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Recensione: Il Muro, di Francesco D'Adamo

Recensione: Il Muro, di Francesco D'Adamo

Recensione: Il Muro, di Francesco D'Adamo

Libri Recensione di Stefania Bergo. Il Muro di Francesco D'Adamo (DeA). Una crepa sul muro dei pregiudizi e della paura che separa sempre un noi da un loro, un libro da leggere coi bambini dai dieci anni in su.

Sto leggendo molti libri dedicati ai lettori più giovani, in questo periodo. Un po' perché ho poco tempo da dedicare alla lettura e non vorrei trascinarmi per settimane un libro, un po' perché sto investendo sul futuro di mia figlia, che di anni ne ha nove, e mi piacerebbe crearle una piccola biblioteca di storie che lascino il segno, che la facciano riflettere.
Ho appena finito di leggere Il Muro (DeA), di Francesco D'Adamo. Un titolo che mi ha attratta subito.
Il Muro.
I muri che si sollevano tra noi e gli altri, senza che nemmeno che ne accorgiamo.
Era comparso un mattino, uscendo all'improvviso dalle brume della notte, tanti anni prima. Aveva rotto le tenebre ed era là, immenso.
Francesco D'Adamo, Il Muro
Un muro nero, liscio, senza appigli o brecce. Come ce ne sono tanti.

C'è chi i muri li costruisce e chi li vuole attraversare.

Inizia così, il racconto di Francesco D'Adamo, con la piccola Teresa, di dodici anni, che vuole attraversare il muro e andare Di Là. Scritto maiuscolo, sì. Perché Di Là è il Paradiso, un luogo di cui si narra, dove tutti sono felici e sereni, in cui si lavora e si viene ripagati equamente, si hanno diritti e opportunità – il che non dovrebbe essere prerogativa del Paradiso, ma del Mondo intero, no? Anche se nessuno sa veramente come sia Di Là. Ciò che sanno è che non sarà difficile trovare qualcosa di più. Perché dove vive Teresa ora, c'è «un accidenti di niente», spesso mancano anche i diritti, la libertà. E i genitori, gli adulti, lo sanno bene che se vogliono dare un futuro ai loro figli li devono caricare sul Tren de la muerte e spedirli Di Là, oltre il Muro – o magari oltre il Mare...

Non è difficile capire a quale muro di riferisca Francesco D'Adamo, lo suggeriscono anche i nomi ispanici dei bambini protagonisti del romanzo.

Teresa, quella determinata e coraggiosa, che vuole andare oltre il Muro per ritrovare sua sorella Consuelo, partita l'anno prima e di cui non si hanno più notizie. Pato, un bambino di sei anni con un curioso berretto da giovane marmotta, spelacchiato e fuori luogo, nel deserto, che vuole andare Di Là a cercare Batman per portarlo al suo villaggio a combattere contro i cattivi, contro le ingiustizie, come faceva il suo papà, che però ora è sparito. Pedro Uno e Due, fratelli, spediti oltre il Muro dalla famiglia, in cerca di fortuna per loro stessi e per chi è rimasto all'Inferno. Màrquez, che porta il nome del grande scrittore, perché Cent'anni di solitudine è tutto ciò che gli ha lasciato in eredità suo padre, un minatore, prima di morire di lavoro. Coyote – un vero coyote – che racconta a Teresa – sì, lei parla con alcuni animali, li sente – di dover andare Di Là per raggiungere la sua compagna che ha attraversato il Muro in cerca di un posto sicuro dove mettere al mondo i loro cuccioli.
Gli ingredienti ci sono tutti, i riferimenti alle tante storie di migranti sono evidenti. Ma Francesco D'Adamo fa anche di più. Aggiunge alla sua storia magia e mistero – una nonna sciamana, ad esempio –, aggiunge la fantasia dei bambini, il loro bisogno di supereroi, in modo non solo da rendere Il Muro una lettura adatta ai giovani lettori, dai dieci anni in su, ma anche di presentarci le loro percezioni della realtà: la fiducia dei più piccoli, il disincanto dei più grandi.

Francesco D'Adamo narra questa storia con un linguaggio semplice ma estremamente efficace, ricco di immagini e sensazioni.

E lo fa con intelligenza e imparzialità. Perché non c'è solo la storia di Teresa, il suo punto di vista – che poi è quello di chi cerca di attraversare il muro per andare Di Là. C'è anche il punto di vista di Màrquez, che Di Là non ha mai voluto andare, pur abitando vicinissimo al Muro, perché la sua libertà se l'è creata da solo, perché ci si è accomodato dentro. E c'è anche il punto di vista di Signore, che il Muro lo deve controllare e difendere, seduto nella stanza dei bottoni, a fissare monitor e dare ordini a soldati e macchine. Perché gli hanno detto di presidiare il muro, è il suo lavoro.
Chi lavorava nella Sala di Controllo non era pagato per farsi domande o avere scrupoli. Doveva difendere la Sicurezza.
Francesco D'Adamo, Il Muro
Ci sono anche gli Sciacalli, nel racconto, quelli che guidano il Tren de la muerte e convincono le madri a dare loro tutti i risparmi, quelli di una vita, magari raccolti da famiglie intere, per garantire ai figli un futuro – «Dacci tuo figlio, lo metteremo sul Tren, lo porteremo Di Là, diventerà ricco». Ammaliatori, criminali, che guidano il treno nel deserto, un carico di vita di cui non si curano, perché a loro interessano solo i soldi. Poco importa se le condizioni dei bambini a bordo sono disumane, poco importa se sui tetti dei vagoni si muore di freddo di notte e ci si brucia la pelle di giorno, poco importa se non c'è cibo, né acqua. L'importante è portare forza lavoro a basso costo laddove certi compiti non vengono svolti, perché troppo faticosi o sporchi – «Dicono che puzziamo e facciamo troppa cacca ma hanno bisogno di noi, per tosarci e sfruttarci». Perché c'è anche questo, nel libro di Francesco D'Adamo: la denuncia di chi sulla disperazione della gente ci marcia, ancora una volta acutamente da più punti di vista.

Ma chi vive Di Là dal Muro – o dal Mare –, come vede i disperati che cercano di attraversarlo?

La verità – Teresa lo sapeva bene, non era sciocca – era che chi viveva Di Là – in Paradiso – non voleva straccioni stranieri tra i piedi. Per questo avevano alzato il Muro e lo difendevano a fucilate.
Francesco D'Adamo, Il Muro
Eppure, malgrado vogliano difendere con i Muri il loro Paradiso, quelli «mica sembrano felici», come osserva il piccolo Pato, intriso di sogni di giustizia nelle mani di un supereroe, accorgendosi solo alla fine che i veri supereroi non portano certo maschere ed eccentrici costumi.
Il mondo si divide sempre tra chi è di qua e chi è di là. E non sempre i muri sono veri e propri confini, non sempre sono monoliti che si estendono a perdita d'occhio – a volte sono distese d'acqua, porti chiusi. Quelli più invalicabili cono i muri che costruiamo con i nostri comportamenti, con il pregiudizio, con la paura di perdere ciò che abbiamo, compresi i sogni, alimentata da chi questa paura cerca di sfruttarla a proprio favore. Del resto il Muro è piatto, liscio, uguale su ogni lato, equo. Separa e basta. Chi può dire chi siano i veri prigionieri, se chi sta da un lato o dall'altro. L'unica certezza è che certi muri vanno abbattuti. Ma come?
Non voglio dire di più, non voglio svelarvi l'epilogo, perché Il Muro di Francesco D'Adamo ha una buona dose di suspense da non rovinare. Leggetelo con i vostri figli più piccoli o fatelo leggere a quelli adolescenti. Sarà una crepa su quel Muro.

Il Muro

di Francesco D'Adamo
DeA
Young Adult | Narrativa per l'infanzia 12+
ISBN 978-8851163082
cartaceo 11,81€
ebook 6,99€

Sinossi

Esiste un Muro, una barriera così alta che è impossibile vederne la cima. Un Muro che cresce, allungandosi di giorno in giorno. Un muro di pregiudizi, bugie e parole non dette. Non si sa bene che cosa ci sia dall'altra parte. In tanti hanno provato a oltrepassarlo, nessuno è mai tornato per raccontarlo. A Márquez, invece, non è mai interessato scoprire cosa c'è oltre il Muro: lui ha un cavallo, un fucile e tutta la libertà che può desiderare. Ma la mattina in cui conosce Teresa le cose cambiano. Perché Teresa ha due grandi occhi neri a cui è difficile resistere. E le idee chiare. Vuole andare Di Là e salvare sua sorella, che è partita mesi prima sul Tren de la muerte e non ha più fatto sapere nulla di sé. Insieme a Teresa c'è Pato. Pure lui non ha dubbi, anche se ha solo sei anni: è praticamente certo che dall'altra parte del Muro ci sia Batman, l'eroe di Gotham City, e vuole trovarlo per chiedergli di salvare il suo villaggio. Infine c'è Coyote, che si unisce al gruppo per trovare qualcosa per cui valga la pena di lottare: la sua compagna, i suoi cuccioli, la vita. Comincia così un viaggio che porterà Teresa, Márquez e i loro improbabili compagni a scoprire il valore dell'amicizia e della libertà. Dalla penna dell'autore di "Storia di Iqbal", un romanzo attuale, una metafora sul mondo di oggi e sulla paura dell'altro: perché quando la paura cresce può diventare una barriera invalicabile.



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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Recensione: Azzurra e il viaggio nell'oceano, di Carmelo Loddo

Recensione: Azzurra e il viaggio nell'oceano, di Carmelo Loddo

Recensione: Azzurra e il viaggio nell'oceano, di Carmelo Loddo

Girogirotondo Recensione di Loriana Lucciarini. Il paese di Raccontamiunpo'. Azzurra e il viaggio nell'oceano di Carmelo Loddo (Laruffa editore). Una favola per i più piccoli, ma anche per i loro genitori, per ritrovare la magia e la bellezza del mondo attorno a noi e i buoni sentimenti.

La stellina Azzurra viene mandata sulla terra, assieme ad altre temerarie compagne, per compiere la propria missione. Cioè arrivare, dopo innumerevoli peripezie e pericoli, al vulcano Tamberra in tempo per l’eruzione che le spedirà di nuovo in cielo, questa volta trasformate in astri lucenti. Solo una stella ha diritto a volare nuovamente in cielo, le altre che non compiranno la loro missione si ritroveranno a diventar parte dell’oceano.
Hai due possibilità di scelta. Puoi diventare una stella cometa, avere una vita più o meno breve ma avventurosa, poiché attraverseresti tutto l’universo, o puoi scegliere di diventare una stella con un suo posto fisso nel cielo, per sempre, ma dovrai superare la prova dell’Oceano.
Carmelo Loddo, Il paese di Raccontamiunpo'. Azzurra e il viaggio nell'oceano
Azzurra è una stellina umile ma coraggiosa, intelligente e generosa. È di temperamento curioso e umile; assenti in lei i sentimenti di rabbia, invidia e prepotenza. Riesce a stupirsi e a godere della bellezza che ha attorno a sé, guardando il mondo con occhi puliti e genuini.
Inizialmente osservò per con un po’ di paura, successivamente si fece largo in lei lo stupore e quando finalmente superò l’impatto ed entrarono completamente nell’atmosfera del pianeta, rimase affascinata dalla bellezza del pianeta Terra.
Carmelo Loddo, Il paese di Raccontamiunpo'. Azzurra e il viaggio nell'oceano
Grazie a queste qualità riuscirà a compiere la sua missione e a ritrovarsi nel firmamento, non senza una sorpresa speciale, però!

In Azzurra e il viaggio nell'oceano di Carmelo Loddo ci sono tutti gli ingredienti per affascinare: la simpatia della stellina, un gruppo di altre figure marine divertenti e curiose, prove di carattere piene di significato e incontri speciali, che aiuteranno Azzurra nel suo cammino.

Contrariamente alle altre, infatti, lei non ha voglia di rivalsa, è generosa ed è animata da sentimenti puri e sinceri. La frase più significativa che pronuncia, e che scatena l’ilarità delle sue boriose compagne d’avventura, è quella che dà il senso all’intera storia.
Le stelle non sono senza pietà, le stelle sono pazienti e sincere, noi illuminiamo l’universo e la nostra luce è Verità, Saggezza e Carità.
Carmelo Loddo, Il paese di Raccontamiunpo'. Azzurra e il viaggio nell'oceano
Azzurra è fedele a se stessa e a ciò in cui crede. Pratica la carità. Vive in verità, arrivando alla saggezza. Le sue scelte infatti la portano ad essere diversa dalle altre, migliore. Ecco come spiega, infatti, la scelta di non mangiare l’unico pasto a sua disposizione, un piccolo riccio che le ha chiesto clemenza, decidendo di sacrificare il suo appetito pur di non togliergli la vita.
– Veramente il riccio non l’ho nemmeno assaggiato. Mi rincresceva ucciderlo, aveva una famiglia. –
– Non lo hai mangiato! – esclamò meravigliata Tempesta – e cosa hai mangiato?
– Ho visto dei cavallucci marini che brucavano l’erba e ne ho mangiata anche io.
Carmelo Loddo, Il paese di Raccontamiunpo'. Azzurra e il viaggio nell'oceano

Lentamente, l’insegnamento e l’esempio di Azzurra, arriva a trasformare anche altre sue compagne, portando la più prepotente di tutte, Tempesta, a una scelta incredibilmente altruista. 

Perché, quando entrambe arrivano – uniche di tutto il drappello di avventurose stelle celesti – al vulcano, scoprono che devono compiere una dolorosa scelta.
La mezzanotte stava per scoccare e l’enorme Stella Guardiana fu implacabile: – Manca solo un minuto, quello necessario per un solo lancio, scegliete voi chi dei due deve partire, fatelo in fretta o entrambe resterete qui.
Carmelo Loddo, Il paese di Raccontamiunpo'. Azzurra e il viaggio nell'oceano
Ma non vi dico di più per non svelare il finale della fiaba!

Azzurra e il viaggio nell'oceano di Carmelo Loddo è una storia che piacerà a tutti per i significati e gli insegnamenti che offre e gli spunti di riflessione. 

Perché la storia di Azzurra diventa memoria nei ricordi del bambino (che apre la favola e che è in attento ascolto del racconto fatto dalla nonnina del paese di Raccontamiunpo’) che, guardando il cielo stellato ci confida: «pensai a quante meraviglie della natura siamo indifferenti».
Un libro che consiglio perché impreziosito da belle ed evocative illustrazioni di Michela Tropea, e perché è una favola, come scrive Mario Caligiuri nella prefazione al libro: «che ha un valore universale, come sempre più importante per gli adulti, che crescendo smarriscono l’incanto e la meraviglia, che per i bambini, che ne comprendono invece la serietà profonda».


Il paese di Raccontamiunpo' Azzurra e il viaggio nell'oceano di Carmelo Loddo

Il paese di Raccontamiunpo'
Azzurra e il viaggio nell'oceano

di Carmelo Loddo
Laruffa
Narrativa per l'infanzia 6+
ISBN 978-8872217030
cartaceo 12,75€

Sinossi
Una bella storia di cielo e di mare, di stelle e balene quella raccontata da Carmelo Loddo. E come ogni favola che si rispetti ha un valore universale, come sempre più importante per gli adulti, che crescendo smarriscono l'incanto e la meraviglia, che per i bambini, che ne comprendono invece la serietà profonda.
È una storia che racconta la realtà come se fosse inventata perché dietro ogni personaggio, Azzurra e Tempesta su tutti, il riccio o il pesce palla, si celano metafore dell'esistenza. E su tutti gli uomini, i peggiori di tutti, che hanno "la pessima abitudine di catturare le stelle da appendere alle pareti delle loro stanze come trofei".
È un racconto luminoso, questo "viaggio nell'oceano" le cui onde baluggiano di luce e dove gli approdi si chiamano "Secca dei frutti di mare", una specie di lunare "mare della tranquillità" all'incontrario. "Le stelle sono pazienti e sincere" a differenza degli uomini e indicano il cammino di Verità, Saggezza e Carità. Parole desuete, praticate solo dai predestinati alla Santità e quasi totalmente smarrite da tutti gli altri. Recuperare queste parole, e le parole sono sempre la conseguenza delle cose, significa ricostruire una realtà oggi frammentata ma che ha bisogno più che mai di fantasia e di levità, di bellezza e stupore. Che è in definitiva il messaggio bello e profondo che Azzurra e Tempesta, diventate nel firmamento Sirio e Procione, ci propongono. E, alla loro maniera, ci parlano dall'alto del cielo stellato.
(Dalla prefazione di Mario Caligiuri)


Loriana Lucciarini
Impiegata di professione, scrittrice per passione. Spazia tra poesia e narrativa. Molte pubblicazioni self e un romanzo Il Cielo d'Inghilterra con Arpeggio Libero. È l'ideatrice e curatrice delle due antologie solidali per Arpeggio Libero, la prima di favole per Emergency Di favole e di gioia nonché autrice con la fiaba Si può volare senza ali e la seconda di 4 Petali Rossi – frammenti di storie spezzate, racconti contro il femminicidio per BeFree. È fondatrice e admin di “Magla-l'isola del libro”.
Una felicità leggera leggera, Le Mezzelane.
Ritrovarsi, Le Mezzelane.
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Recensione: Fino a quando la mia stella brillerà, di Liliana Segre e Daniela Palumbo

Recensione: Fino a quando la mia stella brillerà, di Liliana Segre e Daniela Palumbo

Recensione: Fino a quando la mia stella brillerà, di Liliana Segre e Daniela Palumbo

Libri Recensione di Stefania Bergo. Fino a quando la mia stella brillerà, di Liliana Segre e Daniela Palumbo (Piemme). Un romanzo necessario, che parla ai giovani lettori non solo di Olocausto, ma anche e soprattutto di indifferenza e sensi di colpa. 

Fino a quando la mia stella brillerà è un romanzo scritto da Daniela Palumbo che ha raccolto la testimonianza di Liliana Segre, allora bambina ebrea deportata ad Auschwitz. Il romanzo è edito nella collana Il battello a vapore, destinato quindi ai lettori più giovani, dai 12 anni in su.
Pur raccontando il buco nero di umanità che ha sventrato la razza umana durante la seconda guerra mondiale, Fino a quando la mia stella brillerà è una lettura che racconta in punta di piedi l'orrore dell'Olocausto attraverso gli occhi e le emozioni di una bambina, Liliana Segre. Una bambina come tante, bambina in un passato nemmeno tanto lontano, bambina come si è bambini oggi — come lo è mia figlia. Con una vita spensierata di giochi, amici, studio, passioni, interessi, affetti. Una vita che troppo presto ha iniziato a perdere i contorni, frastagliati dalla grettezza di un nemico che non si è palesato subito. Ha iniziato il suo attacco in sordina, con le prime restrizioni, le prime leggi — razziali — assurde che limitavano la libertà di quegli esseri umani colpevoli di essere nati con un sentimento religioso differente.

Non si spiega perché, Liliana, quando a otto anni è costretta a lasciare la scuola della sua città, Milano — doveva frequentare la terza elementare.

Ma la cosa che più la ferisce è l'indifferenza delle sue compagne di classe, della sua maestra. Perché magari una bambina non capisce il senso delle leggi razziali, ma l'indifferenza la capisce benissimo. È qualcosa che piano piano penetra fino alle ossa, sgretola i sogni di una giovane mente, le sue aspettative, le illusioni che gli esseri umani siano come una grande famiglia in cui tutti ci si aiuta e tutti si protesta contro le ingiustizie subite anche da uno solo dei suoi membri. Ma l'umanità non è una grande famiglia, è solo un'accozzaglia di individui che vivono uno rasente l'altro e, al bisogno — il proprio — si voltano di spalle per non vedere.

Daniela Palumbo ha scelto con Liliana Segre di sviluppare la trama di Fino a quando la mia stella brillerà in un modo a mio avviso molto efficace, diretto, proprio pensando all'età dei giovani lettori.

Nella prima parte viene narrata, in prima persona, la vita di Liliana dalla sua nascita agli otto anni. La vita di una bambina benestante, circondata da amici e affetti. Una famiglia che crea il proprio futuro, il proprio benessere, mandando avanti una ditta tessile e una scuderia, chiamata Balilla. Una bimba che perde la mamma troppo presto, ma con un padre meraviglioso che fa attenzione a non farle mai sentire la mancanza pur alimentando il ricordo di una madre mai conosciuta ma viva, nelle sensazioni, nell'aria che si respira nella sua bella casa elegante. Una famiglia allargata, in cui vivono anche i nonni, paterni e materni, fonte inestimabile di conoscenze e saggezza. E in cui vivono anche Susanna e Caterina, a servizio dalla famiglia Segre cui si legano fedelmente con reciproca stima. Una vita normale, serena, fatta di scuola, vacanze al mare, giochi e storie raccontate in giorni di pioggia, arricchita dalle foto dell'album di famiglia. L'abilità di Daniela Palumbo sta proprio in questo, nell'accendere un riflettore su una vita comune, in cui tanti bambini potrebbero identificarsi, e nel mostrare come quel riflettore ad un certo punto — nella seconda parte di Fino a quando la mia stella brillerà — abbia iniziato a bruciare le immagini, cambiando tutto. Per porre l'accento su un dettaglio terribile ma da tenere bene a mente: potrebbe capitare anche a noi, nulla ci mette al sicuro dalla crudeltà, perché quello che è accaduto dopo non è la punizione per una colpa commessa, ma la decisione assurda di una mente malata.

Molti sono gli amici della famiglia Segre che cercano di fornire una via di fuga almeno a Liliana, offrendosi di nasconderla, pur sapendo di rischiare essi stessi. Perché i veri amici, leali, questo fanno.

E Liliana Segre li ricorda tutti, con un affetto profondo e nostalgico, annoverando ciascuno di essi tra i Giusti.
Ma nulla mette al riparo Liliana e la sua famiglia dalla furia nazista. E la bambina — nella terza parte del romanzo — finisce ad Auschwitz. Separata subito dal suo papà di cui non saprà più nulla. Ma proprio l'amore di e per suo padre sarà la sua salvezza, ciò che la terrà in vita per oltre un anno di detenzione. Anche se restare vivi all'inferno forse non è una vera salvezza, è solo un inspiegabile istinto di sopravvivenza.
Daniela Palumbo raccoglie i ricordi di Liliana Segre e li vomita su carta. Non sono fintamente edulcorati, ma sono racconti di un orrore vissuto da bambina e, si sa, i bambini sperimentano la realtà con un filtro, che poi si perde crescendo, che aiuta loro ad adattarsi alle situazioni, anche le più terribili, senza perdere la speranza e l'innato bisogno di leggerezza. Quindi sono racconti crudi, diretti come pugni allo stomaco, ma calibrati sulla sensibilità dei giovani lettori, cui comunque non si possono raccontare favole per sempre, perché la conoscenza di certi avvenimenti è necessaria per andare oltre e non permettere che si commettano ancora gli stessi errori.

La terza parte del romanzo si sofferma appena sull'esperienza di Liliana Segre ad Auschwitz, come se il racconto dell'orrore non fosse così importante. Perché quello che deve essere raccontato ai bambini è il dopo.

Un ritorno ad una normalità che non esiste più. Non esistono più le proprie cose, i propri affetti. Si ritorna ad una routine di gente che vuole andare oltre e fa di tutto per scordare l'orrore della guerra. Addirittura negarne lo spettro più spaventoso, l'Olocausto. Perché è difficile credere che l'uomo possa arrivare a tanto. O forse, più semplicemente, perché sapere che mentre qualcuno continuava a vivere una vita apparentemente normale poco più in là si consumava l'aberrante degrado della nostra umanità, rendeva tutti complici, gettava su tutti una coltre di senso di colpa. E non è facile guardare negli occhi i sopravvissuti e sentire che nessuna scusa sarà mai abbastanza.
I sopravvissuti stessi, per anni, non hanno parlato. Quasi tutti. Un evento di tale portata va sedimentato per decenni — forse non sedimenta mai —, metabolizzato e poi raccontato, rivivendolo. Si arriva al punto che il lacerante dolore del ricordo non supera più l'urgenza di far sapere al mondo l'ingiustizia subita, proprio per evitare che accada ancora. E quel punto a volte scaturisce da un incontro, da un amore, da un'amicizia che condivide lo stesso fardello. Come è successo a Liliana.
Fino a quando la mia stella brillerà, di Liliana Segre e Daniela Palumbo, è uno dei tanti libri sull'Olocausto, un romanzo da leggere insieme ai nostri figli più piccoli o da far leggere in solitudine a quelli più grandi, pronti ad accogliere le loro domande e il loro turbamento. Perché l'educazione degli adulti di domani passa anche attraverso la forgiatura della loro coscienza.


Fino a quando la mia stella brillerà

di Liliana Segre e Daniela Palumbo
Piemme, Il Battello a vapore
Narrativa per l'infanzia 12+
cartaceo 8,41€
ebook 5,99€

Sinossi
Una testimonianza rivolta ai ragazzi, unica e commovente, su uno dei passi più cupi della storia dell'Uomo. La testimonianza di Liliana Segre, raccolta da Daniela Palumbo, inizia con la sua infanzia felice a Milano con il papà Alberto. Le leggi razziali però cambiano per sempre la loro vita; fino alla fuga (fallita) in Svizzera. Liliana e il padre vengono arrestati e deportati ad Auschwitz. Liliana ha 13 anni. Sopravviverà, ma il papà non tornerà. Ed è proprio a lui che Liliana dedica questo libro, che prosegue con il racconto del campo, della salvezza e del ritorno a casa. Ritorno difficile, segnato dalla sofferenza del vissuto personale ma anche dall'indifferenza dell'Italia del primo dopoguerra. Una sofferenza che verrà mitigata solo dall'affetto di una nuova famiglia e dal ruolo di testimone che Liliana assumerà negli anni successivi, soprattutto nei confronti dei giovani, simbolo di un futuro di speranza.


Stefania Bergo
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Recensione: È da una fiaba che tutti arriviamo, di Emma Fenu

Recensione: È da una fiaba che tutti arriviamo, di Emma Fenu

Recensione: È da una fiaba che tutti arriviamo, di Emma Fenu

GiroGiroTondo Recensione di Liliana Sghettini. È da una fiaba che tutti arriviamo di Emma Fenu, Milena Edizioni. Un libro di filastrocche per bambini, i più piccini, che prima o dopo chiederanno ai loro genitori da dove mai sono arrivati.

Questo è il segreto della vita, di cui ognuno di noi è depositario, è un segreto che punge e spinge e si trasformerà in una bella domanda.
Può accadere che, se una mamma aspetta un fratellino, un bimbo incuriosito chieda se anche lui è stato lì dentro, nel pancione che cresce.
Cosa ha la mamma dentro la pancia tonda?
C’è forse una fata piccola e vagabonda?
Oppure può accadere che i bambini inteneriti da una chioccia che cova le sue uova chiedano di avvinghiarsi alla loro mamma per non staccarsi mai più.
La gallina Cesarona
il suo uovo mai abbandona
lo tiene sempre al calduccio
finché un giorno vede un beccuccio...
Ma può succedere anche che i bambini abbiano la pelle di un colore diverso dai loro genitori e vorranno sapere da dove sono arrivati.
Ninna nanna ninna nanna
a chi è alto una spanna,
a chi è nato in un paese lontano
ma ora la mamma lo tiene per mano...
Insomma, come dice questo tenerissimo libro di Emma Fenu, siamo nati tutti da una fiaba e non importa quale essa sia. Non importa se siamo arrivati da un semino che cresce, o da una cicogna viaggiatrice o da un enorme cavolo. Ciò che importa è che una mamma e un papà per avere il loro bambino faranno ricorso ad un linguaggio d'amore che misteriosamente lo farà arrivare.
È da una fiaba che tutti arriviamo di Emma Fenu non contiene solo bellissime filastrocche ma anche immagini, curate da Serena Mandrici, che con tinte pastello, accoglienti e profumate ricorderà ad ogni mamma quella fragranza misteriosa che avvolgerà la sua vita quando arriverà il suo bambino.
Buona lettura.

È da una fiaba che tutti arriviamo

di Emma Fenu
illustrazioni di Serena Mandrici
Milena Edizioni
Narrativa per l'infanzia 3+
ISBN 978-8885459168
cartaceo 14,90€

Sinossi
È da una fiaba che tutti arriviamo è una raccolta illustrata di filastrocche, dedicate ai bambini dai due ai cinque anni. tratta del concepimento naturale, della fecondazione assistita, omologa e eterologa, e dell’adozione. Scrive, nella prefazione, Valeria Bianchi Mian, psicologa, psicoterapeuta e psicodrammatista junghiana: “Se all’inizio ero un semino e un ovetto, prima ancora dov’ero?” “Stavi in una fiaba!”, posso dire adesso, offrendo al mio piccolo questo libro. “In fabula”, nel racconto del desiderio, stanno i figli e le figlie che si formano e crescono nella meraviglia della narrazione fantastica genitoriale. Rispondere alla domanda sull’origine posta dai nostri bambini di tre, quattro, cinque anni richiede una buona dose di creatività per dire la verità attraverso la metafora, con la poesia, con immagini non edulcorate o fasulle, ma comprensibili per la mente dei piccoli che è essa stessa un luogo magico.



Liliana Sghettini

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Sotto il burqa, di Deborah Ellis

Sotto il burqa, di Deborah Ellis

Sotto il burqa, di Deborah Ellis - Recensione

GiroGiroTondo Recensione di Stefania Bergo. Sotto il burqa, di Deborah Ellis, Rizzoli. Tratta dal film di animazione di Nora Twomey, a sua volta ispirato al romanzo della stessa autrice, una graphic novel sul coraggio di una bimba afghana a Kabul, per giovani lettori dagli otto anni in su.

Sono entrata in libreria e mi sono soffermata di fronte allo scaffale delle graphic novel. Le illustrazioni delle copertine mi hanno affascinata. Per non parlare delle pagine. Ho deciso di acquistarne una, anche se pensavo a un titolo per adulti. Poi mi è capitato tra le mani Sotto il Burqa, di Deborah Ellis. Sono rimasta affascinata dalla bimba con gli occhi verdi della copertina, dal titolo, dalla storia che si preannunciava emozionante. E soprattutto ho pensato che potesse essere un buon libro da leggere con la mia bimba di otto anni, cui ho già raccontato qualcosa della condizione della donna in certi angoli del mondo e che già ha letto Il viaggio di Amal, un'altra graphic novel che parla di immigrazione.


La graphic novel Sotto il Burqa di Deborah Ellis si rifà al romanzo omonimo della stessa autrice del 2014 ed è la trasposizione su carta del film di animazione del 2017 a esso ispirato, prodotto da Angelina Jolie e dai creatori di La canzone del mare (film che ho visto con la mia bimba e di cui vi racconterò la prossima volta), candidato agli Oscar e ai Golden Globe come miglior film d'animazione.



La graphic novel Sotto il Burqa di Deborah Ellis, così come il film, visibile su Netflix dal giugno scorso, narra la storia dell'undicenne Parvana nella Kabul caduta in mano ai Talebani.

Una Kabul in cui le donne non possono mostrare il volto, tanto meno uscire da sole senza un padre, un fratello o un marito. Parvana e suo padre, ex insegnante, si arrangiano a vendere i loro averi più preziosi: i libri e un vestito sgargiante rosso con decorazioni in oro. Perché ormai non è consentito avere un'istruzione. E le donne devono nascondersi sotto il burqa. Anche se hanno solo 11 anni.
Quando il padre viene fatto arrestare con una banalissima infamia, Parvana, sua sorella maggiore Soraya e sua madre si trovano sole, quindi senza la possibilità di uscire e procurarsi di che sopravvivere. Questa è la domanda che Emma si è fatta: ma se una donna non è sposata o non ha più il papà, come fa?
Fa che si traveste da maschio, si taglia i capelli e fa lavori anche pesanti, come quello alla fabbrica di mattoni, pur di portare a casa un pezzetto di naan o di andare a prendere l'acqua per il resto della famiglia. O di mettere un gruzzoletto da parte per comprare la libertà del proprio padre, come le suggerisce la sua amica Shauzia, anche lei travestita da maschio.

Sotto il burqa di Deborah Ellis si ispira alla storia vera di una ragazzina incontrata dall’autrice in un campo profughi in Pakistan.

Pone l'accento sui limiti imposti a una donna, fin da piccola, e il travestirsi da maschio è un espediente abbastanza usuale in Afghanistan per sopravvivere in una società in cui «la donna ha la stessa dignità di un animale da cortile».


Ma, di contro, pone l'accento anche sul coraggio, sulla determinazione di Parvana nel voler ritrovare suo padre e difendere il suo diritto ad avere dei sogni per il futuro, qui identificato con una luminosa cartolina di un mare turchese, e soprattutto un'istruzione. Sarà quella, infatti, insieme alla sua intraprendenza, a salvarla.
Alza le tue parole, non la voce. È la pioggia che fa crescere i fiori, non il tuono.
Gioca molto sui toni di colore, Sotto il burqa di Deborah Ellis, oscurando gli interni di una casa in cui le donne si devono nascondere, come fossero colpevoli di qualcosa. Alternandoli ad alcuni esterni luminosi e caldi, in arancione e oro, o sbiaditi, come la sabbia che si solleva dal deserto attorno Kabul.
Pochi i dialoghi, ma le illustrazioni sono emozionanti e rendono le atmosfere narrate anche ai più piccoli. Perché non è mai troppo presto per parlare di diritti violati. Soprattutto alle nostre figlie.

Sotto il burqa

di Deborah Ellis
Rizzoli
Graphic Novel | Narrativa per l'infanzia 8+
ISBN 978-8817099226
ebook 8,99€
cartaceo 15,30€

Sinossi
Tratta dal film di animazione di Nora Twomey e ispirata al romanzo di Deborah Ellis, una graphic novel intensa ed emozionante sulla ribelle Parvana. È afghana, ha undici anni e, come tutte le donne sotto il regime talebano, non è libera di girare da sola. Finché, dopo l'arresto del papà, decide di vestirsi da uomo e uscire di casa per provvedere alla sua famiglia. Un racconto duro, di una vita immaginata ma basata sulla reale condizione di molte donne. Un racconto di privazioni e di diritti negati. Ma anche un racconto di coraggio e di speranza, che invita a lottare sempre per la propria libertà, con determinazione ma mai con violenza, come ricorda, potente, la chiusura affidata al poeta mistico Rumi: "Alza le tue parole, non la voce. È la pioggia che fa crescere i fiori, non il tuono".



Stefania Bergo
Non ho mai avuto i piedi per terra e non sono mai stata cauta. Sono istintiva, impulsiva, passionale, testarda, sensibile. Scrivo libri, insegno, progetto ospedali e creo siti web. Mia figlia è tutto il mio mondo. Adoro viaggiare, ne ho bisogno. Potrei definirmi una zingara felice. Il mio secondo amore è l'Africa, quella che ho avuto la fortuna di conoscere e di cui racconto nel mio libro.
Con la mia valigia gialla, Gli scrittori della porta accanto Edizioni (seconda edizione).
Mwende. Ricordi di due anni in Africa, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
La stanza numero cinque, Gli scrittori della porta accanto Edizioni.
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La custode di Leonardo, di Carlo A. Martigli

La custode di Leonardo, di Carlo A. Martigli

La custode di Leonardo, di Carlo A. Martigli - Recensione, infanzia

GiroGiroTondo Recensione di Tiziana Viganò. La custode di Leonardo, di Carlo A. Martigli, Mondadori. Un'avventura tinta di giallo nell'Italia di fine Quattrocento, per giovani lettori dai dieci anni in su.

Un libro interessante e di piacevole lettura, edito da Mondadori, scritto per ragazzi e giovani, ma perché non leggerlo anche da grandi?
I due viaggi di andata e di ritorno da Roma a Istambul, via terra e via mare, permettono a Carlo A. Martigli di descrivere ambienti storici e fatti con la sua abituale fluidità e chiarezza di scrittura.
La custode di Leonardo corre tra le avventure dei protagonisti e la Storia della fine del Quattrocento: una miscela sapiente di fantasia e realtà passa molte informazioni al lettore perché lo immerge in un ambiente ricco di dettagli, costumi e abitudini che vanno dalla Roma sotto il ferreo dominio dei Borgia agli splendori dell’Oriente turco.
Intrighi, crimini e sospetti mettono un colore “giallo” alle avventure di Sofia e questo non può che affascinare i lettori, dai più piccoli ai più grandi.
Cosa c’è di più “giallo” della Storia, passata e presente? Carlo A. Martigli, storico e scrittore di consumata esperienza, ama indagare sulle trame oscure della Storia e ne fa argomento nei suoi libri più famosi, best & long seller tradotti in ventitré lingue e pubblicati nei quattro continenti: 999 L’Ultimo Custode, L’Eretico, La Congiura dei Potenti e La Scelta di Sigmund.

La custode di Leonardo di Carlo A. Martigli e la bella storia, piena di avventure, della quindicenne Sofia dei conti Guidi.

Una ragazza speciale, coraggiosa, leale, intraprendente, con i tratti di una moderna eroina, che ricorda un po’ il personaggio di Lady Oscar (la famosa serie di animazione degli anni Ottanta che ha incollato alla tv un’intera generazione).


La protagonista si muove nell’ambiente del Vaticano di Papa Alessandro VI Borgia dove si commettono più crimini che in tutta Roma e nella Istambul del sultano Bayezid II il Giusto.
Sofia è una bambina che invece di giocare con le bambole di pezza, suonare il liuto e cucire si addestra con spade e bastoni, perché i genitori desideravano un maschio: così, diventata una spadaccina di grande valore, viene condotta dai genitori alla corte del papa.


Cesare Borgia, “il Principe”, figlio del papa, aveva presentato Leonardo da Vinci al padre perché interessato a realizzare le favolose macchine da guerra che il geniale inventore aveva progettato: cannoni giganteschi, archibugi a ripetizione, macchine per demolire le mura, sfere di metallo esplosive (bombe!) e anche un carro semovente con uomini al suo interno ricoperto di piastre di acciaio e con bocche di fuoco intorno…
La figura di Leonardo, lo scienziato distratto e un po’ ingenuo, a volte allegro a volte melanconico desta subito simpatia, è sempre con la testa fra le nuvole, ma solo in apparenza, immerso nei suoi pensieri che uniscono tecnica e fantasia dando vita a spettacolari invenzioni: purtroppo, solo dopo aver accettato denari da Cesare Borgia, si rende conto di non volere che le sue macchine da guerra siano usate per sterminare esseri umani e si sente in pericolo perché non vuole più consegnare i progetti ai Borgia. Così, incontrata Sofia, decide che è la persona giusta per difenderlo dai nemici: ne ha uno giusto vicino a lui, un ragazzo, un pittore mezzo delinquente per cui ha un debole e che salva dai guai in cui riesce a cacciarsi, Giangiacomo Caprotti detto il Salai.


Leonardo, scortato da Sofia, si mette in viaggio verso Istambul dove deve progettare un ponte sul Bosforo per il sultano.

Da Ravenna alla Dalmazia, dalla Valacchia di Vlad Drakul all’Ungheria il viaggio è pieno di insidie e di nemici nascosti che i due superano brillantemente.
In mezzo alle avventure, Sofia incontra un ragazzo dalla “forza gentile” Alexis, figlio di Drakul, che porta nuovissime emozioni nella sua vita perché “non c’è forza senza l’amore”.
I giovani lettori si appassioneranno anche alle avventure de L’Apprendista di Michelangelo (2017, Oscar Bestseller): se non l’hanno ancora letto correranno ad acquistarlo!

La custode di Leonardo

di Carlo A. Martigli
Mondadori
ISBN 978-8804686767
Cartaceo 14,45€
Ebook 8,99€
Età di lettura 10 +

Sinossi
La vita della quindicenne Sofia cambia per sempre il giorno in cui, giunta in Vaticano per mostrare al papa le sue abilità di spadaccina, riceve un'offerta incredibile dal grande inventore e artista Leonardo da Vinci: ufficialmente nuova modella del maestro, diventa in realtà la sua guardia del corpo. Il coraggio e l'intraprendenza di Sofia vengono messi alla prova quando Leonardo scopre che qualcuno ha rubato i disegni di alcune nuove e potentissime armi che sta progettando e decide di partire con lei all'inseguimento del ladro. Il pericoloso viaggio li conduce sempre più lontano, navigando alla larga dai porti in cui infuria la peste, fino a Istanbul. Ma anche alla sfarzosa corte del sultano in ogni angolo qualcuno trama contro Sofia, che deve trovare quei disegni a ogni costo, prima che finiscano nelle mani sbagliate... All'interno un inserto a colori con le immagini delle opere di Leonardo che hanno ispirato il romanzo.

Tiziana Viganò - Gli scrittori della porta accanto

Tiziana Viganò
Le idee migliori per scrivere, gli incipit e i finali si insinuano nella mia mente in quell’ora del mattino che precede di poco il risveglio, come nella nebbia, mentre sono ben sveglia quando in cucina mi diverto a inventare ai fornelli e sperimentare intrugli con erbe e spezie. Viaggiare è la mia passione e il mondo delle donne sta al centro dei miei interessi di scrittrice.
Milano in 100 parole, Giulio Perrone Editore.
Come le donne, PM Edizioni.
Sinfonia nera in quattro tempi, Youcanprint.
L'onda lunga del Titanic, Macchione.
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Fred il reporter, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio

Fred il reporter, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio

Fred il reporter, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio - Recensione

GiroGiroTondo Recensione di Liliana Sghettini. Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visichio, Milena Edizioni, 2018. Una graphic novel con approfondimenti sui temi degli sfratti, dell'emergenza abitativa e delle fake news, per bambini dagli otto anni in su.

Cari amici buongiorno, per il consueto appuntamento di recensioni di libri per bambini, oggi voglio parlarvi di un genere del tutto particolare, la graphic novel, della quale non possiamo datare con precisione la prima apparizione nel panorama letterario.
Certo è che, se prima il fumetto era considerato un prodotto "diseducativo", nel corso del tempo si è evoluto guadagnandosi una posizione di tutto rispetto.
Partendo dalla definizione del sociologo, studioso di cinema e fumetti Gino Frezza, possiamo dire che, per chi non lo sapesse, le graphic novel sono:
Storie appunto grafiche, che hanno il respiro del grande racconto, dell’affresco ambizioso, dell’opera narrativamente compiuta.
E infatti oggi troviamo libri di questo genere che affrontano le tematiche più disparate ed a volte di grande spessore in una veste grafica che ha sicuramente il pregio di essere fruita con maggiore "leggerezza" da adulti e bambini. Perché la graphic novel, che può avere lo spessore di un racconto o di un romanzo, è rivolta ad un pubblico ampio e sempre in continuo aumento.

Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1, di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio, parla delle avventure del cane Fred, reporter d'eccezione, che in compagnia del suo amato padrone va alla ricerca di nuovi fatti.
Lui è un giornalista in gamba, e grazie al suo fiuto infallibile e alla sua proverbiale pazienza riuscirà a smascherare nell'episodio I intitolato Uno sgombero particolare, quello che è a tutti gli effetti uno sfratto coatto ad opera di un lunatico contadino nei confronti di diverse specie di animali.
Il libro è divertente, allegro, e ricco di illustrazioni dal colore caldo oltre che arricchito al termine della storia, di dati utili a comprendere l'emergenza abitativa in Italia, l'informazione ai tempi di internet e lo strumento del reportage a fumetti.
Insomma, Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1 è una graphic novel con un testo completo di narrazione e dati di approfondimento sui temi affrontati.
Buona visione e lettura!

Fred il reporter. Cronache di un cane giornalista 1

di Elena Auricchio e Francesco Lopez Visicchio
Milena Edizioni
ISBN 978-8885459175
Cartaceo 8,41€

Sinossi
Fred è un cane meticcio di sette anni appassionato per la carta stampata, infaticabile reporter. È alla ricerca costante di notizie e storie da rivelare e raccontare tutte d'un fiato. Sguardo aguzzo sulla realtà e fiuto infallibile sui temi sociali, Fred è sempre accompagnato dal suo amato padroncino Frenki. In questa prima cronaca seguiamo le loro orme alla scoperta di uno sgombero molto particolare... Contiene approfondimenti sui temi degli sfratti, dell'emergenza abitativa e delle fake news.

Liliana Sghettini - Gli scrittori della porta accanto

Liliana Sghettini
Dottore Commercialista. Appassionata lettrice, si avvicina alla scrittura con alcune pubblicazioni di racconti brevi e scritti epistolari.
Impegnata nella scuola come rappresentante dei genitori, si interessa di pedagogia, didattica e psicologia.
Scrive recensioni, racconti, poesie e favole in compagnia di sua figlia, fonte inesauribile di ispirazione oltre che compagna di lettura.
Emozioni in polvere, Echos Edizioni.
Uno strano destino a Miciopolis, Temperino Rosso Edizioni.
Una grande amicizia, Arpeggio Libero.
Sono curatrice ed autrice per Favolando i colori della diversità.
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