Gli scrittori della porta accanto
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Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Da zero a 69 di Andrea Pistoia (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Quattro amici trentenni in continua ricerca del divertimento, del sesso e dell’amore.

Da zero a sessantanove di Andrea Pistoia si legge tutto d’un fiato.
È un romanzo breve, una lettura piacevole raccontata in prima persona.
È la storia di quattro amici trentenni in continua ricerca del divertimento, del sesso e dell’amore secondo le caratteristiche di ognuno. Odino, il personaggio narrante, ricerca nelle ragazze l’avventura puramente sessuale, ma c’è anche chi mostra una certa serietà come Hermes, il suo miglior amico e fidanzatissimo di Chiara che non compare mai, ma è sempre presente nei discorsi del ragazzo. Certo in quel contesto il termine serio è un po’ azzardato, il ragazzo in passato aveva come animale domestico una pantegana...

Sono proprio questi paradossi il filo conduttore del romanzo di Andrea Pistoia.

Tra gli amici c’è Jeremiah che predilige le ragazze brutte, forse più facili da conquistare o, forse, perché è semplicemente «un estimatore delle ragazze diversamente belle» – come dice l’autore. Fatto sta che questa scelta è dettata da un trauma infantile con una ragazzina. Un po’ come l’amore di Charlie Brown per Heater, la ragazza dai capelli rossi.
Il quarto è Anacleto che ha deciso di evitare le faticose conquiste ripiegando sulle donnine allegre, con le quali ha un rapporto così stretto che spesso sono loro a sfogarsi con lui.

L’ironia è presente fin dal primo capitolo intitolato: All’origine fu il caos.

Poi fu peggio. Prosegue poi nei capitoli seguenti con: Se gli amici sono tutto… siamo fottuti! Per finire con la definizione di sé e degli amici come: Guerrieri, dei, supereroi. Praticamente buffoni.
La combriccola passa i fine settimana nel solito bar per bere birra e programmare conquiste femminili e fare chiacchiere di autocompiacimento per essere dei maschi Alpha. La caccia continuerà in discoteca, dove ognuno avrà la sua avventura.
Il finale è una fantasia che lascio scoprire al lettore.
Consiglio questa lettura per trascorrere un po’ di tempo senza pensieri stando immersi nel sarcasmo di Andrea Pistoia.


Da zero a 69

di Andrea Pistoia
PubMe
Narrativa
ISBN: 978-8833663241
Cartaceo 9,00 €
Ebook 2,99€

Sinossi 

Esistono ancora ragazzi volgari e maschilisti o sono solo personaggi di film politicamente scorretti? Esistono. Anzi, proliferano, specialmente nei locali notturni durante i week end, quando uomini seri ed equilibrati si trasformano in dei Mister Hyde con un unico chiodo fisso in testa. Ne è dimostrazione lampante Odino che, dopo un incontro amoroso concluso nel peggiore dei modi, senza un appagante e glorioso happy ending, si libera dei pochi freni inibitori rimasti per seguire la propria megalomania. Gli danno man forte i suoi bislacchi amici: un estimatore delle “diversamente sexy”, un assiduo frequentatore di prostitute e un “cuore puro” tanto monogamo quanto sottomesso alla propria bella. Contro una società che li vorrebbe adulti e responsabili, loro non possono che reagire da eterni Peter Pan perennemente sovreccitati. Goliardiche nottate tra bar di periferia e discoteche, alcool a fiumi e sesso usa e getta sono il miraggio che indica loro la strada verso quella che ritengono essere la Felicità... mostrando una volta di più la loro natura di odiosi antieroi, cinici maschilisti, ridicoli playboy.
Nicolò Maniscalco Gli scrittori della porta accanto

Nicolò Maniscalco
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Recensione: Da zero a 69, un romanzo umoristico di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, un romanzo umoristico di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Libri Recensione di Elena Genero Santoro. Da zero a 69, l'ultimo romanzo umoristico di Andrea Pistoia (PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto). Uno spaccato di umanità vario, senza censura, su quelli che sono i vizi di un gruppo di trentenni.

Da zero a 69 è il racconto in prima persona di un giovane sulla trentina che ha una sola grande passione: il sesso. È un moderno Peter Pan di nome Odino, che preferisce le avventure alle storie serie e non vorrebbe mai prendersi delle responsabilità.
La storia inizia con Odino che viene lasciato sul più bello, nel senso proprio del termine, dalla fidanzata Tamara che, più che una fidanzata, è un’amica di letto. La reazione di Odino è inizialmente l’incredulità: come si può mollare un Adone come lui? È convinto che Tamara ci ripensi e non vuole proprio rassegnarsi all’idea che lei non ne voglio più sapere. Il suo ego non accetta un diniego. Il momento di contrizione dura la bellezza di un paio d’ore. Poi Odino esce con gli amici per una serata alla ricerca di donne… 
"Morto un Papa"…

Il romanzo di Andrea Pistoia è breve e scritto in toni assolutamente umoristici. Il ritmo è incalzante.

Odino ha un’introspezione che è nulla eppure l’autore lo rende simpatico. E più lui si descrive come un figo, uno a cui le donne corrono dietro, più il lettore si convince che si tratti di un poveretto.
La girandola di personaggi con cui si interfaccia sono prototipi di trentenni gravati da un ventaglio di sfighe: c’è quello fidanzato e monogamo, con una ragazza che non compare mai ma che condiziona la storia; c’è quello attratto dalle donne brutte e solo da loro (delle Mike Tyson al femminile) e c’è quello brutto lui, che ha bisogno di pagare le donne con cui esce.
Insomma, viene rappresentato uno spaccato di umanità vario, senza censura su quelli che sono i vizi e i peccatucci.
Ma sono solo questo Odino i suoi amici?
Tra le righe viene detto che sono professionisti, persone che lavorano, e non solo degli sfigati in cerca dell’evasione di una sera. La vita è altro, ma ogni tanto ciascuno di noi vuole sognare, vuole pensarsi diverso, più di successo, vuole togliersi delle soddisfazioni. Odino alla fine del racconto ci riesce: riesce a realizzare quelli che sono i suoi sogni (erotici). E solo di sogni si tratta, ma forse anche loro hanno bisogno di essere coltivati.

Da zero a 69

di Andrea Pistoia
PubMe - Collana Gli scrittori della Porta Accanto
Romanzo breve | Narrativa umoristica
ISBN 8833663248
cartaceo 9,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Esistono ancora ragazzi volgari e maschilisti o sono solo personaggi di film politicamente scorretti? Esistono. Anzi, proliferano, specialmente nei locali notturni durante i week end, quando uomini seri ed equilibrati si trasformano in dei Mister Hyde con un unico chiodo fisso in testa. Ne è dimostrazione lampante Odino che, dopo un incontro amoroso concluso nel peggiore dei modi, senza un appagante e glorioso happy ending, si libera dei pochi freni inibitori rimasti per seguire la propria megalomania. Gli danno man forte i suoi bislacchi amici: un estimatore delle “diversamente sexy”, un assiduo frequentatore di prostitute e un “cuore puro” tanto monogamo quanto sottomesso alla propria bella. Contro una società che li vorrebbe adulti e responsabili, loro non possono che reagire da eterni Peter Pan perennemente sovreccitati. Goliardiche nottate tra bar di periferia e discoteche, alcool a fiumi e sesso usa e getta sono il miraggio che indica loro la strada verso quella che ritengono essere la Felicità... mostrando una volta di più la loro natura di odiosi antieroi, cinici maschilisti, ridicoli playboy.

Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
Ovunque per te, PubMe – Collana Policromia.
Claire nella tempesta, Leucotea.
L'utima risata, PubMe – Collana Policromia
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Recensione: Sei mesi di prova, di Federico Fantini

Recensione: Sei mesi di prova, di Federico Fantini

Recensione: Sei mesi di prova, di Federico Fantini

Libri Recensione di Andrea Pistoia. Sei mesi di prova di Federico Fantini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto).  Un romanzo onesto, crudo, diretto, sincero e a tratti persino spietato sul mondo del lavoro.

Dopo l’università, un anno di stage non retribuito e vari corsi di specializzazione, Federico finalmente trova lavoro in una grande azienda italiana per sei mesi, con la possibilità (o il miraggio?) di essere successivamente assunto a tempo indeterminato.
È così che, dopo anni a chiedere la paghetta ai suoi apprensivi genitori, finalmente è giunto il momento della sua rivalsa. Peccato che l’euforia iniziale incominci a scemare fin dal primo giorno, ovvero dall’incontro con i suoi diffidenti e freddi colleghi d’ufficio (da lui soprannominati “i matusa”).
Ma il peggio deve ancora arrivare.

Con l’andare dei mesi il protagonista scopre quanto quel posto di lavoro tanto agognato sia in realtà un inferno.

A causa di un susseguirsi di situazioni tra l’esilarante e il drammatico, di capi incompetenti e autoritari, di colleghi invidiosi e sempre pronti a pugnalare alle spalle, di “amici” voltafaccia conosciuti sul campo e di iter aziendali insensati.
Di conseguenza, quello che parrebbe un impiego ordinario e lineare (in fondo il protagonista è il classico impiegato) risulterà essere invece una miscellanea di episodi comici dai risvolti imprevedibili, situazioni paradossali e misteri difficili da risolvere.
In tutto questo Federico, candido e ingenuo, dovrà tirare fuori le unghie per riuscire a sopravvivere a quell’ambiente malsano e a quei colleghi tanto variopinti quanto mentalmente instabili.
Per fortuna che in quel manicomio c’è anche spazio per l’amicizia sincera e disinteressata, il rispetto reciproco e, perché no, anche l’amore con la “a” maiuscola.
Comicità a tratti Fantozziana e dinamiche “da Camera Café”, un'opera divertente, ironica, leggera e irriverente.
Recensione: Sei mesi di prova, di Federico Fantini

Che dire di Sei mesi di prova di Federico Fantini?

Innanzitutto che è ben scritto.
Ogni tanto l’autore usa termini ricercati, dimostrando una cultura superiore alla media, ma ciò non pregiudica la lettura né la rende in alcuna parte ostica e difficoltosa. Anzi, è proprio questo stile a fornire all’opera lo spessore necessario per renderla più plausibile e realistica (in fondo, stiamo sempre parlando di un neo-laureato con una cultura medio-alta che sta narrando le sue vicissitudini in una grande azienda nostrana). Senza contare che negli episodi più divertenti e nei dialoghi “terra terra”, Federico Fantini sa giocare abilmente con le parole in modo da ottenere il maggior impatto narrativo ed emotivo possibile.
Il libro infatti scorre che è un piacere, senza rallentamenti né situazioni tirate troppo per le lunghe “giusto per fare volume”. Merito dell’atmosfera generale, delle dinamiche relazionali e dei continui accadimenti, mai fuori posto o eccessivi. Anzi, hanno una coerenza di fondo e una logica perfettamente plausibile data la realtà lavorativa in cui si trova il protagonista.

Federico Fantini dosa bene tempi narrativi e generi letterali, alternando situazioni comiche a riflessioni sulla condizione del “lavoratore di primo pelo”, stati d’animo conflittuali e colpi di scena inaspettati.

L’idea poi d’imbastire la storia con situazioni intriganti, realistiche o da libro giallo sono un ottimo mix per non far mai calare la suspense nel lettore.
Anzi, le circostanze imprevedibili e l’evoluzione della storia non solo mantengono vivo l’interesse ma appassionano fino alla fine, spronando a continuare la lettura per scoprire dove andrà a parare il tutto.
Sei mesi di prova si legge tutto d’un fiato, conquistando e appassionando il lettore di pagina in pagina (per capirci, le ultime le ho divorate, tanto ero curioso di scoprire come si sarebbe conclusa la storia).
Il tutto fino al gran finale, dove le trame e sottotrame, nel bene e nel male, hanno un loro degno epilogo.

Sei mesi di prova di Federico Fantini  è un romanzo onesto, crudo, diretto, sincero e a tratti persino spietato.

Spiattella ciò che veramente (e tristemente) si nasconde dietro la facciata di un’azienda che millanta i propri sani principi ed eleva i propri dipendenti a integerrimi e stacanovisti esempi di professionalità.
Al tempo stesso, l’autore adotta una comicità a tratti Fantozziana e dinamiche “da Camera Café” atti a rendere l’opera anche divertente, ironica, leggera e irriverente.

Ma, al di là degli episodi canzonatori, incombe sempre l’ombra amara della condizione lavorativa di tanti giovani e neo-laureati in questa Italia ricca di contraddizioni e ipocrisie. 

Una condizione descritta in modo drammaticamente realistica nel discorso finale del superiore di Federico.
Di conseguenza, a prescindere dal nostro lavoro, tutti noi ci rispecchiamo nelle esperienze e nelle riflessioni esistenziali dell’autore (chi non ha mai avuto a che fare con i classici cliché di un’azienda composta da “veterani” che hanno poca voglia di lavorare, interinali sfruttati e sottopagati, superiori incompetenti e autoritari, mansioni discutibili e crescita professionale di colleghi ottenuta a suon di favoritismi o mazzette?).
Senza contare che i continui colpi di scena, gli episodi sapientemente concatenati ma soprattutto l’evoluzione lavorativa e interiore del protagonista sono gli ingredienti giusti per giudicarlo un libro meritevole di avere un posto d’onore nella propria libreria.
Personalmente lo considero un ottimo romanzo. Spero vivamente di poter leggere altre opere di Federico Fantini.



Sei mesi di prova

di Federico Fantini
PubMe
Narrativa
ISBN 978-8833666150
Cartaceo 12,00€
Ebook 2,99€

Sinossi 

Federico Fantini, classe 1990, è un personaggio che, non riuscendo a scovare un autore che parlasse di lui, ha deciso di diventare autore di se stesso e di scrivere un’autobiografia sul suo rocambolesco esordio nel mondo del lavoro. Non pago di essere nato e cresciuto nella città di R., ha pure trovato impiego a pochi chilometri da casa, per la gioia di sua madre, dalla quale ha un’intensa dipendenza psicologica. Ha una sorella maggiore, Emilia, e due nipoti scatenati. Gli piace chiacchierare con gli amici davanti a una birra e ha un rapporto controverso col caffè. Ha una passione sfrenata per i fumetti della Marvel e il sogno di un contratto a tempo indeterminato nella sua azienda, la “prima in Italia nel suo settore”.Riuscirà a ottenere il tanto agognato posto fisso? Riuscirà a entrare nelle grazie della sua responsabile, Paola Zara? Questo è il suo primo libro, e, se non succede più nulla di folle, se la girandola di colleghi e parenti che lo circonda si darà una calmata, sarà anche l’ultimo.

Andrea Pistoia
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Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Libri Recensione di Andrea Pistoia. Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini (Gli scrittori della porta accanto). Cosa accadrebbe a quattro ragazzi in un’estate post diploma se la loro amicizia diventasse una bomba a orologeria pronta a esplodere?

Che vivrebbero avventure travolgenti, emozioni vorticose e imprevisti da cardiopalma.
Ma andiamo con ordine.
Estate 2005.
Valeria, Fabiana, Marisa e Giulio sono i protagonisti di questo romanzo.
Ognuno ha un carattere unico e accattivante, il quale amalgamato a quello degli altri componenti del gruppo diventa elemento essenziale e armonico.
Peccato che incombe su ognuno di loro un futuro incerto, fatto di sogni da realizzare e obiettivi da raggiungere.

Infatti c’è chi vuol andare in America a rincorrere il suo mito (Bruce Springsteen) e chi invece programma di trasferirsi in altre città, lontano da Ponsacco, la loro città natale.

Ecco perché vogliono godersi insieme e al meglio questa estate. E quale miglior modo se non immergendosi in serate goliardiche con zero pensieri molesti e divertimento a iosa?
Peccato che il tutto prenda una piega inaspettata quando una serata alcolica si conclude con un’amnesia collettiva (in stile Una notte da leoni) e con tanti misteri da svelare.
Ergo, dopo i primi capitoli in cui l’autrice presenta ogni personaggio, si passa al vivo della storia, la quale verte appunto sullo sbrogliare quella matassa di misteri.
Ma se credete che l’intero libro sia incentrato sulle loro indagini vi sbagliate di grosso.
Infatti dopo una scoperta sconvolgente, le vicende dei ragazzi vengono proiettate nel futuro, qualche settimana dopo quella notte, quando ormai ognuno ha preso la sua strada e della loro amicizia non resta che un lontano ricordo. Così compaiono nuove amicizie, città e abitudini. Eppure sopra ogni esperienza c’è quella sottile nostalgia verso i legami appena recisi.
Ma ecco che improvvisi cambiamenti, vecchie conoscenze e misteri rimasti fino ad allora insoluti ingarbugliano nuovamente la vita dei protagonisti, i quali scopriranno come, alla fine, l’amicizia è più forte di qualsiasi difficoltà e imprevisto.


Che dire di Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini? Mi ha piacevolmente stupito per svariate ragioni.

In primis perché mi aspettavo un intero racconto in chiave thriller, incentrato sullo svelare tutti i misteri di quella serata nebulosa. Invece tutto si è inaspettatamente ribaltato, spiazzandomi e incuriosendomi. È stato quindi per me inevitabile pormi più volte le domande: “Dove sta andando a parare la storia? Cos’accadrà ai protagonisti?”.
Senza contare che tutti i misteri fino ad allora irrisolti (e da me ingenuamente ritenuti “dimenticati per sbaglio” dall’autrice) sono stati svelati con il proseguo della storia, dimostrando invece come Valentina Gerini avesse pianificato ogni cosa per mantenere alta la curiosità del lettore e spronarlo a proseguire la lettura.

In più, il tutto viene narrato attraverso gli occhi dei quattro diciannovenni e ambientato nel 2005 ma con accenni agli anni ’80 e ’90 attraverso i loro ricordi. 

Ciò mi ha strappato più di un sorriso nostalgico in quanto anch’io figlio di quel periodo storico.
Mi è piaciuta anche la caratterizzazione dei protagonisti: ognuno ha una sua personalità distinta, arricchita da pensieri intimi ed emozioni sfaccettate. Merito dell’autrice che ha imbastito una storia in cui ognuno “dice la sua”, in prima persona e alternandosi agli altri, in modo da dargli un suo spazio e al tempo stesso la possibilità di mostrare la sua unicità.
Complimenti all’autrice anche per essere riuscita con la sua sensibilità e acutezza a gestire con coerenza le mille sfaccettature e differenze dei quattro amici. Persino nel rappresentare Giulio Valentina Gerini è riuscita a farlo agire e parlare come un tipico ragazzo ventenne (difficile da mantenere in quanto lei, essendo donna, poteva incappare nell’errore di “mettere accidentalmente un tocco femminile” alla personalità del protagonista, rendendolo troppo sensibile per essere un uomo).

Ma la cosa che ho adorato di più del libro, al di là della trama, sono stati i dialoghi, tutti in dialetto toscano (o più precisamente, ponsacchino). 

Le loro espressioni e certi modi di dire mi hanno fatto divertire e apprezzare ancor di più la leggerezza di certi episodi (d’altronde, come fai a non amare i toscani e i loro dialetti?).
Tirando le somme, è un libro di formazione in cui ogni protagonista lotta tutti i giorni contro le proprie paure di fronte a un mondo, quello post-scolastico, tanto nuovo quanto a tratti spaventoso. Infatti proprio in quei mesi in cui si dipana la storia si scorge l’evoluzione (in alcuni casi l’involuzione) dei quattro ragazzi, messi alla prova dalle difficoltà di una vita che li sprona (a volte li costringe) a crescere e a prendere delle decisioni difficili e sofferte.

Senza contare che lo stile narrativo dell’autrice aiuta a immergersi nelle loro inquietudini e speranze (ma anche in quelle di un’intera generazione, di cui ho fatto parte).

I loro stati d’animo e pensieri più intimi vengono infatti condivisi con un linguaggio ricercato e mai banale, con un tono a volte canzonatore ma all’occorrenza anche profondo e intenso (com’è, d’altro canto, la vita di un ventenne troppo giovane per essere uomo ma al tempo stesso troppo adulto per comportarsi ancora in modo infantile). L’abilità dell’autrice nel dipingere il conflittuale mondo dei protagonisti si evince anche dal fatto che durante le goliardate e quel loro bisogno di far baldoria non manca mai un sottile conflitto interiore tra desideri da soddisfare e paure da sconfiggere.
Infine, i misteri, i colpi di scena e i voltafaccia degli stravaganti coprotagonisti (dal misterioso stalker alla donna dalla dubbia femminilità, dal pazzo che attenta alla vita dei protagonisti alla rockstar spezzacuori) tengono costantemente il lettore incollato al libro.
Concludo con una riflessione.
È evidente che questo libro sia innanzitutto un tributo a un periodo importante della vita dell’autrice e a un’amicizia che l’ha segnata per sempre.
Certo, l’opera è talmente romanzata e rielaborata da non permettere al lettore di distinguere la realtà dalla fantasia, di capire dove finisce l’una e inizi l’altra o cosa sia stato riportato fedelmente e cosa abbellito per renderlo più funzionale alla storia (tra episodi esageratamente plateali e coincidenze tanto incredibili quanto improbabili). Ma ciò che resta vera, autentica e genuina è l’amicizia che lega i quattro protagonisti.

Ponsacco - Los Angeles: sulle tracce di Bruce Springsteen

di Valentina Gerini
Gli Scittori Della Porta Accanto
New Adult | Narrativa contemporanea
ASIN B0791N7HNV
ebook 2,99€
cartaceo 10,99€

Sinossi

Un paesino di provincia, quattro amici, quattro sogni e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.
"La nostra amicizia profuma di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato” - Marisa
“L’ultima cosa che ricorderanno di questa scena è ciò che più mi rappresenta: la chitarra con su appiccicato un adesivo di Bruce Springsteen e il saluto di una che sta andando a costruire il proprio futuro a Los Angeles” - Valeria
“Tra di noi non ci sono mai stati tabù o segreti, o quasi. Loro sono la mia parte femminile, mi fanno vedere sempre l’altra faccia della medaglia e riescono a farmi entrare nella mente delle ragazze” - Giulio
“Ho smesso di bere ogni sera perché tanto al domani ci si penserà domani. No, adesso al domani ci penso oggi e bevo solo se domani non ho niente da fare. Questo, ne sono convinta, vuol dire crescere” - Fabiana.

Andrea Pistoia
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Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Libri Recensione di Letizia Bilella. Ponsacco - Los Angeles: sulle tracce di Bruce Springsteen di Valentina Gerini, Gli scrittori della porta accanto Edizioni. Quattro amici, con sogni e strade differenti ma due passioni in comune: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.

Ecco di cosa profuma la nostra amicizia: di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato.
Quattro amici, quattro sogni, quattro strade differenti e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.
Quattro amici che, da adolescenti e studenti di liceo, si ritrovano catapultati nel mondo degli adulti. Valeria, Marisa, Fabiana e Giulio. Tutti con un sogno da realizzare, tutti fanno il possibile perché questo sogno si avveri. In modo diverso, si affacciano al mondo dei grandi e provano a farcela con le proprie forze.
Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini, è una storia ricca di colpi di scena e di aneddoti divertenti, dove però non mancano le incomprensioni. Ma quando c'è l'amicizia, quella vera, non c'è incomprensione che tenga.
Una storia di buoni sentimenti, che nasce sui banchi di scuola. Ragazzi che sono cresciuti in un contesto che non è più in grado di fornire ideali, né di donare la speranza; protetti e viziati da famiglie iperaffettive, ma che non riescono a dotarli dei mezzi necessari per affrontare il mondo. Una generazione che sceglie alcool e droghe come palliativi per affrontare la difficoltà di crescere, stimolanti attività progettuali.
L'esame di maturità è stato superato ed ora, per tutti, si prospetta una scelta importante, forse quella che maggiormente segnerà il corso del loro futuro. Avranno solo un'altra estate di feste e di grandi bevute, una sola stagione per sentirsi spensierati, poi ognuno di loro dovrà cominciare a crescere.
In Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini, c'è la pigra e sognatrice, quella pratica e decisa, l'ostinata che vede solo all'estero una possibilità per se stessa e quello che vorrebbe (una carriera prestigiosa) ma non sa adoperarsi per ottenerla. Le loro diversità fanno da collante che li lega ad una solida amicizia, ma contribuiranno a gettare delle basi dissimili, dalle quali ognuno edificherà il proprio futuro.
Una lettura divertente che si presta a diverse considerazioni.

Ponsacco - Los Angeles: sulle tracce di Bruce Springsteen

di Valentina Gerini
Gli Scittori Della Porta Accanto
New Adult | Narrativa contemporanea
ASIN B0791N7HNV
ebook 2,99€
cartaceo 10,99€

Sinossi

Un paesino di provincia, quattro amici, quattro sogni e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.
"La nostra amicizia profuma di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato” - Marisa
“L’ultima cosa che ricorderanno di questa scena è ciò che più mi rappresenta: la chitarra con su appiccicato un adesivo di Bruce Springsteen e il saluto di una che sta andando a costruire il proprio futuro a Los Angeles” - Valeria
“Tra di noi non ci sono mai stati tabù o segreti, o quasi. Loro sono la mia parte femminile, mi fanno vedere sempre l’altra faccia della medaglia e riescono a farmi entrare nella mente delle ragazze” - Giulio
“Ho smesso di bere ogni sera perché tanto al domani ci si penserà domani. No, adesso al domani ci penso oggi e bevo solo se domani non ho niente da fare. Questo, ne sono convinta, vuol dire crescere” - Fabiana.

Immagine di copertina by Elevate @elevatebeer

Letizia Bilella

Letizia Bilella
Diploma di maturità in Perito Commerciale e Programmatore, e laurea in Conservazione dei Beni Culturali (nello specifico in Beni Archivistici e Librari). Amo i libri sia come contenitore, sia per il contenuto. Amo scrivere, sia nel senso proprio di impugnare una penna, sia buttare idee su un foglio e dar loro forma. Dal 2010 collaboro con un settimanale della mia provincia (AG), e con varie testate giornalistiche della zona, occupandomi di cultura, spettacolo, e in alcuni casi anche di politica locale. Nel mio piccolo comune (Burgio) faccio la guida turistica, e collaboro attivamente con l’Amministrazione Comunale nell’organizzazione di eventi. Amo tutto quello che è arte, in ogni sua forma, ogni suo aspetto.
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