Gli scrittori della porta accanto
Le recensioni di Nicolò Maniscalco
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Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Da zero a 69 di Andrea Pistoia (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Quattro amici trentenni in continua ricerca del divertimento, del sesso e dell’amore.

Da zero a sessantanove di Andrea Pistoia si legge tutto d’un fiato.
È un romanzo breve, una lettura piacevole raccontata in prima persona.
È la storia di quattro amici trentenni in continua ricerca del divertimento, del sesso e dell’amore secondo le caratteristiche di ognuno. Odino, il personaggio narrante, ricerca nelle ragazze l’avventura puramente sessuale, ma c’è anche chi mostra una certa serietà come Hermes, il suo miglior amico e fidanzatissimo di Chiara che non compare mai, ma è sempre presente nei discorsi del ragazzo. Certo in quel contesto il termine serio è un po’ azzardato, il ragazzo in passato aveva come animale domestico una pantegana...

Sono proprio questi paradossi il filo conduttore del romanzo di Andrea Pistoia.

Tra gli amici c’è Jeremiah che predilige le ragazze brutte, forse più facili da conquistare o, forse, perché è semplicemente «un estimatore delle ragazze diversamente belle» – come dice l’autore. Fatto sta che questa scelta è dettata da un trauma infantile con una ragazzina. Un po’ come l’amore di Charlie Brown per Heater, la ragazza dai capelli rossi.
Il quarto è Anacleto che ha deciso di evitare le faticose conquiste ripiegando sulle donnine allegre, con le quali ha un rapporto così stretto che spesso sono loro a sfogarsi con lui.

L’ironia è presente fin dal primo capitolo intitolato: All’origine fu il caos.

Poi fu peggio. Prosegue poi nei capitoli seguenti con: Se gli amici sono tutto… siamo fottuti! Per finire con la definizione di sé e degli amici come: Guerrieri, dei, supereroi. Praticamente buffoni.
La combriccola passa i fine settimana nel solito bar per bere birra e programmare conquiste femminili e fare chiacchiere di autocompiacimento per essere dei maschi Alpha. La caccia continuerà in discoteca, dove ognuno avrà la sua avventura.
Il finale è una fantasia che lascio scoprire al lettore.
Consiglio questa lettura per trascorrere un po’ di tempo senza pensieri stando immersi nel sarcasmo di Andrea Pistoia.


Da zero a 69

di Andrea Pistoia
PubMe
Narrativa
ISBN: 978-8833663241
Cartaceo 9,00 €
Ebook 2,99€

Sinossi 

Esistono ancora ragazzi volgari e maschilisti o sono solo personaggi di film politicamente scorretti? Esistono. Anzi, proliferano, specialmente nei locali notturni durante i week end, quando uomini seri ed equilibrati si trasformano in dei Mister Hyde con un unico chiodo fisso in testa. Ne è dimostrazione lampante Odino che, dopo un incontro amoroso concluso nel peggiore dei modi, senza un appagante e glorioso happy ending, si libera dei pochi freni inibitori rimasti per seguire la propria megalomania. Gli danno man forte i suoi bislacchi amici: un estimatore delle “diversamente sexy”, un assiduo frequentatore di prostitute e un “cuore puro” tanto monogamo quanto sottomesso alla propria bella. Contro una società che li vorrebbe adulti e responsabili, loro non possono che reagire da eterni Peter Pan perennemente sovreccitati. Goliardiche nottate tra bar di periferia e discoteche, alcool a fiumi e sesso usa e getta sono il miraggio che indica loro la strada verso quella che ritengono essere la Felicità... mostrando una volta di più la loro natura di odiosi antieroi, cinici maschilisti, ridicoli playboy.
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Recensione: Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Recensione: Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Recensione: Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Sotto le nuvole di Loriana Lucciarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un percorso doloroso attraverso le poesie, per raggiungere un nuova dimensione.

Ho letto la silloge poetica Sotto le nuvole di Loriana Lucciarini e proverò a trascriverne l’emozione e, soprattutto, il messaggio che l’autrice ha voluto regalarci. Innanzi tutto, occorre dire che Loriana Lucciarini si è ispirata alla musica e alle bellissime parole di Cisco Bellotti nella sua canzone Sotto le nuvole ed io ho voluto sperimentare quest’emozione leggendo alcune poesie ascoltando la musica di Cisco. Devo dire che il mood emotivo c’è stato.
Ma ora veniamo all’opera di Loriana Lucciarini che, come la canzone, ha voluto intitolare Sotto le nuvole. Attraverso le sue poesie l’autrice fa un percorso doloroso fino a raggiungere un nuova dimensione.

Il filo conduttore è la rinascita dell’anima e questa non può avvenire senza un travaglio. 

Quindi l’anima, per rinascere, deve patire una devastazione per poi, tramite la sofferenza, sbocciare a nuova vita.
La rinascita presuppone un cambiamento, appunto una nuova nascita, con nuove speranze, ma con la possibilità di nuovi travagli e nulla sarà più come prima, infatti, Marilena Ferrante, nella prefazione dell’opera, fa questa riflessione.
Mai torneranno le giornate di sole se solo l’inverno inciderà i suoi petali nodosi sulla sfera delle insicurezze, dei dubbi, delle verità mai accettate, delle incursioni di facili percorsi, divenuti catene di intenti e disperate caverne di solitudine.
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole
Sarà l’autrice a cercare il ritorno a quelle giornate assolate, tramite una reazione alle traversie della vita.

La Lucciarini sa che c’è una possibilità di uscire dal vortice del dolore, ma sarà un cambiamento tormentato perché non c’è cambiamento senza tormento.

Dovrà accettare la sofferenza per armonizzare se stessa con la propria anima e compiere le proprie scelte anche fossero dolorose.
Durante la lettura delle poesie, ho avuto l’impressione che la ricerca del dolore, per poi trovare la salvezza, faccia parte dell’animo di Loriana, infatti, nella lirica conclusiva si evince quanto dolorosa, ma luminosa sia questa ricerca.
Non sono solo un essere di luce, amore, gioia,
dentro di me c’è anche il buio,
avanzi di nero pece, fredda stanza senza appigli,
senza finestre, senza niente a me caro.
Se sorrido, a volte, è solo per andare avanti,
ma, dentro, questo mostro mi divora,
brandelli di luce e speranza,
spazza via ricordi e fotografie.
Dilaniata,
vedo volare via ansiti di gioia,
sogni trasformarsi in illusioni,
illusioni congelarsi in delusioni,
delusioni produrre dolore,
dolore incendiarmi dentro,
finché niente più c’è,
finché non rimane solo freddo e buio.

Ma poi, lentamente, riprende a filtrare la luce
E la mia anima vi si aggrappa
la mia anima è fatta per la gioia
Come una fenice risorgo dalle ceneri
Forse più forte, forse più leggera.
Si è sempre più leggeri
quando i sogni non ci impediscono più di vivere,
quando abbiamo nuovamente liberato noi stessi.
Ecco… io non sono solo un essere di luce,
ma è proprio dalla luce che rinasco,
sempre.
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole

La mia impressione è confermata dal titolo della lirica: Io, Loriana, infatti, rappresenta proprio lei, l’autrice.
La poesia è divisa in due parti che testimoniano benissimo l’uscita dal tunnel – per dirlo con termine abusato – e il ritorno alla luce: «Ma poi, lentamente, riprende a filtrare la luce E la mia anima vi si aggrappa»

Il percorso fatto da Loriana Lucciarini si evince fin dalle prime poesie.

Tra queste c’è: Hai ragione dove traspare l’assoluta assenza di speranza nel futuro, fino a una distruzione interiore in Crolla tutto dentro di me e Lentamente muore. Poi subentra la rassegnazione e la perdita nelle poetiche Quando l’amore fa male e Una felicità troppo facile. Infine, la rinuncia, la rottura in Broken.

I sogni… che ci fai con i sogni
quando la realtà ti sbatte in faccia a 250 km orari
e le fragili certezze che prima avevi
si disgregano in mille pezzi
mille pezzi di te?
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole

Con la domanda finale che dà incertezza.

Man mano, le poesie che seguono danno quiete, ricordi e anche pillole di speranza, di salvezza.

Ma soprattutto consapevolezza seppur in piena solitudine, fino a fermare i pensieri… che è il titolo di quest’altra lirica:
Fermare i pensieri,
che impazziti rimbalzano nella mia testa,
per potermi godere l’ora - l’adesso!
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole
Dove traspare una nuova leggerezza che porterà fino alla lettura delle ultime poesie testimoni della rinascita dell’anima, ma sempre con una grandissima sofferenza.


Sotto le nuvole

di Loriana Lucciarini
PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833665511
cartaceo 9,50€

Sinossi

«Loriana Lucciarini nelle sue liriche riporta il valore della forza dell’abbandono emotivo, della emancipazione della donna dalla schiavitù della mediocrità, dalla calunnia delle folle affamate di tristezza e disegna una grammatica dell’amore e della sofferenza che si aggancia alla forza della riconoscenza verso se stessa, quella creatura amata, respinta, ma protagonista assoluta delle sue scelte. Indomita, istintuale creatura che afferra, deforma, contorce e poi riannoda la fiamma della sua intima creatività di donna votata alla vita, quella intensa che si riesce a vivere solo se si posseggono gli strumenti adeguati quelli del coraggio, della consapevolezza di sé e dell’amore per se stessi, mascherato di tormentata passione di vivere.»
– dalla prefazione di Marilena Ferrante

Il percorso di rinascita, le evoluzioni di un’anima, che affronta la realtà della vita e del cambiamento con il coraggio di ricercare la propria serenità, anche a costo di fatica e dolore.Nulla è più appagante del poter abbracciare il proprio destino, dopo aver pagato personalmente ogni scelta che ha portato ad esso.Il mood della silloge si ispira alle note di “Sotto le nuvole”, di Cisco.
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Recensione: Così muore una colomba, un giallo di Anna Maria Sdraffa

Recensione: Così muore una colomba, un giallo di Anna Maria Sdraffa

Recensione: Così muore una colomba, un giallo di Anna Maria Sdraffa

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Così muore una colomba di Anna Maria Sdraffa (0111 Edizioni). Un giallo ambientato nella Genova degli anni '60.

Qualche tempo fa ho recensito uno dei romanzi di Anna Maria Sdraffa definendolo un giallo classico e ritengo che questo sia effettivamente il suo stile narrativo. Secondo me i suoi romanzi seguono proprio i canoni dei gialli classici e la lettura di Così muore una colomba mi ha ulteriormente convinto.
Il romanzo è ambientato negli anni ’60, quelli in cui la RAI trasmetteva su due soli canali e, tra le belle trasmissioni di allora, c’erano i gialli a puntate. Ricordo in particolare quelli tratti dai romanzi di Georges Simenon e qui ritorno a parlare dello stile di Anna Maria Sdraffa che nel suo lavoro Così muore una colomba, mi ha ricordato il Maigret di Gino Cervi.

La capacità dell’autrice nel descrivere i metodi investigativi, i costumi e i dialoghi degli anni ’60, rende piacevole lo scorrere delle pagine.

Gli anni ’60 sono quelli della mia infanzia ed essendo il romanzo ambientato a Genova, la mia città, mi sono piaciuti tutti i riferimenti dialettali e il poter rivivere, insieme ai personaggi del romanzo, i viaggi sui tram ormai scomparsi nella città, sui filobus e sugli autobus delle linee urbane citate dall’autrice, che utilizzavo da bambino per girare con mamma e papà e, più grandino, per andare a scuola. Viaggi lungo le vie che percorro ancora oggi, ma di solito in auto e che inevitabilmente sono molto cambiate d’allora.
Tornando al romanzo: la trama inizialmente appare semplice ma durante la lettura il lettore è indirizzato prima in una direzione poi in un’altra, e sono tutte direzioni che via via lo convincono di una possibile conclusione che poi fatalmente dovrà rivedere. Insomma il nostro investigatore Corrado Sivori, un commissario in pensione, deve affrontare indizi (alcuni creati ad arte) che, come appunto succede al lettore, lo portano in varie direzioni.

Così muore una colomba di Anna Maria Sdraffa inizia con la scomparsa di una donna che gli inquirenti catalogano subito come un allontanamento volontario per motivi personali, chiudendo il caso.

Ma la convinzione del “nostro” investigatore e il ritrovamento di un cadavere, porteranno gli inquirenti a rivedere le loro decisioni e qui mi fermo per non fare spoiler.
Oltre agli amanti del giallo, consiglio la lettura di questo romanzo a tutti gli amanti della buona scrittura.

Così muore una colomba

di Anna Mara Sdraffa
0111 Edizioni
Giallo
ISBN: 8893703378
cartaceo 15,70€
ebook 4,19€

Sinossi

Opera finalista al Premio 1 Giallo x 1.000 seconda edizione.
Genova, 1960. Un’irreprensibile insegnante di liceo, non più giovanissima, timida e bruttina, scompare inspiegabilmente. Mentre il commissario di polizia in pensione Corrado Sivori, amico di famiglia, indaga sulla sua sparizione, emerge un inaspettato lato oscuro nella vita della donna. E ben presto si proietta sul caso l'ombra di due misteriosi delitti..
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Recensione: Anche la morte va in vacanza al lago, di Ornella Nalon

Recensione: Anche la morte va in vacanza al lago, di Ornella Nalon

Recensione: Anche la morte va in vacanza al lago, di Ornella Nalon

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Anche la morte va in vacanza al lago di Ornella Nalon (0111 Edizioni). Quando narrativa e giallo s’intrecciano.

Ho letto e apprezzato alcuni romanzi di narrativa di Ornella Nalon e ho da poco terminato la lettura del suo ultimo lavoro, in questo caso un giallo: Anche la morte va in vacanza al lago.
È un thriller che mette in luce le capacità narrative dell’autrice, infatti, sia nei dialoghi, sia nelle vicende personali dei protagonisti, ho ritrovato l’estro narrativo di Ornella Nalon, caratteristica che arricchisce sia la trama del giallo in sé, sia la caratterizzazione dei personaggi introducendo storie personali che toccano argomenti sensibili come l’omosessualità, la ludopatia e altro.
Ogni personaggio dà sfogo ai propri sentimenti e alle proprie fragilità in un romanzo dove narrativa e investigazione s’intrecciano continuamente rendendo la lettura gradevole, grazie soprattutto ad una trama avvincente.

Anche la morte va in vacanza al lago è tratto da una storia avvenuta negli anni ’60 negli Stati Uniti.

E l’autrice ha mantenuto l’ambientazione statunitense compresi gli sceriffi indagatori, ben rappresentando l’amministrazione giudiziaria americana.
La storia racconta dell’omicidio di un giudice in pensione e della moglie, barbaramente assassinati mentre erano in vacanza al lago in un paesino del Minnesota dove normalmente non succede nulla di eclatante. Ed ecco che lo sceriffo Adam Courtney si trova ad affrontare la sua prima vera indagine d’omicidio, per sua fortuna aiutato da un anziano collega di Minneapolis, città originaria delle vittime. L’indagine coinvolgerà tutti: sia i parenti delle vittime con i loro oscuri segreti, sia i delinquenti con i quali il giudice ha avuto a che fare in passato.
Un giallo senza toni cruenti indicato per tutti, amanti della narrativa e amanti del thriller come me.


Anche la morte va in vacanza al lago

di Ornella Nalon
0111 Edizioni
Giallo
ISBN 978-8893703109
cartaceo 15,50€
ebook 4,19€

Sinossi

America, anni 60. L'anziano giudice Fannelli e la consorte sono vittime di un efferato omicidio durante una vacanza nel loro bungalow situato in prossimità del lago di Duluth. A seguire l'indagine sarà il giovane sceriffo della città del Minnesota, Adam Courtney, coadiuvato dal collega di Minneapolis, prossimo alla pensione. I primi sospetti si concentrano sui parenti prossimi delle vittime. Pertanto, i tre figli della sfortunata coppia saranno oggetto di una approfondita investigazione che farà emergere dei lati oscuri in ognuno di loro. Ciò nonostante, non verranno trascurati gli indizi che portano ad alcuni nemici che il giudice si è creato durante la sua lunga attività. È così che un fitto intreccio di indagini si alterna alle vicende personali degli sceriffi e della famiglia Fannelli, portando alla luce anche degli insospettabili legami con una inafferrabile organizzazione malavitosa cittadina, in una altalenante successione di tensioni, sorprese, sospetti e commozione.
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Recensione: Le parole che mancano al cuore, di Fabio Canino

Recensione: Le parole che mancano al cuore, di Fabio Canino

Recensione: Le parole che mancano al cuore, di Fabio Canino

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Le parole che mancano al cuore di Fabio Canino (SEM). Indipendentemente dal genere, dalla razza, dalla condizione sociale, l’amore è semplicemente… amore.

Le parole che mancano al cuore di Fabio Canino è un romanzo d’amore, quel tipo d’amore tanto travolgente, quanto inconfessabile e tormentato. È una storia d’amore tra due uomini, ma non due tizi qualsiasi: è la storia d’amore tra due calciatori professionisti.
Un amore tra due persone che vivono in uno tra gli ambienti più machisti della nostra società: quello del calcio professionistico! Fatto di “veri maschi” con il fisico di Rambo e veline statuarie che girano intorno a loro come mosche al miele. Un ambiente così machista da non far stupire più di tanto quando si scopre un rapporto omosessuale tra calciatrici, perché è consono a questa realtà, anzi a volte le calciatrici sono considerate lesbiche a prescindere, anche se sono eterosessuali.
I protagonisti del romanzo di Fabio Canino, sono: Thiago, un bomber brasiliano neoacquisto della società per la quale gioca l’altro protagonista, e Matteo. Tra loro nasce subito un’intesa calcistica, poiché sul campo uno procura le azioni da goal e l’altro le finalizza. Quest’intesa inizialmente sfocerà in un’amicizia tra ragazzi perché l’uno non sa ancora dell’omosessualità dell’altro. Entrambi devono nasconderla per sopravvivere nel loro ambiente, convinti di non voler rinunciare, con un coming out, ai privilegi di quel mondo fatato, ma ci sarà un imprevisto, quello di innamorarsi l’uno dell’altro.

Le parole che mancano al cuore di Fabio Canino, è romanzo scritto bene e dalla lettura scorrevole. 

Non fermiamoci però, alla vicenda narrata. Infatti, parafrasando il tema del romanzo, credo che l’autore ci voglia far riflettere sui rapporti difficili e sulla descrizione di amori impossibili e osteggiati, nati in ambienti ostili. Sono amori non tradizionali, sono quelli tra gli afroamericani e le donne bianche nell’America di qualche decennio fa (neanche tanti, per la verità) o quello tra persone di religioni e costumi diversi, oppure quello tra uomini e donne di età molto differente. «L’amore non ha età» si è soliti dire in questi casi. Allora per quanto riguarda il romanzo di Fabio Canino, non si può affermare che  «l’amore… non ha genere»?
Quando ti coglie alla sprovvista e ti strugge ma contemporaneamente stai bene, quando ti blocca lo stomaco e non puoi più vivere senza di lei o senza di lui, allora è evidente che indipendentemente dal genere, dalla razza, dalla condizione sociale, se è un sentimento sincero, l’amore è semplicemente… amore.

Le parole che mancano al cuore

di Fabio Canino
SEM
Romance | Narrativa LGBT M/M
ISBN 978-8893901642
Cartaceo 13,60€
Ebook 7,99€

Sinossi 

Per Matteo l'amore è fatto solo di incontri segreti, ragazzi che poi spariscono nel buio da cui sono arrivati. D'altronde, Matteo è un calciatore di serie A, e "i calciatori di serie A gay non esistono": lo dicono gli stadi, lo dice la stampa, lo dicono a volte persino certi allenatori. Poi, però, con l'inizio del nuovo anno, ecco arrivare Thiago. Il "fenomeno" Thiago, scoperto da uno scout nelle favelas brasiliane quand'era ancora un bambino e, poi, passato di squadra in squadra fino a giungere al Real Madrid, per approdare infine proprio in Italia, nella stessa società di Matteo. Tra i due c'è subito intesa, qualche sguardo improvviso, un abbraccio prolungato più del solito, e quella passione comune per i videogiochi che li avvicina ulteriormente, permettendogli di vivere avventure che nell'esistenza di tutti i giorni gli sono negate, sia per l'ambiente che li circonda sia per le loro resistenze interiori. Fabio Canino scrive un romanzo che è sì un viaggio attraverso le ipocrisie del mondo del calcio, ma è soprattutto una struggente storia d'amore: com'è possibile che questo sentimento - che per molti è la cosa più semplice del mondo - per due persone come i protagonisti di questa storia possa rivelarsi tanto complicato? E alla fine riuscirà comunque a trovare la sua strada?

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Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo, un libro che fa riflettere

Recensione: La stanza numero cinque, di Stefania Bergo, un libro che fa riflettere



Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. La stanza numero cinque di Stefania Bergo (Gli scrittori della porta accanto Edizioni). Un libro che parla della scelta più difficile per una donna, l'aborto, ma anche di uomini, di quelli che restano vicini alle donne e di quelli che le lasciano sole.

Un libro che parla della scelta più difficile per una donna, un libro che parla di aborto e lo fa a quarant’anni dall’entrata in vigore della legge 194, sforzandosi di non formulare alcun giudizio e alcuna critica, né di comprensione né di biasimo, ma piuttosto esplorare il tentativo di indossare le scarpe di chi si trova a dover fare questa scelta.
Stefania Bergo, infatti, accenna alla necessità di fare un tentativo nell’indossare le scarpe degli altri, prima di formulare giudizi arbitrari e non richiesti senza dispensare consigli non motivati da alcuna esperienza che per quanto simile non sarà mai la stessa. L’indossare le scarpe degli altri ricorre nel corso dell’opera ma l’autrice stessa precisa che ogni individuo ha dei confini e dentro questi confini si è soli. Ed è in quei confini che si vivrà per sempre. Insomma ogni donna è sola nella sua scelta e ha il diritto di esserlo. Ma è corretto dire che per la donna sia un diritto affrontare da sola questa scelta? Anche in questo caso Stefania Bergo non si espone tanto che lascia il finale al lettore.


Mi riesce un po’ difficile parlare con serenità di questo argomento, forse perché sono un uomo e, per il mio genere, è già difficile mettersi nelle scarpe di una donna, figurarsi in quella di una che debba affrontare un problema disgregante l’animo come l’aborto. 

Credo però che l’uomo debba affiancare la donna in questa scelta come fa Giovanni, in La stanza numero cinque, soffrendo con la moglie Daniela. Spero di non sbagliare nel dire che, nel leggere la loro storia ho avvertito un accenno di giudizio positivo su di lui, così come l’ho avvertito negativo nella storia di Eva innamorata e abbandonata nella scelta, da un uomo sposato.
In ogni modo, anche se questi giudizi traspaiono, il non esprimerli è l’unico modo per vivere una scelta che solo la proprietaria di quelle scarpe può affrontare perché solo lei è giudice di sé.
La stanza numero cinque di Stefania Bergo è un libro che fa riflettere su un tema spinoso che dal 22 maggio del 1978 molte donne devono affrontare ma, per loro fortuna, lo possono affrontare senza ricorrere alle mammane. Un libro che deve far riflettere anche gli uomini che sono concausa nel determinare questa scelta, spesso, senza saper indossare poi le scarpe delle donne.

La stanza numero cinque

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romanzo breve
ISBN 978-8833664149
Cartaceo 6,00€
Ebook 2,99€

Sinossi
«Non si vendono verità e non si regalano giudizi, in questo romanzo colmo di materna delicatezza. Lo stile di Stefania Bergo è fluido, emozionale, coinvolgente. Le parole scorrono come acqua, come olio e come sangue. Non si arrestano e raggiungono l’anima.»
Emma Fenu

«Stefania Bergo, ha una penna delicata e sensibile e ha trattato questo argomento in punta di penna, dando realismo e tridimensionalità ai suoi personaggi. E, soprattutto, li ha resi veri. “La stanza n. 5” è un caleidoscopio di anime tutte al femminile dove l’Autrice ha tratteggiato ottimamente il bagaglio di vita di ogni singola protagonista; i pensieri, i retroscena, le angosce, le scelte. Un romanzo bello, intenso, senza sbavature.»
Loriana Lucciarini

Sei donne si ritrovano a raccontare la loro storia in una stanza d’ospedale in attesa dell’intervento programmato per la mattina seguente. Si tratta di Liliana e della giovane figlia Chiara, di Miriana, futuro amministratore delegato di una multinazionale, Daniela, architetto e madre di quattro figli, Valeria, editor in una casa editrice, ed Eva. Cinque di loro sono in lista per un aborto. Ma condividere le loro storie l’una con l’altra crea un cerchio di confronto ed empatia in grado anche di mettere in discussione la loro scelta. Forse.
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Recensione: Delitto di capodanno, di Arianna Raimondi

Recensione: Delitto di capodanno, di Arianna Raimondi

Recensione: Delitto di capodanno, di Arianna Raimondi

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Delitto di capodanno di Arianna Raimondi, Lettere Animate 2018. Un giallo, una storia di contrasti in cui niente è come sembra.

Nella vita di Ferdinando ci sono solo rapporti difficili e conflittuali con i familiari, con le donne amate, con i parenti e con gli amici. Stanco di tutto questo, ha un ripensamento e decide di scusarsi con tutti per rigenerare questi rapporti tesi e logori. 
Così, la notte di San Silvestro, riunisce nella propria villa chi ha avuto dissapori con lui, invitandoli alla tradizionale cena del 31 dicembre. Ferdinando invita anche Aldo, il fratello, con il quale era molto legato da bambino. I due erano inseparabili di fronte a tutto e a tutti, ma crescendo anche con lui il rapporto s'è incrinato, inizialmente per il tradimento di una ragazza poi per le solite e banali questioni famigliari.


Durante la cena nessuno, tranne Aldo, crede realmente alla buona fede di Ferdinando che si prodiga per convincere tutti della sua sincerità, ma un delitto consumato proprio quella notte, scombinerà i suoi piani. Aldo si troverà a indagare fino alla risoluzione del caso.
La lettura di Delitto di capodanno è piacevole e scorrevole, soprattutto, perché l’autrice, Arianna Raimondi, scrive molto bene e ne ho avuta testimonianza leggendo i cenni degli altri romanzi, inseriti come primi capitoli a chiusura del libro.
I personaggi sono sufficientemente caratterizzati per lo svolgimento della trama che, a cercare il pelo nell’uovo, è un po’ scarsa di pathos per essere un thriller, ma, essendo io un amante del genere, sono un po’ pretenzioso su questi aspetti. Insomma se ci si aspetta un thriller pieno di colpi di scena, si rimane un po’ delusi. Rimane una buona lettura, soprattutto, per lo stile.


Delitto di capodanno

di Arianna Raimondi
Lettere Animate
Giallo
ISBN 978-8871122762
Cartaceo 8,50€
Ebook 2,99€

Sinossi
Mancavano tre giorni alla notte di San Silvestro quando Aldo ricevette un invito a cena da parte di suo fratello Ferdinando. Un invito inaspettato da quel fratello che credeva non avrebbe più rivisto.
Determinato a far cessare tutti i dissidi con lui, accetta l’invito, ignorando però, che in quella notte si consumerà un delitto apparentemente irrisolvibile, e che si rivelerà il più complicato di tutta la sua vita. Un delitto che non solo sarà avvolto nel mistero, ma che richiederà al giovane poliziotto un duro sforzo emotivo.
Delitto di Capodanno è una storia di contrasti in cui niente è come sembra.
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