood, ai nomi celebri, al regista Weinstein espulso dall'Accademy. Ma anche alla disparità salariale e alla difficoltà di emergere per le donne anche nel patinato mondo del cinema. Le donne candidate agli Oscar quest'anno rispecchiano proprio questa rinnovata determinazione con cui stanno alzando la voce, pretendendo rispetto e riconoscimento. Oltre a Rachel Morrison, prima donna candidata al premio per la miglior fotografia, e Greta Gerwig, candidata come migliore regista per Lady Bird, c'è la ventunesima nomination per Meryl Streep.
Per quanto riguarda gli uomini, invece, Christopher Plummer, chiamato a sostituire Kevin Spacey, sollevato dall'incarico per lo scandalo delle molestie sessuali in gioventù, in Tutti i soldi del mondo, è candidato come migliore attore non protagonista ed è il candidato più anziano, con i suoi 88 anni - e ironicamente Jimmy Kimmel ricorda un'inverosimile prima battuta della prima edizione degli Accademy Adwars dedicata a lui, come candidato più giovane. Finalmente una nomination anche per Gary Oldman, per L'ora più buia, dove interpreta Winston Churchill, uno dei più grandi oratori della storia.

La prima categoria premiata è quella degli attori non protagonisti, tra cui spicca il candidato più anziano, Christopher Plummer. Il vincitore è Sam Rockwell.

Il vincitore, per Tre manifesti a Ebbing, Missouri, posa la statuetta a terra, estrae dal taschino un foglio che pare un lenzuolo e inizia a ringraziare il lungo elenco di parenti, amici e gli altri nominati.
Si premia poi la categoria di professionisti che lavorano dietro le quinte, i truccatori e gli acconciatori. Vince la sua prima statuetta L'ora più buia, per il trucco incredibilmente realistico del protagonista, trasformato in Churchill con una seduta di circa quattro ore ogni giorno. A vincere per il make-up protesico (data l'aggiunta di protesi per ingrassare artificialmente Gary Oldman) è stato, un terzetto di truccatori guidato dal giapponese Kazuhiro Tsuji, visual artist che si era ritirato da Hollywood per dedicarsi all'arte e che è stato voluto sul set proprio da Oldman.
Il filo nascosto vince invece per i migliori costumi.
Il miglior documentario è Icarus, sul doping nel mondo dello sport, diretto dal regista Bryan Fogel e realizzato da Netflix.
Una donna fantastica è il miglior film straniero, cileno, il cui ruolo principale è interpretato da una straordinaria Daniela Vega, nata uomo, prima transgender ad aggiudicarsi un Oscar, seppur non come attrice.
Allison Janney vince come miglior attrice non protagonista per il ruolo della madre della pattinatrice Tonya Harding.
«Sulla carta viene descritta come una sorta di mostro, quindi io ho dovuto cercare di capire cosa volesse dalla vita e quindi trovare la sua umanità».
Allison Janney
I, Tonya di Craig Gillespie racconta la carriera dell’atleta fatta di grandi successi ma anche di crimini (dato che pagò un uomo per mettere fuori gioco una sua rivale), oltre che della difficile vita privata segnata soprattutto dal rapporto conflittuale con la madre.


Coco, successo del collaudato binomio Disney-Pixar, vince l'Oscar come miglior film d'animazione e come miglior canzone originale.

E i ringraziamenti si trasformano in una celebrazione del Messico e dell'orgoglio dei suoi abitanti nei discorsi di regista e doppiatori, proprio quel grande Paese che un certo Trump vuole confinare con un muro.
Dear Basketball, che narra la vita del giocatore Kobe Bryant, vince come miglior cortometraggio animato, grazie alla toccante animazione del disegnatore della Disney Glen Keane.
Restando in tema di computer-grafica, Blade Runner 2049 si aggiudica la statuetta per i migliori effetti speciali e per la fotografia, mentre Dunkirk per il miglior montaggio e due statuette per il sonoro
Jimmy Kimmel improvvisa una distribuzione di hotdogs al pubblico di un cinema di fronte al Dolby Theatre, reclutando alcuni degli attori candidati. Una bellissima sorpresa per chi, semplicemente guardando i film in sala, contribuisce proprio al glitter di tutto il mondo patinato che ci gravita intorno. Ed è quanto meno doveroso ringraziarli (ringraziarci), perché senza il pubblico, il gran gala in atto non avrebbe nemmeno senso.
Viene consegnato l'Oscar per il miglior cortometraggio al film The silent child, la storia di una ragazzina muta e sorda. L'attrice Rachel Shenton ringrazia il pubblico traducendo con la lingua dei segni, come promesso alla piccola Maisie Sly, coprotagonista di soli sei anni.
Il nostro Chiamami col tuo nome vince finalmente il primo Oscar, grazie alla sceneggiatura non originale di James Ivory, prima statuetta per lui che ne è un coetaneo.
L'acclamato thriller-horror Scappa – Get Out, vince invece per la sceneggiatura originale di Jordan Peele.

Il nostro Chiamami col tuo nome vince finalmente il primo Oscar, grazie alla sceneggiatura non originale di James Ivory, prima statuetta per lui che ne è un coetaneo.

Gary Oldman vince l'Oscar come miglior attore per la superba interpretazione di Winston Churchill in L'ora più buia.

Visibilmente commosso, ringrazia una lunga lista di amici e familiari, dopo 40 anni di carriera finalmente coronata con il massimo riconoscimento.
In un finale scoppiettante della cerimonia, si consegnano le ultime statuette. Jodie Foster si presenta con le stampelle, in coppia con Jennifer Lawrence, almeno 40 centimetri più alta di lei. Consegnano il premio per la migliore attrice protagonista a una Frances McDormand imprevedibilmente commossa, al suo secondo Oscar, che invita tutte le donne nominate ad alzarsi e dedica a loro il suo riconoscimento.
Malgrado la gaffe clamorosa dell'anno scorso, ancora una volta sono Warren Beatty e Faye Dunaway a consegnare il premio più ambito, quello per il miglior film, a Guillermo del Toro per La forma dell'acqua, che sale così a quattro statuette su 13 nomination.

Le categorie e le nomination, annunciate il 23 gennaio, tra cui sono stati scelti i vincitori

Miglior film
La forma dell’acqua, di Guillermo del Toro
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino
Dunkirk di Christopher Nolan
Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson
Lady Bird di Greta Gerwig
L’ora più buia di Joe Wright
The Post di Steven Spielberg
Scappa – Get Out di Jordan Peele
Tre manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh

Miglior attore protagonista
Timothée Chalamet, Chiamami col tuo nome
Daniel Day-Lewis, Il filo nascosto
Daniel Kaluuya, Scappa – Get Out
Gary Oldman, L'ora più buia
Denzel Washington, Roman J. Israel, Esq

Miglior attrice protagonista
Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Margot Robbie, Io, Tonya
Meryl Streep, The Post
Sally Hawkins, La forma dell’acqua
Saoirse Ronan, Lady Bird

Miglior attore non protagonista
Christopher Plummer, Tutti i soldi del mondo
Richard Jenkins, La forma dell’acqua
Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Willem Dafoe, The Florida Project
Woody Harrelson, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior attrice non protagonista
Allison Janney, Io, Tonya
Laurie Metcalf, Lady Bird
Lesley Manville, Il filo nascosto
Mary J. Blige, Mudbound
Octavia Spencer, La forma dell’acqua

Miglior regia
Christopher Nolan, Dunkirk
Greta Gerwig, Lady Bird
Paul Thomas Anderson, Il filo nascosto
Guillermo del Toro, La forma dell’acqua
Jordan Peele, Get Out

Miglior montaggio
Baby Driver
Dunkirk
Io, Tonya
La forma dell’acqua
Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior film straniero
A Fantastic Woman
Loveless
The Insult
On body and soul
The Square


Miglior colonna sonora
Dunkirk
Il filo nascosto
La forma dell’acqua
Star Wars: Gli ultimi Jedi
Tre manifesti a Ebbing, Missouri


Miglior scenografia
Blade Runner 2049
La Bella e la Bestia
Dunkirk
La forma dell’acqua
L’ora più buia


Migliori effetti speciali
Blade Runner 2049
Guardiani della Galassia: Vol. 2.
Kong: Skull Island
Star Wars: Gli ultimi Jedi
The War – Il pianeta delle scimmie


Miglior sceneggiatura originale
Get Out
Lady Bird
La forma dell’acqua
The Big Sick
Tre manifesti a Ebbing, Missouri


Miglior sceneggiatura non originale
Chiamami col tuo nome
Logan
Molly’s Game
Mudbound
The Disaster Artist


Miglior film d’animazione
Baby Boss
Coco
Loving Vincent
Ferdinand
The Breadwinner

Miglior fotografia
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua
L’ora più buia
Mudbound


Migliori costumi
Il filo nascosto
La bella e la bestia
La forma dell’acqua
L’ora più buia
Victoria & Abdul


Miglior documentario
Abacus: Small Enough to Jail
Faces Places
Icarus
Strong Island
Last man in Aleppo


Miglior cortometraggio documentario
Edith+Eddie
Heaven is a Traffic Jam on the 405
Heroin(e)
Knife Skills
Traffic Stop


Miglior trucco e acconciatura
L’ora più buia
Victoria & Abdul
Wonder


Miglior canzone originale
“Mighty River”, Mudbound
“Mystery of Love”, Chiamami col tuo nome
“Remember me”, Coco
“Stand Up for Something”, Marshall
“This is me”, The Greatest Showman

Miglior corto d’animazione
Dear Basketball
Garden Party
Lou
Negative Space
Revolting Rhymes


Miglior cortometraggio
DeKalb Elementary
My Nephew Emmett
The Eleven O’Clock
The Silent Child
Watu Wote/All of Us


Miglior sonoro
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua
Star Wars: Gli ultimi Jedi


Miglior montaggio sonoro
Baby Driver
Blade Runner 2049
Dunkirk
La forma dell’acqua
Star Wars: Gli ultimi Jedi

Stefania Bergo

Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.

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Il blog culturale degli scrittori emergenti: letteratura, webmagazine, travel&living, arte, promozioni speciali e servizi editoriali.
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