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Recensione: A casa, di Sandrine Martin

Recensione: A casa, di Sandrine Martin

Recensione: A casa, di Sandrine Martin

Libri Recensione di Stefania Bergo. A casa di Sandrine Martin (Tunuè). Ispirato a un progetto antropologico, un graphic novel che parla di immigrazione e maternità, dell'incontro tra due donne – due mondi – che diviene mutuo soccorso.

A casa è un graphic novel di Sandrine Martin. Si ispira a un progetto antropologico diretto da Vanessa Grotti, antropologa sociale dell’Università di Bologna, sulle relazioni umane tra due universi che si incontrano: quello delle migranti incinte e quello del personale sanitario che se ne occupa nelle zone di frontiera, come Atene, al centro di questo graphic novel, ma anche Melilla, Lampedusa, la Guyana francese e Mayotte.

A casa si basa sullo studio condotto tra il novembre del 2016 e il luglio del 201 da Cynthia Malakasis su cinque donne siriane in merito alle cure mediche fornite alle migranti ad Atene.

Mona, rifugiata siriana in Grecia, è dunque la combinazione di elementi emersi dalle narrazioni di queste cinque donne. Vive ad Atene, in una tendopoli allestita dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l'UNHCR, in un vecchio aeroporto in disuso. Divide la tenda con Suleiman, il suo compagno, e l'aeroporto con altre decine e decine di famiglie. E oltre ad attendere il permesso di poter finalmente andare in Germania dove, in qualità di rifugiata, avrà diritto a una vera casa e a un lavoro, attende anche un figlio.
Monika è un'ostetrica greca e lavora al Centro Medici del Mondo. Nella sua vita da precaria, stressante e ripetitiva, l'incontro con Mona è quasi una salvezza, seguire la sua gravidanza le ricorda perché ama il suo lavoro. Questo stimolo rinnova la sua volontà di lavorare in proprio per supportare le immigrate, gestendo il parto in modo più empatico, mettendo al centro le future madri, tenendo conto dei background differenti. Ha una bambina piccola, la suocera invadente se ne occupa quando lei è al lavoro, mentre il marito Christos è intento a cercarne uno nuovo in un campo, l'edilizia, che sta conoscendo un grave periodo di crisi.

Al consultorio le due donne si incontrano e le loro vite si incrociano, si incrociano i loro sogni, le loro difficoltà.

Mona ha studiato ingegneria civile a Damasco, ma sognava di fare la scrittrice o la pittrice. Il padre voleva solo che si laureasse, la madre che diventasse medico. E così lei si è cristallizzata in una bolla di fumo, conscia che da fuori nessuno la conosca davvero. Tutto questo in un Paese in cui la guerra corrode le possibilità e le aspettative. Un Paese da cui riesce ad andarsene, in un viaggio provante, lo stesso che la maggior parte dei migranti compie: il passaggio delle frontiere di notte, le soste in attesa degli scafisti, gli arresti, il mare grosso, i morti cui devi passare accanto senza vederli, l'accoglienza dall'altra parte, le settimane a Lesbo al Campo profughi di Morira, tra fame, miseria, rabbia, promiscuità, attesa, l’arrivo ad Atene, la tendopoli, il trasferimento in un edificio occupato, l’eterno sogno della Germania.

Il percorso che ha portato Mona ad Atene è lungo.

La sua storia passata la conosciamo immagine dopo immagine, con un tratto in blu e rosso che fa pensare ai colori della matita a due punte con cui si sottolineano gli errori o le cose importanti da ricordare. È lei che narra la sua storia, in prima persona, tra un discorso diretto e l'altro, riferendosi a suo figlio fin dal concepimento. Mentre Monika narra la sua, con altri colori: blu e arancione. Donne differenti ma con tratti, anche cromatici, in comune. Le loro storie sono simili, le unisce molto più di quello che le divide. Ognuna è protagonista della propria, la racconta così come la guida attraverso le pagine e il tempo.

Mona e Suleiman inseguono ogni possibilità per iniziare una nuova e dignitosa vita in Germania in cui far nascere loro figlio.

Non più un'esistenza di rifugiati precari ma una gravida di promesse e possibilità – quella cui tutti avrebbero diritto. Lo fanno dapprima secondo le regole burocratiche, ma di appuntamento in appuntamento, di funzionario in funzionario, vengono rimbalzati nello spazio e nel tempo. Arrivando a ridosso del parto con un nulla di fatto.
Monika si distacca dal marito, con cui ha sempre meno in comune – Christos non comprende le sue esigenze professionali e personali –, affronta di petto l'invadenza di una suocera che non rispetta il suo ruolo di madre, inizia a lavorare in un suo ambulatorio di assistenza alle madri straniere. Mona diventa la sua interprete. Si cementa così la loro amicizia.

Sandrine Martin ci racconta l'immigrazione con pastelli leggeri ma allo stesso tempo intensi, marcati, laddove le emozioni si fanno tangibili e sembra di sentire i pensieri, le ansie, le aspettative di Mona e Monika.

Ma protagonista è anche la maternità. Al di là della gravidanza di Mona, con Monika e il corollario di altri personaggi si snoda la narrazione di una maternità che sembra non appartenere alle madri. C'è chi decide per loro – cesareo o parto naturale? – chi dispensa consigli che paiono ordini, giudizi di idoneità, e questo accade anche senza barriere linguistiche, anche senza precarietà.
C'è molto, in questo graphic novel. Soprattutto il bisogno di casa: di un luogo a cui tornare e da cui ripartire, di uno stato mentale che ci fa sentire al sicuro. Casa è accoglienza e prospettiva, è radici e futuro in movimento. E comncia ad esserlo quando sappiamo di essere arrivati nel posto giusto.

A casa

A casa

di Sandrine Martin
Tunué
Graphic novel
ISBN 978-8867904303
Cartaceo 16,60€

Quarta

Il graphic novel scritto da Sandrine Martin, racconta la vita di due donne: Mona, profuga siriana che, appena approdata ad Atene, scopre di essere incinta, e Monika, ostetrica che lavora al centro d'accoglienza al quale si è rivolta la donna siriana. La narrazione si sviluppa lungo tutta la durata della gravidanza di Mona, iniziando ad Atene – dove lei e suo marito sono approdati dopo esser scappati dalla Siria – e concludendosi a Berlino, meta dei due coniugi, dove raggiungeranno la sorella di Mona. Tra le due si sviluppa una forte empatia che le porterà, nel corso della storia, ad instaurare una solida amicizia. Il racconto a fumetti è ispirato al progetto EU Border Care, condotto da un'equipe di antropologhe dirette da Vanessa Grotti – antropologa sociale dell'Università di Bologna – nei principali snodi di flussi migratori, quali Atene, Melilla, Lampedusa, la Guyana Francese e l'Isola Mayotte. EU Border Care è l'acronimo di un progetto di ricerca quinquennale finanziato da un ERC Starting Grant (2015-2020). Si tratta di uno studio comparativo delle politiche sulla maternità tra migranti privi di documenti nelle periferie dell'Unione Europea. Lo scopo di EU Border Care: A differenza di altre categorie di migranti, le donne incinte e senza documenti sono un fenomeno in crescita, ma vi sono pochi studi di scienze sociali o sulla salute trattano l'assistenza alla maternità per migranti all'interno dell'Unione Europea. Questo argomento tuttavia ha delle implicazioni urgenti: i recenti eventi geopolitici del Nord Africa e del Medioriente hanno scatenato un notevole aumento di donne in gravidanza che entrano nell'Unione Europea con situazioni irregolari e presentando una serie di problematiche che i servizi di maternità in prima linea sulle frontiere dell'Unione Europea devono affrontare, spesso con poca preparazione o poco supporto da parte delle autorità nazionali o internazionali. Come funziona EU Border Care: EU Border Care si pone come obiettivo quello di tracciare una rete di servizi di assistenza alla maternità nelle periferie europee che si trovino ad affrontare un incremento di flussi migratori. Il team del progetto si impegna ad analizzare il tema della maternità migrante attraverso tre prospettive di ricerca interconnesse: le donne migranti, il personale sanitario e le agenzie istituzionali regionali.




Stefania Bergo
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Recensione: Lamiere, di Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti

Recensione: Lamiere, di Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti

Recensione: Lamiere, di Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti

Libri Recensione di Stefania Bergo. Lamiere. Storie da uno slum di Nairobi, la graphic novel di Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti (Feltrinelli). Le lamiere delle baracche sono un punto di partenza, lo slum è un compendio di tutto ciò che deve essere risolto nel mondo per renderlo umano.

Tra i vari eventi di Rovigoracconta, un paio d'anni fa ho letto il titolo di questa graphic novel, Lamiere. Storie da uno slum di Nairobi. Mi sono istintivamente sentita attratta e sono andata alla presentazione di Danilo Deninotti e Giorgio Fontana, mentre Lucio Ruvidotti non era presente. Ho ascoltato ogni singola parola con nostalgia ed emozione, comprendendo ogni sfumatura perché già vissuta, toccata con mano – in Kenya ci ho vissuto due anni. Continuavo ad annuire e a dirmi: è proprio così, è vero, io ci sono stata. È stato commovente.
Ma di cosa parla Lamiere, graphic novel pubblicata da Feltrinelli?
Parla della vita che prende comunque il sopravvento anche tra le lamiere di una degradata baraccopoli, una delle tante: Deep Sea.
Proprio a Nairobi, nel 2012, un meeting dell'ONU ha dato la definizione operativa di slum. Ovvero, un luogo urbano sovraffollato, con case scadenti, accesso inadeguato ad acqua e servizi igienici, e stato abitativo precario.1 persona su 8 nel mondo, vive in aree simili.
Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti, Lamiere

Le lamiere delle baracche sono un punto di partenza, lo slum è un compendio di tutto ciò che deve essere risolto nel mondo per renderlo umano. 

Gli autori hanno un approccio interessante: si soffermano sull'organizzazione delle baraccopoli, sulla loro origine, sul significato che hanno, come fossero una cartina di tornasole che denuncia un modus vivendi da affrontare come problema da risolvere, non come bizzarro modo di vivere di una delle specie del regno animale. Prendere coscienza della realtà delle baraccopoli, significa anche ammettere la responsabilità dell'occidente, dei primi coloni, di aver portato un'ampia fetta dell'umanità a vivere in condizioni inaccettabili.
Durante il dominio coloniale, la Gran Bretagna dichiarò che tutte le terre appartenevano alla Corona e imposero un concetto di proprietà lontano dalla tradizione africana, molto più fluida e informale. [...] L'impero britannico escludeva gli africani dai quartieri residenziali: chi veniva in città doveva arrangiarsi con abitazioni provvisorie senza servizi – i primi slum.
È una storia che conosciamo: si viene qui [a Nairobi] dai villaggi alla ricerca di lavoro, ma si resta inchiodati alla povertà urbana.
[...] Lo Slum Almanac 2015-2016 stima che ogni anno 70 milioni di nuovi abitanti giungano nelle aree urbane delle città in via di sviluppo.
[...] Queste persone vivono in un limbo sociale e politico. Vengono usate come capro espiatorio o come materiale da propaganda.
[...] I loro copri subiscono ogni sorta di violenza, reale e simbolica.
E nessuno si preoccupa di rimuovere le cause che l'hanno generata.
Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti, Lamiere

Proprio qui, tra le lamiere, dove l'olezzo del fango si mescola al bisogno disperato della gente, presta la sua opera Frate Ettore Marangi, missionario di Rainbow for Africa che colma «il vuoto di politiche sociali che c'è in questo paese», il Kenya.

Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti sono stati suoi ospiti per qualche settimana, hanno raccolto immagini ed emozioni, riversando colore e parole su carta per cercare di raccontare cosa significhi vivere ai margini, in un luogo dove la dignità umana pare avere limiti inferiori al sopportabile.
Con Frate Ettore Marangi, lavorano uno staff medico di volontari, dato che nello slum c'è anche un ambulatorio, e del personale locale cui è affidato il compito di sensibilizzare e supportare gli abitanti delle baracche di lamiera. Una struttura capillare di aiuto per rendere vivibile il presente e assicurare un futuro.
Basta entrare a Deep Sea per capire le condizioni in cui vivono troppe persone nel mondo: fango mescolato ad acque reflue, immondizia tra i cui cumuli giocano bambini e cani randagi. L'impatto è un pugno borchiato nello stomaco. Nello slum si vive con gli scarti dell'occidente e di piccole attività commerciali essenziali: lungo la main road – Deep Sea, anche se non ne ha l'aspetto, è organizzata come una qualsiasi altra cittadina – ci sono il fruttivendolo che espone frutta e verdura in cumuli ordinati, la parrucchiera, il macellaio, i baracchini del fast food.

Ho letto Lamiere con le lacrime agli occhi. Non tanto per la realtà che racconta, ma perché la conosco. E Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti la raccontano perfettamente, dalle immagini alle emozioni.

In questa graphic novel c'è tutto.
C'è il senso di colpa di chi ha un biglietto aereo di ritorno in tasca e dorme al pulito, mentre fuori c'è la «miseria che lede la dignità dell'essere umano», la rabbia, la sofferenza, il senso di impotenza. Ci sono i bambini che respirano le esalazioni della colla per stordirsi e fuggire dalla realtà, le risposte alle domande che spesso ci poniamo quando pensiamo all'Africa più degradata. Ci sono i contrasti stridenti – tratto distintivo al pari della polvere rossa – tra le opulenti ambasciate e il cuore commerciale della Nairobi degli africani benestanti appena oltre il recinto e lo squallore dello slum. Ci sono i sogni e le speranze di ragazzini e ragazzine che meritano un futuro migliore, c'è il lavoro appassionato di chi opera affinché questo avvenga, a Deep Sea e altrove. C'è l'insofferenza dei volontari medici alla lentezza dei locali nella gestione delle emergenze, c'è il senso di inadeguatezza di chi torna in Italia e non sarà mai più lo stesso, perché inevitabilmente vedrà il mondo con nuovi occhi. Ci sono la lotta all'HIV, l'educazione sessuale per la consapevolezza e il controllo delle nascite, l'importanza della pulizia personale per scongiurare infezioni e trasmissione di malattie – non è così scontato dove manca l'acqua corrente persino per cucinare. Ci sono i progetti di sviluppo di volontari stranieri o abitanti locali, l'attitudine a mendicare derivante dalla mancanza di responsabilizzazione, la necessità di emancipare le donne, i veri pilastri sociali, «le fondamenta della casa». C'è il problema dell'alcolismo, quello della violenza sulle donne, spesso a esso legato. C'è il razzismo al contrario verso i wazungu, i bianchi, visti solo come ricchi di cui approfittarsi. C'è pure il sukuma wiki! – «Sai che sukuma wiki significa "spingi la settimana"? Si chiama così perché è il cibo dei poveri, con cui tirano avanti.»

Solo conoscendo si può capire, senza giudicare, mettersi nella posizione di rendersi parte di un cambiamento, del superamento dei confini che impediscono agli altri di entrare ma anche a noi di vedere oltre.

In Lamiere c'è tutto quello che si può sperimentare entrando in uno slum con la mente aperta, senza fermarsi alla puzza che invade le narici e alle immagini che feriscono gli occhi. Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti lo raccontano perfettamente, come una fotografia multidimensionale e multisensoriale. Lo raccontano perché è necessario, anche se «non basta raccontare per credersi assolti». Lo fanno senza ombra di pietismo o giudizio, bilanciando la narrazione tra aspetti inaccettabili passivi e reazioni positive di chi costruisce chirurgicamente realtà alternative.
Una storia come questa è il primo passo. Poi spetta a tutti noi, a chi legge, in questo caso, fare il successivo.


Lamiere. Storie da uno slum di Nairobi.

Lamiere
Storie da uno slum di Nairobi

di Danilo Deninotti, Giorgio Fontana e Lucio Ruvidotti
Feltrinelli
Graphic novel | Non ficntion
ISBN 978-8807550201
cartaceo 15,20€
ebook 7,99€

Sinossi

La classica immagine del Kenya è quella di un paradiso, il luogo ideale per una vacanza. Ma dentro questo sogno c'è un incubo. A Nairobi, la capitale, oltre metà della popolazione è concentrata nelle baraccopoli e vive in condizioni estreme di miseria e abbandono. Al di sotto della dignità umana. Deninotti, Fontana e Ruvidotti hanno fatto un viaggio dentro Deep Sea, l'area più povera della città, per raccontarlo in un reportage a fumetti lucido e commovente. Drammatico eppure pieno di vita, illuminato dalla speranza. Sono entrati nelle baracche fatte di lamiere, accompagnati da un frate molto eccentrico e dai volontari di una ONG. Hanno conosciuto i pazienti e gli infermieri del piccolo ambulatorio, i fruttivendoli, i bambini della scuola, la maestra di danza e la barista dell'unico locale dello slum. E hanno imparato, per esempio, come si cuoce un cavolo senza l'acqua corrente, che qui è un bene raro e molto costoso. Attraverso le storie della gente di Deep Sea, gli autori raccontano anche le proprie reazioni e sensazioni come abitanti del mondo.


Stefania Bergo
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Recensione: Sandman, di Neil Gaiman, la raccolta

Recensione: Sandman, di Neil Gaiman, la raccolta

Recensione: Sandman, di Neil Gaiman, la raccolta

Libri Recensione di Loriana Lucciarini. Sandman. Neil Gaiman collection. Dal creatore di Coraline, un vortice inaspettato che precipita in una dimensione onirica, tra sogni di una notte di mezza estate e richiami alla letteratura classica.

Un fumetto che è molto, molto di più. Un fantastico viaggio tra istanze, filosofia, strati rarefatti tra sogno e veglia. Tutto grazie alla penna di Neil Gaiman e alle visionarie illustrazioni di McKean. Da leggere!
Neil Gaiman è nome famoso per gli amanti del fantasy e delle graphic novel: scrittore, fumettista, sceneggiatore per radio e TV. Lui è l’autore del romanzo Coraline, da cui è poi stato realizzato il famoso film d’animazione in stop-motion.


Dalla sua penna è nato The Sandman: il fumetto è la sua opera più importante, una delle serie più apprezzate e lette al mondo, una delle migliori saghe a fumetti che negli anni ha fatto incetta di premi e riconoscimenti.

Proprio di Sandman. Neil Gaiman collection vi parlo oggi. La raccolta unisce insieme alcune delle più famose vicende del dio dei sogni e del suo mondo etereo e cupo, fatto di strati differenti tra la veglia e l’incoscienza. 

La raccolta invita il lettore a scoprire molto di più del passato di Sogno, tanto da ricercarne altri episodi, altri volumi.
Ma facciamo un passo indietro.
Chi è Sandman?
Lui è uno degli “Eterni”: i sette fratelli immortali a cui sono legati i sette aspetti emotivi dell’Universo: Destino, Sogno, Morte, Distruzione, Disperazione, Desiderio e Delirio.
Sandman (Sogno o anche Morfeo) nella prima storia di questo volume ci viene presentato come un ragazzo dark anni Ottanta con un richiamo a Edward mani di Forbice – che, ho scoperto, nasce anni dopo... magari ne avrà tratto addirittura ispirazione? Nel primo episodio lo troviamo introverso e solitario, venir raggiunto dalla sorella Morte, anche lei bella e affascinante, dall'aspetto moderno di darkettona inglese. Grazie a lei abbiamo anticipazioni circa le recenti vicende di Sogno e di quanto si è verificato nel regno onirico.

Di certo la raccolta offre una visione d’insieme utile a sollecitare il lettore a un maggiore approfondimento rispetto al lavoro di Neil Gaiman.

Perché chi si avvicina a Sandman con questa raccolta non conosce il passato e le traversie di Sogno, ne percepisce qualcosa dai dialoghi del fumetto, ne intuisce altro dalle vicende successive, ma a lettura ultimata il desiderio di conoscenza non viene appagato, al contrario, si ricercano nuove tavole, nuovi volumi, perché la dimensione onirica e fiabesca, mistery e oscura, quelle ambientazioni e i richiami ai classici sono capaci di stregare. Così, tavola dopo tavola, si viene catturati dai temi che Neil Gaiman affronta attraverso la vita e il passato di Sandman . E ne abbiamo da scoprire! Il mondo di Sandman è articolato e ha un corposo bagaglio di ricordi: la serie è durata settantacinque numeri, legandosi ai miti letterari antichi e a famose opere letterarie.
Dunque Sandman non è solo una graphic novel, ma molto di più: è filosofia, è arte, è letteratura, è introspezione, è poesia, è visual art, grazie alle illustrazioni di Dave McKean, fra tutti gli artisti che si sono succeduti nel lavoro sul fumetto). È un viaggio delirante e visionario lungo trent’anni – si spiega così l’aspetto dark anni Ottanta di Sandman? È un fumetto che nasce per stravolgere i canoni dei supereroi comics e portare la narrazione della graphic novel a un piano successivo, fatto di luci e ombre, di spessore e di citazioni letterarie e di pensiero.

Sandman Neil Gaiman collection di Neil Gaiman

Sandman
Neil Gaiman collection

di Neil Gaiman
Lion
Graphic Novel
ISBN 978-8893519854
cartaceo 14,41€

Sinossi

"Sandman" di Neil Gaiman, la serie che per settantacinque numeri ha narrato le vicende del signore delle Terre dei Sogni e della sua disfunzionale famiglia di Eterni, qui in una selezione antologica di storie.

Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.
Racconti di stelle al bar Zodiack, Le Mezzelane.
I legami dell'anima, PubMe Gli scrittori della porta accanto.
Doppio carico, Viaggio Maori Edizioni.
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Sotto il burqa, di Deborah Ellis

Sotto il burqa, di Deborah Ellis

Sotto il burqa, di Deborah Ellis - Recensione

GiroGiroTondo Recensione di Stefania Bergo. Sotto il burqa, di Deborah Ellis, Rizzoli. Tratta dal film di animazione di Nora Twomey, a sua volta ispirato al romanzo della stessa autrice, una graphic novel sul coraggio di una bimba afghana a Kabul, per giovani lettori dagli otto anni in su.

Sono entrata in libreria e mi sono soffermata di fronte allo scaffale delle graphic novel. Le illustrazioni delle copertine mi hanno affascinata. Per non parlare delle pagine. Ho deciso di acquistarne una, anche se pensavo a un titolo per adulti. Poi mi è capitato tra le mani Sotto il Burqa, di Deborah Ellis. Sono rimasta affascinata dalla bimba con gli occhi verdi della copertina, dal titolo, dalla storia che si preannunciava emozionante. E soprattutto ho pensato che potesse essere un buon libro da leggere con la mia bimba di otto anni, cui ho già raccontato qualcosa della condizione della donna in certi angoli del mondo e che già ha letto Il viaggio di Amal, un'altra graphic novel che parla di immigrazione.


La graphic novel Sotto il Burqa di Deborah Ellis si rifà al romanzo omonimo della stessa autrice del 2014 ed è la trasposizione su carta del film di animazione del 2017 a esso ispirato, prodotto da Angelina Jolie e dai creatori di La canzone del mare (film che ho visto con la mia bimba e di cui vi racconterò la prossima volta), candidato agli Oscar e ai Golden Globe come miglior film d'animazione.



La graphic novel Sotto il Burqa di Deborah Ellis, così come il film, visibile su Netflix dal giugno scorso, narra la storia dell'undicenne Parvana nella Kabul caduta in mano ai Talebani.

Una Kabul in cui le donne non possono mostrare il volto, tanto meno uscire da sole senza un padre, un fratello o un marito. Parvana e suo padre, ex insegnante, si arrangiano a vendere i loro averi più preziosi: i libri e un vestito sgargiante rosso con decorazioni in oro. Perché ormai non è consentito avere un'istruzione. E le donne devono nascondersi sotto il burqa. Anche se hanno solo 11 anni.
Quando il padre viene fatto arrestare con una banalissima infamia, Parvana, sua sorella maggiore Soraya e sua madre si trovano sole, quindi senza la possibilità di uscire e procurarsi di che sopravvivere. Questa è la domanda che Emma si è fatta: ma se una donna non è sposata o non ha più il papà, come fa?
Fa che si traveste da maschio, si taglia i capelli e fa lavori anche pesanti, come quello alla fabbrica di mattoni, pur di portare a casa un pezzetto di naan o di andare a prendere l'acqua per il resto della famiglia. O di mettere un gruzzoletto da parte per comprare la libertà del proprio padre, come le suggerisce la sua amica Shauzia, anche lei travestita da maschio.

Sotto il burqa di Deborah Ellis si ispira alla storia vera di una ragazzina incontrata dall’autrice in un campo profughi in Pakistan.

Pone l'accento sui limiti imposti a una donna, fin da piccola, e il travestirsi da maschio è un espediente abbastanza usuale in Afghanistan per sopravvivere in una società in cui «la donna ha la stessa dignità di un animale da cortile».


Ma, di contro, pone l'accento anche sul coraggio, sulla determinazione di Parvana nel voler ritrovare suo padre e difendere il suo diritto ad avere dei sogni per il futuro, qui identificato con una luminosa cartolina di un mare turchese, e soprattutto un'istruzione. Sarà quella, infatti, insieme alla sua intraprendenza, a salvarla.
Alza le tue parole, non la voce. È la pioggia che fa crescere i fiori, non il tuono.
Gioca molto sui toni di colore, Sotto il burqa di Deborah Ellis, oscurando gli interni di una casa in cui le donne si devono nascondere, come fossero colpevoli di qualcosa. Alternandoli ad alcuni esterni luminosi e caldi, in arancione e oro, o sbiaditi, come la sabbia che si solleva dal deserto attorno Kabul.
Pochi i dialoghi, ma le illustrazioni sono emozionanti e rendono le atmosfere narrate anche ai più piccoli. Perché non è mai troppo presto per parlare di diritti violati. Soprattutto alle nostre figlie.

Sotto il burqa

di Deborah Ellis
Rizzoli
Graphic Novel | Narrativa per l'infanzia 8+
ISBN 978-8817099226
ebook 8,99€
cartaceo 15,30€

Sinossi
Tratta dal film di animazione di Nora Twomey e ispirata al romanzo di Deborah Ellis, una graphic novel intensa ed emozionante sulla ribelle Parvana. È afghana, ha undici anni e, come tutte le donne sotto il regime talebano, non è libera di girare da sola. Finché, dopo l'arresto del papà, decide di vestirsi da uomo e uscire di casa per provvedere alla sua famiglia. Un racconto duro, di una vita immaginata ma basata sulla reale condizione di molte donne. Un racconto di privazioni e di diritti negati. Ma anche un racconto di coraggio e di speranza, che invita a lottare sempre per la propria libertà, con determinazione ma mai con violenza, come ricorda, potente, la chiusura affidata al poeta mistico Rumi: "Alza le tue parole, non la voce. È la pioggia che fa crescere i fiori, non il tuono".



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, Gli scrittori della porta accanto Edizioni (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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Da Mondadori Comics, Elisabetta I a fumetti

Da Mondadori Comics, Elisabetta I a fumetti

Da Mondadori Comics, Elisabetta I a fumetti

Professione lettore Di Lara Zavatteri Da Mondadori Comics, nella collana Historica Biografie, il fumetto dedicato a Elisabetta I, una regina senza compromessi.

Elisabetta I è stata una sovrana cui l'Inghilterra deve molto. La sua è stata definita “l'età d'oro” per la prosperità e la pace che caratterizzarono il suo regno ma anche per come le arti poterono svilupparsi, basti pensare al teatro di William Shakespeare. 
Oggi la sua storia si trova a fumetti nella collana Historica Biografie di Mondadori Comics, che per il 2018 ha aggiunto nuovi titoli tra cui, appunto, Elisabetta I di Vincent Delmas, Andrea Meloni, Giulia Priori, Michel Duchein.
Historica Biografie è la linea editoriale dedicata ai grandi personaggi della storia; splendidi volumi a colori in un grande formato da collezione, realizzati da autori internazionali, che ripercorrono le biografie di grandi personaggi che hanno cambiato la storia.
Figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, Elisabetta restò orfana di madre a pochi anni, quando il padre mandò a morte Anna con accuse di stregoneria e adulterio. Crebbe per lungo tempo come figlia illegittima, perché il padre aveva designato come unico erede Edoardo, il figlio avuto dalla nuova moglie Jane Seymour, morta di parto.
Le cose però andarono diversamente. Il dispotico Enrico VIII, ricordato per la fine che fece fare a quasi tutte le sue mogli, fatte uccidere o comunque ridotte alla miseria, come la prima moglie Caterina d'Aragona, morì e sul trono salì Edoardo, che però perì giovanissimo. A questo punto la corona passò alla sorellastra di Elisabetta, Maria, cattolica come la madre Caterina, che non a caso fu soprannominata la sanguinaria per i roghi che fece erigere per eliminare i protestanti, coloro che avevano seguito la nuova religione del padre e che seguiva anche Elisabetta. Maria, sposata a Filippo di Spagna, non ebbe eredi e alla sua morte come unica erede di Enrico rimase proprio Elisabetta.

Sul trono da regina, senza re. 

Era usanza che la regina si sposasse e che da quel momento i poteri passassero ad un re, ma Elisabetta invece non si sposò mai. Accentrò su di lei tutto il potere, senza cedere nulla a nessuno, combatté e vinse il cognato Filippo che voleva conquistare l'Inghilterra con la sua Armada Spagnola, difese la fede protestante pur senza diventare una fanatica come la sorella, divenne mecenate delle arti come il teatro di Shakespeare.
Elisabetta fu una donna forte che rese forte anche l'Inghilterra, cui diceva di essere sposata, lei la regina vergine, come era stata ribattezzata, ma anche una donna sola, su cui gravarono decisioni vitali, come la necessità di decapitare la cugina, Maria Stuarda, regina di Scozia, pretendente al trono inglese. Maria venne giustiziata ed Elisabetta governò senza più il pericolo di un'insurrezione contro di lei, anche se quando morì il trono passò a Giacomo, figlio di Maria, che divenne re sia di Scozia sia d'Inghilterra.
Elisabetta fu, come detto, una donna forte ma anche, sicuramente, una donna capita da pochi. In un'epoca in cui era quasi un obbligo sposarsi e avere figli, lei con le sue decisioni deve aver dato scandalo. Lei che deteneva un potere immenso, lei che non si ritraeva, lei che avanzava con la sua corona di capelli rossi (come rossi erano quelli di Enrico VIII) fu capace nella sua epoca di essere una donna senza compromessi.

Elisabetta I

Elisabetta I

di Vincent Delmas, Andrea Meloni, Giulia Priori, Michel Duchein
Mondadori Comics
Fumetto storico
ISBN 978-8845251146978-8869264900
Cartaceo: 7,64

Elisabetta I è tutta da scoprire in questo libro a fumetti, per il 2018 sono disponibili anche i libri su Vercingetorige, il capo dei Galli, Saladino, Gengis Khan, mentre nel 2017 tra le pubblicazioni da segnalare anche quelle su Kennedy e Caterina de' Medici.


Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!, Amici per sempre, Cuor di Corteccia, Sopravvissuti, Agata, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.
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Fred il reporter, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio

Fred il reporter, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio

Fred il reporter, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio - Recensione

GiroGiroTondo Recensione di Liliana Sghettini. Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visichio, Milena Edizioni, 2018. Una graphic novel con approfondimenti sui temi degli sfratti, dell'emergenza abitativa e delle fake news, per bambini dagli otto anni in su.

Cari amici buongiorno, per il consueto appuntamento di recensioni di libri per bambini, oggi voglio parlarvi di un genere del tutto particolare, la graphic novel, della quale non possiamo datare con precisione la prima apparizione nel panorama letterario.
Certo è che, se prima il fumetto era considerato un prodotto "diseducativo", nel corso del tempo si è evoluto guadagnandosi una posizione di tutto rispetto.
Partendo dalla definizione del sociologo, studioso di cinema e fumetti Gino Frezza, possiamo dire che, per chi non lo sapesse, le graphic novel sono:
Storie appunto grafiche, che hanno il respiro del grande racconto, dell’affresco ambizioso, dell’opera narrativamente compiuta.
E infatti oggi troviamo libri di questo genere che affrontano le tematiche più disparate ed a volte di grande spessore in una veste grafica che ha sicuramente il pregio di essere fruita con maggiore "leggerezza" da adulti e bambini. Perché la graphic novel, che può avere lo spessore di un racconto o di un romanzo, è rivolta ad un pubblico ampio e sempre in continuo aumento.

Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio, parla delle avventure del cane Fred, reporter d'eccezione, che in compagnia del suo amato padrone va alla ricerca di nuovi fatti.
Lui è un giornalista in gamba, e grazie al suo fiuto infallibile e alla sua proverbiale pazienza riuscirà a smascherare nell'episodio I intitolato Uno sgombero particolare, quello che è a tutti gli effetti uno sfratto coatto ad opera di un lunatico contadino nei confronti di diverse specie di animali.
Il libro è divertente, allegro, e ricco di illustrazioni dal colore caldo oltre che arricchito al termine della storia, di dati utili a comprendere l'emergenza abitativa in Italia, l'informazione ai tempi di internet e lo strumento del reportage a fumetti.
Insomma, Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1 è una graphic novel con un testo completo di narrazione e dati di approfondimento sui temi affrontati.
Buona visione e lettura!

Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1

di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio
Milena Edizioni
ISBN 978-8885459175
Cartaceo 8,41€

Sinossi
Fred è un cane meticcio di sette anni appassionato per la carta stampata, infaticabile reporter. È alla ricerca costante di notizie e storie da rivelare e raccontare tutte d'un fiato. Sguardo aguzzo sulla realtà e fiuto infallibile sui temi sociali, Fred è sempre accompagnato dal suo amato padroncino Frenki. In questa prima cronaca seguiamo le loro orme alla scoperta di uno sgombero molto particolare... Contiene approfondimenti sui temi degli sfratti, dell'emergenza abitativa e delle fake news.

Liliana Sghettini - Gli scrittori della porta accanto

Liliana Sghettini
Dottore Commercialista. Appassionata lettrice, si avvicina alla scrittura con alcune pubblicazioni di racconti brevi e scritti epistolari.
Impegnata nella scuola come rappresentante dei genitori, si interessa di pedagogia, didattica e psicologia.
Scrive recensioni, racconti, poesie e favole in compagnia di sua figlia, fonte inesauribile di ispirazione oltre che compagna di lettura.
Emozioni in polvere, Echos Edizioni.
Uno strano destino a Miciopolis, Temperino Rosso Edizioni.
Una grande amicizia, Arpeggio Libero.
Sono curatrice ed autrice per Favolando i colori della diversità.
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Parole rubate, la graphic novel con Cucinotta, Bisio e Boni

Parole rubate, la graphic novel con Cucinotta, Bisio e Boni

Parole rubate, la graphic novel con Cucinotta, Bisio e Boni - Libri, Segnalazioni

Libri |  Alessio Boni, Maria Grazia Cucinotta e Claudio Bisio nella graphic novel Parole Rubate, di Pietro Favorito e Beniamino Delvecchio, Cuore Noir Edizioni. 

Alessio Boni, Maria Grazia Cucinotta e Claudio Bisio sono gli straordinari protagonisti di Parole Rubate, la graphic novel della Cuore Noir Edizioni, scritta e sceneggiata da Pietro Favorito e disegnata da Beniamino Delvecchio, disponibile anche in tutte le librerie e fumetterie d’Italia.

Parole rubate

di Beniamino Delvecchio e Pietro Favorito
Cuore Noir Edizioni
Graphic Novel
ISBN 978-8890970207
cartaceo 9,90€

A Latiano, in provincia di Brindisi, in seguito a una seduta spiritica, cinque ragazzi perdono la vita in circostanze misteriose. Dorian Ferri, psicologo e speaker radiofonico, si trova coinvolto in questo caso tanto complicato quanto delicato, a causa di una telefonata trasmessa in diretta durante il programma che conduce su RAI Radio 1. In un crescendo di tensione ed emozioni, saranno da incubo tutti gli avvenimenti che porteranno Dorian alla scoperta di atroci verità, alcune delle quali inerenti la vita di Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi, una delle più importanti figure della letteratura mondiale, che tra le altre cose potrebbe aver copiato uno scrittore salentino nato quasi duecento anni prima di lui e morto nell'anonimato.

Nel comunicato stampa della Cuore Noir Edizioni si legge:
Dalla trama fitta e ricca di colpi di scena, "Parole Rubate" ha tutte le premesse per non deludere gli appassionati di fumetti e non. Spaziando dal giallo all’horror, dalla fantascienza alla storia, sembra difficile che la graphic novel possa lasciare insoddisfatto qualcuno. Anche il lettore più esigente, infatti, non può non rimanere irretito e incuriosito dagli innumerevoli rimandi alla realtà presente e passata: primo fra tutti l’esistenza di un autore salentino del 1600 che, sebbene morto nell’anonimato e tuttora sconosciuto, è di sicuro la prima e più cristallina fonte del pessimismo cosmico leopardiano.
Questa chicca letteraria e il perfetto connubio tra finzione e realtà devono aver certamente stuzzicato Alessio Boni, Maria Grazia Cucinotta e Claudio Bisio, tre tra i più amati attori italiani, noti anche a livello internazionale, che come in un casting di tipo cinematografico, hanno acconsentito a dare le proprie sembianze ai personaggi principali di "Parole Rubate".
Autentica ciliegina sulla torta è infine la collaborazione con Rai Radio 1, dove sono ambientate diverse scene del fumetto.
Insomma, "Parole Rubate" è una graphic novel prestigiosa e imperdibile, ricca di misteri e colpi di scena, da tenere il fiato sospeso fino all’ultima parola... rubata oppure no!



Beniamino Delvecchio


Sono nato a Milano nel 1969, diplomato all’accademia di Belle arti di Brera nel 1992 con tesi sul fumetto.
Dal 1995 lavoro come disegnatore e illustratore a livello professionale. Ho pubblicato “Bad Moon” per “Xenia Edizioni”, “Zona X” per “Sergio Bonelli Editore”, “Lazarus Ledd” per “Star Comics” e per 6 anni ho collaborato all’inchiostrazione del prestigioso fumetto “Diabolik” (edito da “Astorina” ). Dal 2004 ho iniziato a pubblicare la mia miniserie western a colori (acquerello) “Tokae”. Dal 2004 disegno anche per l’editore Salvatore Taormina il fumetto western “Than Dai” in bianco e nero. All’inizio del 2008 ho collaborato anche all’inchiostrazione del fumetto medioevale comico “Anno Domini”. Ad aprile del 2008 ho disegnato un nuovo numero di "Sadik" su sceneggiatura di Nino Cannata. Nel 2009 ho disegnato per l’editore Mercury un nuovo episodio di "Kinowa" di 128 tavole pubblicato nell’Ottobre 2010. Nella primavera 2010 ho ripreso a collaborare con la "Star Comics" inchiostrando alcuni numeri della miniserie “Pinkerton”; nel 2011 , sempre per Star Comics, ho inchiostrato il numero 6 di “The Secret” e il numero 4 di “Nox”; inoltre ho disegnato interamente (matite e chine) il numero 4 di “Dr. Morgue”. Nel 2012 ho inchiostrato 22 tavole per "Nuvole nere" e attualmente sto disegnando (matite e chine) il numero 6 di "Nuvole nere". Nel 2012 ho editato il primo volume cartonato a colori della collana "AlterNata" con il titolo "DOGMA" per il quale ho realizzato chine, colori e copertina. Attualmente collaboro anche con il "Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi" per realizzare illustrazioni a colori che verranno pubblicate sul volume storiografico commemorativo della liberazione del Veneto dall'occupazione napoleonica. Nel 2014 ho disegnato 208 tavole per una graphic novel intitolata "Medhelan" che racconta la storia di Milano dalle origini celtiche ai giorni nostri.

Pietro Favorito


Pietro Favorito è nato a Foggia il nove gennaio del 1971.
È dj e speaker radiofonico, si occupa di spettacolo, musica e produzioni televisive. Ha suonato nelle migliori discoteche d’Italia e ha diretto il mensile “Gente della Notte”, per il quale ha creato una linea di abbigliamento e presentato l’omonimo programma tv.
Con il romanzo "Agonia" ha esordito nella narrativa: "un romanzo d'esordio crudo e incalzante, una storia che rischia di dividere i lettori. Una scrittura che non retrocede davanti a nulla, per mettere in scena il male che alberga in ciascuno di noi".
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