Gli scrittori della porta accanto

Razzismo, sessismo, depressione e omosessualità in 5 libri young adult

Razzismo, sessismo, depressione e omosessualità in 5 libri young adult

Professione Lettore Di Stefania Bergo. Cinque libri young adult per parlare di razzismo, sessismo, bullismo, depressione, omosessualità e porn revenge anche ai ragazzi, nel momento più caotico dell'esistenza.

Cinque libri per ragazzi, tra romanzi brevi, graphic novel e impaginazioni originali. Ogni libro lascia un messaggio chiaro e importante, che sia un seme da pintare o un velo da togliere. Cinque libri per ragazzi, non affatto leggeri. Sono adatti anche a lettori più maturi, magari come pausa tra un romanzo e l'altro o per scelta: personalmente spesso li preferisco, ben si adattano alla mia lentezza nella lettura – non me li devo trascinare per settimane, bastano pochi giorni o un solo pomeriggio – e li trovo molto curati nello stile e attenti a quanto è scritto soprattutto tra le righe. E in qualche modo sto creando una libreria per mia figlia, cui spero abbia voglia di attingere tra qualche anno...
Che altri libri young adult mi suggerite? Quali avete letto di recente?


Poet X

Poet X

di Elizabeth Acevedo
Sperling & Kupfer
Narrativa | Poesia
ISBN 978-8820069568
Cartaceo 16,00€
Ebook 9,99€

Un romanzo originale, a metà tra la narrativa e la poesia.

È un caso editoriale, l'ho acquistato appena uscito in Italia, a fine aprile.
L'impaginazione è decisamente originale e accattivante, la narrazione non è in rima ma ha la struttura visiva della poesia. La protagonista, infatti, una meravigliosa quindicenne dai capelli afro ribelli, viene spinta dalla sua insegnante a iscriversi a un club di poetry slam. Xiomara ha origini caraibiche ma vive ad Harlem e si deve scontrare con la rigida educazione cattolica della madre che la seppellisce sotto regole che le amputano i sogni e qualsiasi aspirazione e la fanno sentire colpevole per i pensieri impuri del prossimo – «Mami mi ha detto prega di più per non ficcarti nei guai col tuo corpo». Ma non è solo questo che non la convince.
Quando mi dicono di avere fede
nel padre
nel figlio
negli uomini
e gli uomini sono i primi
a farmi sentire così insignificante.
Elizabeth Acevedo , Poet X
Xiomara ha un corpo che non passa inosservato, al pari della sua personalità, sebbene il corpo «occcupa più spazio della voce». È formosa e in pieno tumulto ormonale ed emozionale. Per la madre deve nascondersi, per gli amici delle medie era una balena, per quelli delle superiori deve mostrarsi. C'è sempre qualcuno che vuole decidere per e di lei, fermandosi all'involucro.
Certe vole mi sembra
che il mio valore stia tutto tra le gambe
anzichè tra le mie orecchie.
Elizabeth Acevedo , Poet X
Ma lei si rifà le nocche e impara a difendersi, a imporsi. E la poesia la aiuterà ad abbattere tutte le barriere, prima di tutte quella che lei stessa ha costruito attorno a sè. Trascinando anche il fratello, il cui fardello non è un corpo formoso ma l'attrazione per i ragazzi.
Il sorriso gli diventa triste
e io penso a tutto quello che potremmo essere
se non ci ingabbiassero in ruoli prestabiliti.
Elizabeth Acevedo , Poet X


Il buio oltre la siepe

Il buio oltre la siepe

di Harper Lee
adattamento e disegni di Fred Fordham
Mondadori
Graphic novel
ISBN 978-8804712435
Cartaceo 22,80€

Il fedele adattamento di Il buio oltre la siepe di Harper Lee, una graphic novel per avvicinare i giovani lettori a un classico intramontabile.

Il buio oltre la siepe è uno di quei classici senza tempo. Malgrado il linguaggio debba essere contestualizzato al periodo storico narrato, il 1933, i temi trattati appaiono quanto mai attuali – purtroppo – a tal punto da prenderlo come cartina di tornasole per rendersi conto di quanta poca strada sia stata fatta in termini di razzismo e discriminazione di genere e soprattutto quanta ce ne sia ancora da fare.
L'adattamento a graphic novel è un valore aggiunto, lo veste a nuovo per renderlo più attraente, sebbene la storia sia raccontata da una ragazzina e sia quindi in ogni caso consigliata anche per i giovani lettori. Scout, infatti, ha circa otto anni, e si scontra con il razzismo esasperato del Ku Klux Klan e quello subdolo della gente comune, con la discriminazione di genere, perché alle donne vengono cuciti addosso ruoli ed etichette, con il pregiudizio verso il prossimo non conforme alla maggioranza. Tutto passa attraverso la sua mente semplice e pulita di bambina, indirizzata con l'esempio dal padre, avvocato spesso di cause perse – accetta di rappresentare anche i clienti più poveri senza far mai loro pesare la loro condizione e difende un uomo di colore accusato, ingiustamente, di aver violentato una ragazza bianca – che non perde occasione di insegnare a vivere anche e soprattutto controcorrente e sempre dalla parte giusta.
Coraggioso non è un uomo con un fucile in mano. Avere coraggio significa sapere che prenderai una batosta ancora prima di cominciare, eppure vai avanti per la tua strada.
Harper Lee, Il buio oltre la siepe

Leggi anche Stefania Bergo | Recensione: Il Muro, di Francesco D'Adamo

Il mio migliore amico è fascista

Il mio migliore amico è fascista

di Takoua Ben Mohamed
Rizzoli
Graphic novel
ISBN 978-8817156257
Cartaceo 16,50€
Ebook 9,99€

Una graphic novel per parlare di pregiudizi, stereotipi e bullismo, che si rivolge direttamente ai più giovani con concreti spunti di riflessione.

Takoua Ben Mohamed è una fumettista, illustratrice, graphic-journalist e video-maker italiana di origine tunisina. In questa graphic novel, che si divora in poche ore, ma che consiglio di leggere lentamente per dar spazio alle riflessioni che solleva, racconta quella che è stata la sua vita quando si è affacciata alle scuole superiori. Mette in luce le difficoltà incontrate con professori e compagni di classe per integrarsi in un ambiente che dovrebbe essere inclusivo ma che ancora cade in preconcetti anche quando le intenzioni sono buone. Come l'insegnante che si ritiene "dalla sua parte", ma che non si sforza di chiamarla per nome perché non riesce a pronunciarlo – «I miei professori mi chiamano Ben, non hanno mai fatto lo sforzo di di imparare la pronuncia de mio nome e nemmeno di chiamarmi col cognome per intero [...] È come se un Mario De Rossi venisse chiamato solo De...» – e dà per scontato che i genitori di Takoua abbiano deciso per lei una vita da moglie e madre.
Un libro che sgretola i pregiudizi senza dare giudizi. Sembra un gioco di parole ma è il modo più intelligente e convincente di mettere in luce che le idee diverse dalla nostra e la nostra stessa idea, non sono totalmente giuste o sbagliate e che spesso anche chi è vittima di pregiudizio ne ha a sua volta. È una questione di atteggiamento. Quello migliore è di apertura, di confronto: mettere in discussione le nostre stesse convinzioni così come vorremmo che gli altri facessero con le proprie.
Molti i concetti inseriti nei fumetti dei personaggi, approfonditi in pagine di solo testo in cui si parla di fascismo e nazismo, cyberbullismo, terroristi e talebani, arabi e musulmani, femminismo, migranti. Perché Takoua e il suo compagno di banco "fascista", spesso non sanno nemmeno il significato e il valore delle parole che usano per ferire l'altro. E infatti, il pregiudizio è spesso figlio dell'ignoranza...
Scambiarsi opinioni con persone che la pensano diversamente da noi significa mettere in discussione la propria, significa essere consapevoli di non stare né dalla parte del giusto e nemmeno del torto. Perché ogni opinione ha valore. E attraversi lo sguardo dell'altro di chi mette in discussione tutto ciò che io rappresento, conosco meglio anche me stessa.
Takoua Ben Mohamed, Il mio migliore amico è fascista


La compagnia degli adii

La compagnia degli adii

di Axl Cendres
Il Castoro
Narrativa
ISBN 978-8869667145
Cartaceo 15,50€
Ebook 10,99€

Un romanzo che parla ai giovani lettori di depressione e del fascino bohemien del suicidio. Da animi inquieti, un inno alla vita e alle piccole e concrete felicità.

Mentre lo leggevo lo raccontavo a mia figlia di undici anni. Lei, che non è nemmeno una grande amante dei libri, ha voluto leggerlo subito dopo di me e l'ha divorato.
Il tema dominante è la depressione, l'inquietudine innata che qualcuno di noi ha o il desiderio, maturato nel tempo, di porre fine a una vita che fa male. Mi ha ricordato Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna, perché anche in questo caso un gruppo di aspiranti suicidi, incontratisi in una clinica, decide di fare una gita per andare incontro alla morte.
La clinica viene descritta come una comune in cui si trascorrono le settimane. Non è un manicomio, è un ospedale in cui i pazienti decidono di venire ricoverati, convinti da familiari preoccupati o in cerca di una via d'uscita. C'è il gruppo delle Anoressiche, da cui si possono recuperare dolcetti extra, quello degli Alcolisti, che riescono sempre a trovare qualche cosa da bere, quello dei Sessodipendenti, che non si annoia mai. E poi ci sono loro, i Suicidanti, in cerca di un modo per contrastare il fascino della morte come liberazione dal peso della vita – «Forse il cielo realizza i sogni che la terra uccide». C'è chi è depresso cronico, chi ha perso la madre – suicida – o il compagno di una vita, chi è in fuga dalla propria inspiegabile inquietudine o dal vago ricordo di uno stupro che ha lasciato addosso solo vergogna e rabbia. Diversità accomunate da un intento comune, o forse solo sfaccettature diverse di un'unica malattia. Ah, ci sono anche i pazzi, quelli veri, quelli che si credono Gesù o Napoleone, gli schizofrenici senza speranza.
Un'avventura grottesca e bohemien li attende. Diretti a una scogliera per un suicidio collettivo, alcuni di loro troveranno stimolanti nuovi occhi con cui guardare la vita, perché solo dandole la possibilità, la vita ci può sorprendere – «L'amore è il regalo della vita per scusarsi delle sue cattiverie». Altri, invece, troveranno la morte come ambito lieto fine.
«La speranza», ha continuato, «è un uccellino che continua a cantare nel mezzo del tornado. Se smette di cantare, affondiamo in questa merda nera chiamata disperazione. [...] Alcune persone [...] nascono senza quell'uccellino.»
Axl Cendres, La compagnia degli adii
Un romanzo che non vuole essere una favola, ma la fusione realistica di anime che si mettono a nudo e proprio nella condivisione trovano conforto.

Come le cicale

Come le cicale

di Fiore Manni
Rizzoli
Narrativa
ISBN 978-8817156233
Cartaceo 15,20€
Ebook 9,99€

Un romanzo che affronta il tema dell'omosessualità, degli impulsi adolescenziali che confondono e spaventano.

Teresa è un'adolescente nell'estate tra la prima e la seconda media, quando il suo corpo è ancora infantile, e questo da solo già potrebbe bastare a farla sentire sbagliata, circondata com'è da amiche che hanno forme inequivocabilmente femminili. E lei, inizialmente le invidia, poi si sente attratta. In particolare da Agata.
Il romanzo verte sui sentimenti di Teresa che si affacciano al suo cuore, inspiegabili, esondanti, arginati e infine accettati come uno dei tanti eventi della vita.
«Non pensi che io sia strana?» gli chiese dopo un po'.
Aveva bisogno di sentirsi dire che andava tutto bene, che non c'era niente di rotto o di sbagliato nel suo cuore.
Leonardo sospirò appena.
«Mica possiamo scegliere di chi ci innamoriamo. [...] Non c'è niente di sbagliato in quello che sei. Oggi ti sei innamorata di Agata, domani magari ti innamorerai di un ragazzino o magari di un'altra Agata... e va bene così.»
Fiore Manni, Come le cicale


Stefania Bergo
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1 commenti
  1. L'infertilità è stata e continua ad essere un problema colossale che gli specialisti di tutto il mondo si preoccupano di risolvere. La ricerca continua sia nella direzione delle questioni cliniche - nuovi farmaci, nuovi regimi di trattamento per ridurre i rischi di complicazioni come l'iperstimolazione ovarica, sia nel campo dell'embriologia - nuovi mezzi e metodi di coltivazione degli embrioni, nuovi dispositivi e attrezzature.
    Lo scopo di questa ricerca è di aumentare l'efficacia del trattamento e la nascita di bambini sani. Dai un occhiata e molto interessante- Feskov

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