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Recensione: Da zero a 69, un romanzo umoristico di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, un romanzo umoristico di Andrea Pistoia

Recensione: Da zero a 69, di Andrea Pistoia

Libri Recensione di Elena Genero Santoro. Da zero a 69, l'ultimo romanzo umoristico di Andrea Pistoia (PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto). Uno spaccato di umanità vario, senza censura, su quelli che sono i vizi di un gruppo di trentenni.

Da zero a 69 è il racconto in prima persona di un giovane sulla trentina che ha una sola grande passione: il sesso. È un moderno Peter Pan di nome Odino, che preferisce le avventure alle storie serie e non vorrebbe mai prendersi delle responsabilità.
La storia inizia con Odino che viene lasciato sul più bello, nel senso proprio del termine, dalla fidanzata Tamara che, più che una fidanzata, è un’amica di letto. La reazione di Odino è inizialmente l’incredulità: come si può mollare un Adone come lui? È convinto che Tamara ci ripensi e non vuole proprio rassegnarsi all’idea che lei non ne voglio più sapere. Il suo ego non accetta un diniego. Il momento di contrizione dura la bellezza di un paio d’ore. Poi Odino esce con gli amici per una serata alla ricerca di donne… 
"Morto un Papa"…

Il romanzo di Andrea Pistoia è breve e scritto in toni assolutamente umoristici. Il ritmo è incalzante.

Odino ha un’introspezione che è nulla eppure l’autore lo rende simpatico. E più lui si descrive come un figo, uno a cui le donne corrono dietro, più il lettore si convince che si tratti di un poveretto.
La girandola di personaggi con cui si interfaccia sono prototipi di trentenni gravati da un ventaglio di sfighe: c’è quello fidanzato e monogamo, con una ragazza che non compare mai ma che condiziona la storia; c’è quello attratto dalle donne brutte e solo da loro (delle Mike Tyson al femminile) e c’è quello brutto lui, che ha bisogno di pagare le donne con cui esce.
Insomma, viene rappresentato uno spaccato di umanità vario, senza censura su quelli che sono i vizi e i peccatucci.
Ma sono solo questo Odino i suoi amici?
Tra le righe viene detto che sono professionisti, persone che lavorano, e non solo degli sfigati in cerca dell’evasione di una sera. La vita è altro, ma ogni tanto ciascuno di noi vuole sognare, vuole pensarsi diverso, più di successo, vuole togliersi delle soddisfazioni. Odino alla fine del racconto ci riesce: riesce a realizzare quelli che sono i suoi sogni (erotici). E solo di sogni si tratta, ma forse anche loro hanno bisogno di essere coltivati.

Da zero a 69

di Andrea Pistoia
PubMe - Collana Gli scrittori della Porta Accanto
Romanzo breve | Narrativa umoristica
ISBN 8833663248
cartaceo 9,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Esistono ancora ragazzi volgari e maschilisti o sono solo personaggi di film politicamente scorretti? Esistono. Anzi, proliferano, specialmente nei locali notturni durante i week end, quando uomini seri ed equilibrati si trasformano in dei Mister Hyde con un unico chiodo fisso in testa. Ne è dimostrazione lampante Odino che, dopo un incontro amoroso concluso nel peggiore dei modi, senza un appagante e glorioso happy ending, si libera dei pochi freni inibitori rimasti per seguire la propria megalomania. Gli danno man forte i suoi bislacchi amici: un estimatore delle “diversamente sexy”, un assiduo frequentatore di prostitute e un “cuore puro” tanto monogamo quanto sottomesso alla propria bella. Contro una società che li vorrebbe adulti e responsabili, loro non possono che reagire da eterni Peter Pan perennemente sovreccitati. Goliardiche nottate tra bar di periferia e discoteche, alcool a fiumi e sesso usa e getta sono il miraggio che indica loro la strada verso quella che ritengono essere la Felicità... mostrando una volta di più la loro natura di odiosi antieroi, cinici maschilisti, ridicoli playboy.

Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
Ovunque per te, PubMe – Collana Policromia.
Claire nella tempesta, Leucotea.
L'utima risata, PubMe – Collana Policromia
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Recensioni: Petrolio bollente (Katia Manfredi) + Sei mesi di prova (Federico Fantini)

Recensioni: Petrolio bollente (Katia Manfredi) + Sei mesi di prova (Federico Fantini)

Recensioni: Petrolio bollente, di katia Manfredi, e Sei mesi di prova, di Federico Fantini

Libri Recensioni di Elena Genero Santoro. Petrolio bollente di Katia Manfredi e Sei mesi di prova di Federico Fantini, due romanzi PubMe per esorcizzare le ansie legate al luogo di lavoro.

«Non pensarci, la vita vera è altro», mi disse, in assoluta buona fede, un'amica in un momento in cui il lavoro in azienda mi era particolarmente pesante.
L'intento era consolatorio, ma il lavoro in azienda, che ci piaccia o no, occupa almeno otto ore della nostra giornata e la vita, alla fin fine, è quella che trascorriamo lì.
Non stupisce quindi che qualche autore scelga di dedicare al luogo di lavoro il proprio romanzo di esordio.
La Collana degli Scrittori della Porta Accanto per PubMe ha appena pubblicato due romanzi incentrati sulla vita aziendale.

Petrolio bollente di Katia Manfredi: una donna in un ambiente maschile e maschilista.

Il primo è Petrolio bollente di Katia Manfredi, che porta avanti la faccenda dal punto di vista femminile. La protagonista, Gabriella, è ingegnere, specializzata in impianti industriali. Già dai primi capitoli deve lottare per farsi prendere sul serio, per poter accedere alle mansioni di cui è esperta. Gabriella, di origine siciliana, si è trasferita a Firenze per lavoro, ma il nuovo ruolo le imporrà di viaggiare e infatti presto si troverà a esaminare un impianto petrolifero africano che ha un mal funzionamento. Gabriella identificherà presto le cause del problema, ma è una donna... E le donne, soprattutto quelle con ruoli tecnici, non si possono prendere sul serio. Una donna sul luogo di lavoro, se va bene, è una bella bambolina a cui fare un po' la corte, se sta zitta e sorride condiscendente. Se invece parla ed esprime un'opinione è una rompiscatole acida e anche una Cassandra portasfortuna.
Ricordo un episodio di qualche anno fa in cui mi sono trovata a fare delle prove in uno stabilimento FCA del sud Italia. Ero una ragazza giovane e a un certo punto mi si è avvicinato un operaio e ha iniziato a farmi il filo. «Ah, ma viene da Torino? Mi dica, eh, se ha bisogno di qualcosa, mi dica...» A un certo punto, visto che non mi si levava di torno, gli ho detto: «Una cosa ci sarebbe: c'è mica un cacciavite?» Improvvisamente aveva da fare, è sparito e non l'ho più visto. Come ho richiesto un aiuto inerente il mio lavoro, ho perso il mio spasimante.
Questo mio aneddoto è simpatico, ma altre volte mi è accaduto esattamente come a Gabriella: segnalavo problemi reali di cui avevo competenza e venivo trattata come una fastidiosa guastafeste. D'altronde una donna non frequenta un'azienda per lavorare: è lì solo per hobby. Purtroppo qualcuno lo pensa davvero.

Petrolio bollente

di Katia Manfredi
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833666044
Ebook 2,99€
Cartaceo 12,00€

Sinossi

Gabriella, giovane e brillante ingegnere, lavora presso il dipartimento di ricerca di una multinazionale petrolifera. Caruso è il suo capo, un siciliano aggressivo e autoritario, molto potente. È lui che decide quando e dove Gabriella deve recarsi per risolvere le questioni tecniche più disparate.L’ambiente di lavoro è maschilista e spregiudicatamente rivolto al profitto; Gabriella è costretta a interagire in contesti operativi e decisionali che la mettono a dura prova. Come primo importante incarico, viene mandata a Pointe Noire, in Congo, per risolvere alcune criticità operative che rischiano di bloccare l’attività di un impianto.Forse per la giovane età o per il fatto di essere donna, nonostante individui e denunci seri malfunzionamenti viene sistematicamente ignorata, sia dalla dirigenza italiana sia dai tecnici africani. Fino a quando accade l’irreparabile: divampa un incendio e qualcuno rimane gravemente ferito.

Sei mesi di prova, di Federico Fantini: romanzo umoristico dal retrogusto fantozziano.

Di tenore diverso è Sei mesi di prova di Federico Fantini, autore e protagonista di un romanzo umoristico dal retrogusto fantozziano. D'altronde il suo cognome, dalla prime pagine viene subito storpiato in Facchini dai suoi superiori. Federico è un neolaureato che dopo una selezione durissima è riuscito a ottenere una borsa di sei mesi, per la bellezza di ottocento euro al mese, con prospettiva di assunzione a tempo indeterminato. Ed è questa assunzione, ventilata ma non assicurata, che condizionerà tutta la sua permanenza nell'azienda in cui è stato impiegato, tra equivoci, momenti imbarazzanti, maldicenze e confronti umani. Fidatevi, al povero Federico, che, come si definisce lui stesso, è un bamboccione, troppo legato alla famiglia, ne capiteranno d'ogni. Sei mesi di prova presenta un vasto spaccato di umanità, di vizi e di storture, un campionario che si snoda lungo la via della trama, fino al momento del giudizio finale. Anche qui però il ruolo della donna in azienda ha un suo momento di protagonismo. Paola Zara, la funzionaria nella cui grazie Federico deve entrare per essere assunto, gli viene presentata dai suoi colleghi maschi come «una bella cretina», «una mamma», una che prende un sacco di permessi per badare alle figlie. Sarà davvero così o Federico, alla fine della sua avventura, si sarà fatto un'idea diversa?

Sei mesi di prova

di Federico Fantini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833666150
Ebook 2,99€
Cartaceo 12,00€

Sinossi

Federico Fantini, classe 1990, è un personaggio che, non riuscendo a scovare un autore che parlasse di lui, ha deciso di diventare autore di se stesso e di scrivere un’autobiografia sul suo rocambolesco esordio nel mondo del lavoro. Non pago di essere nato e cresciuto nella città di R., ha pure trovato impiego a pochi chilometri da casa, per la gioia di sua madre, dalla quale ha un’intensa dipendenza psicologica. Ha una sorella maggiore, Emilia, e due nipoti scatenati. Gli piace chiacchierare con gli amici davanti a una birra e ha un rapporto controverso col caffè. Ha una passione sfrenata per i fumetti della Marvel e il sogno di un contratto a tempo indeterminato nella sua azienda, la “prima in Italia nel suo settore”.

Elena Genero Santoro

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Recensione: Creativi in amore, di Jacquie D'Alessandro

Recensione: Creativi in amore, di Jacquie D'Alessandro

Recensione: Creativi in amore, di Jacquie D'Alessandro

Libri Recensione di Loriana Lucciarini. Creativi in amore di Jacquie D'Alessandro (Harper Collins Italia). Una storia divertente sospesa tra ironia e romanticismo, che fa sorvolare su qualche refuso di troppo con buon ritmo e personaggi interessanti.

Divertente! La storia resta sospesa tra ironia e romanticismo, tra qualche scena hot (ma non troppo – e l’ho anche apprezzato), scritta in modo lieve e con buon ritmo, con personaggi interessanti, che sanno avvincere il lettore.
Il titolo aveva attirato la mia attenzione.
La copertina, colorata e accattivante mi aveva fatto ipotizzare una storia divertente, con qualche guizzo da buon chick-lit. Il marchio Elit aveva fatto il resto… Così l’ho acquistato in formato ebook per curiosità, l’ho letto e non mi ha delusa. A me Creativi in amore, infatti, è piaciuto parecchio.
Matt e Jill sono due personaggi a tutto tondo, pieni di sfaccettature e difetti ma capaci di suscitare in noi simpatia. Li scopriamo durante le scene del romanzo: entrambi diretti, senza orpelli, non usano tattiche. E non lo fa neanche Jacquie D'Alessandro che, schiettamente, ci fa sapere i sentimenti dell’uno e dell’altro, senza possibilità di fraintendimento.

Ma, direte voi, se non c’è il gioco di seduzione, il malinteso, il colpo di scena, come si tiene su il romanzo? È presto detto: grazie a uno stile accurato, dialoghi accattivanti.  

Oltre a scene divertenti – a tratti esilaranti – e una buona dose di ironia. Jill, soprattutto, ci spiazza con le sue battute sagaci e inaspettate, mentre Matt ci colpisce quando va diretto, dice ciò che pensa e ciò lo rende irresistibile.
Insomma, se state pensando di acquistarlo e leggerlo, ve lo consiglio, non ve ne pentirete.
Peccato per alcuni errori e refusi (certo non mi aspettavo di trovarne in una pubblicazione targata HC e, per giunta, in ebook che può essere facilmente aggiornata e corretta). Devo dire che anche alcune scelte di traduzione non mi sono piaciute: ho trovato termini ripetuti, parole che non avrei usato per essere più in linea con lo stile dell’autrice. Inoltre, c’è stato qualche inciampo durante le scene hot, più che altro per le classiche e ritrite banalità descrittive che ormai chiunque di noi può ripetere a memoria («egli aveva addominali scolpiti», «sfiorò i suoi capezzoli turgidi»), che mi hanno strappato più di un sorriso.
Comunque niente di preoccupante o grave.

Una storia divertente, godibile, non scontata e originale, con qualche ingenuità di troppo.

Intendiamoci: la storia è divertente, non scontata e anche originale rispetto a come si muovono i personaggi, ma forse è proprio perché avevo annusato aria d’originalità (che mi era molto piaciuta) ho trovato queste piccole pecche fastidiose.
In ogni caso si passa sopra a questi particolari, perché il romanzo è una lettura godibile e leggera, con i giusti presupposti per regalarvi qualche ora di lettura d’evasione, capace di lasciarvi un bel sorriso stampato in viso.
Consigliato a chi ama i romance, i chick-lit, le storie originali e frizzanti.
Se potessi dare un giudizio vi direi: 4 stelline!


Creativi in amore

di Jacquie D'Alessandro
Harper Collins Italia
Chick-lit
ASIN B075YRLD1K
Cartaceo 1,99€

Sinossi 

Jillian Taylor e Matt Davidson, creativi di una prestigiosa agenzia pubblicitaria, hanno più di una cosa in comune. Sono intossicati dal lavoro, vogliono fare carriera, detestano perdere e sono attratti l’uno dall’altro. E quando il loro capo li spedisce nello stesso albergo – nella stessa camera! – per un weekend di affari con un cliente importante, finiscono per condividere anche qualcos’altro: il letto e un paio di notti di fuoco. Seconda regola: mai dire mai. Tornati alla realtà di tutti i giorni, Matt e Jilly decidono di ignorarsi e di etichettare la loro storia come una parentesi di sensuale follia. Ma trovano due sorprese ad attenderli: hanno perso...



Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.
Racconti di stelle al bar Zodiack, Le Mezzelane.
I legami dell'anima, PubMe Gli scrittori della porta accanto.
Doppio carico, Viaggio Maori Edizioni.
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Recensione: Un fidanzato per mia sorella, di Nicole Milton

Recensione: Un fidanzato per mia sorella, di Nicole Milton

Recensione: Un fidanzato per mia sorella, di Nicole Milton

Libri Recensione di Loriana Lucciarini. Un fidanzato per mia sorella di Nicole Milton (PubMe). Un chick-lit frizzante ambientato a Trieste.

Ambientato a Trieste ne evoca la bellezza e la magia: c'è luce, colore, c'è il mare. Poi ci sono anche vento e bufera, buio e cose che vanno male; la Trieste dell'inverno, dove la bora s'accanisce e spazza via tutto, divenendo un po' metafora della vita, soprattutto per quella di Emma.
Le sue disavventure, aggiunte a quelle di Chicca e del bassotto Poirot, vi conquisteranno grazie a una storia intrigante con colpi di scena e bei momenti romantici.
Un fidanzato per mia sorella di Nicole Milton è accattivante, attira e conquista, si legge che è una bellezza e vi divertirà ed emozionerà toccando le corde giuste. La storia parte leggera arrivando poi ad approfondire la psicologia e il passato dei personaggi. Gli stessi personaggi diventano tridimensionali, acquisendo spessore durante lo svolgimento della narrazione, evolvendo in una crescita personale che li vedrà trasformati arrivando alle pagine conclusive.

Volutamente frizzante, Un fidanzato per mia sorella di Nicole Milton offre spunti di riflessione e tante sono le questioni affrontate. 

Il rapporto tra sorelle, una concreta e affidabile, l'altra creativa e inconcludente. Il peso delle responsabilità che spesso schiaccia, toglie spontaneità e anche un po' di gioia di vivere. L'amarezza per aspettative irrealizzate, per un rapporto a senso unico. Il tradimento, e alla conseguente paura di fidarsi, ancora. L'irresponsabilità, nascosta da grandi sogni e progetti, che spesso diventa zavorra per crescere e impedisce di guardare la realtà per ciò che è. La disillusione. L'amicizia. L'amore vero.
Un chick-lit che ho apprezzato. Ottima prova per Nicole Milton dalla penna delicata ed elegante. Frizzante intenso, delicato... insomma da leggere e a un prezzo piccolo piccolo in formato ebook.


Un fidanzato per mia sorella

di Nicole Milton
PubMe
Chick-lit
ASIN B07N1QVB8B
Ebook 1,99€

Sinossi: 
Un bassotto esagitato. Un inglese snob. Una sorella porta guai. E l’incredibile indecisione di Emma. Essere l’amante di qualcuno non è così onorevole e a lungo andare la situazione inizia a tormentare Emma che, dopo l’ennesima giustificazione a un mancato appuntamento con Seba, decide di troncare. A incasinarle la vita, Chicca, la sorella patita dei talent show che non tarda a finire in una incresciosa situazione. E l’arrivo di quel nuovo vicino molto “british”, Daniel, tanto affascinante quanto ombroso. Il loro primo approccio non è dei più rosei, ma Emma, in quel tipo impeccabile, vede l’occasione per sistemare una volta per tutte la sorella. Daniel sembra l’uomo giusto per lei, testa sulle spalle, lavoro fisso, una buona posizione insomma, ed è libero. Ma… C’è sempre un ma, soprattutto quando scopre di essersene innamorata lei stessa.

Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.
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Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Recensione: Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini

Libri Recensione di Letizia Bilella. Ponsacco - Los Angeles: sulle tracce di Bruce Springsteen di Valentina Gerini, Gli scrittori della porta accanto Edizioni. Quattro amici, con sogni e strade differenti ma due passioni in comune: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.

Ecco di cosa profuma la nostra amicizia: di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato.
Quattro amici, quattro sogni, quattro strade differenti e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.
Quattro amici che, da adolescenti e studenti di liceo, si ritrovano catapultati nel mondo degli adulti. Valeria, Marisa, Fabiana e Giulio. Tutti con un sogno da realizzare, tutti fanno il possibile perché questo sogno si avveri. In modo diverso, si affacciano al mondo dei grandi e provano a farcela con le proprie forze.
Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini, è una storia ricca di colpi di scena e di aneddoti divertenti, dove però non mancano le incomprensioni. Ma quando c'è l'amicizia, quella vera, non c'è incomprensione che tenga.
Una storia di buoni sentimenti, che nasce sui banchi di scuola. Ragazzi che sono cresciuti in un contesto che non è più in grado di fornire ideali, né di donare la speranza; protetti e viziati da famiglie iperaffettive, ma che non riescono a dotarli dei mezzi necessari per affrontare il mondo. Una generazione che sceglie alcool e droghe come palliativi per affrontare la difficoltà di crescere, stimolanti attività progettuali.
L'esame di maturità è stato superato ed ora, per tutti, si prospetta una scelta importante, forse quella che maggiormente segnerà il corso del loro futuro. Avranno solo un'altra estate di feste e di grandi bevute, una sola stagione per sentirsi spensierati, poi ognuno di loro dovrà cominciare a crescere.
In Ponsacco - Los Angeles, di Valentina Gerini, c'è la pigra e sognatrice, quella pratica e decisa, l'ostinata che vede solo all'estero una possibilità per se stessa e quello che vorrebbe (una carriera prestigiosa) ma non sa adoperarsi per ottenerla. Le loro diversità fanno da collante che li lega ad una solida amicizia, ma contribuiranno a gettare delle basi dissimili, dalle quali ognuno edificherà il proprio futuro.
Una lettura divertente che si presta a diverse considerazioni.

Ponsacco - Los Angeles: sulle tracce di Bruce Springsteen

di Valentina Gerini
Gli Scittori Della Porta Accanto
New Adult | Narrativa contemporanea
ASIN B0791N7HNV
ebook 2,99€
cartaceo 10,99€

Sinossi

Un paesino di provincia, quattro amici, quattro sogni e due grandi passioni comuni: Bruce Springsteen e le serate alcoliche.
"La nostra amicizia profuma di erba fresca, di campi in fiore, di primavera. Dentro è soffice come il pelo di un gatto, ma fuori ha una corazza croccante come la crosta del pane caldo appena sfornato” - Marisa
“L’ultima cosa che ricorderanno di questa scena è ciò che più mi rappresenta: la chitarra con su appiccicato un adesivo di Bruce Springsteen e il saluto di una che sta andando a costruire il proprio futuro a Los Angeles” - Valeria
“Tra di noi non ci sono mai stati tabù o segreti, o quasi. Loro sono la mia parte femminile, mi fanno vedere sempre l’altra faccia della medaglia e riescono a farmi entrare nella mente delle ragazze” - Giulio
“Ho smesso di bere ogni sera perché tanto al domani ci si penserà domani. No, adesso al domani ci penso oggi e bevo solo se domani non ho niente da fare. Questo, ne sono convinta, vuol dire crescere” - Fabiana.

Immagine di copertina by Elevate @elevatebeer

Letizia Bilella

Letizia Bilella
Diploma di maturità in Perito Commerciale e Programmatore, e laurea in Conservazione dei Beni Culturali (nello specifico in Beni Archivistici e Librari). Amo i libri sia come contenitore, sia per il contenuto. Amo scrivere, sia nel senso proprio di impugnare una penna, sia buttare idee su un foglio e dar loro forma. Dal 2010 collaboro con un settimanale della mia provincia (AG), e con varie testate giornalistiche della zona, occupandomi di cultura, spettacolo, e in alcuni casi anche di politica locale. Nel mio piccolo comune (Burgio) faccio la guida turistica, e collaboro attivamente con l’Amministrazione Comunale nell’organizzazione di eventi. Amo tutto quello che è arte, in ogni sua forma, ogni suo aspetto.
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La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus

La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus

La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus

Libri Recensione di Elena Genero Santoro La tata ci ripensa, di Emma McLaughlin e Nicola Kraus, Rizzoli, 2010. Uno spaccato agghiacciante della tipica famiglia ricca e disfunzionale newyorkese, l’esasperazione di quello che tutti noi potremmo diventare.

Quando ho letto e recensito l’ultimo libro di Jo Jo Moyes, Sono sempre io, ambientato nella New York degli stra-ricchi di un decennio fa, il mio pensiero è volato in automatico al romanzo Il diario di una tata delle autrici Emma McLaughlin e Nicola Kraus, il quale, seppure con toni diversi, si svolgeva nello stesso contesto.


Ed è stato a quel punto che ho scoperto che Il diario di una tata, dal quale, nel 2007, era stato anche tratto un film, ha avuto un sequel, seppure meno noto: La tata ci ripensaIl diario di una tata è ambientato alla fine degli anni Novanta. Il sequel dieci anni dopo. 
Nanny (un nome, un programma), che nel primo libro era poco più che ventenne e faceva la tata per una ricca famiglia newyorkese per mantenersi agli studi, adesso è una professionista affermata ed è sposata proprio con lo studente sexy di Harvard di cui si era innamorata nel capitolo precedente. E noi lettori tiriamo un sospiro di sollievo, perché il primo libro si concludeva con molti punti aperti e molte angosce sospese. Il lieto fine della love story non era poi così scontato. 
Ma andiamo con ordine.

Negli anni Novanta, Nanny si ritrova a fare la baby sitter al piccolo Grayer X, che all’epoca ha quattro anni ed è un bambino tanto ricco quanto solo. 

I genitori non si curano di lui, lo usano come status symbol e Nanny deve sopperire a ogni loro mancanza, anche affettiva. Quello che all’inizio doveva essere un lavoro part time diventa un impegno totalizzante che lei prende molto a cuore. 
La signora X, completamente anaffettiva, le chiede sempre di più, persino di non presentarsi alla discussione della sua tesi di laurea per accompagnarli tutti in vacanza, e alla fine, dopo aver messo zizzania tra Nanny e lo studente sexy di Harvard, la licenzia costringendola a lasciare da sola di notte l’isola in cui stavano trascorrendo le ferie. 
Il diario di una tata, che viene classificato come un chick-lit, è in realtà un libro per certi versi angosciante, con una sfilza di episodi surreali (e proprio per questo, probabilmente, veri), e una scrittura non poi così lineare che ci accompagna con un senso di instabilità fino all’ultima pagina. L’unico pensiero positivo che salva il lettore dall’angoscia è il sapere che Nanny ora si è laureata, che non farà la tata per sempre, che avrà una vita migliore, che non sarà più la schiava di nessuno. Insomma, Nanny avrà una vita sua e non sarà più costretta a liquidare al telefono le amanti del signor X nel tentativo di assicurare a Grayer una famiglia più stabile.
Ed è in effetti quello che accade. 

Quando la ritroviamo, nel libro successivo, tutte le sue belle speranze si sono realizzate. 

Lo studente sexy di Harvard, che adesso ha anche un nome e si chiama Ryan, è diventato suo marito. Insieme hanno girato il mondo per lavoro, ma ora Nanny vuole tornare a New York, dove hanno comprato una casa da ristrutturare. 
Ma proprio a New York Nanny si imbatterà nuovamente nella famiglia X, sempre più disfunzionale. Scoprirà che i signori X hanno avuto un altro figlio, Stilton, che ora ha sette anni (ed è nato con un utero in affitto, da un donatore e da una donatrice), ma anche che il signor X ha appena lasciato la moglie per una nota attrice, e la signora X, devastata per lo scandalo e per l’umiliazione, non esce nemmeno più dalla sua camera da letto. 
Contestualmente Nanny viene assunta in veste di consulente dalla scuola superiore frequentata da Grayer e da tutti gli altri ex bambini, ormai adolescenti, figli di quei genitori anaffettivi e folli che si servivano del suo lavoro dieci anni prima.
La prima grossa differenza rispetto al romanzo precedente è che in La tata ci ripensa Nanny è meno coinvolta a livello emotivo. Il suo sguardo è un po’ più distaccato. Ma ciò non toglie che, per il bene di Stilton e Grayer, sarà parecchio impegnata, e dovrà ancora occuparsi di loro, nonostante il marito assente per lavoro e la casa inagibile, perché entrambi i signori X, a un certo punto, diventeranno irreperibili.

Quel che ne esce è uno spaccato agghiacciante della famiglia-ricca-e-disfunzionale newyorkese. 

Genitori egocentrici fino all’esasperazione che mettono al mondo figli di cui non hanno nessuna intenzione di occuparsi. Figli adolescenti, frutto di tale educazione, che si danno al bullismo e alle droghe pur di attirare, senza riuscirci, l’attenzione dei genitori e che si preparano a essere gli adulti di domani. Famiglie più giovani e di neo formazione (le mogli sono le coetanee e amiche di Nanny) con mariti sempre alla ricerca di una scappatella e bisogno perenne di evadere. Inoltre, il rapporto conflittuale con gli insegnanti i quali diventano il capro espiatorio di tutte le nefandezze dei giovani bulli e che verranno sacrificati dalla scuola stessa, che non può permettersi di perdere i finanziamenti dei genitori degli allievi più (pre)potenti. Insomma, ogni comportamento (dall’intervento di chirurgia estetica alle promesse fatte ai figli) sarà dettato da un unico movente: il bisogno assoluto di salvare le apparenze.
Insomma, sembra che l’alta società newyorkese sia pervasa dalla schizofrenia e che non si salvi proprio niente. E in effetti, alla fine del romanzo non ci sarà redenzione per nessuno. La signora X dimostrerà ancora una volta di avere più a cuore il proprio benessere economico che l’affetto dei suoi figli. Il signor X rimarrà la figura squallida e inconsistente che avevamo già conosciuto nel primo libro. Le apparenze, però, saranno salve.
Nanny e Ryan spiccheranno come le uniche figure sane e costruttive.
Dunque il mondo qui rappresentato pare molto lontano dal nostro, ma forse, a ben guardare, è solo l’esasperazione di quello che tutti noi potremmo diventare, se avessimo qualche mezzo in più.

Postilla: quando ho scritto questa recensione, il libro mi sembrava per certi versi un'esagerazione. 

Descriveva alcune dinamiche in cui tutti noi possiamo ritrovarci, ma l'ambientazione newyorkese e la disponibilità economica dei protagonisti rendeva il racconto, seppure ispirato a qualcosa di vero, molto lontano da noi quaggiù.
Poi è uscito su internet il video dell'insegnante bullizzato dal suo studente del quale tanto si è parlato e tanto si è discusso, e allora ho pensato che forse la realtà newyorkese non è poi così lontana. Che l'insegnante che diventa il capro espiatorio delle frustrazioni che si accumulano in famiglia non è così irrealistico. Che i genitori molto impegnati hanno buon gioco a scaricare le responsabilità educative su altre figure, salvo poi contestarle. Che le nazioni in cui gli insegnanti non sono né valorizzati né rispettati non stanno preparando nel migliore dei modi gli adulti di domani. Ma soprattutto, che i libri sono belli e fantasiosi, ma la realtà supera sempre la fantasia.


La tata ci ripensa

di Emma McLaughlin e Nicola Kraus
Rizzoli
ISBN 978-8817040778

Sinossi
Molti anni sono passati dal giorno in cui Nanny, allora ingenua studentessa in cerca di un innocuo lavoretto part-time, aveva fatto il suo ingresso per la prima volta nel superattico di proprietà dei signori X, in qualità di babysitter. E non si può certo dire che Nanny serbi un buon ricordo dei mesi trascorsi a inseguire il piccolo Grayer e a tamponare i mille capricci e disastri di una famiglia tra le più ricche e nevrotiche dell'intera Manhattan. Ma oggi che Grayer, ormai sedicenne, è tornato a cercarla, Nanny non può sfuggire al richiamo del suo sguardo tenero e disperato: adesso più che mai Grayer ha bisogno di una Tata al suo fianco, di una presenza dolce e autorevole che lo ricopra d'amore e sappia fargli da guida. E Nanny si scopre disposta a tutto - a trascurare marito, carriera e perfino il progetto spaventosamente esaltante di un figlio tutto suo - pur di aiutarlo a navigare le acque per nulla tranquille di un'adolescenza, e di una famiglia, ormai completamente allo sbando. Perché, se il signor X se n'è andato con una attricetta pressoché minorenne; la signora X inghiotte psicofarmaci dalla mattina alla sera, e il fratellino di Grayer - nato da un utero in affitto non ha mai conosciuto nulla di simile a una vera mamma, la luce che guizza negli occhi cangianti di Grayer, del suo Grayer, induce Nanny a sperare che, almeno per lui, non tutto sia perduto...
Elena Genero Santoro

Elena Genero Santoro
Ama viaggiare e conoscere persone che vivono in altri Paesi. Lettrice feroce e onnivora, scrive da quando aveva quattordici anni.
Perché ne sono innamorata, Montag.
L’occasione di una vita, Lettere Animate.
Un errore di gioventù, 0111 Edizioni.
Gli Angeli del Bar di Fronte, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni (seconda edizione).
Il tesoro dentro, 0111 Edizioni.
Immagina di aver sognato, PubGold.
Diventa realtà, PubGold.
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Recensione: Superdonna, di Lind Hera

Recensione: Superdonna, di Lind Hera


"Superdonna" di Lind Hera, Salani Editore, 1997, una superdonna tutta da ridere!

Prima delle scalcagnate avventure di Bridget Jones, c'è stata lei, Franziska, una donna che diventa quasi senza accorgersene una superdonna.

Franziska
Siamo in Germania e la protagonista è una trentenne che sta attraversando un periodo dei più orribili. A livello sentimentale è sposata con un uomo che in pratica non vede per mesi interi, ha due figli piccoli da gestire da sola, una casa che le sta stretta e dulcis in fundo i capelli che fanno pietà. Insomma, è alla disperazione, per così dire. Non sa che fare di se stessa e della sua vita, ma ecco che come d'incanto tutto cambia. Il bello è che lei, Franziska, in pratica non si rende conto di quanto accaduto, perché tutto è giocato su uno sbaglio e lei a volte pare un po' lenta di comprendonio.

Lo sbaglio che le cambia la vita
Franziska vuole una nuova casa, ne adocchia una e decide di affidarsi ad un avvocato per tutte le pratiche. Tale avvocato è il figlio di una donnina che Franziska ha conosciuto dal parrucchiere, quando si è decisa a dare una parvenza di normalità alla massa che aveva in testa. L'avvocato passa subito a farle domande molto personali sul marito, sul matrimonio e via discorrendo, ma Franziska crede sia normale e che faccia parte dell'iter per comprare casa (vi ho detto che è un po' lenta di comprendonio). Invece, l'avvocato aveva capito che lei volesse iniziare le pratiche di separazione dal marito, mentre Franziska desiderava solo una casa.

E adesso?
Chiarito l'equivoco, Franziska fa un bilancio della sua situazione e decide di chiedere sul serio la separazione, mentre in contemporanea compra la casa. Mentre le due pratiche procedono e l'avvocato tutto fare (è anche idraulico, elettricista, e via dicendo, nella nuova casa) come da copione s'innamora di lei, Franziska compra uno di quei carretti che non si capisce bene come riescano a non cappottare mai e che si attaccano alle biciclette per scarrozzare in giro per la città i suoi bambini.

Il secondo equivoco
L'avvocato le domanda di mettere per iscritto la sua storia matrimoniale, ma Franziska si lascia prendere la mano e, sera dopo sera, scrive pagine su pagine. La mamma dell'avvocato legge il tutto, divertendosi un mondo - in pratica non è altro che il resoconto della vita sgangherata della ragazza fino ad allora, con un uomo assente anche quando era presente -, lo manda ad una casa editrice e paf! Il resoconto del divorzio diventa un libro, cambiando la vita a Franziska. Da autrice promuove i suoi libri in giro per il paese, conosce l'idolo dei bambini, Papai, con cui stringe una relazione, senza dimenticarsi dell'avvocato e di un altra presenza maschile, fa soldi a palate e crede di aver fregato per bene il marito.

Il marito
In parte è così, ma costui, che non si ricorda nemmeno i nomi dei suoi figli, ha letto il romanzo e, ignaro che l'autrice sia la moglie (Franziska si firma con uno pseudonimo) decide di farne un film, cercando di fregare la ormai ex moglie. Il viscido in parte ce la farà, ma le tante rivincite di Franziska, ormai una donna indipendente, affermata, con tante cose belle e anche nuove nella sua vita, soppiantano di molto i tiri mancini del verme.

Tutto da ridere
Si ride molto in questo libro, perché Franziska racconta o capita in situazioni assurde, a volte non comprende subito le cose ma nonostante tutto sa tirarsi fuori da una situazione stagnante ed essere finalmente la donna che ha sempre voluto.




Franziska, 34 anni, professione mamma annoiata e stanca. Segni particolari: due figli, un marito regista eternamente in viaggio per motivi di lavoro (e non solo). Quando lei chiede consiglio a un avvocato, figlio di una sua conoscente, in merito a una villa da acquistare, per un equivoco viene mandato un fax al marito per avviare delle pratiche di divorzio... Scoperto l'errore, Franziska decide comunque di lasciare le cose come stanno. In fondo, non le dispiace divorziare. Compra la nuova casa, vi si trasferisce coi bambini; lì riscopre l'irresistibile leggerezza di essere sola per scelta, ricomincia una vita nuova, più felice, più intensa. Su richiesta dell'avvocato, butta giù un pò di appunti per la pratica di divorzio e si diverte moltissimo a scrivere. Quei fogli finiscono sulla scrivania di una casa editrice. Nasce un bestseller dal titolo Felicemente non sposata... E' la storia della sua vita, ora che lei sta benissimo senza marito, con i suoi uomini, figli, avvocato, amiche, lavoro, non più "posseduta" da nessuno. Perché i veri legami, gli affetti autentici, non soffocano, non legano, non strozzano, ma scaldano il cuore, proteggono e, soprattutto, divertono.




di Lind Hera Salani Editore | Chick-lit
ISBN 9788877825469 | cartaceo 4,34€ Acquista



Lara Zavatteri
Classe 1980, vive e lavora nel paese di Mezzana in val di Sole (Trentino). Iscritta all'Ordine nell'elenco dei pubblicisti dal 2000, scrive articoli di cultura, ambiente e attualità locale. È anche blogger e autrice di libri.
Guardando le stelle, Un cane di nome Giuliano, Risparmia Subito!Amici per sempreCuor di Corteccia, Sopravvissuti, Youcanprint.
Reset, Photocity.it.
La strada di casa, Edizioni del Faro.

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Le recensione di Valentina Gerini: "Una crociera sui tacchi" di Valeria Angela Conti

Le recensione di Valentina Gerini: "Una crociera sui tacchi" di Valeria Angela Conti

Ho scelto questo libro perché la copertina mi ricordava un po’ i libri di Sophie Kinsella, autrice di libri che leggo spesso quando ho voglia di qualcosa di leggero, piacevole, scorrevole e che mi faccia sognare. E devo dire che la trama non ha deluso le mie aspettative.
La storia è carina, divertente, ben scritta, mai noiosa. 
La protagonista, Bianca, viene piantata in asso a pochi giorni dal matrimonio dal suo fidanzato. Lui la lascia con un sms per correre nelle braccia di quella che lei aveva creduto essere, almeno fino ad allora, la sua migliore amica. Lei decide però di non piangersi addosso e, non avendo la forza per affrontare la situazione continuando la sua vita quotidiana nella città in cui vive, Londra, si imbarca su una crociera che ha come rotta un giro intorno al globo e sarebbe dovuta essere il suo viaggio di nozze. Viaggio che nessuno si è preso la briga di disdire. 
Da quando Bianca mette piede sulla Queen Victoria inizia una avventura che la porta a visitare decine di paesi differenti, a conoscere persone nuove, tra cui un bell’italiano del quale inevitabilmente si innamora
Alla storia si aggiunge una buona dose di brio grazie a dei furti che vengono messi a segno sulla grande nave da abili ladri che tentano di far ricadere le colpe su di lei.
La storia regge molto bene fino alla fine, ci sono descrizioni di luoghi, sentimenti e persone, e una buona capacità di non rivelare mai le cose nell’immediato lasciando quella suspense necessaria ad andare avanti nella lettura. Ottima divisione in capitoli brevi, così da non annoiare mai. 
C’è solo un personaggio di cui, inizialmente, non sono riuscita a cogliere il senso, non viene svelato nemmeno alla fine. E forse è proprio questo, il senso. Mi sono detta: “forse l’intenzione della scrittrice è proprio quella di lasciare al lettore la possibilità di dare il proprio senso a quell’insolito personaggio, Miss Polly, all’interno della storia, sempre presente ma mai invadente, onnisciente ma misterioso”.
Decisamente consigliato a chi ama leggere chick-lit, romanzi sentimentali poco impegnativi che lasciano sognare.


UNA CROCIERA SUI TACCHI 
di Valeria Angela Conti
Book Salad 
ASIN: B00FAGK9VE
ebook 3,99€ | Acquista 
cartaceo 11,90€

E se il matrimonio da sogno che fantasticavi da una vita andasse improvvisamente a monte per colpa della tua (ex) migliore amica? E se ti ritrovassi tra le mani un biglietto già pagato per fare il giro del mondo in quella che avrebbe dovuto essere la tua luna di miele? Avresti mai il coraggio di partire da sola? 
Questo è quello che accade a Bianca, biologa marina all'acquario di Londra, ormai senza più un lavoro e prossima alle nozze. Lei decide di partire: donna impulsiva e determinata, col suo tacco 12 è pronta a sfidare il mondo intero anzi, il giro del mondo, che una delle navi da crociera più lussuose del mondo, la Queen Victoria, percorrerà in 109 lunghi giorni. Un'anziana coppia sempre in vena di litigare, un galante scrittore in cerca di ispirazione, un affascinante e scorbutico pianista, una bionda tutto pepe e una misteriosa vecchietta saranno alcuni dei suoi compagni di avventura. 
Riuscirà Bianca ad arrivare alla fine del viaggio, tra serate di gala, ladri di gioielli, persone che scompaiono misteriosamente ed i ricordi dolorosi di un passato che cerca di tornare prepotentemente a galla?




Valentina Gerini
Dopo la maturità scientifica e uno studio approfondito della lingua inglese inizia a lavorare all’estero. Le sue più grandi passioni sono i viaggi e la scrittura. Dei viaggi ne ha fatto la sua professione, diventando accompagnatrice turistica; della scrittura il suo hobby, occupandosi degli articoli di copertina per un mensile dedicato alle storie di paese.
Volevo un marito nero, 0111Edizioni.
La notte delle stelle cadenti, Lettere Animate.

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Le recensioni di Stefania Bergo: "Eva e l'assoluto" di Michela Belli

Le recensioni di Stefania Bergo: "Eva e l'assoluto" di Michela Belli

Eva Rubino è un mix perfetto tra Bridget Jones e Rebecca Bloomwood (quella di I love shopping, per capirci). Lavora in una casa editrice, dove viene considerata poco più di una segretaria, mentre in realtà si occupa di editing e di scovare, di conseguenza, nuovi talenti. Lavoro ambito e gratificante… se non sei una giovane donna che si è ribellata alla propria famiglia di pizzaioli napoletani per trasferirsi, alla ricerca della buona occasione per realizzare il proprio sogno: diventare una scrittrice.
Eva è la perfetta ragazza in grado di complicarsi la vita, già ricca di imprevisti, a dimostrazione del fatto che le verità celate o rivelate a metà, tornano a galla con uno strascico travolgente.
Tutto inizia una mattina come tante altre. Una riunione di lavoro in cui compare, come un incubo mai interrotto, l’ex fidanzato che in passato le ha preferito, almeno apparentemente, il lustro della sua ricca famiglia dai nobili natali. Sconvolta dall’apparizione, Eva si ritrova a letto col suo migliore amico Gabriele, complice l’alcool, galeotto il compleanno di nonno Piero. Da lì una serie di eventi, la porta in situazioni sempre più imbarazzanti.
Michela Belli, classe 1982, è l’autrice di “Eva e l’assoluto”, un chick-lit ironico e ben scritto, malgrado la mancanza dell’editing di una casa editrice. Si avverte l’influenza della letteratura di genere, dato che Eva ha i tratti classici della protagonista dei romanzi della Kinsella. È ingenuamente divertente, decisa a risolvere situazioni irrisolvibili, convinta di avere tutto sotto controllo mentre le situazioni le sfuggono continuamente dalle dita e si ingigantiscono.
Il narratore è Eva stessa che racconta gli eventi, intervallandoli con i suoi pensieri a voce alta, talmente incisivi che pare quasi di avvertire il tono della sua voce.
La storia è comunque originale, sebbene il susseguirsi della trama segua un flusso collaudato, con l’apoteosi della protagonista che si libera di tutto e tutti e rimane sola a vivere la sua vera vita e il suo sogno: essere una scrittrice.
Un libro che consiglio non solo agli amanti dei chick-lit, ma a chiunque voglia trascorrere qualche ora serenamente, facendosi qualche risata sotto l’ombrellone o su un aereo, in viaggio verso paesi lontani. Come ho fatto io.


EVA E L'ASSOLUTO 
di Michela Belli | Sito web 
Narcissus Selfpublished 
Chick-lit 
ISBN  9786050366037 
ebook 1,49€   | Acquista 

Eva, dolce e scorbutica, fragile e determinata, piena di casini e contraddizioni fino all'inverosimile. La sua sconclusionata vita ruota intorno ad una serie di certezze assolute: un grande amore impossibile, la sfida di una amicizia viscerale con un uomo, che prova come sia possibile essere amici nonostante il sesso, una sorella sempre più perfetta di lei, un padre totalmente insoddisfatto di sua figlia, un lavoro che sembra scelto per accrescere la sua depressione, una passione sfrenata ma non corrisposta per la letteratura, la grande ambizione o piuttosto il desiderio legittimo di realizzare se stessa e i suoi sogni. Insomma il mondo regolarmente incasinato di una ragazza di oggi.
Tranne scoprire che niente è come sembra: la vita non è fatta di bianchi o neri, né di situazioni o sentimenti immutabili. Al contrario, tutto è un continuo divenire e lei dovrà confrontarsi con delusioni e sorprese, con prove di forza e prese di coscienza delle proprie debolezze mentre procede nella ricerca della sua strada. L'unica, assoluta certezza è che non ci sono certezze! Non può sapere cosa le riservi il futuro, può solo andargli incontro con la consapevolezza di aver seguito il suo cuore.



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, 0111Edizioni.

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Recensione: Vacanze da Tiffany, di Francesca Baldacci

Recensione: Vacanze da Tiffany, di Francesca Baldacci

Recensione: Vacanze da Tiffany, di Francesca Baldacci

Libri Recensione di Silvia Pattarini. Vacanze da Tiffany (Sperling & Kupfer) di Francesca Baldacci. Un luogo dove qualunque cosa può succedere. Persino tornare a credere nell'amore.

Angy è una ragazza che fin dalle prime pagine ci rivela subito un caratterino piuttosto istintivo, e Francesca Baldacci è riuscita subito a renderla simpatica facendole vivere un episodio davvero spassoso: combina un bello scherzetto alla sua rivale in amore, la Marisa ruba-fidanzati-quasi-mariti!
In seguito, su consiglio della madre, decide che sia il caso di cambiare aria per qualche tempo, così in vista dell’estate, col suo “macinino” parte da Milano alla volta di S. Benedetto del Tronto e raggiunge l’Hotel Tiffany, di proprietà delle fantastiche zie, Camilla e Gisella.
L’Hotel Tiffany è arredato in stile anni ’60 e dedicato al film Colazione da Tiffany di cui le zie vanno pazze: qui si proiettano vecchi film anni ‘50/60, si fanno feste a tema, in cui Angy si veste da Holly, la protagonista del film, si balla a ritmo di juke-box, insomma, non ci si annoia mai! I riferimenti a Colazione da Tiffany ci sono spesso e sono molto evidenti.
La ragazza lì ha modo di dimenticare l’ex fidanzato, lavora con le zie e al contempo studia.

La vita riserva ad Angy delle sorprese, infatti conosce il burbero Renato dagli occhi verdi e un fisico pazzesco, ma ha un caratteraccio ed è subito scontro. 

Inoltre si prende una bella cotta per Giulio, un cliente schivo che resta sempre “nascosto” nella sua stanza, personaggio misterioso e di poche parole.
Ma che succede, qualcuno è geloso? Così tra feste, clienti, Gatto che fa le fusa, notti romantiche e paesaggi mozzafiato, scivola via l’estate, dimentica il suo ex e si innamora. Ma di chi? Di Giulio il misterioso cliente, additato da qualcuno“il folletto con gli occhiali”, o del burbero Renato con gli occhi rubati al mare in tempesta?
Se volete saperlo non perdetevi Vacanze da Tiffany di Francesca Baldacci. Consigliato a tutti, anche alle ragazze che magari sapranno cogliere nella protagonista parte di se stesse. A chi non è mai capitato nella vita di trovarsi nella sua situazione, con un ex fidanzato da dimenticare, ed altri due corteggiatori tra cui scegliere? A me sì, è capitato eccome!

Vacanze da Tiffany
di Francesca Baldacci
Sperling & Kupfer
Romance | Chick-lit
ISBN978-88-200-5574-5
Ebook 7,99€
Cartaceo 13,39€

Sinossi
Ci sono svariati modi di reagire a un fidanzato che ti lascia. Per Angy, che ha un caratterino pepato, quello migliore è mettere in atto una degna vendetta, tanto per togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
E quale modo migliore di farlo se non con una vacanza? Ma non una qualsiasi, Angy decide di trascorrere la stagione estiva all'hotel Tiffany, un graziosissimo albergo sulla Riviera delle Palme di proprietà delle infaticabili zie Camilla e Gisella. Qui potrà lasciarsi i dispiaceri alle spalle e allo stesso tempo rendersi utile, aiutando le due donne a gestire i numerosi clienti.
Per fortuna, tra frequentatori abituali e nuovi arrivi, sono tutte persone con cui è facile entrare in sintonia. Tutte tranne il cliente della suite numero otto, un giovane affascinante e sfuggente che passa le sue giornate in solitudine. Il giorno in cui per la prima volta scambiano qualche parola non è esattamente memorabile, eppure qualcosa in quello sconosciuto la attira e la incuriosisce. E mentre Angy si rimprovera per non aver imparato niente dalle recenti delusioni, la magia di Tiffany fa la sua parte. Perché in quel luogo qualunque cosa può succedere. Persino tornare a credere nell'amore. Anche se non sempre tutto è come sembra…

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Madre di tre figli, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.
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