Gli scrittori della porta accanto
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Recensione: L'affare Modigliani, di Dania Mondini e Claudio Loiodice

Recensione: L'affare Modigliani, di Dania Mondini e Claudio Loiodice

Recensione: L'affare Modigliani, di Dania Mondini e Claudio Loiodice

Libri Recensione di Beatrice Rurini. L'affare Modigliani di Dania Mondini, Claudio Loiodice (Chiarelettere). Trame, crimini, misteri all’ombra del pittore italiano più amato e pagato di sempre.

Più bello di un noir, più accattivante di un saggio, questo libro-inchiesta racconta come l'artista Modigliani abbia prodotto più da morto che da vivo. Squattrinato, drogato, attaccabrighe, malato e donnaiolo, si lega all'artista Jeanne Hébuterne, con la quale ha una figlia (il secondogenito morirà con la madre, ancora in grembo). Costei cerca di raccogliere le poche cose, lettere, informazioni, stralci di giornale che riesce a reperire. Non c'è molto materiale poiché alla morte di Dedo lo studio viene saccheggiato.
Già da qui si intuisce come la storia continua: una sequela di personaggi affiancano la figlia, sperando di accedere a quel poco che è rimasto a disposizione. Le opere hanno preso la via dell'America meridionale con la fuga del luogotenente di Hitler, incaricato di stilare l'elenco dei pittori, ebrei e non, presenti in Europa all'alba della seconda guerra mondiale.

In Europa l'arte semplice, ma non troppo, di Modigliani apre le porte ai falsari, al riciclo di denaro e alle facili expertise.

Ne fa le spese la figura dell'artista, quando iniziano a uscire copie anastatiche e falsi a comando.
Ciò è visibile nei vari cataloghi delle mostre, che a partire dagli anni 70/80 portano in giro per il mondo la figura di Modigliani. Ultima è stata la chiusura anticipata dalla mostra di Genova giusto nel 2016, dove su quaranta opere, ben ventuno erano falsi di pessima qualità. Ovvio che ne paghino le conseguenze anche critici d'arte, tra i quali Giulio Carlo Argan, all'indomani del ritrovamento di tre teste in pietra serena, false più di Giuda. Lo studioso si espose mostrandosi fiducioso della loro originalità.
Con un linguaggio pulito e una esposizione chiara, Dania Mondini e Claudio Loiodice propongono il loro lavoro di delazione ed inchiesta, le difficoltà a parlarne con l'Istituto nazionale delle Belle Arti e con gli inquirenti. La storia non finisce qui, sicuramente.



L'affare Modigliani
Trame, crimini, misteri all’ombra del pittore italiano più amato e pagato di sempre

di Dania Mondini, Claudio Loiodice
Chiarelettere
Saggio
ISBN 978-8832961706
Cartaceo 16,15€
Ebook 9,99€

Sinossi 

Truffe, esposizioni con quadri falsi, prolifici falsari, fondazioni nate dal nulla. Guerre intestine che ruotano attorno a critici d'arte o presunti tali e malfattori che negli ultimi decenni hanno fatto la loro fortuna legando il proprio nome a quello di Amedeo Modigliani. Mercanti disposti a tutto, il cui unico interesse è il profitto. Opere che in poco tempo acquisiscono un valore immenso, decuplicando le stime. Un business pari ad almeno 11 miliardi di euro, che probabilmente non sarà sfuggito alla criminalità organizzata e ai riciclatori internazionali. A fronte di 337 opere censite nel catalogo più accreditato, sul mercato oggi ne circolano oltre 1200 a firma dell'artista. Nemmeno un'opera su quattro è originale. Intorno alla figura e ai dipinti di Modigliani continuano da esattamente un secolo a intrecciarsi segreti, crimini e misteri. In questo libro incontreremo personaggi che hanno lasciato un segno perpetuo nella storia dell'arte, come Pablo Picasso. Solcheremo le strade e i vicoli della Parigi dei primi del Novecento e ci rimarremo per settant'anni, poi arriveremo in Italia, seguendo il destino funesto e criminale di tutti i grandi protagonisti di una storia che ci ha affascinato e che siamo certi conquisterà anche molti lettori. Otto capitoli che ci hanno portato a visitare molte città italiane (Livorno, Roma, Genova, Palermo...), ma anche Londra, Ginevra, per raccogliere testimonianze preziose e documenti, molti dei quali inediti e rivelatori, qui per la prima volta resi pubblici. Questo e molto altro, in un'inchiesta che svela trame e interessi illeciti all'ombra del grande Modì, a cento anni dalla morte.

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Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Recensioni: Le disobbedienti, di Rasy, e Elisabetta II, di Calvetti

Recensioni: Le disobbedienti, di Rasy, e Elisabetta II, di Calvetti

Recensioni: Le disobbedienti, di Rasy, e Elisabetta II, di Calvetti

Libri Minirecensioni di Beatrice Rurini. Le disobbedienti. Storie di sei donne che hanno cambiato l'arte di Elisabetta Rasy e Elisabetta II: Ritratto di Regina di Paola Calvetti, due nuovi libri Mondadori: ritratti di donne che hanno segnato l'arte e la Storia.



Le disobbedienti. Storie di sei donne che hanno cambiato l'arte: Elisabetta Rasy racconta, con instancabile attenzione ai dettagli dell'intimità che disegnano un destino, la vita delle sei pittrici nella loro irriducibile singolarità, oltre i divieti, gli obblighi, le incomprensioni e i pregiudizi.

Sei bellissimi profili psicologicamente ben descritti, senza cadere nel banale o nello scontato, di donne artiste che, con la loro arte a tutti i costi e con i loro atteggiamenti di sfida verso società e istituzioni, hanno saputo e potuto cambiare la loro condizione, non subendola ma facendosi protagoniste vittoriose e indiscusse del loro status.
Queste storie, la loro narrazione poeticamente romanzata, rendono questo libro accattivante e indispensabile per coloro che vogliono capire per sommi capi quali erano le condizioni e le problematiche femminili e l'evoluzione che ha portato queste straordinarie donne a lottare strenuamente per una sostanziale emancipazione.
Ottima lettura, da centellinare nel tempo per assimilarne i concetti.

Le disobbedienti
Storie di sei donne che hanno cambiato l'arte

di Elisabetta Rasy
Mondadori
Biografia | Romanzo storico
ISBN 978-8804712558
Ebook 10,99€
Cartaceo 17,00€

Sinossi
Che cosa unisce Artemisia Gentileschi, stuprata a diciotto anni da un amico del padre e in seguito protagonista della pittura del Seicento, a un'icona della bellezza e del fascino novecentesco come Frida Kahlo? Qual è il nesso tra Élisabeth Vigée Le Brun, costretta all'esilio dalla Rivoluzione francese, e Charlotte Salomon, perseguitata dai nazisti? C'è qualcosa che lega l'elegante Berthe Morisot, cui Édouard Manet dedica appassionati ritratti, alla trasgressiva Suzanne Valadon, l'amante di Toulouse-Lautrec e di tanti altri nella Parigi della Belle Époque? Malgrado la diversità di epoca storica, di ambiente e di carattere, un tratto essenziale accomuna queste sei pittrici: il talento prima di tutto, ma anche la forza del desiderio e il coraggio di ribellarsi alle regole del gioco imposte dalla società. Ognuna di loro ha saputo armarsi di una speciale qualità dell'anima per contrastare la propria fragilità e le aggressioni della vita: antiche risorse femminili, come coraggio, tenacia, resistenza, oppure vizi trasformati in virtù, come irrequietezza, ribellione e passione. Tutte loro, negli autoritratti che aprono le intense pagine di Elisabetta Rasy, guardano negli occhi chi legge e invitano a scoprire l'audacia con cui hanno combattuto e vinto la dura battaglia per affermarsi - oltre i divieti, gli obblighi, le incomprensioni e i pregiudizi -, cambiando per sempre, con la propria opera, l'immagine e il posto della donna nel mondo dell'arte.


Elisabetta II: Ritratto di Regina di Paola Calvetti: aneddoti e retroscena di una donna sempre in attesa di vivere, di essere compresa e amata dentro il nostro sguardo, in un ritratto rigoroso e incalzante che per la prima volta riavvicina donna e simbolo.

Leggere la biografia della regina Elisabetta può essere un controsenso in una società moderna, dove tutto praticamente si trova spiattellato nei social media. Invece non è così. La regina ha sempre e indiscutibilmente posto un vero sulle notizie riguardanti la sua vita privata ed ha selezionato coloro che avevano l'opportunità di avvicinarla anche solo per porre una domanda, figuratevi chi poi aveva il privilegio di fotografarla.
Allora si trovano i nomi di fotografi che hanno fatto la storia, ognuno con una visione personale della primadonna, ognuno con un ritratto indiscutibilmente naturale e rilassato. Questo libro riassume senza essere pesante o irrispettoso chi ha avuto la possibilità di affiancarla, dai maggiordomi e camerieri alle dame di compagnia, dalla responsabile d'immagine alla maison dei suoi cappellini, descrivendola nei vari passaggi della vita personale e sociale.
Una lettura leggera ma edificante.

Elisabetta II
Ritratto di Regina

di Paola Calvetti
Mondadori
Biografia
ISBN 978-8804711100
Cartaceo 17,00€
Ebook 10,99€

Sinossi
Il lunghissimo regno di Elisabetta II è la storia enigmatica di una donna timida e inavvicinabile che dell'accettazione del proprio destino, dell'appassionata difesa della corona, ha fatto la suprema ragione di vita e uno schermo impenetrabile. Con un'eccezione: la fotografia, che l'ha accompagnata nel suo lungo viaggio di sovrana e nell'iconografia del secolo. L'unico palcoscenico in cui The Queen, cedendo anche solo per pochi minuti alle leggi universali della luce e alle esigenze pratiche di un ritrattista, si è davvero rivelata. Delegando così ai grandi autori che con il loro obbiettivo l'hanno seguita nei decenni - da Cecil Beaton a Yousuf Karsh, da Lord Snowdon a Brian Aris, da Annie Leibovitz a Harry Benson - non solo il racconto della propria immagine nel tempo e la memoria dei favolosi e talvolta drammatici giorni dei Windsor, ma anche la testimonianza del ruolo della monarchia in una società in costante evoluzione. Bambina giudiziosa, acerba erede al trono, regina in ogni grammo del proprio corpo, madre distante, sovrana impopolare (e poi amatissima), più forte di ogni scandalo o dolore, espressione massima del senso del dovere e di equilibrio nella discordia e nel disordine: c'è materia sufficiente per il mito. Ma Paola Calvetti, in queste pagine, delinea anche un profilo personale, quasi intimo, di Elisabetta: l'amore per Filippo (solo formalmente due passi dietro la moglie) e le «affettuose amicizie» vere o presunte di entrambi; il legame profondo con il padre Giorgio VI e l'indomabile sorella Margaret; i complessi rapporti con i membri della numerosa e impegnativa famiglia, troppo spesso fonte di pettegolezzi e imbarazzanti rivelazioni.

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Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Recensione: Piccola città. Una storia comune di eroina, di Vanessa Roghi

Recensione: Piccola città. Una storia comune di eroina, di Vanessa Roghi

Recensione: Piccola città. Una storia comune di eroina, di Vanessa Roghi

Libri Recensione di Beatrice Rurini. Piccola città. Una storia comune di eroina di Vanessa Roghi (Laterza). Un saggio di storia, un memoir per parlare di tossicodipendenza, partendo dal punto di vista più difficile e doloroso: quello personale.

Quando ero bambina, su un muro in casa di mio padre c’era un disegno. Raffigurava degli struzzi di profilo, al tramonto. Le loro sagome emergevano da una scritta che io imparavo a memoria pur non comprendendola: «La piccola città non aveva mai scherzato con i suoi abitanti, così come non scherzerà mai. E le ore racchiudevano il magico contenuto della noia, della incapacità».
La piccola città era Grosseto e gli struzzi i suoi abitanti.
Così pensavo allora. O forse no. Forse gli struzzi erano mio padre e i suoi amici che avevano scritto e disegnato su quel muro. L’incapacità era la loro. E la sabbia era l’eroina.
Usando come filo logico la propria biografia, Vanessa Roghi ci racconta a tutto tondo quelle che erano le storie degli anni '70 del Novecento quando, dopo i movimenti del Sessantotto, la voglia e la necessità di liberarsi dai legami e dagli schemi familiari dilaga nel mondo.
Oltre alla musica pop e allo stato di capelloni, iniziano a dilagare anche le sostanze psicotrope e allucinogene di cui ancora non si conoscevano i potenziali distruttivi. Vanessa Roghi raccoglie testimonianze (per quel poco che è stato scritto) e ne combina un saggio che è anche un manuale d'uso e di ricordo.
Chi sapeva poi che le droghe, in particolare l'eroina e l'LSD, avessero la prerogativa di dare assuefazione fino al punto di non pensare ad altro, neppure di mangiare? I pochi testi di medicina non parlavano più di tanto della sintomatologia post assunzione, non spiegavano quali fossero gli effetti indesiderati. Si sapeva solo per sentito dire. Fioriscono così i gruppi abbastanza eterogenei di assuntori costanti, si hanno i primi casi di Aids, i primi morti per overdose. Si hanno le prime discriminazioni di famiglie di assuntori.
Vanessa Roghi si trova in mezzo a questa valanga di fatti sconvolgenti, suo malgrado. A questo punto anche gli assuntori più incalliti, prima di arrivare alla morte, cercano un modo per sfuggire a questa tenaglia, a questo mondo visionario che comunque non regala la pace interiore che ci si attende.
Piccola città. Una storia comune di eroina è un testo abbastanza impegnativo sul piano della tematica, ma molto sciolto, diretto e giornalistico come linguaggio.
Così, riassumendo, negli anni Settanta, per me bambina, le Cose che Esistono sono il Femminismo, la Politica, il Mondo e la Città. «Linus», in bagno, da leggere. Mentre ancora non ci sono i cartoni animati giapponesi e soprattutto ancora non c’è l’Eroina che cambierà di lì a poco il Mondo, il Femminismo e la Politica. Ma soprattutto la Città…

Piccola città
Una storia comune di eroina

di Vanessa Roghi
Laterza
Saggio storico | Memoir | Biografia
ISBN 978-8858133347
ebook 10,99€
cartaceo 16,15€

Sinossi:
«Guardate questa bambina. Questa bambina sono io. Ho un buffo cappello di lana colorato, lo so perché c'è un'altra foto a colori che me lo dice. Sto con M. Deve essere il 1977. Sono felice. La città per me è ancora una soltanto. Nessun muro la divide in due. Per ora. Dopo non sarà mai più così.»
Decine di migliaia di tossicodipendenti, una 'generazione scomparsa' su cui si è steso un velo di oblio. Un libro di storia, un memoir che squarcia un muro di silenzio e lo fa partendo dal punto di vista più difficile e doloroso: quello personale.

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Recensione: Matrigna, di Teresa Ciabatti

Recensione: Matrigna, di Teresa Ciabatti

Recensione: Matrigna, di Teresa Ciabatti

Libri Recensione di Beatrice Rurini. Matrigna di Teresa Ciabatti (Solferino). Un romanzo che non lascia molto al lettore, con un finale poco probabile.

Un inizio fuori dagli schemi che in sé potrebbe portare ad uno sviluppo di trama pazzesco ma che invece, col progredire del romanzo, ha ben poco da lasciare nella memoria del lettore.
La punteggiatura è un optional, non so se fa parte delle licenze poetiche ma forse, scritto nel flusso dei pensieri, distrae il lettore dalla trama e ne complica l'assimilazione. Probabilmente sbaglio.
Certo si legge con poco sforzo, se lo consideriamo lettura meccanica, ma nel complesso risulta inconsistente.
Provo a raccontarlo: una bambina di nove anni perde il fratellino più piccolo in un giorno di ressa, mentre la madre cammina qualche passo avanti. Poi il bambino sparisce.
Questo fratellino è il più amato, vezzeggiato, adorato e fotografato. Mentre la bambina rimane spettatrice e colpevole anche di fronte agli inquirenti che cercano di capire di che famiglia si tratti. La madre sembra succube di questo fanciullo tanto che, col passare del tempo, si piega su se stessa e cessa ogni briciolo di amore anche verso la figlia.
Il tempo passa (non si capisce il salto temporale) la ragazza cresce e un bel giorno trova in casa, dopo che i genitori si sono separati, un ragazzo bello e biondo che ha rivitalizzato la madre. Non si capisce però il suo ruolo: amante?, amico e confidente? Certo è simile, molto simile ai loro lineamenti e potrebbe nascondere un passato ambiguo.
Il finale è strapazzato e sinceramente è poco probabile.
Se ne poteva fare a meno.

Matrigna

di Teresa Ciabatti
Solferino
Narrativa
ISBN 978-8828200338
Cartaceo 12,38€
Ebook 9,99€

Sinossi
Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. Noemi è una bambina ordinaria: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Ma cosa succede quando il bambino speciale sparisce, durante la festa di Carnevale? Uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? E la sorella, non avrebbe dovuto tenerlo per mano? Domande che a nove anni puoi solo rimuovere, ma che ti restano dentro nonostante la fuga in città, l'università, gli amici, il fidanzato, il lavoro. Nonostante una vita normale. E quel passato troppo prossimo può tornare tutto insieme, all'improvviso, basta una telefonata. Noemi da Roma è richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita che si aspetta, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, frequenta locali, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un'indagine archiviata, a un bambino mai ritrovato? Teresa Ciabatti ci immerge nel racconto di un mistero, con un romanzo sui ruoli che non si finisce mai di attribuire: padre, madre, fratello, sorella. Dove la famiglia dispiega tutte le sue ossessioni, manifestandosi prima come rifugio, poi come condanna.

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Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Recensioni: Con in bocca il sapore del mondo, di Stassi, e Il re di Denari, di Dazieri

Recensioni: Con in bocca il sapore del mondo, di Stassi, e Il re di Denari, di Dazieri

Recensioni: Con in bocca il sapore del mondo, di Stassi, e Il re di Denari, di Dazieri

Libri Minirecensioni di Beatrice Rurini. Con in bocca il sapore del mondo di Fabio Stassi (Minimum Fax) e Il re di Denari di Sandrone Dazieri (Mondadori).


Con in bocca il sapore del mondo: Fabio Stassi rende omaggio al Novecento e alla grande dimenticata del panorama letterario nazionale, la poesia, con una coraggiosa avventura mimetica e fantastica.

Dieci scrittori del novecento che hanno fatto grande la poetica e la parola, cercano di ritornare in vita e spiegare cos'è stata per loro la scrittura, cosa è stata la vita e come li ha lasciati. Una serie di piccoli saggi che, come perle che formano una collana preziosa, decorano la nostra formazione culturale. Presentati come fossero loro stessi in prima persona a dichiarare il loro amore alla parola, si espongono fino a farci intendere cosa amavano e quali erano i loro timori, inframezzando i discorsi con brani della loro produzione.
Fabio Stassi ci dedica un piccolo regalo come fruitori della loro presenza, ma lo dedica anche a questi personaggi, come ringraziamento del loro passaggio sulla terra e del loro testamento culturale.
Lettura piacevole, non scontata e mai banale, lo consiglio per la brevità dei capitoletti e per la bellezza con cui vengono esposti.

Con in bocca il sapore del mondo

di Fabio Stassi
Minimum Fax
Narrativa
ISBN 978-8875219734
Cartaceo 11,90€
Ebook 7,90€

Sinossi
L'ultima spiaggia di via Veneto e un uomo con il cappotto in ogni stagione (Vincenzo Cardarelli). Un concerto di passerotti sul davanzale e un baritono mancato (Eugenio Montale). Lo scalo di un treno alla foce di un fiume e un accordatore di parole (Salvatore Quasimodo). Il salotto borghese di una casa in collina e un collezionista di farfalle (Guido Gozzano). Un mercoledì delle ceneri e un vecchio capitano in esilio (Gabriele D'Annunzio). Il baraccone di un tiro a segno e l'uomo dei boschi (Dino Campana). Il retrobottega di una libreria antiquaria e un figlio del vento (Umberto Saba). Una raccolta di francobolli e un funambolo solitario e malinconico (Aldo Palazzeschi). Un concerto di bossa nova e un bambino di ottant'anni che aveva la voce di Omero (Giuseppe Ungaretti). L'invettiva contro la luna e una donna che pagava i caffè con dei versi (Alda Merini). Dieci monologhi appassionati e coinvolgenti, una dichiarazione d'amore.

Il re di Denari, il nuovo thriller di Sandrone Dazieri.

Continuano le inchieste di Dante e Colomba, finalmente ritrovati dopo l'ultima avventura veneziana che li ha lasciati più morti che vivi. Ora serve recuperare tempo, poiché il cerchio si sta stringendo intorno alle setta che ha torturato e levato anni di vita a giovani ragazzi riducendoli a pure macchine prive di sentimenti e di amore.
Come sempre Sandrone Dazieri ci propone una trama intricata ma ben costruita, senza cadute di stile e senza nessuno stiracchiamento. Non ci sono parti che non collimino tra loro: ogni azione è frutto di una attenta concatenazione di momenti e il ritmo si fa sempre più incalzante. Il discorsivo, a volte ironico e cinico, è ben distribuito tra i capitoli. Linguaggio appropriato e buono fanno di questo romanzo un'ottima lettura.

Il re di Denari

di Sandrone Dazieri
Mondadori
Thriller
ISBN 978-8804680802
Cartaceo 16,57€
Ebook 9,99€

Sinossi
All'indomani di una terribile tempesta di neve che ha gelato le Marche, l'ex vicequestore Colomba Caselli trova nel suo capanno degli attrezzi un ragazzo autistico infreddolito e sotto shock. E imbrattato di sangue. Colomba, però, da ormai un anno e mezzo non è più una poliziotta, e trascorre il tempo a tentare di riprendersi dal giorno in cui un uomo senza nome l'ha quasi uccisa e ha rapito Dante Torre, il geniale e bizzarro cacciatore di scomparsi, uno dei suoi pochi amici. Tormentata dall'insonnia e dagli attacchi di panico, Colomba scopre che Tommy - così si chiama il ragazzo - è l'unico sopravvissuto di una strage famigliare e, soprattutto, nel suo modo di fare Colomba legge il marchio del Padre, il rapitore e assassino seriale che ha ucciso anni prima. C'è qualcuno che ne sta seguendo le orme o Tommy è il primo tassello di un mistero che affonda nel passato e può aiutarla a scoprire dove Dante è tenuto prigioniero? E proprio Dante, intanto, si è risvegliato in un luogo che non può esistere e adesso deve lottare per sopravvivere...

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Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Recensioni: Persone che devi conoscere e L'inferno è una buona memoria (Michela Murgia)

Recensioni: Persone che devi conoscere e L'inferno è una buona memoria (Michela Murgia)



Libri Minirecensioni di Beatrice Rurini. Persone che devi conoscere (Edizioni Messaggero Padova) e L'inferno è una buona memoria (Marsilio), due libri di Michela Murgia.


Persone che devi conoscere, di Michela Murgia. Storie così, semplici al punto che brillano solo se qualcuno se ne accorge e le racconta.

Difficile catalogare questo libro, poiché parla di persone ma non è una biografia, parla di know how ma non è un manuale. E non è neppure un elenco del telefono. Sono tante piccole storie di persone piuttosto normali che, nella loro inventiva e nelle loro azioni, hanno saputo mettere a disposizione della comunità ciò che di meglio il loro ingegno poteva concepire. Il tutto raccontato in modo straordinario da una scrittrice non comune. Perché così? Perché Murgia evidentemente sa vedere al di là del visibile, ha una sensibilità strabiliante nel raccontare le vite più ordinarie e renderci partecipi di ogni piccola conquista.

Persone che devi conoscere

di Michela Murgia
Edizioni Messaggero Padova
Narrativa
ISBN 978-8825039597
Cartaceo 17,00€
Ebook 14,00€

Sinossi
Questo libro non è un catalogo di storie esemplari. È invece una sequenza di vicende che più normali di così non potrebbero essere. Dentro queste pagine ci sono persone che dovreste e potreste conoscere perché camminano per le stesse strade dove camminiamo tutti e tutte, fanno le stesse cose che facciamo noi e a qualunque sguardo superficiale apparirebbero del tutto prive di quella misteriosa luce di predestinazione che dovrebbe distinguere una persona speciale dalla massa di chi speciale non è. Sono tutte storie così, semplici al punto che brillano solo se qualcuno se ne accorge e le racconta, e hanno protagonisti con nomi comuni.

L'inferno è una buona memoria di Michela Murgia.  Cosa c'è di più esaltante che partecipare alla felicità di riscoprire un romanzo che si è amato da giovani?

Se poi questo nasconde risvolti femminili di emancipazione è ancora meglio. Questo pamphlet, con verve e schiettezza, espone ciò di cui l'autrice si è nutrita sin da giovanissima, con una forma discorsiva e non banale evidenziando i punti di forza di un romanzo che potrebbe passare per uno dei soliti Harmony femminili. Perché dietro ad ogni uomo che si professa eroe c'è una donna (eroina pure lei) che gli permette di esserlo.
Da leggere, come il libro della Zimmer Bradley, Le nebbie di Avalon.

L'inferno è una buona memoria

di Michela Murgia
Marsilio
Narrativa
ISBN 978-8831729901
Cartaceo 10,20€
Ebook 7,99€

Sinossi
Quanto somiglia Cabras, Sardegna, paese natale di Michela Murgia, ad Avalon, Britannia, luogo mitico di Re Artù e della spada nella roccia? Se Morgana, Igraine e Viviana, le "Signore del Lago", hanno il potere di sollevare le nebbie con le parole e influenzare le vite dei cavalieri della Tavola Rotonda, Michela Murgia, nata in mezzo alle acque di Cabras, ha il potere di sollevare le nebbie intorno alle storie e alle idee che ci circondano, raccontandoci la versione delle donne, nel solco ideale di Ave Mary. In un viaggio che comincia in mezzo al mare e in mezzo al mare ritorna, una delle maggiori scrittrici italiane racconta come e perché è diventata femminista, come e perché ha cominciato a temere le gerarchie religiose, come e perché non ha mai smesso di giocare di ruolo nel mondo magico di Lot, come e perché certi libri che ci hanno fatto crescere, in effetti, li abbiamo mangiati più che letti, e soprattutto come e perché creare ogni giorno il mondo che ci circonda è un gesto politico.

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Recensione: Vincoli. Alle origini di Holt, di Kent Haruf

Recensione: Vincoli. Alle origini di Holt, di Kent Haruf

Recensione: Vincoli. Alle origini di Holt, di Kent Haruf

Libri Recensione di Beatrice Rurini. Vincoli. Alle origini di Holt di Kent Haruf (NN Editore). Torna in libreria il caso editoriale degli ultimi anni, con il prologo della trilogia di Holt.

Ken Haruf ritorna con il prologo della trilogia di Holt.
Questa volta ci racconta quanto possano essere impegnativi i legami famigliari. Ne fa le spese la parte femminile di un gruppo domestico della cittadina di Holt, strappata dalle terre conosciute dell'Est di fine Ottocento, sotto il sole cocente e in mezzo alla polvere della sterminata vastità delle pianure americane. Dei suoi abitanti ormai conosciamo vita, morte e miracoli. 
Complice i regali di terreno incolto (e per la maggior parte incoltivabile) di Abramo Lincoln, le donne della famiglia Goodnought, dicevo, sono la parte debole della catena familiare. 
La madre, sempre remissiva e il cui valore non è riconosciuto, muore giovane lasciando due bambini al padre padrone, ottuso, poco perspicace e crudele, che riversa su di loro tutto il suo astio: la ragazza vede così sfumare la possibilità di amare, sposarsi e avere figli, mentre il ragazzo, complice la guerra a Pearl Arbor, riesce a sfuggire alle sue grinfie viaggiando in lungo e in largo per l'America del secondo dopoguerra. Al ritorno, però, involontariamente prende il posto del padre poiché la demenza senile lo rende tale e quale a lui. 


Tutto intorno Holt cresce, si allarga, i vicini si sposano e ci si diverte. Tutto questo ci viene raccontato come un puzzle da costruire, dove il pezzo finale regge tutta la struttura a chiarimento dell'incipit.
Kent Haruf racconta tutto questo con estrema razionalità, lasciando in disparte il pietismo che potrebbe derivare, con parole semplici e piane, senza troppe frivolezze. Ogni personaggio ha una sua caratterizzazione e una sua collocazione perfetta nella struttura del romanzo. Come nei precedenti, il paesaggio è la base delle descrizioni e viene reso con efficacia in pochi tratti.



Vincoli
Alle origini di Holt

di Kent Haruf
ISBN 978-8894938036
NN Editore
Cartaceo 15,30€
Ebook 9,99€

Sinossi
Con Vincoli si torna a Holt, anzi si va alle origini di Holt, a cavallo tra Ottocento e Novecento nel primo romanzo che ha imposto Haruf all’attenzione del pubblico americano. Un viaggio nella storia di una famiglia delle pianure americane, narrata dalla voce della loro vicina, Sanders Roscoe. Un romanzo corale e travolgente, intenso e poetico, con cui Haruf inizia il suo viaggio nell’America rurale, teatro delle sofferenze e metafora della tenacia dello spirito umano, anticipando tutti gli elementi che rendono unica la sua poetica.

Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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