Gli scrittori della porta accanto
Articoli di Loriana Lucciarini
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Stranger Things 4: finale al cardiopalma per la serie TV Netflix

Stranger Things 4: finale al cardiopalma per la serie TV Netflix

Stranger Things 4: finale al cardiopalma per la serie TV Netflix

Serie TV Di Loriana Lucciarini. Stranger Things, finale al cardiopalma per la IV stagione della celebre serie di Netflix. In attesa dell'ultimo capitolo previsto per il 2024.

Avevamo lasciato la proiezione della IV stagione di Stranger Things, la serie TV disponibile in abbonamento su Netflix, con una certa curiosità e un profondo timore per le sorti dei nostri amati beniamini. La storia infatti si è complicata e loro, divisi in piccoli gruppetti sparsi, hanno dovuto fare i conti con avvenimenti tragici. Alcuni su uno sgangherato pulmino tra la polvere del deserto. Altri nelle lande desolate e sotto scacco del gelo in Russia. Undici da sola, in un laboratorio segreto con piani da rivedere e situazioni del passato da chiarire. I restanti ad Hawkins, tra case diroccate e oscuri segreti, con un mostro che trasforma in vittima chi è mangiato dai rimorsi, dalla solitudine e dal silenzio.
Undici ha dovuto affrontare i ricordi in un percorso doloroso, alla ricerca dei perduti poteri. Il dottor Brenner, dopo essere riapparso e aver nuovamente fatto ingerenza nella vita di sua figlia, abbandona la serie in una conclusione non scontata ma coerente. Max, tallonata da Vecna quale vittima prescelta, si è opposta a un finale già scritto e, anche se travolta da terribili sofferenze, ha provato a resistergli. Di sicuro Caro Billy, è stata la puntata più emozionante, prima del gran finale di stagione. Ricordate? Ve ne avevo già parlato.

Cosa è accaduto nelle ultime due puntate della serie?

Intanto vi anticipo che il ritmo a questo punto accelera e cresce e che il finale è da cardiopalma!
C’è tanto, tantissimo ma non tutto: il finale apre nuovi spiragli e bisognerà attendere il 2024 per la V stagione, l’ultima e conclusiva di Stranger Things, la serie Netflix tra le più viste.
I fratelli Duffer hanno il pregio di riuscire a costruire un finale di stagione organico, capace di portare alla ribalta i diversi protagonisti, dando a tutti il giusto spazio (tranne Jonathan e Mike, ancora troppo defilati e anonimi), evolvendo la storia con discreta attenzione, senza troppo infodump e senza scivoloni di trama o grossolani errori.
Le ultime puntate, della durata complessiva di oltre quattro ore, portano azione e suspense dove il ritmo si era un po’ allentato e hanno il pregio di portare a compimento eventi e dettagli, piani narrativi e indizi sparsi, che i fan della serie hanno atteso di veder chiarificati. Non tutto, però, eh, sarebbe stato troppo bello, ma è comprensibile…

C’è un grandioso colpo di scena in cui scopriamo chi è davvero Vecna e approfondiamo la sua genesi da antagonista.


NB: di seguito è stato inserito un filtro "no spoiler" che rende sfocate alcune frasi; per leggerle basta passarci su con il mouse da pc o toccare lo schermo da mobile.

Vecna è Henry. Henry è Uno. Uno è il primo dei ragazzi superdotati del laboratorio segreto di Hawkins. Il primo, e anche il più potente e ingestibile. Non conoscevamo la sua identità perché fin da subito tutti evitano di parlare di lui e Undici non lo ricorda. Il passato di Vecna apre spiragli sulla sua esistenza del prima, permettendo ai fan più attenti e accaniti di completare alcuni pezzi mancanti di puzzle. Undici bambina lo incontra sulla propria strada nel laboratorio, lo affronta e combatte, dando via all’intera vicenda.
Uno è dunque il punto Zero, la genesi, l’inizio. È infatti in questo scontro che si apre il varco nel Sottosopra in cui Uno rimane prigioniero, evolvendosi in Vecna e prendendo possesso delle energie e delle creature che lo popolano. Nell’adrenalinico confronto tra Uno e Undici scopriamo che non sono più così diversi. Tranne che per le differenti scelte che compiono.

Le scene più epiche vedono come protagonista la solita Undici opposta a Vecna, ma questa volta anche Max e Eddie diventano motori della storia, i pilastri che ci traghettano da una puntata all’altra.

Le loro vicende suscitano elevati livelli di partecipazione e commozione.
La dura battaglia finale contro Vecna, senza esclusioni di colpi e con dipartite importanti, ha un ritmo in crescendo e il climax ci toglie quasi il fiato. Poi, quando tutto sembra risolto, ecco che il nemico riappare – ferito sì ma non sconfitto – e il destino di Hawkins sembra segnato quando un terremoto scatena l’apocalisse. Nel dopo sisma osserviamo una città spazzata via, con i superstiti raccolti in una comunità operosa. A questo punto gli ultimi personaggi lontani raggiungono il gruppo, si è di nuovo tutti insieme. Tra gli abbracci e le lacrime l’inquadratura si concentra su un inquieto Will. Lui “sente” che tanto altro deve ancora accadere; dunque la fine è vicina ma non è adesso… Bisognerà aspettare, pazientemente, il 2024 per sapere come se la caverà Nancy Weeler tra le macerie della vita di Uno, a contatto con l’anima di Vecna e con la sua furia distruttrice. Per vedere se Undici recupererà totalmente i suoi poteri e se sarà in grado di fronteggiare il suo nemico. Se Max tornerà indietro dall’oblio che la tiene prigioniera.

Ma altre risposte si attendono.

Il Sottosopra potrà offrirci inaspettati sviluppi sulla sorte di Eddie, che abbiamo lasciato agonizzante, cibo per mostri volanti e pianto per morto? Rivedremo Otto, la sorella di Undici, che avevamo incontrato in passato e che sembra sparita dalla sceneggiatura? Il varco aperto sarà richiuso, oppure il destino del mondo è alla fine, con il dominio di Vecna esteso oltre la labile barriera spaziotemporale? Si salveranno i nostri eroi o ci saranno altri pianti dietro l’angolo?
La soluzione di alcuni indizi e l’incastro di piccoli dettagli, che ancora non hanno avuto collocazione nel grande dipanarsi della trama, è dunque probabile che troveranno risposta nella futura e ultima stagione. Una stagione in cui immaginiamo un ruolo cardine per Will – lui che fin qui è protagonista offuscato e sempre un passo indietro agli altri – magari grazie al suo “collegamento” con il Sottosopra e il Mindflyer.
Per conoscere l’epilogo di una storia che ha tenuto incollate al teleschermo milioni di appassionati in tutto il mondo bisognerà solo aspettare e incrociare le dita. Ma di una cosa sono certa: che i nostri beniamini saranno tutti pronti a dare battaglia e che i fratelli Duffer non ci deluderanno.
Ne vedremo delle belle!


Loriana Lucciarini
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Stranger Things IV: solitudine e sensi di colpa nella serie TV Netflix

Stranger Things IV: solitudine e sensi di colpa nella serie TV Netflix

Stranger Things IV: solitudine e sensi di colpa nella serie TV Netflix

Serie TV Di Loriana Lucciarini. Stranger Things IV: la quarta stagione della celebre serie di Netflix gioca con la solitudine, i sensi di colpa, i muri che costruiamo attorno a noi e le paure che ci atterriscono.

Primissima impressione già dopo le prime scene del Volume 1 di Stranger Things IV: “Urca! Si è passati all’horror!”.
Sì, c’è stato un cambio di passo per la celebre serie TV disponibile in abbonamento su Netflix che immagino gli spettatori come me, poco avvezzi al genere horror, hanno notato immediatamente: le atmosfere, alcune scene, il nuovo nemico che si profila all’orizzonte, tutto marcatamente più cupo rispetto alle stagioni precedenti. O almeno, c’è più di questo.

I temi cardini di questa IV stagione di Stranger Things sono sicuramente la solitudine e il senso di colpa che paiono e trasudare in ogni fotogramma nei momenti topici.

Dai primi piani su visi atterriti dalla paura e dai propri segreti che sono poi i mostri che ci portiamo dentro. Dai piani sequenza verso i singoli protagonisti, spesso ripresi con il vuoto attorno. Dalla colonna sonora, il brano di Kate Bush diventato la hit del momento, che parla proprio di questo.
Di solitudine e senso di colpa si ciba anche il nuovo mostro del Sottosopra, che pare infatti prediligere vittime che sono alle prese con il trauma, in silenzio. Proprio come Max, che vive un dramma simile, e come Nancy, ancora scossa per la morte della sua amica Barb.

Seguendo gli eventi, arriviamo anche ad altri temi: alla difficoltà di essere accettati per quel che si è, la spinta all’omologazione, la cattiveria della società, il bullismo.

Lo sanno bene i ragazzi di Hawkins: Mike e Dustin che continuano a cercare un posto nella loro nuova scuola. Lo sa bene Lukas, che ha iniziato a frequentare il gruppo dei “popolari” cercando di staccarsi da un passato da nerd. Purtroppo lo vive sulla sua pelle anche Undici, nella nuova vita in California: persi i poteri, lontana dagli amici, in una nuova scuola, si ritrova a fare i conti con scherzi crudeli e prese in giro che la avviliscono e ne accentuano il senso di solitudine e di disperazione, già è fortemente radicato in lei a causa del suo passato e dei recenti tragici avvenimenti di Hawkins.

Scavare in sé per affrontare i propri mostri.

Undici si ritroverà, suo malgrado, a tornare indietro con la memoria e scavare nei ricordi. Nel suo viaggio in solitaria alla scoperta di dolorose verità su se stessa, ritroverà persino chi l’ha delusa e abbandonata. E affronterà tutto da sola, in una grande prova di coraggio.
Ma anche gli altri avranno la loro dose di guai. Prima fra tutti Max – che in questa stagione è stra-to-sfe-ri-ca! Così come Hopper – lui, puntata dopo puntata, ha acquisito sempre più spessore ed è diventato colossale!

La forza delle prime due stagioni di Stranger Things erano il gruppo e l’ambientazione anni Ottanta. Dalla terza stagione si assiste a uno sfilacciamento di queste dinamiche.

Tanto che i diversi personaggi – tutti ben tratteggiati con le loro peculiarità – si ritrovano a salvare il mondo in gruppetti sparsi.
In questa IV stagione la distanza è sempre più evidente e lo scostamento da ciò che erano le relazioni del passato si è fatto più pesante, solido. Un elemento che fa anche male dover appurare. Comunque, per alcuni legami che si perdono, nuovi se ne creano ed ecco che l’entrata di Svitato crea nuovi equilibri, apre nuovi piani narrativi. Andando avanti però, quello che era un punto di forza della serie ritorna: l’importanza del gruppo, del darsi una mano, dell’amicizia che non fa sentire soli torna a essere preponderante.

Così, se il muro si scioglie, se qualche crepa si apre ci si salva.

Ci si salva dalla morte grazie alle persone e alle cose che amiamo. La scena clou con Max nell’episodio “Caro Billy” è emblematica e da pelle d’oca.
Per deformazione professionale, la mia mente da scrittrice si concentra sempre sulla trama, sulla struttura narrativa, sul detto-non-detto e ciò che lascia intuire – che non sempre sono poi le rivelazioni, ma spesso anzi sono messe lì per creare falsi indizi. Quindi sono andata in brodo di giuggiole in questa stagione. L’ho rivista ben due volte per raccogliere particolari, trovare ganci, spiegazioni, piccole rivelazioni. Perché tutto è legato al passato e al futuro. Occorrerebbe trovare la chiave…
Potranno le ultime due puntate dare risposte ai tanti interrogativi? Perché tirare le fila può essere difficile e complesso, soprattutto mantenendo organicità narrativa e coerenza strutturale.

Il passato che ci portiamo dietro può diventare un peso. Le paure che ci hanno dominato e da cui scappiamo possono diventare i nostri peggiori nemici.

I nostri mostri da combattere e che, prima o poi, dovremo affrontare. Ecco ciò che mi lascia la visione di questa IV stagione, che mi ha coinvolto e che ho amato, almeno fino a questo punto.
Per ora l’ho trovata di ottimo livello, superiore ai precedenti. E anche se alcuni episodi sono eccessivamente lunghi e potevano essere ridotti, ho apprezzato le citazioni a pellicole più famose, i piccoli omaggi neanche troppo velati. Così, anche se alcune novità mi hanno spiazzata, certi personaggi mi hanno piacevolmente stupita (Murray unico!), alcuni impercettibili cambi di rotta, di ritmo, di luce mi hanno condotta laddove non pensavo di arrivare; e anche se un paio di protagonisti li ho trovati davvero sottotono – il che mi fa sperare che possano prendersi la rivincita negli ultimi due appuntamenti di chiusura stagione, come Will, Jonathan, relegati ai margini e decisamente sottotono rispetto al passato – sono certa che il finale di stagione sarà con il botto!
Ancora pochi giorni poi tireremo le somme, almeno fino ad arrivare al finale conclusivo della V stagione.




Loriana Lucciarini
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La storia dell’editoria e della cultura italiana del dopoguerra nel saggio di Franca Mora

La storia dell’editoria e della cultura italiana del dopoguerra nel saggio di Franca Mora

La storia dell’editoria e della cultura italiana del dopoguerra nel saggio di Franca Mora

Professione lettore Di Loriana Lucciarini. La storia dell’editoria e della cultura italiana del dopoguerra in un saggio, disponibile anche gratuitamente, edito da Stampa Alternativa: Calvino in Topolino di Franca Mora.

Calvino è per me un compagno di vita (uno di quelli che mi accompagnano), pur essendo una conversione adulta quella che ho avuto per i suoi scritti, uno specchio in cui trovare un senso alle cose, una scatola magica dove poter cercare le parole giuste e necessarie.
Franca Mora, Calvino in Topolino
Ho letto tutto d’un fiato il libro scritto da Franca Mora, edito nel 1993 dall’allora Stampa Alternativa, quella dei famosi libri “Millelire”, ora Strade Bianche editore.
È un saggio che racchiude la storia dell’editoria e della cultura italiana del dopoguerra, in un’Italia azzerata dal conflitto mondiale appena lasciato alle spalle, tra viaggi epici e avventurosi (avventati?) nel tentativo di diffondere la cultura.
Il dopoguerra rendeva i giovani un po’ tutti uguali, nel corpo e nell’anima: la ricerca ossessiva di un lavoro omologava le differenze e appiattiva le qualità, la fatica di vivere e l’abitudine alla sopravvivenza, se abitudine si poteva chiamare o piuttosto disperata consuetudine, ci rendeva un po’ tutti superficiali, ma anche aperti a tutto ciò che sapeva di vita.
Franca Mora, Calvino in Topolino

Ho trovato Calvino in Topolino di Franca Mora davvero molto interessante perché racconta la voglia di diffondere la conoscenza e la letteratura in un’Italia devastata dalla guerra.

Quell’Italia che voleva ripartire e aveva bisogno anche – pur se nell’emergenza della ricostruzione – di sapere, di leggere.
I libri bastavano a riempire i miei percorsi: non solo quelli effettivamente letti, ma anche quelli provvisoriamente posseduti per la vendita, quasi due compagni che mi seguivano.
Franca Mora, Calvino in Topolino
Le storie dei viaggi di Beppe, l’ispettore della Einaudi, nelle varie librerie del Centro-Sud per vendere i prodotti editoriali, si legano alla passione e alla creatività di quello straordinario gruppo di lavoro. Un gruppo coeso, innovativo, dove le idee diventavano fuoco vivo.
Vorrei proporre questo volumetto alla vostra attenzione riportandovi anche alcuni passaggi che ho ritenuto significativi.
Calvino in Topolino

Calvino in Topolino
Storie di scrittori, di libri e di lettori.

di Franca Mora
Millelire, Stampa Alternativa
Saggio
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I librai.


Il ruolo del libraio era fondamentale nell’organizzazione della “Settimana Einaudi”, quella grandiosa idea che serviva come occasione per far incontrare l’autore o il curatore di una collana con i lettori. Per una settimana autore o curatore insieme all’ispettore giravano una certa zona ed ogni sera incontravano lettori o persone interessate ad ascoltare. Si parlava della filosofia della casa editrice, delle novità, delle collane, di cultura, di letteratura, del presente e del futuro.
Era il libraio del luogo ad organizzare l’incontro, a mettere manifesti nelle strade, a fare gli inviti: raramente ci si incontrava nei locali della libreria, ma più facilmente in un cinema o in un teatro o comunque in una sala disponibile. Interveniva tutti i personaggi più importanti della comunità locale: il farmacista, il medico, il maestro…
Franca Mora, Calvino in Topolino

Il gruppo Einaudi.

Ho scoperto molto di quel mondo, di quel modo di fare editoria e me ne sono appassionata.
Mi piaceva pensare che quell’andare e venire fosse il preludio alla materializzazione di un’idea, il libro. E lì mi sembrava si “vedessero” idee e intuizioni in attesa di trovare un foglio di carta adatto a farsi parola.
Il fenomeno più singolare, quando c’è uno scambio intenso, è la coincidenza delle idee: nascono intuizioni simili, nello stesso spazio di tempo, riproponendo in un microcosmo di gruppo ciò che avviene a volte nella storia delle scoperte. Ed è così che personaggi lontani per spazi e stili di vita “sentono” fluire le stesse idee, quasi che un “èlan vital” percorresse il mondo.
Sono convinto che il peregrinare nei luoghi dove hanno sostato, abitato, scritto o dipinto personaggi ai quali siamo legati (per piacere, per stima o per tradizione) possa trasmettere qualcosa di quegli stessi personaggi e premettere di condividere un po’ del loro spirito e della loro forza creativa. Così penso che l’aver vissuto la vita di questi che ho nominato e di quelli di allora di cui non ricordo le fattezze e i nomi ancor di più lasci tracce nell’anima. Io sono fatto anche di costoro.
Franca Mora, Calvino in Topolino

I giovani scrittori.

Anche da loro ho appreso: la fatica dello scrivere, e poi farsi leggere, che è in realtà un riscriversi. E quanto sia importante saper attendere, senza chiedere risposte e senza però desistere.
Franca Mora, Calvino in Topolino

Cesare Pavese

Fui affascinato dalla sua distaccata complicità, dalla sua umanità trasparente ed inespressa, del suo venirti incontro senza vederti, per miopia o per voluta lontananza.
Avevo letto alcuni suoi libri: sapevano di terra, dei ritmi delle canzoni della campagna, un affresco vivo e vitale e allo stesso tempo già finito e dimenticato. Scriveva di radici o per bisogno di trovarle, lui sempre così sradicato: dal suo tempo, dalla resistenza, dall’amore per una donna.
E questo non essere mai là dove si trovava forse lo uccise.
Franca Mora Calvino in Topolino

Nel 2014 tanto è cambiato e l’innovazione del marketing e della stampa digitale hanno sovvertito completamente quel modo di fare cultura.

Ma i valori che hanno animato quel periodo non devono andare persi, perché sono una risorsa per ognuno di noi.
Il contatto con gli operai che mi aspettavano per gli acquisti rateali mia aveva fatto scoprire l’importanza della parola e la fatica del comprendersi. La ricerca di un linguaggio comune diventava la possibilità di accedere al libro, di far vivere Martin Eden, Zanna Bianca, Hemingway o altri: tutti volevamo capire, sapere, sentire.
Franca Mora, Calvino in Topolino
Invito tutti a leggerlo e, contemporaneamente, a farmi avere le vostre impressioni.
Il libro è disponibile anche in pdf in download gratuito a questo link: www.stampalternativa.it


Loriana Lucciarini
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Lady Oscar: dal 1982 passione e rivoluzione, dal fumetto di Ryoko Ikeda

Lady Oscar: dal 1982 passione e rivoluzione, dal fumetto di Ryoko Ikeda

Lady Oscar: dal 1982 passione e rivoluzione, dal fumetto di Ryoko Ikeda

Serie TV Di Loriana Lucciarini. Sogni di carta e colore: tra le indimenticabili eroine degli anni '80, Lady Oscar e i suoi amori, dal fumetto di Ryoko Ikeda.

Fumetti... che passione! Da Tex Willer a Zagor, da Dylan Dog a quelli della Lanciostory. Dagli eroi Marvel passando per i manga giapponesi, fino ad arrivare all'italianissimo Lupo Alberto, alla spagnola Mafalda, al fantastico mondo dei Peanuts.
Sono loro che ci raccontano una realtà diversa, capace di farci riflettere, divertire, approfondire, sognare. Come le eroine degli anni '80.
In questa prima puntata, Lady Oscar: passione, intrigo, amore, lotte, giustizia, libertà. Ingredienti per rendere immortale la sua storia, come immortale rimane il suo personaggio di donna straordinaria e unica.

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La prima messa in onda di Lady Oscar in Italia risale al marzo del 1982, alle ore 20.00 su Italia1

Lady Oscar rimane un'icona e un'eroina straordinaria, amata dal pubblico di tutto il mondo. Per festeggiare il suo compleanno – nel 2016 è tornata in televisione, su Italia2 di Mediaset – Amazon Prime ha ritrasmesso in streaming tutta la serie animata.
La storia originale è del 1979, ispirata dal fumetto di Ryoko Ikeda ambientato in Francia durante la Rivoluzione. In patria, paradossalmente, Lady Oscar non fu un successo: la serie fu addirittura interrotta. Altra sorte toccò in Europa: il cartone divenne uno dei più amati da intere generazioni.
La storia è avvincente: siamo all'alba della Rivoluzione francese e Oscar è una bambina che vive una vita da maschio per volere paterno, avviata alla carriera militare, dove eccelle.

Il cartoon ruppe molti stereotipi: le protagoniste dell'epoca erano ancora poco autonome, legate al principe azzurro di turno e sempre molto femminili. 

Lady Oscar ha invece una forte ambiguità sessuale, affascina uomini e donne, viene quasi sempre raffigurata con abiti maschili, ha un carattere determinato e fiero.
Lei si muove durante il complesso periodo storico che precede la Rivoluzione in Francia. La serie racconta la storia personale di Oscar, coinvolta nella sua crescita individuale, nei rapporti con le persone a lei vicine e negli intrighi di corte. Ma fa di più, illustrando la situazione socio-politica dell'epoca, dalla povertà estrema delle classi più deboli e alla crescente rabbia contro i nobili, dalla nascita dell'illuminismo fino allo scoppio del moto rivoluzionario che ha appassionato a quel periodo storico generazioni di studenti.

Gli ultimi episodi, il clou narrativo dell'intera serie, si svolgono durante la presa della Bastiglia. Oscar, ammalata di tisi e distrutta per la morte dell'amato André, perde la vita schierandosi assieme ai rivoltosi nell’assalto al carcere parigino il 14 luglio.

Oscar, quindi, cresce ed evolve, e da leale comandante delle guardie del re si schiererà nelle puntate finali con il popolo francese, per lottare insieme per la libertà. Non solo, troverà la sua identità sessuale (confusa anche per lei, cresciuta con comportamenti e atteggiamenti da uomo) dopo l'incontro prima con Fersen e poi con l'accettazione del sentimento forte che ha sempre provato per l'amico André.
La serie tv fece scalpore all'epoca, per il finale tragico ma anche per alcune scene non censurate, come quella dell'atto sessuale con André.
Una storia “forte” e drammatica, quella di Lady Oscar, non solo per la protagonista, ma per tutti i personaggi di contorno. Dalla regina, capricciosa e infelice, incapace di comprendere appieno la situazione esplosiva che covava oltre la cortina patinata di corte, agli altri personaggi legati a Oscar, alcuni tratteggiati come vili e falsi, sciocchi e vanesi, opportunisti e cospiratori.

Fersen o André? Gli amori di Lady Oscar.

I fans della serie, soprattutto le fans, si sono sempre divise in due categorie: le sostenitrici del conte Fersen e quelle dell'amico André.
Il primo è il bello e impossibile Hans Axel von Fersen. Nobile, affascinante, primogenito di un nobile svedese, dal fisico scultoreo, ha fatto sognare le spettatrici dell'epoca. Fersen sarà l'amante di Maria Antonietta e amato, per lungo tempo, dalla stessa Oscar. Fersen, pur se rappresentato come un uomo intrigante e appassionato, in realtà si dimostra capace di pessime azioni, come quando per fare un dispetto a Maria Antonietta deciderà di partecipare a una congiura ordita nei suoi confronti per metterla in cattiva luce davanti al popolo. Egli illuderà anche la stessa Oscar – alla quale inizialmente era legato da un'amicizia che appariva sincera – inducendola a credere di provare sentimenti verso di lei. L'uomo, in preda ai da sensi di colpa, partirà per tornare solo all'alba della Rivoluzione e tentare di salvare la Regina, senza riuscirci. Morirà successivamente in patria, accusato di omicidio e linciato dalla folla.

Il secondo, André Grandier, è l'amico fraterno con il quale Oscar cresce fin da bambina. 

André è il figlio di uno dei servitori di casa de Jarjayes ed è un ragazzo generoso, coraggioso, su cui ci si può contare. Bello, dotato di tante qualità positive, leale e sincero, crede di poter instaurare con l'amica di sempre un rapporto sentimentale: è l'unico che la conosce profondamente, che sa della sua natura anche se celata e nascosta, che la ama in modo disinteressato e unico. Ma è un errore. Oscar lo snobba nonostante lui le abbia dimostrato devozione e amore, fino a perdere un occhio per proteggerla. Lei lo considererà come un fratello e per tutta la serie rifiuterà di corrispondere il sentimento, fino a scoprire di amarlo profondamente e con passione solo poco prima della sua morte.

Loriana Lucciarini

Loriana Lucciarini
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All'attacco: l'album di figurine che sostiene la casa delle donne Lucha y Siesta

All'attacco: l'album di figurine che sostiene la casa delle donne Lucha y Siesta

All'attacco: l'album di figurine che sostiene la casa delle donne Lucha y Siesta

Di Loriana Lucciarini. All'attacco, storie da collezionare: l'album di figurine per raccogliere fondi per Lucha Y Siesta, la casa delle donne nata nel 2008 a Roma.

All'attacco, storie da collezionare è un gesto di solidarietà fra esperienze che si confrontano sulle questioni di genere nella nuova ondata del femminismo internazionale. La lotta alla violenza maschile e la rabbia contro gli attacchi sessisti alle donne, discriminate e uccise ogni giorno, ci unisco tutte nella forza che attraversa la marea femminista di Non Una di Meno.
Questo è uno degli stralci dell'introduzione al progetto nato per raccogliere fondi per Lucha Y Siesta, la casa delle donne nata nel 2008 a Roma.
Lucha Y Siesta, sorta in uno stabile abbandonato e in disuso dell'Atac, è la casa che ospita donne che si stanno liberando da una situazione di violenza: per undici anni ha fornito accoglienza e progetti rivolti alle donne che l'hanno subita.
Di recente l'Atac ha deciso di vendere lo stabile, sfrattando di fatto Lucha y Siesta e distruggendo un progetto che molto ha fatto per la città. Società civile, associazioni, singoli cittadini e cittadine si sono mobilitati per tutelare i servizi e i lavoro svolto da Lucha Y Siesta in tutto questo tempo.

Con l'idea di raccogliere fondi per il centro è nata l'idea dell'album di figurine All'attacco, storie da collezionare.

Ci hanno lavorato in tanti: un collettivo per la selezione dei testi e tanti illustratori, fra i quali cito Anarkikka, Mauro Biani, Makkox, Marta Baroni..
Ventinove figurine, con la storia di donne emancipate e forti, ribelle e determinate, che hanno fatto fare passi avanti (mai #passiindietro!) all'umanità femminile.
Viene citata Marielle Franco per la sua lotta per i diritti umani in Brasile; Susana Chavez, la poetessa uccisa in Messico che ha dato vita al movimento di Non una di Meno. Ma c'è anche l'italianissima Ilaria Cucchi, determinata a far emergere la verità sulla morte di suo fratello Stefano.
Fra le ventinove icone femminili troviamo anche donne salite alla ribalta mediatica in questi ultimi anni: Greta Thunberg e Carola Rackete, diventate rispettivamente il simbolo della lotta per la tutela dell'ambiente e dei diritti umani d'accoglienza.


Tra queste esistenze reali ce n'è una fatta di carta e colori: Lady Oscar! 

L'eroina dei cartoni animati trova infatti posto con la seguente motivazione:
«Nata nel '79 dalla matita di Riyoko Ikeda, splendida 70enne che, in un mondo maschile, ha dato voce alle donne. Lady Oscar arriva in Italia nel '82 e stravolge l'immagine della donna nei cartoni animati: avanguardia di forza, indipendenza e tenacia con la complicità di una sessualità non definita. Icona incontrastata del nostro immaginario.»
Insomma, All'attacco, storie da collezionare è una raccolta da scoprire, da cercare e... da attaccare!
Per richiedere informazioni sull'album e i pacchetti di figurine, nonché scoprire i punti vendita scelti dal Collettivo, scrivere alla pagina Facebook "All'attacco - storie da collezionare" o sul profilo Instagram @allattaccostoriedacollezionare.


Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.
Racconti di Stelle al bar Zodiak, Le Mezzelane.
I legami sottili dell'anima, PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Doppio carico. Storie di operaie, Villaggio Maori.
Un lungo ritorno, Le Mezzelane.
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Speciale Natale: idee regalo originali, golose e homemade

Speciale Natale: idee regalo originali, golose e homemade

Speciale Natale: idee regalo originali, golose e homemade

Lifestyle Di Loriana Lucciarini. Speciale Natale, idee regalo originali, golose e homemade: le bottiglie di pozione magica, le cookie jar, muffin mania e i cucchiaini ricoperti di cioccolato.

Realizzare hand-made un dono significa dedicare alla persona che lo riceverà il nostro tempo, ed estro creativo. Il lavoro che c’è dietro renderà i vostri regali speciali e unici.

Bottiglie di pozione magica!

Oggi vi proporrò un’idea che a me piace tantissimo: bottiglie magiche per i più piccoli o per qualche amico originale e speciale. È un’idea spiritosa ma che di certo susciterà apprezzamento e curiosità. Poi starà a voi personalizzare in base alla vostra fantasia…
Basta trovare delle belle bottigliette – quelle che ho realizzato lo scorso anno non erano un formato piccolo, ma cercando in rete o nei negozi specializzati potrete trovare bottiglie di fattura particolare e della misura che più vi interessa, o magari riciclare quelle del succo di frutta, delle birre artigianali, della salsa di soia, dei liquori – e versarvi dentro coca cola o altra bevanda.
Lavorate di fantasia per realizzare decorazioni a tema “magico”.
Io per le mie ho usato lo spago da pacchi, della carta pergamena e della ceralacca.
  • Ho usato un sigillo vero – ma si può usare anche una patata incisa a dovere o altri oggetti che abbiano forma a sbalzo da usare sulla ceralacca.
  • Per la ceralacca ho usato la più semplice colla a caldo colorata – acquistata per l’occasione.
  • Con la carta pergamena ho fatto delle etichette dalle diciture divertenti, stampate con la stampante laser, poi tagliate e forate.
  • Ho realizzato un piccolo rotolo di pergamena con all’interno le proprietà della pozione, ovviamente mi sono sbizzarrita con la fantasia e le ho personalizzate in base a chi che avrebbe ricevuto il mio regalo: Essenza di spirito del drago (dona alle tue gambe la potenza del drago), Essenza di Veritaserum (potere della verità), Love potion (conquista il cuore di chi ami!). Potete anche cercare su internet o nei libri fantasy, qualche nuova dicitura originale vi salterà in mente!
  • Ho decorato tutto con spago, sfilacciandolo un po' per dare un senso di antico.
Se la bottiglia lo permette – non come quelle con il tappo ermetico – potreste anche decorarne la chiusura con stoffa o carta paglia usurata, per dare un’idea di antico e prezioso. Il tappo potrebbe essere decorato anche con sigillo di ceralacca glitterato o con piccoli oggetti che richiamano il contenuto della pozione.

Bottiglie di pozioni magiche - Idea reglo

Le Cookie Jar: barattoli sorpresa davvero golosi.

Sul web, soprattutto su Pinterest, ci sono molte blog e siti che propongono regali per i più golosi, come le cookie jar, i barattoli biscottosi! L’idea è carina e divertente: in un barattolo ci sono tutti gli ingredienti per realizzare dei biscotti. Nella confezione del regalo è di rigore stampare e allegare la ricetta: questa si può attaccare ad un etichetta decorata direttamente sul barattolo o allegare a mo’ di pergamena legata attorno ad esso. Insomma, basta usare la fantasia!
Sui siti somethingturquoise.com e hearthandmadeblog.com trovate alcune ricette sfiziose per realizzare la vostra cookie jar, ovviamente sono apprezzate anche ulteriori variazioni sul tema con utilizzo altri ingredienti per realizzare gustosi biscottini, perciò scatenate la vostra fantasia!

Le Cookie Jar: barattoli sorpresa davvero golosi.

Muffin mania: per un Natale goloso e homemade.

Questo post è dedicato ai vostri figli, compagni, amici e parenti supergolosi… infatti, cosa c’è di meglio che offrire loro in dono un dolce muffin, confezionato in modo speciale?
Vi propongo queste belle idee: 10 ricette per deliziosi muffin sul sito Sale e Pepe… sono certa che inizierete subito a mettere le mani in pasta!

Cucchiaini cioccolatosi per amici golosi!

Avete bisogno di qualche altra  idea per i vostri regali di Natale? Eccone una davvero gustosa e originale da regalare ad amici e parenti amanti della cioccolata: i cucchiaini cioccolatosi!
L’idea è facile da realizzare: prendete un cucchiaino o un bastoncino di legno, preparate la cioccolata e immergetevi la punta, tirate su e decorate con altri elementi a piacere in base al vostro gusto e fantasia (smarties, codette colorate, piccoli mashmellow o altro).
Vi basterà lasciar asciugare in freezer per avere pronto il vostro regalo che decorerete in pacchetti fantasia.
Insomma, controllate se le vostre scorte di cioccolato sono sufficienti e poi... sbizzarrite la vostra fantasia e mettetevi all’opera!


Loriana Lucciarini
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Idee regalo gourmet: zucchero e sale aromatizzati

Idee regalo gourmet: zucchero e sale aromatizzati

Idee regalo gourmet: zucchero e sale aromatizzati

Lifestyle Di Loriana Lucciarini. Speciale Natale: idee regalo gourmet, con lo zucchero e il sale aromatizzati.

Qualche anno fa, preparandomi per tempo, ho realizzato dei vasetti di zucchero aromatizzato.
È un’idea insolita ma che viene sempre apprezzata, perché il regalo viene consumato nella vita quotidiana e, quindi… ci si porta un po’ dietro lo spirito natalizio e il pensiero va a chi ce lo ha donato.
Lo zucchero aromatizzato serve per dolcificare caffè, tè e tisane e sicuramente sarà un dono gradito per tutte quelle persone che apprezzano i regali fatti in casa e il tempo da noi dedicato a realizzarli.
Qui di seguito alcune ricette facili e veloci.

Zucchero aromatizzato al cacao

  • 60 gr. di zucchero di canna chiaro
  • 1 cucchiaio di cacao amaro
  • cioccolato fondente grattugiano q.b.
È ottimo per dolcificare il caffè.
Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino. Decorare a piacere.

Zucchero aromatizzato alla cannella

  • 60 gr di zucchero di canna chiaro
  • cannella in polvere q.b.
Delizioso per zuccherare tè e tisane.
Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino. Decorare a piacere.

Zucchero aromatizzato alla lavanda

  • 60 gr di zucchero di canna chiaro
  • fiori di lavanda essiccati q.b.
Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino. Decorare a piacere.

Idee regalo gourmet: zucchero aromatizzato

Zucchero aromatizzato agli agrumi

  • 60 gr di zucchero di canna chiaro
  • agrumi non trattati (arancia, limone, pompelmo, lime)
Grattuggiare la buccia degli agrumi: prestate attenzione a non grattugiare la parte bianca. Far seccare per 2-3 giorni e poi mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino.
Decorare a piacere.

Zucchero aromatizzato al rosmarino

  • 60 gr di zucchero di canna chiaro
  • rametti di rosmarino
È ottimo per dolcificare la macedonia.
Prendere dei rametti di rosmarino e infilarli nel vasetto con lo zucchero. Far riposare una settimana prima di utilizzarlo.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino. Decorare a piacere.

Zucchero aromatizzato alla menta

  • 60 gr di zucchero di canna chiaro
  • fogliette di menta
Ottimo per una bevanda rinfrescante.
Frullare le foglioline di menta asciutte insieme allo zucchero. Lasciare asciugare in forno a bassa temperatura, per 10′ con lo sportello del forno un po’ aperto.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino. Decorare a piacere.

Zucchero aromatizzato al caffè

  • 60 gr di zucchero di canna chiaro
  • caffè
Si raccolgono le prime gocce del caffè che escono dalla caffettiera. Si fa raffreddare e si bagna lo zucchero (non troppo). Poi si lascia asciugare in forno a bassa temperatura per 10′ lasciando aperto lo sportello.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino inserendoci dei chicchi interi di caffè. Decorare a piacere.

Idee regalo gourmet: sale aromatizzato

Vi propongo un’altra idea per regali di Natale da usare ogni giorno in cucina: i barattoli con sale aromatizzato

Qui di seguito vi riporto qualche semplice ricetta per realizzare i vostri regali gourmet.
Per la decorazione del barattolino, invece, potete cercare in rete.

Sale aromatizzato alle erbe aromatiche

  • 2 cucchiai di maggiorana
  • 2 cucchiai di origano fresco
  • 9 cucchiai di sale grosso
  • 2 cucchiai di timo
Ottimo per carni e pesci da cuocere arrosto e per le marinate.
Pestate in un mortaio tutti gli ingredienti.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino.

Sale aromatizzato al pepe nero

  • 2 cucchiai di pepe nero
  • 9 cucchiai di sale grosso
Ottimo per le grigliate, da usare in sostituzione del sale normale.
Pestate in un mortaio tutti gli ingredienti fino ad ottenere un miscuglio a grana media.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino.

Sale aromatizzato ai 4 pepi

  • 10 gr di pepe bianco
  • 10 gr di pepe nero
  • 10 gr di pepe rosa in grani
  • 10 gr di pepe verde
  • 200 gr di sale grosso
Ideale per la carne.
Pestate in un mortaio tutti gli ingredienti fino ad ottenere un miscuglio a grana media.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino.

Sale aromatizzato al peperoncino

  • aglio in polvere q.b.
  • erbe aromatiche q.b.
  • 2 peperoncini
  • 200 gr di sale grosso
Ideale per la carne.
Pestate in un mortaio tutti gli ingredienti fino ad ottenere un miscuglio a grana media.
Con l’aiuto di un cucchiaino riempire il barattolino.
Il sale può essere conservato in frigorifero per 2 settimane.


Loriana Lucciarini
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