Gli scrittori della porta accanto
Le recensioni di Ornella Nalon
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Recensione: Il sogno dell'isola, di Tamara Marcelli

Recensione: Il sogno dell'isola, di Tamara Marcelli

Recensione: Il sogno dell'isola, di Tamara Marcelli

Libri Recensione di Ornella Nalon. Il sogno dell'isola, di Tamara Marcelli (PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un romanzo notevolmente intenso che non lascia indifferenti.

Per me, Tamara Marcelli non è una novità. Ho letto il suo primo libro Il blu che non è un colore (ora rieditato con nuovi contenuti e uscito per PubMe col titolo Quel che resta delle parole, che vi consiglio di non perdere) e sono rimasta conquistata dallo stile asciutto, oserei dire “perentorio” con cui si esprime nelle poesie e nei testi di narrativa: molte frasi brevi, incisive, addirittura monosillabiche a volere enfatizzare un concetto appena espresso, sottolineare la sua valenza. Entrambi i testi sono intrisi di pathos, carichi di quelle emozioni che, sicuramente, sono proprie dell'autrice e di cui non vuole oppure non riesce a farne mistero, trasferendole, in tutta la loro intensità, al lettore che ne viene contagiato, se non addirittura sommerso.

Non sono letture facili, quelle di Tamara Marcelli. Le frasi, i paragrafi, i capitoli, devono essere assimilati gradualmente, solo in questo modo si può entrare in sintonia con la storia narrata ed esserne rapiti.

Non è una lettura veloce da fare in poche ore. Le parole devono sedimentare.
Ne Il sogno dell'isola ho ritrovato Tara, la protagonista del libro precedente, questa volta, però, in versione di più ampio respiro.
Tara, una giovane donna il cui costante conflitto interiore le procura non poche difficoltà di relazione sociali, in prevalenza con individui del suo stesso sesso. Tara l'attrice, che solo calcando le scene del teatro riesce a sentirsi parte integrante del mondo. Che ingurgita cibo per colmare il vuoto dell'anima e poi se ne libera, come a volere estromettere le proprie angosce. La cui ambivalenza le fa desiderare di vivere nella sua terra d'origine, la sua amata isola, dura e selvaggia, che più di ogni altro posto sembra rappresentarla, ma che, per contro, ama anche i paesi di montagna in pieno inverno, la cui coltre di neve le trasmette un senso di pace e purificazione.

Se non fosse per l'amore che incontra nella sua vita, a dispetto di quello scarso che prova per se stessa, forse Tara avrebbe potuto arrendersi di fronte a tutte le angosce che la attanagliano.

A quel senso d’inadeguatezza profondo che l'accompagna in ogni suo gesto Invece, la compagnia costante e simbiotica dei suoi cani, Tobia e Leon, la aiutano a sventare la solitudine che spesso l'accompagna e che lei stessa, a volte, cerca. E Laurence, l'uomo forte, equilibrato, pragmatico, l'unico che conosce e ama la sua anima senza veli, compensa le sue carenze, la sostiene e la supporta nei percorsi più impervi.
Sarà un'impresa difficile, quasi al limite della stabilità mentale anche raggiungere il naturale e desiderato obiettivo della maternità, ma Tara, oltretutto, è tenace e fortissima nella sua fragilità. Riuscirà a vincere anche questa battaglia? Forse, finalmente, potrebbe essere quella decisiva per sconfiggere tutta la sua personale guerra.


Il sogno dell'isola

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romance | Narrativa
ISBN 9788827519424

Ebook 2,99€
Cartaceo 13,00 €

Quarta

«Cercarsi, trovarsi, riconoscersi. Accettarsi o combattersi. Da dentro. Perché non hai scelta, devi prendere una strada e seguirla.»

Questo romanzo non è semplicemente il racconto di una storia d'amore, in tutte le sue accezioni, ma piuttosto quello di una vita che si interseca con molte altre. Un viaggio nel tempo che rappresenta un viaggio dentro se stessa. Fino alla consapevolezza dei propri incubi più segreti. Fino alla liberazione. Per questo, lo stile fluido e i continui flashback, trasportano il lettore in dimensioni diverse, costringendolo anche a immedesimarsi, attraverso l’uso del tempo presente, alla situazione che in quel momento vive la protagonista. Come in Teatro.
È la storia di Tara, instabile e romantica, perennemente inquieta, innamorata della Vita, dell'Amore e dell'Arte. La maternità difficile, i disturbi del comportamento alimentare, il Sogno, sono alcuni dei temi presenti. Il suo incontro con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l'uomo che diventerà il suo alter ego e la salverà dall'autodistruzione.
Una vita vissuta sempre intensamente, tra luce e ombra. È la storia di un sogno che, una volta raggiunto, chiude il cerchio e rivive, trasfigurandosi, in nuovi occhi verdi. Nei sogni e nella vita, in un continuo scambio di dimensione e di senso, i segni diventano indizi, vanno colti e compresi. Ciò che sembra squilibrio e irrazionalità, è emozione e istinto; le sue maschere, quelle che spesso si è costretti a indossare nel mondo esterno per apparire "in linea" e sopravvivere. Ma l’anima va altrove.

«La mia vita è tutta qua. La mia follia sempre accanto per non soccombere al tempo, per non ingrigire, risucchiata dalla desolazione del mondo. Spesso serve bloccarsi, respirare e guardare indietro, per poter guardare avanti. Per guardare ad un sogno. E stare tra le stelle.»

Ornella Nalon
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Recensione: Esprimi un desiderio, di Valentina Gerini

Recensione: Esprimi un desiderio, di Valentina Gerini

Recensione: Esprimi un desiderio, di Valentina Gerini

Libri Recensione di Ornella Nalon. Esprimi un desiderio di Valentina Gerini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un romance Kindle Unlimited di viaggio, una coppia multietnica che insegue l'amore in giro per il mondo per ritrovarsi ai Caraibi.

Ormai è confermato: con i libri di Valentina Gerini si viaggia.
Questa autrice ci fornisce un biglietto per locazioni geografiche fantastiche, ma anche per giungere in una dimensione quasi onirica, in cui, alla fine, il bene e l'amore trionfano sempre.
Le sue sono letture leggere, che spesso diventano necessarie a stemperare quella patina di pessimismo che si insinua nella vita di tutti i giorni, tra una corsa e l'altra, una brutta notizia di cronaca e la preoccupazione per la dilagante crisi della micro e macro economia. Rappresentano quella piccola dose di ossigeno che aiuta a riprendere fiato, a rallentare e a schermare i nostri affanni con un'infusione di buoni sentimenti.

Esprimi un desiderio è la storia di Sara, una giovane donna che ha un lavoro bellissimo: è pagata per viaggiare e recensire i locali visitati.

Anche se i suoi continui spostamenti potrebbero costituisce un ostacolo per un duraturo rapporto di coppia. In realtà, all'amore ci crede e forse, se trovasse quello vero, sarebbe disposta a rinunciare anche all'attività che svolge con entusiasmo, ma non è così semplice.
Anni prima, a Londra, aveva conosciuto un ragazzo con cui credeva di potersi costruire un futuro, ma ha subito un'amara delusione nello scoprire che era l'unica a fare progetti di questo tipo. Forse, proprio per esorcizzare il suo doloroso ricordo, ha preso l'abitudine, ogni anno, di trascorrere qualche giorno di vacanza nella città londinese.
Ed è proprio qui che accade, come se la storia si ripetesse, di incontrare un giovane uomo che la colpisce particolarmente. Con Josè trascorrerà tutti i giorni di vacanza che le rimangono e alla fine si lasceranno con lo scambio del numero di telefono e la promessa che non dovrà essere un addio.

Invece, ognuno nel proprio paese, si trovano talmente invischiati nei propri impegni che la loro storia sembra destinata a rimanere solo un bel ricordo.

Josè termina i suoi studi alla Chef Academy di Londra e torna nella Repubblica Domenicana, paese d'origine della madre, per aprire un ristorante. Sara è sempre in viaggio: Parigi, Barcellona, Emirati Arabi, Miami e poi Caraibi.
Forse solo per una coincidenza, o forse per il magico gioco del destino, è proprio questa ultima meta che segnerà la svolta decisiva della sua vita. Josè e Sara si incontrano nuovamente e la fiamma che si era accesa tra di loro qualche anno prima, sembra tornare a bruciare, ancora più intensamente.
Lo stile di scrittura di Valentina Gerini è fresco e frizzante, decisamente adatto al romance. Leggero, dicevo, ma anche per il fatto che sa esporre argomenti delicati, come la sterilità femminile e l'adozione, senza calcare la mano nell'intento di smuovere sentimenti compassionevoli di facile presa.
Se dovessi trovare una piccola pecca, in questo romanzo, la ricondurrei alla forte componente narrativa che lascia poco spazio ai dialoghi i quali, a mio avviso, servono a garantire un tratto più umano ai personaggi, a farli sentire vicini e amici.


Esprimi un desiderio

di Valentina Gerini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romance
ASIN B0B1868W7V
Kindle Unlimited
ebook 2,99€

Sinossi

Quando l’amore arriva non c’è distanza che possa tenere.
Sara, giovane, avventuriera e sfortunata in amore, pensa di non poter avere figli. Lavora come controllore turistico ed è spesso in viaggio.
A Londra incontra José, bellissimo uomo dalle origini dominicane e si accende una scintilla che però si alimenta a fatica. I due si perdono di vista e Sara si butta a capofitto nei viaggi di lavoro. Ma non riesce a dimenticarlo: Barcellona, Parigi, Miami… In ogni città qualcosa le parla di lui.
Quando finalmente decide di lasciarsi andare, trasferendosi ai Caraibi per rimanere al fianco dell'affascinante José, il destino gioca le sue carte.
Riuscirà Sara a costruire una famiglia? Sarà capace di realizzarsi nel lavoro anche sulle bianche spiagge caraibiche?


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Recensione: Telma, di Claudia Gerini

Recensione: Telma, di Claudia Gerini

Recensione: Telma, di Claudia Gerini

Libri Recensione di Ornella Nalon. Telma di Claudia Gerini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). La storia di una giovane donna che affronta con coraggio il viaggio della vita.

Il titolo riporta semplicemente il nome di una donna e non poteva che essere così, dal momento che Telma è l'assoluta protagonista di questa storia. Ed è lei stessa, in prima persona, che la narra.
Si fa conoscere sin dalla nascita; quinta figlia di una sarta e di un pescatore. Una famiglia umile ma onesta, che si accontenta di poco per essere serena. Nasce in una modesta abitazione, ma situata in una magnifica isola Brasiliana. Infatti, saranno la spiaggia, il mare e il sole ad accompagnarla nella sua fanciullezza, trascorsa in totale serenità. Ma non solo; Telma ha anche la fortuna di avere un amico in carne e ossa con cui condividere giochi, letture e segreti. Tiago è una presenza fissa, un punto di riferimento, tanto che si convince possa essere il compagno della sua vita.

Una vita che però, presto, infrangerà i suoi sogni.

Ed è così che si troverà ad effettuare delle scelte difficili e coraggiose che la faranno maturare e, anche attraverso il dolore, la porteranno a una maggiore consapevolezza di se stessa.
Conosco Claudia Gerini attraverso la sua precedente pubblicazione, Il sogno di Giulia, anch'esso un romanzo breve – che uscirà in seconda edizione per PubMe sempre nella collana Gli Scrittori della Porta Accanto –, così ho avuto la conferma che l'essenzialità fa parte del suo stile.
Nessun dilungamento; descrizioni degli ambienti e degli eventi limitate al necessario rendono i suoi scritti veloci e godibili, tanto più se si considera la sobrietà della sua scrittura.
Telma si presenta come un romance, quindi, adatto alle anime sentimentali, ma un colpo di scena ne stravolge il genere, arricchisce la trama e le conferisce un alone di malinconia.
Al termine della lettura pervade una sensazione malinconica, ma rimarrà vivido il ricordo di una bella figura; una donna sensibile, coraggiosa e forte, che vorresti tanto avere conosciuto di persona.


Telma

di Claudia Gerini
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN: 883366418X
Cartaceo 10,00€
Ebook 2,99€

Sinossi

Da un'isola del Brasile fino ad arrivare a Londra, passando per la Svizzera e l'Italia. La storia di Telma, una ragazza che decide di lasciare il suo piccolo angolo di paradiso per ricominciare una nuova vita in un mondo totalmente diverso da quello in cui è cresciuta. Telma affronta le avversità che le si presentano col sorriso sulle labbra e la forza di volontà che la contraddistingue. E anche se il destino sembra essere spesso contro di lei, troverà la forza di ricominciare ancora una volta, proprio dal punto in cui era partita.
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Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo

Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo

Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo

Libri Recensione di Ornella Nalon. La stanza numero cinque di Stefania Bergo (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un argomento delicato, quello dell'aborto, trattato con eleganza e sensibilità. 

Conosco Stefania Bergo come autrice; di lei ho letto i suoi due libri precedenti a questo. Sono due autobiografie che trattano del suo splendido viaggio e soggiorno in un piccolo villaggio africano e ho adorato il suo stile: semplice, poiché non si fregiava di idiomi importanti e ricercati, ma allo stesso tempo anche ricco di similitudini e di celati significati. Poetico anche, dal momento sapeva regalare intense suggestioni e, non per ultimo, dolce, cioè pregno di un ritmo melodioso e rasserenante, anche quando i temi erano forti.
Ero curiosa, sì, davvero curiosa di sapere se avrei provato le stesse sensazioni con un testo di genere diverso, quindi non più una rielaborazione dei propri ricordi, di un'esperienza vissuta, ma un'opera di narrativa, frutto della sua fantasia.

Con La Stanza numero cinque mi sono resa conto che non è questione di genere, ma proprio di tecnica narrativa dell'autrice.

Stefania Bergo traduce in musica le parole; il loro suono vibra e fa vibrare i sentimenti del lettore.
Vero è che l'argomento trattato non può comunque lasciare indifferenti.
Quando si parla di aborto è difficile che non ci si senta in qualche maniera scossi, perché la questione può implicare una serie infinita di considerazioni di ordine etico, morale o religioso.
Per tale motivo diventa un argomento molto difficile da trattare che, a ogni modo, l'autrice ha saputo gestire con la sua consueta eleganza e sensibilità. Nell'introduzione, lei stessa ha voluto informare della sua intenzione ad essere imparziale: «Non ci sono giudizi su come queste donne abbiano condotto o condurranno la loro vita, solo empatia».
E come a sottolineare questa sua super partes, è degna di nota questa frase: «Solo loro avrebbero indossato per sempre quelle scarpe», rifacendosi al famoso detto Pirandelliano e al suo significato.
E più volte, come una costante, ha rimarcato tale concetto, utilizzandolo anche come un azzeccatissimo finale.

Sono cinque le protagoniste di questo breve romanzo; cinque donne con esperienze di vita, caratteri e aspirazioni del tutto diverse, accomunate dalla gravidanza e dalla tribolata decisione di interromperla.

Tutte, a parte Eva, si fanno accompagnare all'estremo appuntamento abortivo dalla persona affettivamente più vicina, poiché, se è vero che la decisione finale è spettata a loro e per sempre saranno soprattutto loro a portarne i segni, sentono il bisogno di un appoggio morale, come a voler condividere il peso della troppo onerosa responsabilità, anche se solo in minima parte.
Eva, reduce da una storia d'amore a senso unico, si ritrova sola. E tra tutte, sembra quella più in sofferenza. Il suo senso di colpa per l'atto che sta compiendo è ulteriormente aggravato dalla consapevolezza di avere intrattenuto una relazione sbagliata, malata sin dall'inizio.
Nella stanza si trovano cinque estranee che, per una sola notte, diventeranno anime unite dal dolore e dalla solidarietà.
Come già ce lo anticipa Stefania Bergo, il finale è aperto e, se pur non lo ami, perché di solito, furbescamente, lascia un po' di suspense per un sequel, in questo caso lo trovo del tutto adeguato.
Ogni lettore, in base alle corde che l'autrice è riuscita a toccargli, potrà giungere alle sue personali conclusioni.


La stanza numero cinque

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romanzo breve
ISBN 978-8833664149
Cartaceo 6,00€
Ebook 2,99€

Sinossi
«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.»
Emma Fenu

«Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri. “La stanza n. 5” è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.»
Loriana Lucciarini

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.
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Recensione: Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Recensione: Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Recensione: Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Libri Recensione di Ornella Nalon. Il tempo di un caffè di Silvia Pattarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una silloge che racchiude ricordi, emozioni, sentimento, vita.

Cos'è la poesia?
Ce lo spiega in poche righe Silvia Pattarini, nell' introduzione della sua silloge Il tempo di un caffè.
Ci dice che la poesia è alchimia: «una ricetta dove le parole sono l'ingrediente basilare a cui si deve aggiungere sentimento, armonia, musicalità, passione».
Ma afferma che è anche arte, poiché questi ingredienti devono essere dosati e miscelati nella giusta maniera, così da poter donare attimi di felicità oppure, per contro, colpire come un pugno nello stomaco, ma mai lasciare indifferenti.
Leggendo Il tempo di un caffè, mi sono resa conto che Silvia Pattarini è riuscita a realizzare la ricetta in modo magistrale, nella maniera degna di un grande chef poetico, tanto da sapere conquistare anche me, non propriamente cultrice del genere.
Le poesie non sempre sono di facile comprensione; molte di esse sono ermetiche, alcune prevedono un abbondante uso di allegorie e metafore, altre ancora si presentano come un impenetrabile labirinto di parole e un susseguirsi di analogie, ma nulla di questo ha a che vedere con i componimenti di Silvia Pattarini.

Silvia Pattarini, per i suoi versi, usa un linguaggio raffinato ma sostanzialmente semplice che riesce a veicolare con immediatezza i suoi sentimenti, i suoi pensieri.

Le sue, sono poesie evocative, intense, che delineano una certa nostalgia verso il tempo oramai trascorso.

Ora è spenta,
ora è fredda,
ora è vuota,
la piccola finestra.
S'accendono i ricordi.
Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè

Rivelano  la sua ammirazione per la bellezza della natura, con un peculiare interesse per i particolari, per le sfumature.

Verdi, rigogliose, ombrose
le profumate fronde
oscillavano sinuose nella brezza,
e un frullo d'ali
e un'ape
e una farfalla
e una formica
e un prato
e un fiore
allietavano la danza della vita.
Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè

È un libro sottile, Il tempo di un caffè di Silvia Pattarini, ma è pieno di ricordi, di emozioni, di sentimento, di vita.
E dopo averlo letto, vorrei rispondere anch'io alla domanda iniziale: «Cos'è la poesia?»
La poesia altro non è che l'espressione dell'anima.

Il tempo di un caffè

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833666501
cartaceo 7,00€
ebook 2,99€

Sinossi
Emozioni, passioni e sentimenti umani. Visioni oniriche, ricordi, momenti che costituiscono frammenti di vita. Ma anche liriche ispirate a fatti di cronaca del nostro tempo, attraverso gli occhi dell’autrice che vuole dar voce a quei sentimenti che fremono dietro muri di silenzio.
Poesie da gustare lentamente, una alla volta, magari nel tempo di un caffè.

«Se Poesia è nutrimento per l’anima, coltivo germogli di eternità.»
Silvia Pattarini

«Le parole di Silvia Pattarini scaldano il cuore, esattamente come una tazzina di caffè fumante. La sua è una Poesia delle piccole cose che contano, che crescono, che si possono ammirare da lontano, che restituiscono un valore perduto nel tempo in cui viviamo.»
Marina Atzori

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Recensione: I legami sottili dell'anima, una silloge di Loriana Lucciarini

Recensione: I legami sottili dell'anima, una silloge di Loriana Lucciarini

Recensione: I legami sottili dell'anima, una silloge di Loriana Lucciarini

Libri Recensione di Ornella Nalon. I legami sottili dell'anima  di Loriana Lucciarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una silloge che si adatta all'anima della poetessa come una pelle. 

La poesia è la forma letteraria che più lascia trasparire l'essenza dell'autore. A volte, può sembrare inesplicabile, altre, necessita di una attenta lettura e forse di una rilettura, altre ancora è di una immediata comprensione; comunque sia, rappresenta “la pelle del poeta” come diceva Alda Merini. Un vestito attillato che lascia generosamente intravvedere le sue forme, quelle dell'anima.

Charles Bukowski asseriva che la poesia dice troppo in pochissimo tempo.

Non credo che I legami sottili dell'anima raccontino troppo di Loriana Lucciarini, ma sicuramente tanto. La silloge ce la fa conoscere in tutta la sua completezza di donna sensibile, sentimentale, anche lottatrice, ma solo per difesa e mai d'attacco.
Ella ci racconta la sua realtà negli interstizi più profondi, senza nascondere nulla, esimendosi dal coprire di pudici veli alcuna sfaccettatura del suo sentire.
I legami sottili dell'anima si presenta ricca di componimenti lirici, alcuni dei quali anche molto brevi, di soli pochi versi, ma da subito, il lettore stabilisce un legame empatico che lo porta a sentirsi parte della stessa storia, della stessa vita.


L'inizio si presenta con strofe dal contesto malinconico, se non proprio triste; l'autrice sembra temere bui presagi, si sente graffiare il cuore ma, soprattutto, soffre per qualche mancanza.

Questo dolore sembra una costante, si ripresenta più volte, come a rimarcare una nostalgia sottile ma profonda, che attinge solo dai ricordi un flebile sollievo.
Continuando, si rileva una tenue, quasi impercettibile nostalgia del passato e si percepisce che Loriana Lucciarini ha combattuto varie battaglie, alcune delle quali devono essere state molto aspre, ma alla fine, traspare nitido il suo giusto orgoglio per aver vinto la guerra ed esserne uscita rafforzata e migliore di prima.
I suoi sentimenti sono intensi, profondi; nulla la sfiora per lasciarla insensibile, ma tutto le entra a fiotti per arricchirla, impreziosirla.
I legami sottili dell'anima, con le sue poesie di impatto immediato, è tutto questo, ma anche un'apologia all'amore, all'amicizia e a tutti quei legami che impreziosiscono e arricchiscono la vita.
«I legami sottili invisibili quelli tra le anime non si spezzano mai.»


I legami sottili dell'anima

di Loriana Lucciarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8891047014
Cartaceo 9,50€
Ebook 2,99€

Sinossi 

«Mi piace immaginare i rapporti tra le anime come un grande albero con migliaia di foglie. Le foglie che si trovano sul tuo ramoscello ti sono intimamente vicine.» (Brian Weiss) Cosa accade quando due anime affini vengono separate? Cosa si prova quando ci si mette in collegamento con qualcun altro a noi caro, anche se lontano? Che emozioni scaturiscono quando si riesce a percepire l’energia dell’universo? Cosa avviene nel cuore di chi ritrova la propria anima gemella? Le poesie colgono proprio questi momenti, brevi attimi elevati d’illuminazione. Ecco ciò che provo a fare, un tentativo per arrivare al cuore di ogni piccola foglia, dentro a ogni anima in essa racchiusa, con il filo sottile che lega ognuno di noi all’altro.
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Recensione: La metà del cielo, di Angelo Ferracuti

Recensione: La metà del cielo, di Angelo Ferracuti

Recensione: La metà del cielo, di Angelo Ferracuti

Libri Recensione di Ornella Nalon. La metà del cielo di Angelo Ferracuti (Mondadori). Il diario di una malattia, una grave perdita che annienta ma che, allo stesso tempo, ricostruisce.

Dopo oltre dieci anni dalla morte della moglieAngelo Ferracuti sente la necessità di parlare di lei, della loro storia d'amore, della malattia, del senso di vuoto, della solitudine e poi della sua nuova vita attraverso questo libro che vuole essere «in parte una consolazione e in parte una dannazione» come lui stesso dice.
Dunque, in base a una mia personale interpretazione, ritengo volesse cercare di dare un senso alla sua tragica esperienza e, allo stesso tempo, girare il coltello nella piaga, giusto per punirsi di essere il sopravvissuto della coppia. Tant'è che non pone filtri nel descriversi, Angelo Ferracuti. Non ha alcuna pietà nel raccontare i tratti ostici del suo carattere, mentre, invece, parla solo in maniera positiva della moglie, forse idealizzandola un po', come a volerla erigere in quell'altare dell'idolatria solitamente riservato ai cari defunti.

La metà del cielo, duecento pagine di ricordi sciolti, esposti così, come possono venire in mente, privi di una struttura che garantisce un flusso ordinato alla narrativa, per cui, costanti sono anche i salti temporali, anche se, netta, emerge una separazione tra il prima e il dopo.

Nel prima, c'è una sommaria descrizione dell'incontro e della fase dell'innamoramento. Più dettagliata, quella del matrimonio.
All'inizio, un amore totale e totalizzante, che supera agilmente il problema del lavoro precario e delle ristrettezze economiche, poi quando invece arriva un po' più di agiatezza, i primi dissidi.
La nascita di due figlie, con il conseguente fardello di nuovi impegni e doveri, li unisce ma pure li divide, come spesso succede. Arrivano le recriminazioni, i rinfacci e anche le liti furibonde che inducono la coppia a condurre quasi una vita separata.
L'autore confessa anche di avere ceduto al fascino di una relazione clandestina con una giovane donna; di avere apprezzato quella storia fresca, coinvolgente e appagante e di averla vissuta senza un'ombra di rimorso. Ma così, come d'improvviso ne parla, di colpo non riferisce più nulla. Non è dato di sapere quanto è durata e com'è finita. Forse a significare che era solo una breve, irrilevante parentesi in un contesto ben più importante.

E poi arriva la diagnosi, piomba come una sentenza impietosa che concede pochi sconti di pena. Imprevedibile come un fulmine a ciel sereno, lascia allibiti e annientati.

Non si è mai pronti a considerare la morte, ma a poco più di quarant'anni si è del tutto impreparati. Seguiranno due anni di estenuanti accertamenti, consulti, sporadiche flebili speranze, sofferenze, terapie a volte peggiori dei sintomi, strenue resistenze ma poi, la resa a un male che non perdona.
Questo è lo spartiacque che fa giungere il dopo.
Un dopo caratterizzato da un iniziale sbigottimento e da un successivo dolore la cui portata mette a repentaglio la capacità di resistenza dell'autore. La presenza delle due figlie non sempre diventa un incentivo a reagire, non sempre basta a riempirgli le giornate che si trascinano vuote e immotivate.


Elaborare il lutto diventa troppo arduo. 

Allora, chiede soccorso all'alcool che subito lo seduce con il suo effetto sedativo ma poi, a lungo andare, gli rivela la sua effimera proprietà palliativa. Comprende che la forza dovrà trovarla dentro di sé, proprio lui, che si è sempre creduto un perdente, un fallito predestinato.
Proprio lui, convinto che l'unica azione della sua vita in cui non ha fallito, è quella di avere sempre seguito e sostenuto la consorte nel periodo della malattia, di averla accompagnata con amore verso la sua dipartita.
E forse, è quest'ultima considerazione che rappresenta una fonte di riscatto grazie al quale l'autore, se propriamente non riesce ad assolversi del tutto, quanto meno vi attinge una qualche forma di indulgenza verso se stesso.
Un'esperienza forte, sconvolgente, quella vissuta da Angelo Ferracuti. Una di quelle che raschia l'anima quasi sino ad annientarla ma che, tuttavia, come ogni avvenimento da cui per un solo soffio non si esce distrutti, alla fine finisce con il rafforzare, o quanto meno, a forgiare il carattere.
E se da un lato non troverà mai veramente pace per avere perso una persona importante, da un altro è riuscito a raggiungere una maggiore armonia interiore.


La metà del cielo

di Angelo Ferracuti
Mondadori
Non-fiction | Autobiografico
ISBN 8804716908
Cartaceo 15,30€
Ebook 9,90€

Sinossi

Dentro la piccola comunità di un borgo dell'Italia centrale, dentro l'incombente senso di vuoto che segue la stagione felice dell'amore e dell'impegno politico, dentro le piccole cose della vita famigliare entra la grandezza devastante della morte. Patrizia, la moglie di Angelo, muore a soli 42 anni. Lui, ossessionato dai fallimenti, economici e morali, si muove incerto nel nuovo presente. Son passati dieci anni ma la memoria torna alla malattia, a come si è manifestata, a come ha dettato il suo protocollo. La narrazione mescola, per piani sfalsati, l'esperienza del dolore e quella della ricostruzione, l'apparire di una nuova figura femminile e l'asfissia provinciale, le fughe, i ritorni e la smemorante esperienza alcolica.


Ornella Nalon - Gli scrittori della porta accanto

Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo, 0111 Edizioni
Non tutto è come sembra, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, PubMe Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Sulle ali della fantasia, Gli scrittori della porta accanto Edizioni (seconda edizione).
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