Gli scrittori della porta accanto
Non tutto è come sembra
Non tutto è come sembra
Scrittori: intervista a Ornella Nalon

Scrittori: intervista a Ornella Nalon

Scrittori: intervista a Ornella Nalon

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Ornella Nalon, in tutti gli store online con il suo ultimo romanzo Una luce sul futuro (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto): «La mia massima aspirazione è diventare un’abile (e famosa) giallista».

Diamo il benvenuto a Ornella Nalon, uno dei membri del direttivo di Gli Scrittori della Porta Accanto. Grazie per avermi concesso questa intervista. Per rompere il ghiaccio, visto che ci troviamo in un caffè letterario virtuale, permettimi di offrirti virtualmente un caffè, un tè, una tisana o… Cosa preferisci?

Grazie a te per avermi ospitata nel tuo Caffè Letterario. È un vero piacere avere l’opportunità di essere intervistata: mi fai sentire quasi una VIP. Prenderei volentieri un caffè, grazie. Sono una caffeina dipendente.

Ora che abbiamo rotto il ghiaccio raccontami di te. Chi è Ornella Nalon e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ornella Nalon, dentro, è una giovane donna, fuori un po’ meno. Credo che a nessuno faccia piacere sentire l’avanzare degli anni, men che meno a una donna, tuttavia sono convinta che ogni età abbia i suoi lati negativi ma anche positivi. I miei cinquant’anni mi stanno lasciando sei segni poco graditi sull’aspetto esteriore ma, in compenso, mi hanno apportato delle migliorie interiori: sono più sicura di me stessa, più tollerante verso le mie e le altrui mancanze, più disposta ad ascoltare che a parlare.
Mi è sempre piaciuto scrivere: da ragazzina affidavo i miei segreti a un diario, più tardi ho composto qualche poesia e scritto qualche racconto ma la vera passione è subentrata soltanto nel 2013. Non so per quale motivo, ho ripreso in mano un vecchio racconto per bambini, lasciato incompleto da chissà quanto tempo; l’ho rielaborato e terminato. Successivamente ne ho scritti altri tre e ho preso il coraggio di inviarli a qualche casa editrice. Sono riuscita a pubblicare il mio primo libro e questa è stata la molla che mi ha caricata. Da quel momento non ho più smesso di scrivere.

Chi sono i tuoi autori preferiti? C’è qualcuno in particolare che credi abbia influito sul tuo stile di scrittura?

Premetto che il mio genere letterario preferito è il giallo/thriller, meglio se con qualche sfumatura horror. A parte la letteratura classica di vario genere, che ho letto per dovere scolastico e d’informazione personale, le mie letture si sono rivolte preferibilmente ad autori come Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Stephen King, per finire con il compianto Giorgio Faletti. In tutta sincerità, non ho la minima idea se qualcuno di loro possa avere influenzato il mio modo di scrivere ma, se questo fosse successo, anche in minima parte, non potrei che esserne felice.

Quali sono i generi che preferisci leggere e quelli che, invece, preferisci scrivere?

Come ho detto prima, preferisco la lettura che mi tenga con il fiato sospeso dalla prima all’ultima riga, che mi faccia seguire, passo a passo, qualche indagine e che mi faccia scervellare per scovare il colpevole.
Altro discorso, invece, per quanto riguarda i miei scritti che non sono frutto di premeditazione. Infatti, derivano da una improvvisa ispirazione; ad un certo punto, mi balza in mente un’idea che sento di dovere elaborare e approfondire. Ciò non toglie che la mia massima aspirazione sarebbe quella di diventare un’abile (e famosa) giallista.

So che hai già all’attivo diverse pubblicazioni: quante e quali sono ?

Il mio esordio come scrittrice, si è concretizzato con la pubblicazione di un libro per la seconda infanzia Quattro sentieri variopinti a cui ne è seguito un altro, sempre per ragazzi, dal titolo Sulle ali della fantasia. In seguito ho pubblicato il romanzo Oltre i confini del mondo del genere mainstream. In seguito ho scritto due gialli, Non tutto è come sembra e Anche la morte va in vacanza al lago, e un romanzo con richiami storici e paranormal, Una luce sul futuro.

Quale opera credi sia la “meglio riuscita” e perché?

È molto difficile rispondere a questa domanda; ognuno di loro rappresenta qualcosa di importante, è una piccola parte di me stessa. Tuttavia, se dovessi fare proprio una scelta, risponderei che il migliore è l’ultimo, presumendo che sia l’elaborato di una mia maggiore maturazione letteraria.

Cosa dicono i lettori delle tue opere?

Facendo i dovuti scongiuri, al momento, non ho ricevuto alcuna recensione negativa, il che mi fa supporre che le mie opere riscontrino un discreto consenso. Tuttavia, so bene che dovrò mettere in conto anche qualche commento negativo: nonostante si cerchi di far il proprio meglio, non si può piacere a tutti.

Raccontami in breve il tuo primo romanzo giallo: Non tutto è come sembra.

Non tutto è come sembra ha come protagonista un maresciallo dei carabinieri. Si svolge ai nostri tempi, in un paese dell’entroterra veneziano (ho giocato in casa, praticamente). Il carabiniere si trova coinvolto in una complicata indagine di omicidi seriali. Un killer ha preso di mira ed è riuscito a sopprimere, in vari modi, alcuni psicologi della zona. Di più non posso dire J.

Parliamo invece della tua ultima fatica letteraria, Una luce sul futuro. Come ti è venuta l’idea di questo libro, perché hai voluto raccontare la storia di Richard e Lydia?

Non sono stata io a scegliere di raccontare la storia di Richard e di Lydia, ma sono stati loro a scegliere me. A parte il mio giallo che è stato ispirato da una storia vera, tutti gli altri miei romanzi sono frutto di una illuminazione. La storia mi si è delineata all'improvviso e ho avuto l'esigenza di scriverla.

Una luce sul futuro

Una luce sul futuro

di Ornella Nalon
PubMe – Collana Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa | Paranormal
ISBN 9788833663173
ebook 2,99€
Cartaceo 12,50€

Lydia e la sua vita passata e il castello, le terre selvagge del nord Europa, questo personaggio surreale che fa la sua comparsa con discrezione, mi rimanda ai racconti gotici di Karen Blixen. Hai letto qualcosa di suo, ti sei forse ispirata al suo mondo?

Forse, chissà, potrei averne attinto anche per scrivere il romanzo ambientato in Africa, di cui ti parlavo prima, ma se l'ho fatto, non me ne sono resa conto, così, come in quest'ultimo. Sono comunque certa che dalle proprie letture qualcosa rimanga sempre e che, alla fine, finiscano con l'influire sul proprio stile, anche se a livello inconscio.

Hai mai partecipato, o al contrario, abitualmente partecipi a concorsi o premi letterari?

Sì, ho partecipato a qualche concorso ma i risultati sono stati piuttosto scarsi. Soltanto in uno di questi, il mio testo è stato segnalato dalla giuria. In tutta sincerità, ora non ne sono più interessata, per lo meno a quelli che prevedono una quota d’iscrizione. Mi disturba pensare che il libro prescelto venga pubblicato a spese dei concorrenti.

Progetti per il futuro: cosa ti aspetti dal nuovo anno? Ci sono nuovi lavori in corso o ambizioni particolari?

Gli unici bilanci che faccio, a fine anno, sono quelli contabili, della società per cui lavoro. Per il resto, non uso farne. Il nuovo anno è soltanto la continuità di quello trascorso. Non mi guardo mai indietro e non tiro quasi mai le somme.
Una delle mie principali ambizioni è proprio legata alla passione per la scrittura; mi piacerebbe che le mie opere venissero conosciute e apprezzate da un gran numero di lettori. Ma quale scrittore non lo vorrebbe?
Comunque vada, continuerò a scrivere, almeno fintanto che proverò piacere nel farlo. Al momento non noto segni di cedimento!

Ornella ti ringrazio tantissimo per essere stata con noi, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!



Silvia Pattarini
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Ornella Nalon presenta: Non tutto è come sembra

Ornella Nalon presenta: Non tutto è come sembra

Ornella Nalon presenta: Non tutto è come sembra - Intervista

Presentazione libri Intervista a cura di Silvia Pattarini. Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon, Zerounoundici Edizioni, 2015. Tre omicidi senza alcun apparente collegamento. Un commissario col carisma di Motalbano e l'eleganza della Fletcher.


Non tutto è come sembra

di Ornella Nalon
Zerounoundici Edizioni
Giallo
ISBN 978-88-6307-816-9
ebook 3,99€
cartaceo 14,50€
A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer.
Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?


L'autore racconta...



Benvenuta Ornella Nalon. Su Gli Scrittori della Porta Accanto sei una delle padrone di casa, ma oggi sei qui a parlarci esclusivamente del tuo giallo Non tutto è come sembra, che dalla sua pubblicazione ha venduto più di 2500 copie. Vuoi raccontarci il perché di questo titolo?

La trama del libro è imperniata sull’indagine di un maresciallo dei carabinieri volta a identificare un serial killer. Gli indizi iniziali sono quasi inesistenti ma il suo intuito e la caparbietà lo spingeranno a indagare su un numero ben definito e ristretto di persone. Tuttavia, l’individuazione del colpevole non sarà facile; tutte hanno un alibi e non sembrano sufficientemente motivate per aver commesso quegli omicidi. Ognuna di loro sembra innocente e, per contro, potrebbe essere anche colpevole. Ecco dunque, l’origine del titolo: “non tutto è come sembra”. Ho pensato che fosse identificativo per un’indagine complessa, in cui ciò che appare inizialmente potrebbe non corrispondere all’effettivo evolversi degli eventi.

In questi tempi in cui la stragrande maggioranza dei romanzi è ambientata in grandi metropoli come New York e Parigi, tu perché hai preferito Mira e dintorni? Hai voluto rendere omaggio alla tua città o la scelta è stata casuale?

Il libro precedente, Oltre i confini del mondo, l’ho ambientato in Africa perché, necessariamente, la storia doveva svolgersi in quel contesto. Conoscendo solo in maniera superficiale quel continente, soprattutto la zona della Tanzania che ho dovuto descrivere, il mio lavoro di documentazione e ricerca è stato piuttosto impegnativo. Nel caso di Non tutto è come sembra, invece, la locazione geografica è piuttosto ininfluente, per cui ho optato per una zona che ben conosco. Tuttavia, la scelta di Mira, oltre che essere di comodo, ha anche voluto essere un tributo al paese che mi ha visto nascere e crescere e a cui sono molto affezionata.

Non tutto è come sembra è un vero e proprio giallo poliziesco, scopriamo così una Ornella Nalon che si cimenta in un genere che si discosta totalmente dagli altri libri che hai scritto. Com’è nata l’idea del giallo?

Ho preso lo spunto da un fatto realmente accaduto al mio paese molto prima che iniziassi a scrivere “seriamente”. Una psicologa e uno psichiatra, in un breve intervallo di tempo, furono rispettivamente vittime di un grave incidente stradale e di una malattia. Possedendo, da sempre, una mente macchinosa, la considerai una insolita coincidenza e ricordo di avere pensato che avrebbe potuto essere lo spunto per una trama letteraria. Ecco che, qualche anno dopo, quando sono stata colta dalla passione per la scrittura, ho ripensato a quegli eventi e ho deciso di comporre la mia opera.

Giovanni Colucci è un maresciallo di origini partenopee che si ritrova a svolgere il proprio lavoro lontano da casa, in Veneto, divorziato e con una figlia a cui tiene molto. È il classico “don Giovanni” che, tra le altre, frequenta una donna alquanto ambigua. Raccontaci qualcosa di questa donna misteriosa.

Caterina Solani è una giovane donna molto avvenente, di buona famiglia, che si sta affermando nella sua attività di vetrinista e coltiva una grande passione per la scultura. Dall’esterno, sembra che non debba chiedere altro dall’esistenza ma, chi la conosce bene, sa che si sta struggendo da un oscuro male di vivere che la porta a fare, molto spesso, delle scelte sbagliate. È una donna debole, che non si è mai sentita amata e che, di conseguenza, non sa nemmeno amare. Coltiva numerose storie sentimentali, indifferentemente con esponenti del proprio e dell’altro sesso, perché il corpo è l’unico mezzo che conosce per reperire un po’ d’affetto, se pur fugace e di scarso valore.

Sono tre le piste che deve seguire il maresciallo Colucci per arrivare al colpevole. Ci racconti in breve chi sono i tre indagati?

All’inizio dell’indagine, al nostro maresciallo, sembra di essere all’interno di un labirinto in cui gli si presentano innumerevoli strade da seguire senza avere la minima idea di quale sia quella che lo porterà alla soluzione. In quella fase, il colpevole potrebbe essere chiunque tra i familiari, gli amici, i semplici conoscenti o, addirittura, potrebbe identificarsi in un folle qualsiasi che, per qualche oscura ragione, ha preso in odio la categoria degli psicologi. Con il tempo, però, lo sviluppo delle indagini, gli permettono di scremare il maggior numero di sospettati finché gliene restano, effettivamente tre, se si esclude la moglie del dottor Visconti, mai totalmente scagionata.
A questo punto, mia cara Silvia, permettimi di glissare la tua domanda; non vorrei svelare nulla dei sospettati per non togliere, al lettore, il piacere di scoprirli assieme al nostro investigatore.

Ah ah ah… ti capisco, meglio non svelare troppo, la tua risposta è già più che sufficiente per incuriosire il pubblico. Maresciallo Colucci… come nome suona bene, potrebbe essere colui che un giorno diventerà “commissario” e manderà in pensione Montalbano?

Beh! Arriverà, prima o poi, l’età pensionabile anche per lui, no? Scherzo, naturalmente. Montalbano è un personaggio che ha fatto molta presa nell’immaginario collettivo e credo sia destinato a rimanere una pietra miliare nel campo letterario e televisivo italiano di genere, un po’ come Hercule Poirot per quello britannico e il commissario Maigret per il francese.
Ad ogni modo la tua domanda mi suona come un augurio e chi mai può dire che, un giorno, Montalbano non si faccia aiutare da Colucci per risolvere un caso?

Certo, in verità la mia domanda era davvero un augurio! Credi che il futuro abbia in serbo nuove indagini per il tuo maresciallo, con nuovi delicati casi da risolvere? A mio parere ci starebbe bene una serie con un libro per ogni nuovo caso di omicidio.

In verità, non ci ho ancora pensato. Ho pubblicato qualche mese fa il mio ultimo romanzo, Una luce sul futuro, e ho già un’idea ben precisa di cosa tratterà quello successivo, ma nulla a che fare con la nostra cara arma dei Carabinieri. Vedi, il mio scrivere, riflette un po’ il mio carattere. Nella mia vita, quando un capitolo si chiude, tanto per rimanere in campo letterario, difficilmente rimane oggetto di nostalgie e reminiscenze; vivo molto nel presente o, al massimo, mi proietto in avanti, elaborando qualche progetto per il futuro. Così, di solito, faccio anche con le mie opere. Una volta terminate, le considero tali e sono motivata a toccare altri temi, ad affrontare altri argomenti.
Ciò nonostante, poiché uno dei miei motti preferiti è “mai dire mai” potrebbe succedere che tra un po’ di tempo mi baleni per la testa una trama che preveda il rispolvero del maresciallo Colucci ma, per il momento, lasciamolo riposare.

Domanda bizzarra: hai mai pensato di scrivere in dialetto veneto? 

La tua domanda mi fa sorridere. No, non ci ho mai pensato. È pur vero che si scrive principalmente per se stessi, ma nel momento in cui si pubblica, lo si fa perché le proprie opere vengano lette da altri e quanti più sono, meglio è. Un libro scritto in dialetto sarebbe un prodotto di nicchia che si può permettere soltanto chi è già famoso.

L’epilogo di Non tutto è come sembra è ben lontano dalle aspettative iniziali, anche se il lettore attento, tra le righe potrebbe riuscire a cogliere il vero colpevole. Ma sicuramente non intuirà mai il movente degli omicidi. E per questo, voglio farti i miei complimenti personali. Brava Ornella Nalon, che hai saputo creare suspense e tenere il lettore nel dubbio fino alla fine.

Ti ringrazio. Io sono un’appassionata di gialli e ho sempre odiato scoprire un colpevole che non fosse mai stato menzionato prima o che fosse talmente in ombra da farsi dimenticare subito. È stata una mia scelta portare il lettore a seguire l’indagine passo a passo, a volere che si identifichi con il protagonista, portandolo ad apprendere ciò che lui stesso, lentamente, scopriva. Il movente è una sorpresa perché anche per Colucci lo è stata; lui stesso ne è venuto a conoscenza soltanto dopo l’arresto e la confessione dell’omicida.

Ornella Nalon,  ti ringrazio tantissimo per essere stata con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo giallo e le oltre 2500 copie vendute. In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.
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Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon: incipit

Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon: incipit

Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon: incipit

Incipit #154 | «Stefano, hai controllato la targa? Si tratta di Visconti?»


Non tutto è come sembra

di Ornella Nalon
Giallo
Zerounoundici
ebook 3,99€
cartaceo 10,01€



«Sì dottore. La targa è quella segnalata.»
«Già, come immaginavo. Diavolo, che morte del cazzo! Hai notato qualche segno di frenata sull’asfalto?»
«No dottore. Nessun segno di frenata!»
«E smettila con ‘sto dottore!‘ Sto povero Cristo… come avrà fatto a uscire di strada e finire nel fiume, in un rettilineo del genere?»
«Forse ha avuto un malore o forse è stato abbagliato dai fanali di qualche auto oppure, magari, stava correndo troppo forte.»
«Può essere tutto, come facciamo a saperlo dal momento che non ci sono segni sull’asfalto né testimoni oculari! Chi glielo dice, adesso, a quella sventola di sua moglie che suo marito è morto affogato?»

«Dott… Maresciallo, credo che la moglie sia quella che sta gridando e cerca di farsi largo tra i curiosi.»
Il maresciallo Giovanni Colucci attese che la gru appoggiasse sull’asfalto l’Audi grondante d’acqua e di fango, da cui pendevano, inoltre, alcuni filamenti di qualche pianta acquatica. Guardò attraverso il finestrino aperto del lato guida e vide, per prima cosa, il volto del cadavere che, se non fosse stato per il pallore della pelle, il colore grigiastro delle labbra e per i capelli fradici, poteva sembrare quello bello e rilassato di una persona che stava tranquillamente dormendo. Il corpo era in perfetta posizione seduta, tenuto ben saldo sul sedile dalle cinture di sicurezza. Soltanto spostandogli il corpo in avanti Giovanni poté notare un rivolo di sangue, oramai raggrumato, che gli scendeva dalla base della nuca lungo tutto il collo sino ad andare a formare una vistosa chiazza che aveva impregnato la camicia. Scostò i capelli e gli apparve una ferita trasversale, non molto lunga, ma che sembrava profonda.

Aprì la portiera e cominciò a frugare nelle tasche della giacca dell’uomo, finché trovò il suo portafogli da cui estrasse la patente di guida. Lesse il nome: “Giancarlo Visconti”.
Guardò tra la folla di curiosi che si accalcavano oltre i nastri segnaletici posizionati dai suoi colleghi e focalizzò la sua attenzione sulla donna che, a fatica, Cosimo cercava di trattenere per evitare che oltrepassasse la fragile barriera.
Giovanni strofinò la mano destra sul fianco della divisa, nel tentativo di asciugarla e poi se la passò tra i capelli. Era un gesto del tutto inutile, poiché non aveva alcun ciuffo da tenere a bada, ma gli veniva d’istinto quando si sentiva leggermente infastidito da qualcosa; era come se da esso riuscisse a trarre quel minimo di coraggio in più che gli serviva per affrontare ogni piccola sfida.
Si avvicinò alla donna che sembrava in preda a una crisi isterica e le si rivolse con il tono più gentile che riuscisse a ottenere: «Lei è la signora Visconti?»
«Sì, sono io. Qua non mi vuole dire niente nessuno! La prego, ho riconosciuto la nostra auto; so che quello è mio marito! Mi lasci andare da lui, voglio vederlo!»
«Sì, signora, temo che abbia ragione; dai documenti in suo possesso risulta che si tratta di suo marito. È sicura di volerlo vedere?»
La donna ebbe un visibile sbiancamento in viso, ma smise di agitarsi e di gridare. Dopo essersi ricomposta, rispose: «Sì, devo vederlo!»
Il maresciallo fece un cenno con la testa a Cosimo, quindi egli alzò il nastro segnaletico bianco e rosso e permise alla donna di passarci sotto. Giovanni la prese delicatamente al braccio e iniziò ad accompagnarla verso l’auto. Lei, completamente in silenzio, procedeva con passo un po’ incerto che denotava tutta l’agitazione e il timore che doveva provare nell’affrontare quella terribile situazione.
Quando furono in prossimità dell’Audi, la donna si divincolò dalla leggera stretta del suo accompagnatore e si lanciò con foga verso la portiera, cercando di afferrare la maniglia per poterla aprire, gridando il nome del consorte a gran voce.
Il maresciallo la fermò: «Signora, la prego, non tocchi nulla! Può confermare che quello è suo marito?»
«Sì, è proprio lui! Ma come può essere successo?» rispose lei singhiozzando rumorosamente.
«È una cosa che dobbiamo ancora accertare. Ora la faccio accompagnare a casa.»
«No, no. Voglio stare con lui.»
«Non c’è nulla che possa fare qua. Ci lasci compiere il nostro lavoro. Mi creda, è molto meglio se torna a casa dai suoi figli. Ne ha due, se non sbaglio.»
«Sì, un maschio e una femmina ancora piccoli. Mio Dio, come farò a dire loro che non hanno più il padre!»
«Deve farsi coraggio e cercare di trovare in loro la forza per andare avanti.»
Probabilmente toccò il tasto giusto, perché dopo la sua frase la signora Visconti sembrò arrendersi e, docilmente, si lasciò accompagnare all’auto che l’avrebbe portata a casa.
«Cazzo! Questa è la parte che odio del mio lavoro. Cosa si può dire a una donna che ha appena visto il marito conciato in quella maniera, se non stupide frasi di circostanza?!» chiese all’appuntato Stefano Righi, più per cercare di sciogliere il leggero imbarazzo in cui si era trovato poco prima che per avere una risposta.
«Eh sì! Non è facile» commentò l’altro, distrattamente, mentre annotava sul suo taccuino qualche appunto che gli sarebbe servito per la sua relazione di servizio.
«Maresciallo, dobbiamo aspettare l’arrivo del Magistrato?» chiese il brigadiere Cosimo.
«No, è impegnato, non può essere presente, ma mi ha dato l’autorizzazione a rimuovere la salma.»

Più tardi, nel suo ufficio della piccola caserma,

Giovanni non riusciva a concentrarsi sulle pratiche che doveva sbrigare; non si toglieva dalla mente il pensiero dell’incidente di cui aveva disposto i rilievi poco prima. Non era tanto per la crudezza delle immagini a cui aveva dovuto assistere, poiché durante la sua attività aveva avuto modo di vedere alcune scene ben più raccapriccianti, ma c’era qualcosa che gli appariva strano. Nella testa aveva cominciato a ronzargli quel campanello che sentiva, ogni volta, quando si metteva in funzione il suo istinto. Con un colpo secco, chiuse la cartella che conteneva il caso dei furti di biciclette davanti al supermercato, che avrebbe dovuto trattare con priorità e si mise a cercare informazioni su Visconti.
“Visconti Giancarlo, nato a Dolo (VE) il 29 Aprile 1972. Padre: Visconti Carlo. Madre: Nalesso Stefania. Laureato nell’anno 2001 in psicologia. Iscritto all’Albo dell’Ordine degli Psicologi del Veneto cin n. 403. Titolare di uno studio di psicologia in Mestre (VE) dal 2006. Sposato il 21 Maggio 2005 con Veronica Fecchio…”
D’improvviso, interruppe la lettura e tornò a rileggere la professione: psicologo! Ecco! Aveva trovato il motivo per cui il campanello si era messo in funzione! Chiamò a gran voce l’appuntato Righi che apparve sulla porta quasi istantaneamente.

Quarta di copertina
"Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, Zerounoundici, 2016.

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer.
Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?

★★★★★

Il buon giorno si vede dal mattino, dicono, e un buon incipit e una copertina accattivante possono essere il perfetto bigliettino da visita di un libro.
Secondo voi, quante stelline si merita il biglietto da visita di questo libro?

Tutti i nostri incipit:


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[Libri] "Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, pag. 69 | #102

[Libri] "Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, pag. 69 | #102

Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon - Foto copertina - Credit Ian Dooley

Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon, Zerounoundici Edizioni, 2016. Un giallo. Tre omicidi senza alcun apparente collegamento. Un commissario col carisma di Motalbano e l'eleganza della Fletcher.

156 pagine  | cartaceo 14,50€ | ebook 3,99€

«Comunque, Serena era un tipo orgoglioso e deciso. Alla parola fine lei sapeva metterci un punto. Escludo che si sia più messa in contatto con Luigi dopo che lui le ha dato il benservito.»
«E cosa mi dice delle amicizie? C’era qualche persona che frequentava abitualmente e che portava, magari, anche a casa?»
«Non aveva tanti amici. Non legava molto facilmente, la mia bambina. Era un po’ introversa e circospetta. Si lamentava spesso della gente, delle donne in particolare; diceva che la metà di loro era maligna e invidiosa e che l’altra metà era pettegola e superficiale. L’unica persona con cui parlava, si confidava e si fidava ero io.»
«Che hobby aveva? Era iscritta a qualche associazione?»
«Aveva la passione della fotografia. Ogni tanto frequentava qualche corso, perché voleva perfezionarsi sempre di più. Per il resto, era solo lavoro, casa e chiesa. Il suo tempo libero lo trascorreva sistemando il giardino. Dovevate vedere com’era quando c’era lei! Ora ci sono più erbacce che fiori ma prima, oh! Sembrava il paradiso terrestre. E tutte le domeniche e le sante feste andava in chiesa, a volte, quando poteva, anche durante la settimana. Anni addietro faceva parte del volontariato parrocchiale, ma quando ha aperto lo studio non ha avuto più tempo da dedicarvi e se ne dispiaceva. Ve lo dico io, mia figlia era una santa donna!»
«La parrocchia era quella di Mira?»
«Sì, quella di Don Ubaldo.»
«Se venissimo, in un secondo momento, a dare un’occhiata al magazzino dove è stata trovata la sua povera figlia, avrebbe qualcosa in contrario?»
«Non ho più messo piede in quel posto, dopo quello che è successo. Non so in che condizioni lo possiate trovare, ma se credete possa esservi utile potete farlo quando volete».
«Serena aveva un computer?»
«Sì, ne aveva uno di quelli portatili, che usava ogni tanto. Non era una fanatica della tecnologia. Ora è in camera sua, chiuso come lei lo aveva lasciato.»
«Ci consentirebbe di portarlo via per qualche giorno?»

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Quarta di copertina
"Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon.

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer.
Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?


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[Libri] "Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, recensione di Claudia Gerini

[Libri] "Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, recensione di Claudia Gerini

Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon, 0111 Edizioni, 2014. Tre omicidi senza alcun apparente collegamento. Un giallo psicologico che mette in luce il mondo interiore dei protagonisti.

All' ultima edizione del Pisa book festival ho fatto incetta di libri. Tra i tanti che ho scovato sulle bancarelle mi è saltato agli occhi "Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, 0111 edizioni.
Da adolescente ero fissata con i gialli, divoravo letteralmente tutti i libri di Agatha Christie, mi divertiva, mentre leggevo, cercare di scoprire il colpevole e come sarebbe andata a finire. Negli anni ho abbandonato questo genere letterario prediligendone altri. Per cui, quando ho scelto questo libro, è stato un po' come accettare una sfida. Sarei riuscita ad arrivare in fondo alla storia?
Ebbene sì, ho letto tutto il libro divorando le pagine  una ad una con la curiosità crescente di scoprire se le mie supposizioni, fatte durante la lettura, potessero avvicinarsi a quelle narrate nella vicenda.
La storia, tutta italiana, racconta del maresciallo dei carabinieri Giovanni Colucci che si ritrova a dover gestire un'indagine per triplice omicidio in una cittadina della provincia veneta.
Una sera viene rinvenuta la salma, a bordo della sua macchina recuperata in un fiume, di un giovane e noto psicologo della zona. Tutto sembrerebbe far pensare a una morte accidentale ma per il maresciallo Colucci ci sono dei particolari che fanno pensare da subito a un omicidio.
Qualcosa non torna e anzi, nella mente del maresciallo, la vicenda sembra collegarsi ad altre due morti di due psicologi, avvenute negli ultimi due anni. Da qui si mette in moto la sua indagine guidata sempre dal suo intuito che, a un certo punto, sembra essere davvero infallibile.
Intrecciata alla sua vita privata e alla sua storia personale, la vicenda prenderà un ritmo sempre più incalzante fino a portare il lettore alla risoluzione di questa trama intricata.
Il libro è decisamente ben scritto, con un linguaggio semplice e scorrevole per una lettura adatta a tutti.
I personaggi sono descritti in maniera minuziosa, soffermandosi anche sugli aspetti caratteriali e fanno sì che, andando avanti con la lettura, sembri di conoscerli da sempre. Con i loro pregi e i loro difetti non sono personaggi straordinari ma assomigliano un po' a noi, nella vita di tutti i giorni. Forse è anche questa la forza di questo romanzo, la capacità di narrare in maniera semplice una storia complicata, attraverso parole e gesti in cui il lettore si può riconoscere.
Decisamente consigliato, non solo a chi ama il genere giallo, ma anche a chi piace immedesimarsi nei personaggi. 

Non-tutto-come-sembra

Non tutto è come sembra

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer. Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?

di Ornella Nalon | 0111 Edizioni | Giallo
ISBN 978-88-6307-816-9 | cartaceo 14,50€ | ebook 2,99€


Claudia Gerini
Claudia Gerini nasce a Pontedera negli anni ’70. Completa il liceo linguistico e collabora saltuariamente con un’importante testata giornalistica. Poi abbandona gli studi e le passioni per un impiego fisso. Da più di 15 anni infatti lavora nel reparto gastronomia di un supermercato. Adora la sua famiglia ed è ciò a cui si è ispirata per scrivere questo suo primo romanzo.
Il sogno di Giulia, Lettere Animate.
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"Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, recensione di Nicolò Maniscalco

"Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, recensione di Nicolò Maniscalco



 "Non tutto è come sembra" di Ornella Nalon, Zerounoundici Edizioni, 2014.


Il maresciallo Colucci è una persona retta e un amante della liceità che, pur essendo un uomo di legge, rimane uno come tanti e, come tanti, è separato dalla moglie e padre di una bimba che ama profondamente ma che può frequentare con le solite difficoltà dei separati.
La caratterizzazione del personaggio è notevole e, per certi versi, necessaria per far vivere al lettore l’umore e le sensazioni dell’uomo che, tra le tante sue caratteristiche, non disdegna il ruolo, tutto maschile, di latin lover.

La fine della serata si concretizzò verso le due di notte, quando Caterina raccolse i suoi abiti che erano sparsi per la stanza da letto, si rivestì, lo salutò con un bacio sulla fronte e gli lasciò il suo biglietto da visita, posandolo sopra il comodino. Era passata circa una settimana da allora. Molto probabilmente, il biglietto si trovava ancora nel medesimo posto e a lei aveva pensato soltanto un paio di volte, come uno dei tanti piacevoli incontri destinati a essere presto rimossi.

Il nostro maresciallo è un abile investigatore che, contro tutte le apparenze, prende la strada che ritiene giusta e la persegue fino alla fine e qui mi fermo per non svelare il mistero che permea il romanzo. Per la verità, lo fa solo a tratti ma è proprio questo a renderlo un giallo particolare, infatti, a mio avviso, è un giallo con una trama ben strutturata, non un noir, piuttosto lo definirei un giallo con sviluppi sentimentali, come c’è da aspettarsi dallo stile della scrittrice, autrice di romanzi mainstream come “Oltre i confini del mondo”.
La lettura è piacevole e ho apprezzato i flash back del protagonista che ricorda la sua faticosa adolescenza di ragazzo con sani principi morali in un ambiente sociale difficile.
E’ un romanzo che tutti possono leggere, sia gli amanti dei romanzi gialli sia gli amanti di altri generi. Brava Ornella Nalon che sa scrivere pagine che, indipendentemente dalla categoria letteraria, arrivano al cuore e fanno pensare. 


NON TUTTO È COME SEMBRA
di Ornella Nalon 
0111 Edizioni | Acquista  
Giallo 
ISBN  978-88-6307-816-9 
cartaceo 14,50€ 
ebook 4,99€ | Amazon 

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer.
Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?

Nicolò Maniscalco
L'infinita quantità dei suoi hobbies li rende assolutamente non tutti elencabili, tra questi: l'Agility Dog, che pratica con i suoi amati Border Collie, e la lettura di libri e fumetti.
Dopo anni d’indecisione, inizia a scrivere un po' per gioco un po’ per mettersi alla prova.
Il Labirinto della Memoria, Zerounoundici Edizioni.
Nucleo operativo A5, Selfpublished.

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Recensione: Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon

Recensione: Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon

Libri Recensione di Stefania Bergo. Non tutto è come sembra, di Ornella Nalon, Zerounoundici, 2015. Un giallo ispirato a un fatto realmente accaduto, un maresciallo col carisma di Montalbano e lo stile raffinato della Fletcher.

Scrivere un buon giallo non è affatto facile. Oltre ad inventarsi una trama, si deve essere in grado di dosarla, svolgendola lentamente, disseminando indizi che però non devono essere subito notati, tanto meno compresi, ma che alla fine, ripensandoci, devono comporre perfettamente il puzzle, senza stridere. E la conclusione, ovviamente, deve essere inattesa ma anche l’unica che infili tutte le perle incontrate nella narrazione e costituisca la perfetta collana finale.
Ornella Nalon, nel suo Non tutto è come sembra, riesce abilmente a fare tutto questo. Un giallo che si snoda lungo le pagine, ispirato a un fatto realmente accaduto.

Il romanzo è ambientato in un paese della provincia veneziana e inizia come il più classico dei gialli polizieschi, cioè con il ritrovamento di un cadavere. 

E quello che appare un incidente, in realtà si rivelerà essere un omicidio. Non solo, l’abile maresciallo dei carabinieri Giovanni Colucci, scoprirà, partendo da una sua intuizione, che si tratti di una serie di morti sospette, inizialmente legate tra loro solo dalla professione delle vittime, tre psicologi dello stesso comune.
Lo stile è molto femminile, non ci sono immagini forti e sterili analisi scientifiche, l’autrice predilige le congetture, il lavoro meticoloso delle cellule grigie del maresciallo Colucci, un neonato Montalbano con lo stile raffinato di Jessica Fletcher. Lui è il vero protagonista della narrazione. Sebbene anche gli altri personaggi siano ben caratterizzati, lui e la sua vita spiccano su tutti. Un uomo rimasto solo, separato dalla moglie di cui è ancora innamorato, che si trova a gestire la figlioletta, nei pochi momenti che ha disposizione, e una storia imbastita con una donna che poi si rivelerà essere parte della trama, al di là delle scene erotiche elegantemente abbozzate. Di Colucci viene raccontato anche il passato, si impara a conoscerlo non solo seguendo i suoi ragionamenti arguti, ma anche affezionandosi alla sua storia.
Ho conosciuto quest’autrice attraverso il suo primo romanzo Oltre i confini del mondo, in cui raccontava di un’Africa che in realtà non ha mai toccato con mano, al contrario mio, ma con estrema abilità. Ancora una volta, pur non essendo affatto del mestiere, ha saputo entrare nella mente di un investigatore e misurarsi in modo credibile con il genere poliziesco. Complimenti per la duttilità, quindi, e per lo stile sempre raffinato e impeccabile.

Non tutto è come sembra

di Ornella Nalon
0111 Edizioni
Giallo
ISBN 978-88-6307-816-9
cartaceo 8,35€
ebook 2,99€

Sinossi

A bordo di un’auto recuperata in un fiume viene rinvenuta la salma di Giancarlo Visconti, un giovane e rinomato psicologo. La morte sembra accidentale, ma il maresciallo dei Carabinieri Giovanni Colucci ricorda che altri due psicologi dello stesso comune sono morti negli ultimi due anni e comincia a insospettirsi. Convince i suoi superiori a non derubricare il caso come un semplice incidente stradale e si adopera per dimostrare che si tratta di un omicidio. L’autopsia accerta che Visconti non presenta segni di annegamento e che la causa del decesso è dovuta allo sfondamento della scatola cranica per mezzo di un corpo contundente. Ottenuta la conferma dei suoi sospetti, il maresciallo, con l’aiuto della sua piccola squadra, indaga per trovare l’assassino e per stabilire un collegamento tra le morti dei tre psicologi, elemento che suffragherebbe la tesi di un serial killer. Approfondite e scrupolose indagini volgono a comprovare questa teoria e, da quel momento, la vita di numerose persone sarà passata al setaccio. In apparenza sembrano tutti innocenti, anche se alcuni di loro presentano dei lati oscuri. In questa trama intricata, riusciranno i nostri valenti militari dell’Arma a individuare l’omicida seriale?



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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