Gli scrittori della porta accanto
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Antologia 2025 della Nazionale Italiana Poeti

Antologia 2025 della Nazionale Italiana Poeti

Antologia 2025 della Nazionale Italiana Poeti

Libri Comunicato stampa. Antologia 2025, una selezione di liriche della Nazionale Italiana Poeti (Edizioni Simple). Un collettivo che vuole coniugare cultura e sport per promuovere e divulgare la poesia all’interno di eventi e manifestazioni sportive.

Il silenzio seppe parlarci ancora,
guidarci allora tra le ombre
dei cari e le foglie cadute sul selciato
per tornare dal sogno condiviso
di essere ancora noi
nonostante noi.
Antologia 2025 della Nazionale Italiana Poeti




Antologia 2025 della Nazionale Italiana Poeti

di Autori Vari
Edizioni Simple
Poesia
ISBN 978-88-6924-766-8
cartaceo 15,00€

Quarta

È una raccolta di poesie che contiene tre liriche con biografia per ciascuno componente della Nazionale Italiana Poeti. Ogni poeta ha seguito tematiche a lui care.
La Nazionale Italiana Poeti, ideata e fondata l'8 marzo del 2019 da Michele Gentile, è un'associazione culturale sportiva no profit che si occupa principalmente di introdurre la poesia nei contesti sportivi. I membri dell'associazione, infatti, giocano a calcio, a basket e partecipano a maratone e corse podistiche solo per raccogliere fondi da dare in beneficenza. Durante le manifestazioni sportive, vengono donati libri di poesia al pubblico. L'associazione realizza dei veri e propri reading all'interno degli stadi. Un connubio tra sport e cultura utile al sociale. Non solo: organizzano laboratori di poesia nelle scuole, nelle carceri e nelle Rsa; promuovono flash mob di poesia nelle stazioni, nei centri commerciali, nelle piazze... Insomma, cercano di portare poesia ovunque e comunque.



Nazionale Italiana Poeti

La Nazionale Italiana Poeti è una squadra di calcio composta esclusivamente da poeti Italiani. Presidente Onorario del team è Gianni Maritati, scrittore, giornalista Rai Vice Capo Redattore Cultura e Spettacolo TG1. L’ obiettivo è quello di coniugare cultura e sport per promuovere e divulgare la poesia all’interno di eventi e manifestazioni sportive. È la prima e unica squadra di calcio al mondo a portare concretamente all’interno degli stadi libri di poesie e a creare spazi e momenti di lettura pubblica. Una vera rivoluzione culturale perché, attraverso il gioco del calcio, si è arrivati ad interessare vaste platee circa la poesia facendo allo stesso tempo beneficenza. La Nazionale Italiana Poeti infatti organizza e partecipa ad eventi sportivi per raccogliere fondi a favore di enti, associazioni, strutture impegnate in ambito medico o sociale e che hanno necessità di fondi e aiuti economici ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi culturali e sociali importanti. Si vuole così offrire il proprio impegno a servizio della collettività. La Nazionale Italiana Poeti desidera portare i valori della cultura, dello sport e della solidarietà nelle piazze, negli stadi, nelle carceri, negli ospedali, nelle scuole, nelle librerie, dovunque ci sia voglia di stare insieme rispettando i principi della buona vita.



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La danza di Medea, una selezione di liriche di Alberto Kofi

La danza di Medea, una selezione di liriche di Alberto Kofi

La Danza Di Medea, una silloge poetica di Alberto Kofi

Libri Comunicato stampa. La Danza Di Medea, una selezione di liriche di Alberto Kofi (Amazon Edizioni), vincitore di una Menzione di Merito al XVII Concorso Letterario Internazionale “Cosenza, Città Federiciana”. Una silloge poetica, figlia di un travaglio di vita, di un peregrinare senza sosta, spingendosi al punto da sentirsi tanto a disagio da voler tornare indietro.

Non c'è più acqua nelle anfore, anche il mare è bevuto dagli uomini.

[...] Ho lasciato i nidi ancora vuoti, alla finestra
E il mare senza arrivi né partenze. Alberto Kofi, La danza di Medea




La danza di Medea

di Luca Favaro
Amazon Edizioni
Poesia
ISBN 9798321235638
Brossura | 92 pag.
cartaceo 6,70€ | copertina flessibile
cartaceo 19,55€ | copertina rigida
ebook 3,50€

Quarta

«La Danza di Medea è una selezione di liriche fra più raccolte "segretissime" dell'autore, scritte a mano e conservate in sei diversi diari. La poesia non è un esercizio di stile ed il poeta qui lo chiarisce bene; la raccolta che leggiamo è figlia di un travaglio di vita, di una ricerca del sé, di un peregrinare senza sosta per comprendere fino a dove ci si possa spingere al punto da sentirsi tanto a disagio da voler tornare indietro. Ma casa è ormai lontana, non si può far altro che proseguire.»
A cura di Elisabetta Sabellico

Il Libro è risultato vincitore di una Menzione di Merito al XVII Concorso Letterario Internazionale “Cosenza, Città Federiciana”.


Leggi anche Intervista a cura di Silvia Pattarini | Alberto Kofi presenta: La follia di Aiace


Alberto Kofi

Alberto Kofi, nome d'arte di Alberto La Prova, classe 1987. Nato a Milano, a pochi anni segue la famiglia in provincia di Frosinone e a venti anni inizia a trasferirsi: Roma, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Londra. Ora vive tra Londra e Liverpool, dopo vari viaggi in Medio Oriente e Africa. Impegnato da sempre nel sociale tra immigrazione e disagio estremo. Attualmente lavora come addetto al pronto soccorso nella capitale britannica. Questa è la sua seconda raccolta dopo La follia di Aiace (2021, Europa Edizioni).




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Sofia e la capsula del tempo, il nuovo romanzo di Lara Zavatteri

Sofia e la capsula del tempo, il nuovo romanzo di Lara Zavatteri

Sofia e la capsula del tempo, il nuovo romanzo di Lara Zavatteri

Libri Comunicato stampa. Sofia e la capsula del tempo, di Lara Zavatteri (Youcanprint): una ragazza, una capsula del tempo e un mistero da svelare.

Lara Zavatteri, scrittrice di Mezzana in val di Sole (Trentino), torna con un nuovo romanzo avvincente e ricco di mistero: Sofia e la capsula del tempo. Disponibile da oggi su Amazon, il libro racconta la storia di Sofia, una giovane ragazza che decide di affidare i suoi pensieri e le sue esperienze a una capsula del tempo, destinata a chi la troverà nel futuro.

I nostri tempi, il bello e il brutto, raccontati da una ragazza grazie a dei bigliettini inseriti nella capsula del tempo perché vengano letti dalle generazioni future, dopo 100 anni.

La protagonista del libro è appunto una ragazza, Sofia, che decide, inizialmente per gioco, di partecipare al progetto della "Capsula del tempo", dove tutti possono lasciare dei bigliettini, anonimi, che raccontino gli anni Venti del Duemila e che sarà aperta dopo 100 anni. In principio, a Sofia pare un'assurdità, poi decide di provare a scrivere qualcosa e un po' alla volta ci prende gusto. Scrive così dei bigliettini in cui si potrà leggere, ad esempio, del cambiamento climatico o della troppa indifferenza da parte di tante persone, ma anche il bello della natura, delle persone che sanno essere ancora grate e riconoscenti, chi ama gli animali, la pet-therapy.

Mentre scrive, Sofia inizia ad accorgersi sempre più del mondo in cui vive, di come le cose sono mutate e anche la sua vita cambia man mano che scrive.

Nel libro c'è anche il personaggio del vivaista, il signor Amerigo, responsabile del luogo di lavoro di Sofia. Un personaggio che, quando è arrabbiato, ma a volte anche quando non lo è, parla in dialetto solandro ed è convinto che le piante e gli alberi abbiano un cuore ed un'anima. Un burbero dal cuore d'oro, come si scoprirà.
Sofia racconta gli anni Venti del Duemila con i suoi alti e bassi, tra pandemia, guerra e cambiamenti climatici, offrendo uno spaccato della nostra epoca. Ma tra le righe dei suoi messaggi si nasconde un mistero...
A un certo punto della storia, infatti, compaiono un cane, Mosè, e un ragazzo misterioso, Oscar, che si comporta in modo un po' bizzarro. Starà a Sofia cercare di scoprirne di più.

Sofia e la capsula del tempo è un libro che fa riflettere sui nostri giorni, su quanto è cambiato, su cosa conta davvero.

Sofia e la capsula del tempo è un romanzo che conquisterà i lettori di tutte le età, con una storia coinvolgente e ricca di suspense. Un libro che invita a riflettere sul tempo, sulla memoria e sull'importanza di lasciare un segno del proprio passaggio.
Il libro è anche "personalizzabile" perché ha una pagina dove i lettori possono scrivere, come se fosse uno dei bigliettini di Sofia, le loro riflessioni sul presente.
Oltre a tutti gli store online e alle librerie, il libro può essere richiesto all'autrice, scrivendo a larazavatteri@gmail.com o sul suo profilo Facebook.
Per info e per conoscere anche gli altri libri di Lara Zavatteri, si può far riferimento al suo blog: www.larazavatteri.blogspot.com, mentre su Facebook è presente il gruppo Tutti i libri della scrittrice Lara Zavatteri.


Sofia e la capsula del tempo

di Lara Zavatteri
Youcanprint
Narrativa per ragazzi
ISBN 979-1222755571
Cartaceo 11,40€

Quarta

Bigliettino dopo bigliettino, Sofia scrive e racconta gli anni Venti del Duemila grazie alla capsula del tempo, pensata per coloro che la troveranno nel futuro.
Ma che cosa scrive?
Scopritelo in questa storia che narra i nostri tempi e dove ad un certo punto compare anche un ragazzo misterioso. Grazie ai biglietti di Sofia si riflette sulla nostra epoca e si segue la protagonista nella sua vita che cambia man mano che lascia biglietti per la capsula del tempo.



Lara Zavatteri

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Manolo Bertuccioli presenta: Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito

Manolo Bertuccioli presenta: Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito

Manolo Bertuccioli presenta: Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito

Presentazione Libri Intervista a cura di Stefania Bergo. Manolo Bertuccioli presenta il suo saggio Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito (Editoriale Jouvence): «Un libro che ripercorrere la vita e le opere di un autore straordinario. Un affresco presentato anche attraverso un serrato confronto con altre tradizioni culturali».

Manolo Bertuccioli è dottore in filosofia, ha successivamente sviluppato i propri interessi in campo antropologico e in psicologia transpersonale. È autore di saggi sui fenomeni della trance e e della possessione nelle realtà sud-americane.


Carlos Castaneda
e i navigatori dell'infinito

di Manolo Bertuccioli
Editoriale Jouvence
Saggio filosofico, psicologico e antropologico
ISBN 9788878018150
Brossura | 360 pagine
cartaceo 16,00€
ebook 13,99€

Quarta

«In Castaneda il vero viaggio inizia dalla morte simbolica e finisce, in un certo senso, con la totalità.
Castaneda che ha fatto del suo discepolato con don Juan un’opera letteraria stimata in tutto il mondo, una strabiliante strada del cuore.»

L’incontro con lo stregonesco e lo sciamanesimo, l’esperienza delle droghe e degli stati alterati di coscienza, lo studio del mondo dei sogni.
Questi sono i temi che hanno affascinato Carlos Castaneda e che ritroviamo in questo libro, volto a ripercorrere la vita e le opere di un autore straordinario.
Un affresco che viene presentato al lettore anche attraverso un serrato confronto con altre tradizioni culturali: la psicologia analitica, lo yoga tibetano, il pensiero metafisico occidentale.


L'autore racconta



Benvenuto sul blog degli Scrittori della Porta Accanto. Per i nostri lettori, chi è Manolo Bertuccioli? Oltre a Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito hai scritto altri libri?

Sono interessato ai processi di realizzazione e sono stato colpito, in particolare, da quello di Carlos Castaneda. Mi sono laureato con una tesi ‘sintetica’ che venne poi pubblicata per la prestigiosa collana “transpersonale” della casa editrice Crisalide. Il saggio uscito per la casa Editoriale Jouvence è un approfondimento del mio primo lavoro lungo vari punti di vista.



Cos’è che ti ha attirato di più della letteratura di Castaneda da indurti a scrivere il tuo saggio Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito?

Un po' quello che ha attirato tutti: la possibilità di vivere in un realismo magico dove, diventati abili psiconauti con grande conoscenza e disciplina, si riesce ad ottenere ciò che si vuole. Come i fenomeni straordinari che Castaneda osservò venendo a contatto con Don Juan e gli altri maestri a lui simili.

Tanti si soffermano sull’aspetto sciamanico e magico dei libri di Castaneda, ma c’è anche una componente psicologica che tu definisci “transpersonale”. Ce ne vuoi parlare?

Oggi si potrebbe rinquadrare il lavoro di Castaneda attraverso la psicologia transpersonale abbandonando la lente obsoleta dello sciamanesimo. Infatti, nelle sue opere sono presenti numerosi e importantissimi tratti transpersonali che lo rendono unico nel suo genere. Uno dei più importanti è l'argomento del “corpo energetico” cioè di quel corpo che, svincolato da fattori personali ed esperienziali, dona all'individuo un'integrità immacolata simile a quella che troviamo al momento della nascita. Altri argomenti fondamentali sono “la cancellazione della storia personale”, “l’oltrepassare i confini dell'affetto” e la “ricapitolazione”.

Tra i libri di Castaneda il più famoso è senza dubbio L’arte di sognare, che tratta del sogno lucido. Perché è così importante per Castaneda e il suo Maestro imparare a controllare i propri sogni? All’atto pratico, quali possono essere gli insegnamenti da portare nel nostro quotidiano?

Per valorizzare ulteriormente le opere di Castaneda, basti dire che in L’Arte di Sognare viene promossa una tecnica che si svincola dal consueto metodo interpretativo dei sogni: quella del sogno lucido.
Il sogno lucido permette di essere lucidi in un ambito nel quale normalmente non lo si può essere. Implica la possibilità di fare ciò che si vuole in ambito onirico: modificare ed esplorare la situazione del sogno a proprio piacimento. Si ha l'opportunità di agire nell'ambito di dominio dell'inconscio tramite le modalità operative che caratterizzano la veglia.
A livello psicodinamico, cioè in relazione alla struttura psichica del soggetto e alle sue parti, indica uno stato evoluto che permette di andare davvero avanti nei confronti di noi stessi e del mondo che ci circonda. Manolo Bertuccioli, Carlos Castaneda e in Navigatori dell'infinito
Si possono acquisire diverse abilità, migliorare la propria creatività e aumentare il proprio benessere imparando cose su di sé che altrimenti non si saprebbero. I sogni lucidi sono un grande strumento conoscitivo nelle mani della persona che vuole integrare le parti di se stesso.

Qual è la tua opinione su Castaneda, Don Juan e lo sciamanesimo?

Per tratteggiare in modo più chiaro il lavoro di Carlos Castaneda, si potrebbe parlare di questo nuovo neologismo che sta andando in voga negli ultimi anni: "sciamanesimo tolteco". Castaneda sarebbe il padre di un peculiare sciamanesimo cioè quello tolteco.
Per essere culturalmente precisi tutto questo è abbastanza errato. Come si può vedere nel quarto capitolo, in Castaneda, ci sono solo alcune tracce di sciamanesimo, quindi non sono propriamente delle opere di quel tipo; inoltre, come si può vedere nell’ottavo capitolo, non possiamo parlare con molta precisione del mondo tolteco proprio perché ne sappiamo poco: qui si inserirebbe la fortuna e il successo dell'autore in questione. Manolo Bertuccioli, Carlos Castaneda e in Navigatori dell'infinito

Tutti i libri di Castaneda trattano di “stati alterati di coscienza”, ci spieghi qual è il loro ruolo nella sua vita e cosa possiamo apprendere da tali esperienze?

Gli stati alterati di coscienza, come descritto nel settimo capitolo, sono di centrale importanza per il miglioramento di sé e per il raggiungimento della totalità. Permettono l'accesso a zone di noi stessi altrimenti precluse dal nostro io ordinario; grazie a loro ci apriamo a nuove possibilità che arricchiscono la nostra vita. Carlos Castaneda è stato uno dei primi a rimarcare l'importanza degli stati alterati di coscienza per la crescita personale… e l'ha fatto in modo davvero dettagliato ed approfondito. Manolo Bertuccioli, Carlos Castaneda e in Navigatori dell'infinito

Oltre ai libri di Castaneda, quali sono state le tue fonti per la scrittura del tuo saggio?

Tutti i tipi di documenti disponibili: libri di critica, libri di riferimento, biografie, riviste, articoli, interviste, VHS, documentari e altro. Senza dubbio il confronto maggiore e più proficuo è avvenuto con i testi di critica.

Prima di concludere questa intervista, c’è qualcosa che non ti ho chiesto e che invece avresti voluto dire ai nostri lettori?

Per concludere in maniera piacevole questa intervista si potrebbero segnalare due curiosità.
La prima riguarda Don Juan, il tanto stimato maestro di Castaneda. Secondo Paul Watzlawick e Jay Haley, due fra i più noti esponenti della scuola americana di Palo Alto, dietro di lui si celerebbe il famoso ipnoterapista Milton Erickson. Per varie similitudini nelle tecniche utilizzate (tecniche di comunicazione indiretta, metafore, suggestioni per indurre cambiamenti nella percezione e nella consapevolezza) solo Erickson poteva fingersi un maestro di tal portata.
La seconda curiosità riguarda l’esistenza di un sito di proprietà di Cleargreen Incorporated (https://www.castaneda.com/) che promette il raggiungimento di una formazione qualificata seguendo le “Esperienze di Tensegrità” tenute dagli ultimi seguaci di Castaneda. Al prezzo di circa 3000 dollari si può raggiungere il 5° e ultimo livello, chiamato “Sogno Sciamanico Avanzato”: si riceve anche un certificato di riconoscimento.

Hai altri libri in cantiere? Che progetti hai per il prossimo futuro?

Da un lato vorrei ancora continuare a trattare alcuni temi specifici del lavoro di Castaneda ma dall'altro sono in procinto di pubblicare qualcosa che non è più incentrato su di lui ma su territori che frequentava spesso: gli stati alterati di coscienza, la psiconautica, la totalità, la libertà, ecc…

Interessante davvero, attendiamo la tua prossima pubblicazione e speriamo di averti ancora nostro ospite.




Stefania Bergo

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Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito, un saggio di Manolo Bertuccioli

Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito, un saggio di Manolo Bertuccioli

Carlos Castaneda e in Navigatori dell'infinito, un saggio di Manolo Bertuccioli

Libri Comunicato stampa. Carlos Castaneda e i navigatori dell'infinito (Editoriale Jouvence), di Manolo Bertuccioli. Un saggio filosofico, psicologico e antropologico che ripercorre la vita e le opere di un autore straordinario, toccando i temi a lui più cari.

Per tratteggiare meglio, o in modo più specifico, il lavoro di Carlos Castaneda si potrebbe parlare di questo nuovo neologismo che sta andando in voga negli ultimi anni: "sciamanesimo tolteco". Castaneda sarebbe il padre di un peculiare sciamanesimo cioè quello tolteco. Per essere culturalmente precisi tutto questo è abbastanza errato. Come abbiamo visto nel quarto capitolo in Castaneda ci sono solo alcune tracce di sciamanesimo, quindi non sono propriamente delle opere a carattere sciamanico; inoltre, come abbiamo visto nell’ottavo capitolo, non si può parlare con molta precisione del mondo tolteco proprio perché ne sappiamo poco: qui si inserirebbe la fortuna e il successo dell'autore in questione.

"Si può giungere alla totalità di se stessi solo se si comprende pienamente che il mondo è pure immagine, sia essa l'immagine dell'uomo comune o di uno stregone."

"Il vero viaggio inizia dalla morte simbolica e finisce, in un certo senso, con la totalità."

"Castaneda ha fatto del suo discepolato con don Juan un'opera letteraria stimata in tutto il mondo, una strabiliante strada del cuore."

Manolo Bertuccioli, Carlos Castaneda e in Navigatori dell'infinito




Carlos Castaneda
e i navigatori dell'infinito

di Manolo Bertuccioli
Editoriale Jouvence
Saggio filosofico, psicologico e antropologico
ISBN 9788878018150
Brossura | 360 pagine
cartaceo 16,00€
ebook 13,99€

Quarta

«In Castaneda il vero viaggio inizia dalla morte simbolica e finisce, in un certo senso, con la totalità.
Castaneda che ha fatto del suo discepolato con don Juan un’opera letteraria stimata in tutto il mondo, una strabiliante strada del cuore.»

L’incontro con lo stregonesco e lo sciamanesimo, l’esperienza delle droghe e degli stati alterati di coscienza, lo studio del mondo dei sogni.
Questi sono i temi che hanno affascinato Carlos Castaneda e che ritroviamo in questo libro, volto a ripercorrere la vita e le opere di un autore straordinario.
Un affresco che viene presentato al lettore anche attraverso un serrato confronto con altre tradizioni culturali: la psicologia analitica, lo yoga tibetano, il pensiero metafisico occidentale.


Manolo Bertuccioli

Dottore in filosofia, ha successivamente sviluppato i propri interessi in campo antropologico e in psicologia transpersonale. È autore di saggi sui fenomeni della trance e e della possessione nelle realtà sud-americane.

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Alberto Kofi presenta: La danza di Medea

Alberto Kofi presenta: La danza di Medea

Alberto Kofi presenta: La danza di Medea

Presentazione Libri Intervista a cura di Stefania Bergo. Alberto Kofi presenta la sua nuova raccolta di liriche La danza di Medea (Amazon Edizioni): «La Poesia non è una scelta è un fatto istintuale. È la forma a me più congeniale di trasmettere emozioni profonde».

Alberto Kofi nome d'arte di Alberto La Prova classe 1987. Nato a Milano a pochi anni segue la famiglia in provincia di Frosinone e a venti anni inizia a trasferirsi: Roma, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Londra e ora Liverpool. Impegnato da sempre nel sociale tra immigrazione e disagio estremo. Attualmente lavora come addetto al pronto soccorso nella capitale britannica. Questa è la sua seconda raccolta dopo La follia di Aiace (2021, Europa Edizioni).


La danza di Medea

di Luca Favaro
Amazon Edizioni
Poesia
ISBN 9798321235638
cartaceo 6,70€
ebook 3,50€

Quarta

«La Danza di Medea è una selezione di liriche fra più raccolte "segretissime" dell'autore, scritte a mano e conservate in sei diversi diari. La poesia non è un esercizio di stile ed il poeta qui lo chiarisce bene; la raccolta che leggiamo è figlia di un travaglio di vita, di una ricerca del sé, di un peregrinare senza sosta per comprendere fino a dove ci si possa spingere al punto da sentirsi tanto a disagio da voler tornare indietro. Ma casa è ormai lontana, non si può far altro che proseguire.»
A cura di Elisabetta Sabellico


L'autore racconta



Alberto Kofi, bentornato sul blog Gli scrittori della porta accanto. Sei stato nostro ospite in occasione della tua prima silloge poetica, La follia di Aiace. In una tua precedente intervista hai detto che per te scrivere è «un’esigenza personale e dolorosa fine a se stessa». È ancora così? Perché proprio la poesia? Cosa ti dà o ti permette in più rispetto alla narrativa?

Con piacere ritorno ospite. Per tutta la mia esistenza “letteraria” fin quando questa esisterà; il bisogno di dire, di comunicare in un mondo che ha smesso di farlo, nonostante le tante apparecchiature, scrivere sarà sempre doloroso proprio perché nasce da una mancanza personale e sociale. La Poesia non è una scelta è un fatto istintuale. Ho iniziato a scrivere per caso a 13 anni e da allora non ho mai smesso; è diventata la forma a me più congeniale di trasmettere emozioni profonde.



La tua nuova silloge è La danza di Medea. Ancora una volta ti rifai ai miti greci. Cosa ti affascina di quel mondo antico?

Durante la mia infanzia e adolescenza fino alla primissima età adulta ho avuto periodi di isolamento sociale e pochissimi contatti interpersonali. Ho dedicato il tempo leggendo i classici greci e romani, appassionandomi e riflettendo su quanto hanno lasciato al mondo contemporaneo in tutti i campi.

Nella tua biografia si legge: «Impegnato da sempre nel sociale tra immigrazione e disagio estremo». Quanto il contatto con queste realtà ha influito sulla tua sensibilità letteraria?

Ha influito molto ma penso siano parallele e collegate ad una identità definita.

La danza di Medea è una raccolta di liriche. Quanto tempo hai impiegato a scriverle?

La raccolta è una scelta di poesie fra sei diversi diari in un lasso di tempo dal 2002 al 2023.

Cos’è la “danza” di Medea cui ti riferisci? Perché hai scelto questo titolo, cosa rappresenta per te?

La “Danza” si riferisce al moto degli alberi con il vento; il vento è l’imprevedibile, le occasioni, gli incontri, gli alberi siamo noi, ovvero Medea. L’esistenza è una danza, perché non si può camminare dritti nella vita. Sono da sempre interessato ai personaggi “folli”, “atipici” ma così profondamente fragili e umani.

Che tematiche affronti con la tua silloge, ci anticipi qualcosa?

Fragilità, vulnerabilità, senso di impotenza, mistero esistenziale.

A che pubblico sono destinati i tuoi componimenti? Li hai dedicati a qualcuno in particolare?

A tutti coloro che amano il genere. Sono dedicati alle parti più vulnerabili ed isolate della nostra società.

Se esistesse una canzone da abbinare alla tua raccolta, quale sarebbe? La bevanda ideale per accompagnare la lettura di La danza di Medea?

Ho visto Nina Volare di Fabrizio De André, Bevanda ideale? Vino rosso senza dubbio.

Hai mai partecipato o hai intenzione di partecipare a qualche concorso di poesia con le liriche di questa tua ultima raccolta?

L’opera è attualmente in gara al Concorso Premio Internazionale Seneca di Bari.

Tra i progetti per il futuro, nell’intervista precedente hai accennato a Il diario di Abdul. È rimasto un progetto o è stato pubblicato? Di che si tratta? Quali progetti per il futuro hai, oggi?

“Il diario Di Abdul” è ancora in corso di selezione, non so al momento come e se verrà pubblicato. In uscita fra un paio di anni ci sarà una nuova raccolta di poesia dal titolo “Dal Sepolcro di Ofelia” avrà come tema principale l’amore e ancora una volta la follia..

Alberto Kofi, ti ringrazio per essere stato con noi ancora una volta e aver racocntato la tua nuova silloge La danza di Medea ai nostri lettori. Ti faccio un enorme in bocca al lupo per il Concorso e per i tuoi progetti futuri. A presto!



Stefania Bergo

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Luca Favaro presenta: Cinquanta passi all'indietro

Luca Favaro presenta: Cinquanta passi all'indietro

Luca Favaro presenta: Cinquanta passi all'indietro

Presentazione Libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Luca Favaro presenta la raccolta di poesie Cinquanta passi all'indietro (Nulla Die edizioni): «La mia poesia è un viaggio verso l’essenza di ogni cosa, esperienza, persona. È un continuo pellegrinaggio, un eterno punto di domanda in sospeso».

Luca Favaro è nato a Treviso, vive a Thousand Oaks, California. Ha pubblicato tre raccolte di racconti tra le quali Ti ho visto, edizioni La Gru, e il fortunato romanzo Il tempo senza ore (Nulla Die 2015), primo classificato al Premio Prunola 2017 (ora diventato Premio Giorgione), primo classificato al Premio "Il lato notturno della vita 2017", premio speciale della Giuria all'IBRSC di Belluno 2016, e dalla quale è stata ricavata l'omonima rappresentazione teatrale. Cinquanta passi all'indietro è la sua prima raccolta di poesie.

Cinquanta passi all'indietro

Cinquanta passi all'Indietro

di Luca Favaro
Nulla Die edizioni
Poesia
ISBN 978-88-6915-453-9
cartaceo 12,00€

Quarta

Quando si cammina all'indietro non si vede dove si sta andando. Non si sa quale direzione prendere, a volte indovinando la via, altre cozzando contro gli ostacoli, altre ancora uscendo di strada. In ogni caso, si riparte senza stancarsi mai di riprovare, di ricominciare.
Cinquanta passi all'indietro è un cammino a ritroso attraverso relazioni, emozioni e sentimenti spesso in contrasto tra loro, ma che, nel bene e nel male, tracciano un percorso, indicano una via verso una meta che se in alcuni momenti appare nitida e sicura, in altri scompare e si fa incerta. Questa raccolta di poesie è ulteriormente arricchita da una prefazione a opera di Adelaide Scarabello.


L'autore racconta



Luca Favaro, ben tornato sul blog de Gli scrittori della porta accanto. Entriamo subito nel vivo di questa intervista. Com’ è nata l’idea di scrivere Cinquanta passi all’indietro?

Buongiorno Silvia. Cinquanta passi all’indietro è una raccolta di poesie che ho scritto in momenti diversi della mia vita. Molte sono state composte quando avevo dai venti ai trent’anni, altre in tempi più recenti. Ho raccolto tutte le poesie che avevo scritto nel tempo, e ne ho scelte cinquanta, quelle che mi emozionavano di più. Poi ci ho lavorato sopra per renderle omogenee nello stile, perché il modo in cui scrivevo vent’anni fa, era sicuramente molto diverso da quello attuale. L’idea di comporre questa raccolta è nata dal desiderio di chiudere un ciclo, iniziato con la trilogia di racconti, ha raggiunto il suo apice con il romanzo Il tempo senza ore, e si chiude con un libro di poesie. Potrei dire che Cinquanta passi all’indietro costituisce il cosiddetto “coperchio sulla pentola”.

Leggi anche Intervista a cura di Elena Genero Santoro | Luca Favaro presenta: Il tempo senza ore

Ricordo Il tempo senza ore, un libro che racconta il dramma dell'Alzheimer. Com’è cambiata negli anni la tua esperienza creativa?

Il tempo senza ore è un libro che mi ha fatto fare un notevole passo in avanti, sia in termini letterari che di popolarità. Credo però che la mia esperienza creativa si sia momentaneamente fermata; sono stato troppo impegnato, all’inizio per dare al romanzo la spinta promozionale che meritava, poi per il mio trasferimento negli Usa, che ha richiesto davvero molto tempo. In pratica non ho più scritto nulla di nuovo in tutti questi anni, a parte qualche poesia, entrata a far parte di Cinquanta passi all’indietro.

Come definiresti la tua poesia?

Non mi piace definire l’arte. Tutto ciò che nasce dal cuore e dall’anima non può semplicemente essere incasellato in una definizione. Potrei dire che lo stile delle mie poesie è lo stesso dei racconti e del romanzo; diretto, semplice, asciutto, senza tanti fronzoli di tipo letterario. Col tempo si è sempre più evoluto verso la semplicità e la schiettezza. Da quando sono negli Usa poi, ancora di più. Probabilmente sono molto influenzato dagli Americani che sono molto schietti, semplici e diretti nel modo di esprimersi e relazionarsi. Essenziale, ecco. Potrei definire la mia poesia come un viaggio verso l’essenza di ogni cosa, esperienza, persona. È un continuo pellegrinaggio, un eterno punto di domanda in sospeso.

A chi sono destinate queste liriche, le hai dedicate a qualcuno in particolare?

C’è una dedica all’inizio della raccolta che recita: “Dedicato a chi soffre per aver trovato finalmente il coraggio di dire Basta!”
Si volta pagina nella vita, e a volte si è costretti a fare delle rinunce. Sono scelte difficili e coraggiose. Le poesie sono dedicate proprio a quelle persone che come me, si sono spesso sentite giudicate per aver scelto di realizzarsi e di esprimere sempre di più il proprio essere più profondo. A chi ha avuto il coraggio di togliersi la maschera e manifestarsi apertamente. Un mio caro amico, purtroppo scomparso qualche anno fa, mi ha dato una grande lezione: “Quando hai ragione, non indietreggiare di un solo millimetro, anche se dovessi avere il mondo contro”. È quello che sostanzialmente ha sempre fatto lui nella sua vita. A quelli come lui dedico questo mio libro.

Questa raccolta contiene una poesia alla quale sei particolarmente legato? 

Difficile scegliere, perché ogni poesia è nata in momenti diversi, e in quei momenti ha costituito la massima importanza. Oggi, potrei dire che la mia preferita è Il nostro turno, perché parlo molto apertamente della relazione tra me e mio padre. Ma un’altra poesia molto importante è Lettera a me stesso. Il verso finale recita: «Per non aver compreso che in te c’era già / Il seme della felicità. / Io ti chiedo perdono».

Perché bisognerebbe leggere Cinquanta passi all’indietro?

La lettura deve sempre essere una libera scelta. Nei miei libri non mi sono mai posto l’obiettivo di insegnare qualcosa a qualcuno o di dare consigli, né tanto meno lezioni di vita o pillole di saggezza. Al massimo posso regalarvi qualche emozione, ecco. Cinquanta passi all’indietro è una raccolta emozionante, nel bene e nel male. Se vi piace emozionarvi, leggetelo.

Progetti per il futuro?

Tantissimi. Direi perfino troppi per una vita sola. Diciamo che la scrittura negli ultimi tempi si sta trasformando in una scelta sempre più professionale. Dal punto di vista letterario, i miei futuri progetti per ora sono più rivolti verso la realtà Americana.

Luca Favaro è stato un piacere conoscerti meglio e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo ultimo libro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.

È stato un piacere anche per me. Grazie e in bocca al lupo anche a voi.



Silvia Pattarini
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