Gli scrittori della porta accanto
Editoriale
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Giornata Mondiale del disegno: 7 libri illustrati per l'infanzia

Giornata Mondiale del disegno: 7 libri illustrati per l'infanzia

Giornata Mondiale del Disegno: 7 libri illustrati per bambini

Professione lettore Di Stefania Bergo. Sette libri illustrati per bambini e bambine per celebrare la Giornata Mondiale del disegno: disegni a colori o da colorare, storie che parlano di amicizia, inclusione, paure, pagine didattiche per imparare l'inglese o i segreti dello spazio.

Il 27 aprile si celebra la Giornata Mondiale del disegno: istituita a Londra nel 1962 dal Consiglio Internazionale delle Associazioni di Disegno Grafico (Ico-D), che raggruppa i disegnatori professionisti, la ricorrenza rappresenta un’importante occasione per promuovere il valore della comunicazione attraverso il disegno. dal sito Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Esiste un linguaggio universale che non ha bisogno di dizionari, una forma di narrazione che precede l’alfabeto e che riesce a parlare direttamente al cuore e all’immaginazione: è il disegno. In occasione della Giornata Mondiale del disegno, celebriamo il potere visivo delle storie, ricordando che per un bambino un’illustrazione non è solo un abbellimento della pagina, ma una vera e propria porta d'accesso alla lettura.

Leggere prima delle parole: sette albi illustrati per celebrare la Giornata Mondiale del disegno.

Per chi non sa ancora leggere, o per chi sta muovendo i primi, timidi passi tra le lettere, le figure sono i binari su cui corre la comprensione. Un albo illustrato è uno spazio dove il colore diventa emozione e il tratto grafico si fa verbo. Le immagini, infatti, permettono ai più piccoli di tradurre concetti complessi in forme familiari, di riconoscere le espressioni dei personaggi prima ancora di leggerne i dialoghi, di "leggere" da soli anche solo guardando le figure, costruendo una propria versione della storia.
Nei libri illustrati che seguono, il segno grafico è protagonista, ideale per avvicinare i bambini e le bambine a storie che parlano di amicizia, inclusione, paure, per imparare l'inglese o i segreti dello spazio.



Botolo

Amico Buio

testo di Elena Iannarelli
illustrazioni di Juan David Ciminelli
Narrativa illustrata 4+
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Copertina flessibile | 74 pagine | formato 21x21
ISBN 979-1254588031
cartaceo 17,00€
Un libro prezioso che fa riflettere i bambini sul lato positivo della notte, con una storia illustrata, giochi e una unità didattica per affrontare la paura del buio insieme a genitori e insegnanti.
Filippo ha paura del buio e nessuno riesce a convincerlo del fatto che nella sua stanzetta non ci sia niente di spaventoso. Quando tutte le luci si spengono, infatti, nel silenzio tutti i rumori della casa sembrano più forti e paurosi e spesso si sentono cose che non esistono. E se si guardasse la notte da un altro punto di vista? È quello che fa Filippo, quando una notte incontra un buffo “cosino” che piange in un angolo della sua stanza. È Buio, triste perché la cattiva reputazione lo perseguita. Eppure, il buio è necessario quanto la luce…
Un libro adatto anche alle prime letture in età scolare o prescolare, grazie ai testi in stampatello maiuscolo ad alta leggibilità.


Botolo

Botolo
Il cane che voleva volare

testo e illustrazioni di Maria Pia Masiero
Narrativa illustrata 5+
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Copertina flessibile | 80 pagine | formato 21x21
ISBN 979-1254587881
Cartaceo 17,00€
Una favola che parla di amicizia ma anche di maltrattamento degli animali con toni tenui e le sfumature delicate dell’acquerello.
Botolo è un cagnolino che vive nel giardino di una famiglia che si limita a dargli da mangiare e lo fa dormire da solo in un garage freddo e buio, senza fargli mai nemmeno una carezza. A fargli compagnia ci sono i suoi amici: il gatto Leo, il timido riccio Ugo, il pettirosso giramondo Berto e Gina la civetta, che la notte gli racconta le favole. Ma soprattutto, ci sono due umani che lo vanno a trovare spesso e lo coccolano. Sono loro ad avergli dato il nome Botolo. Lui sogna di volare, per andare via da quel giardino e poter vivere con loro.
Un libro adatto alle prime letture in età scolare o prescolare, grazie ai testi in stampatello maiuscolo ad alta leggibilità.


Celeste

Celeste

Veronica Marzi
illustrazioni di Camilla Lilliu
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Narrativa 4+
Copertina flessibile | 78 pagine | formato 21x21
ISBN 979-1254585023
cartaceo 16,00€
Una favola che parla ai più piccoli di accettazione della propria unicità, di assecondare scelte personali che non seguono la maggioranza o vanno contro decisioni imposte da altri. Ma si rivolge anche ai loro genitori, perché non è sempre facile accettare che i figli e le figlie seguano le loro inclinazioni personali e il loro fisiologio bisogno di indipendenza.
Un libro da leggere insieme o, per i bambini e le bambine in età scolare, in autonomia, grazie ai testi ad alta leggibilità. E alla fine della storia, tanti disegni da colorare e giochi divertenti.


Gino The misunderstood nutria

Gino
The misunderstood nutria

testo e illustrazioni di Shelley Jayne
Libro didattico 5+
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto KIDS
Copertina flessibile | 80 pagine | formato 21x21
ISBN 979-1254583494 cartaceo 17,90€
Un libro didattico per imparare l’inglese divertendosi, a cura dell’Associazione culturale Let’s Talk, adatto anche a bambini e bambine in età prescolare, grazie ai testi in stampatello a caratteri grandi. Il linguaggio utilizzato è studiato per il Livello A1 di apprendimento della lingua secondo le linee guida ufficiali del QCER. A corredo della storia, una serie di esercizi per valutare l'apprendimento.
Il libro è stato realizzato insieme ai bambini e alle bambine di Let’s Talk che sono co-protagonisti della storia, in un racconto che parla anche di amicizia e fiducia.


Marte chiama Terra risponde. Pillole di astronomia

Marte chiama, Terra risponde
Pillole di astronomia

Amy Cafe Gerini
Narrativa 8+
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
ISBN 979-1254581148
cartaceo 13,00€
Un libro per bambini che nasce dal podcast “Marte chiama Terra risponde”, scritto e registrato da Amy Cafe Gerini: pillole di astronomia, curiosità e una sezione di approfondimento per veri aspiranti astronomi, con astrogiochi e un esperimento di osservazione del cielo a cura di Astronomia.com.
«Scopriremo chi ha inventato il primo telescopio e quali sono i pianeti nani del nostro Sistema Solare, impareremo a distinguere una stella cadente da una stella cometa, viaggeremo nello spazio profondo insieme alle sonde spaziali Voyager 1 e Voyager 2 e approderemo su Saturno con la sonda Cassini-Huygens. Parola di AstroAmy!»



Alice
Nel paese delle meraviglie

Lewis Carroll
illustrazioni di Simona Bulla
Narrativa | Fantasy
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto KIDS
ISBN 978-8833669694
cartaceo 19,00€
Edizione integrale del romanzo di Lewis Carroll, nella traduzione rieditata di Silvio Spaventa Filippi (1914), con le suggestive illustrazioni di Simona Bulla.
È la storia di Alice, che cadde nella tana del Bianconiglio come se cadesse nel suo inconscio, scoprendo un mondo onirico fatto di strane creature, logica, giochi di parole, figure retoriche, proverbi e nonsense. Una favola per bambini ma anche un romanzo che ben rappresenta il rapporto conflittuale tra l’infanzia, fatta di fantasia e problemi quotidiani apparentemente banali, e l’età adulta, fatta di razionalità, stress e spesso rabbia. Il punto d’incontro? La follia, il sogno, il sorriso effimero di un Ghignagatto.


Milù La gallina blu

Milù
La gallina blu

testi di Ilaria Mainardi
illustrazioni di Federica Dotto
Narrativa 8+
PubMe - Gli scrittori della porta accanto KIDS
ISBN 9791254584422
cartaceo 9,00€
Una favola illustrata sul valore della diversità, con tante attività da fare da soli, in compagnia degli adulti o di altri amici: tanti disegni da colorare, sfide a chi inventa la parola più buffa e un cruciverba ispirato alla storia.




Stefania Bergo
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Earth Day: 7 libri per riscoprire il legame con la natura

Earth Day: 7 libri per riscoprire il legame con la natura

Earth Day: 7 libri per riscoprire il legame con la natura

Professione lettore Di Stefania Bergo. Sette libri per celebrare la Giornata Mondiale della Terra, per riscoprire, attraverso le pagine di romanzi, manuali e guide turistiche, il valore del rispetto per la natura. Un viaggio letterario per onorare la Madre Terra.

In occasione della Giornata Mondiale della Terra – oggi, 22 aprile – riflettere sul nostro legame con il pianeta diventa un esercizio necessario.


La letteratura, in questo senso, ci offre strumenti preziosi: dai manuali pratici per ridurre il nostro impatto ambientale alle guide per viaggi sostenibili, a narrazioni dove la natura non è solo uno sfondo, ma una protagonista capace di raccontare e cambiare i destini delle persone. Perché celebrare l'Earth Day significa anche riconoscere che la Madre Terra è il ponte tra l'umano e il mistero della vita.
Si può certamente affermare che la natura svolga un ruolo fondamentale e attivo nella trama di questi libri, non limitandosi a fare da cornice, ma agendo come un personaggio con una propria volontà e poteri mistici. Dalla Sardegna al Kenya, passando per il Polesine: un viaggio letterario per onorare la Madre Terra.
  1. La Madre del Vento, un romanzo breve di Emma Fenu: la natura come archetipo e destino
  2. Con la mia valigia gialla, un memoir di Stefania Bergo: la natura come forza purificatrice e vitale, impronta indelebile
  3. La Putina dele Strasse, un romanzo fantasy di Maurizio Spano: la natura come forza creatrice e distruttrice, ostacolo psicologico, custode di portali dimensionali
  4. Il sogno dell'isola, un dramatic romance di Tamara Marcelli: la natura come specchio dell'anima, corpo di sentimenti, dolori e speranze
  5. Il mare e la nebbia, un romanzo breve di Rosa Santi: la natura come confine simbolico e memoria
  6. Bayahibe, una guida turistica di Valentina Gerini: viaggi consapevoli, nel rispetto della natura e dei nativi
  7. Plasticamente, un manuale pratico di Elena Genero Santoro: il punto di partenza ideale per un impegno quotidiano a favore del nostro pianeta

La Madre del Vento, un romanzo breve di Emma Fenu: la natura come archetipo e destino

La Madre del Vento

La Madre del Vento

di Emma Fenu
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
Formato tascabile | 142 pagine
ISBN 979-1254587218
Cartaceo 13,00€
Ebook 2,99€
La natura come archetipo e destino. Assume una dimensione mistica e spirituale radicata nelle tradizioni sarde. La Madre del Vento è una figura indefinita e potente che incarna il legame profondo tra l'isola e i suoi elementi, colei che comanda le tempeste e decide i destini degli esseri umani. La protagonista si vede – ed è vista – come la "figlia bastarda della Madre del Vento", una condanna che la porta a prevedere la morte seguendo proprio i segni della natura, che diviene dunque il motore del dramma e riflette i conflitti interiori dei personaggi e ci ricorda che l'essere umano non può essere separato dalle forze naturali che lo circondano.


Con la mia valigia gialla, un memoir di Stefania Bergo: la natura come forza purificatrice e vitale, impronta indelebile

Con la mia valigia gialla, Stefania Bergo (Memoir) - Gli scrittori della porta accanto

Con la mia valigia gialla

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Memoir di viaggio | Narrativa non fiction
Copertina flessibile | 196 pagine
Cartaceo 12,00€
Ebook 1,09€
La natura come forza purificatrice e vitale. In questo memoir di viaggio, la terra africana è "una donna morbida, nuda, stesa al sole", capace di togliere il fiato e incantare. La natura agisce come uno strumento di depurazione interiore per la protagonista, che respira a pieni polmoni per "cambiare l'aria stagnante" dentro di sé. Molti gli elementi naturali che diventano simboli: l'enorme tamarindo che dà il nome alla casa e alla "famiglia" dei volontari; il fiume Mutonga celebrato come la "vita" e un bene "più prezioso dell'oro"; il cielo notturno, descritto come un "miracolo", che toglie il fiato e induce al silenzio e alla contemplazione; la terra rossa, che diventa marchio, ricordo indelebile di sensazioni, volti, eventi. La natura impone il suo ritmo lento attraverso le stagioni – quella secca e quella delle piogge –, influenzando direttamente la sopravvivenza e l'umore. Diventa substrato vitale, imprinting della nostra esistenza primordiale di esseri umani, si confonde con Dio e amplifica o attenua emozioni.


La Putina dele Strasse, un romanzo fantasy di Maurizio Spano: la natura come forza creatrice e distruttrice, ostacolo psicologico, custode di portali dimensionali

La Putina dele Strasse

La Putina dele Strasse (VOL. 1)
Il gioco del Fare e Disfar

di Maurizio Spano
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Narrativa Fantastica
Copertina flessibile | 564 pagine
ISBN 979-1257260835
ebook 3,99€
cartaceo 22,00€
La natura del Polesine è una forza viva, protagonista, modella l'intera narrazione. Il fiume Po è forza creatrice e distruttrice, un'entità che "rompe gli argini, invade la terra e poi si ritrae", trasformando paludi e città, simboleggiando una "continua rinascita". La nebbia è un ostacolo psicologico più che un fenomeno atmosferico, un elemento che "ottenebra la vista, il respiro, confonde la mente" e viene percepita come un'alleata delle forze oscure. Gli alberi sono guardiani magici e porte dimensionali, esseri senzienti che "parlano al cuore di ciascuno", ponendo domande e richiedendo lealtà.
La trama ruota attorno alla ricerca di una "Città dimenticata, un’isola felice in mezzo al fiume", rendendo l'elemento geografico il cuore del mistero e del destino dei viaggiatori del tempo. La natura rompe le barriere del silenzio e anche gli animali si prendono il loro posto al centro della scena, parlando la lingua degli umani per rivelare i segreti che governano l'universo.


Il sogno dell'isola, un dramatic romance di Tamara Marcelli: la natura come specchio dell'anima, corpo di sentimenti, dolori e speranze

Il sogno dell'isola

Il sogno dell'isola

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romance | Narrativa
Copertina flessibile | 240 pagine
ISBN 978-8833667584
Ebook 2,99€
Cartaceo 13,00€
La natura non è semplice sfondo, ma forza viva e simbolica che riflette e guida. L'isola – la Sardegna – è un luogo selvaggio e nervoso che rispecchia perfettamente la personalità della protagonista. Un "mondo fuori dal tempo", incarnazione della libertà, il luogo del ritorno e della guarigione, capace di "accendere" l'anima con i suoi paesaggi. Il conflitto armonico tra i poli della personalità della protagonista si riflette nel dualismo mare-montagna: la montagna, dura e impenetrabile, il mare, generoso, solare e burrascoso. Il mare, in particolare, è una necessità vitale, le sue acque cristalline offrono una sensazione di leggerezza e indipendenza impossibile altrove. La vita stessa, le emozioni, il destino sono paragonati al susseguirsi melodico delle onde.
Ma c'è anche la neve, simbolo di purificazione e rinascita. È il "manto liberatorio" che cancella il passato e il buio interiore, come un debito ripagato alla vita.
La natura è uno specchio dell'anima, ogni elemento dà corpo a sentimenti, dolori e speranze.


Il mare e la nebbia, un romanzo breve di Rosa Santi: la natura come confine simbolico e memoria

Il mare e la nebbia di Rosa Santi

Il mare e la nebbia

di Rosa Santi
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833666235
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€
La natura come confine simbolico e memoria. La natura, manifestata attraverso l'acqua della laguna e la nebbia densa, agisce come uno specchio della memoria ancestrale e del rimpianto. Un confine simbolico tra la vita e la morte, metafisico, un luogo che appare solo a chi sa perdersi nel rispetto degli elementi.
Venezia, città in cui è ambientato il romanzo, è una "gemella liquida", il luogo designato cui tornare nell'estremo ultimo viaggio per il bisogno di assecondare un ricordo ancestrale: un salvataggio dalle acque che diviene un favore da restituire.
La natura è un elemento attivo che conduce il protagonista verso la scoperta di sé, funge da ponte tra l'umano e il divino, obbligandolo a confrontarsi con la propria storia, i rimpianti e la mortalità.


Bayahibe, una guida turistica di Valentina Gerini: viaggi consapevoli, nel rispetto della natura e dei nativi

Bayahibe - Un paradiso nel cuore della Repubblica Dominicana

Bayahibe
Un paradiso nel cuore della Repubblica Dominicana

di Valentina Gerini
a cura di Bayahibe Holiday
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Guida turistica pratica
ISBN 9791257261474
ebook 3,99€
cartaceo 18,00€
La natura come paradiso fragile da rispettare. In questa guida dedicata alla Repubblica Dominicana, la natura è presentata come un "incanto" primordiale rimasto intatto nei secoli. La preservazione dell'equilibrio dell'ecosistema diventa motore di un governo che vuole difendere i luoghi come "rifugi naturali". Valentina Gerini ci ricorda che il turismo può e deve essere sostenibile attraverso le storie e il lavoro degli operatori locali, che promuovono un’esplorazione accessibile e rispettosa della flora e fauna. Un invito a guardare il mondo con occhi curiosi e andamento lento.


Plasticamente, un manuale pratico di Elena Genero Santoro: il punto di partenza ideale per un impegno quotidiano a favore del nostro pianeta

Plasticamente

Plasticamente
Le materie plastiche e le scelte ecofriendly

di Elena Genero Santoro
PubMe - Gli scrittori della porta accanto HOWTO
Manuale pratico
ISBN 979-1254582497
Cartaceo 14,00€
Ebook 5,99€
Questo manuale pratico è una guida concreta, il punto di partenza ideale per un impegno quotidiano a favore del nostro pianeta, l'unica casa che abbiamo, prendendo in esame un dettaglio tra le tante impronte antropiche che lo minacciano: la plastica, un materiale ultra-resistente spesso usato per pochi minuti, che finisce per soffocare i mari. Attraverso l'analisi delle microplastiche e delle "isole di plastica" negli oceani, Elena Genero Santoro ci sprona all'azione quotidiana per ridurre il nostro impatto, dalle accortezze minori ai grandi impegni collettivi, con una parte dedicata al "riciclo fantasioso", soprattutto nell'industria tessile.




Stefania Bergo
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Twenty One Pilots: l'oscura allegoria di «Drag Path» da Breach: Digital Remains

Twenty One Pilots: l'oscura allegoria di «Drag Path» da Breach: Digital Remains

Copertina di Drag Path, la bonus track dei Twenty ∅ne Pil∅t

Musica Di Rosanna Costantino. Drag Path è una bonus track di Breach: Digital Remains, edizione esclusiva dell’album originale dei Twenty ∅ne Pil∅ts uscito il 12 settembre 2025. Il testo di Tyler Joseph racconta la fuga da tutto ciò che ci vuole distruggere e il disperato bisogno di lasciare un segno a chi viene dopo di noi.

Le canzoni dei Twenty ∅ne Pil∅ts sono famose per essere orecchiabili e ballabili, ma sono anche dei veri e propri manifesti della nostra psiche, delle piccole tavolozze in cui le pennellate sono le note musicali, e i colori sono le parole e le immagini che generano nella nostra testa. Anche quelle che possono sembrare – e che vengono ingiustamente considerate – delle tracce minori o poco conosciute, sono, per la verità, scritte con la stessa cura di quelle che hanno un’impostazione più radiofonica.

Prendiamo Drag Path, una bonus track di Breach: Digital Remains, edizione esclusiva dell’album Breach uscito il 12 settembre 2025 con un libretto digitale di 50 pagine con testi scritti a mano, fotografie rare e oggetti personali.

È una traccia rilasciata a sorpresa, inizialmente solo per i pochi che avevano acquistato l’edizione speciale digitale. E invece, poi, è diventa amatissima da tutti i fan poichè appare chiaro che rappresenti il completamento del percorso artistico fatto finora dalla band, ma anche l’epilogo di una storia allegorica che ci è stata raccontata da Tyler Joseph e Josh Dun in un arco temporale di ben dieci anni e cinque album.


Come per altri brani della loro discografia, Drag Path ha diverse chiavi di lettura.

Letterale, introspettiva, oppure più metaforica.
Quando vedo gli occhi del diavolo
Una corrente mi percorre lungo la schiena
Mi ha trovato
Sembra che io abbia perso di nuovo
Una storia raccontata fino alla nausea.
L’autore Tyler Joseph ci racconta dove si trova in questo preciso istante, dopo aver attraversato la via impervia della propria salute mentale, tra pensieri depressivi, crisi religiose e di identità, autolesionismo, depressione e fallimenti. Sembra di vederlo – e lo vediamo per davvero nel video di City Walls – in piedi davanti al male che lo guarda e lo sfida ancora una volta, senza sosta. E nonostante le mille prove vinte, ancora sente un fremito di paura che gli corre lungo la schiena: non è ancora finito quel ciclo in cui è bloccato, anche se l’istinto gli suggerisce di fuggire, finché il sole sorge e con lui la speranza.

Sia l’estetica visiva, con la copertina rossa con la sagoma nera del cantante che ricorda una figura demoniaca, che quella sonora sono perfettamente in sintonia con i vari strati di significati e le parole ricercate e ben studiate.

La linea sottile del synth rende la musica eterea, mentre le note velate al piano sono sorrette dalla ritmica come sempre decisa del batterista Josh Dun. La voce del cantante Tyler viene inglobata nella melodia, con la sua dolcezza, i suoi falsetti, i suoi scatti melodici. Quel «Can you, can you, can you» ripetuto e volutamente sottolineato con un crescendo, è come una invocazione che viene direttamente dallo stomaco. Come una richiesta di aiuto o un senso di riscatto nei confronti del suo malessere. E ci lascia con la domanda: quel «Can you find me?» a chi è rivolto? A Dio? A chi lo salverà? Alla sua sanità mentale? L’interpretazione è libera.

Drag Path, come è facile intuire, piace subito ai fan, anche a chi non ha comprato l’edizione speciale, dal momento che è trapelato sui social.

Qualche tempo dopo, il 18 febbraio 2026, i due ragazzi ne rilasciano una versione leggermente modificata su tutte le piattaforme di streaming, accompagnata da un video animato che assomiglia di più a un cortometraggio, come capita spesso con i video dei Twenty ∅ne Pil∅ts. Il protagonista è un piccolo coniglietto dalla faccia dolce e buffa e qui il riferimento è a uno dei versi più iconici della band, quello di Heavydirtysoul, «Death inspires me like a dog inspires a rabbit», quando la morte costringe l’autore a vivere la propria vita intensamente, proprio come un coniglio è spinto a correre alla massima velocità per sopravvivere quando viene inseguito da un cane. Il progetto visivo nasce in origine per la tesi del suo autore, Tobias Gundorff Boesen, ben 16 anni fa, per il corso di Animazione presso un laboratorio di Viborg, in Danimarca. Girato in esterni nelle foreste che circondano la cittadina danese, con la colonna sonora di Slow Show dei The National, si intitola Out of Forest, rimane impresso a Tyler tanto da volerlo adattare alla nuova traccia.

Il videoclip di Drag Path si apre con il suo autore vestito da mago che sale su un palco illuminato debolmente.

La scena poi si sposta in un bosco fiabesco dove seguiamo le vicende del coniglio protagonista che partecipa entusiasta a un banchetto di famiglia, tra foto ricordo e risate. Ma nell’oscurità si muove l’ombra inquietante di un lupo pericoloso che si avventa sui poveri inermi personaggi, risparmiando però il protagonista che riesce a dileguarsi, ma non del tutto. E quando il lupo sta per avventarsi anche su di lui, una mano – forse divina? – esce dal cielo illuminato solo da una bella luna piena, e lo prende per lo orecchie, di fatto, salvandolo. Solo in seguito si scopre che si tratta della mano del mago, che sta eseguendo il classico numero del coniglio che esce dal cappello, tra gli applausi del pubblico.



Drag Path è una favola oscura.

Tocca anche il tema religioso di un Dio che salva, ma introduce allo stesso tempo un risvolto inatteso che spezza la rigidità di questa lettura, aggiungendo una sfumatura simpatica, quasi ironica. Drag Path racconta la fuga da tutto ciò che ci vuole distruggere e il disperato bisogno di lasciare un segno a chi viene dopo di noi: come il dolce coniglio, anche noi corriamo costantemente per salvarci, e in questa corsa sfrenata non abbandoniamo la speranza che qualcuno segua le nostre impronte e riesca, finalmente, a trovarci. E metterci in salvo.



Rosanna Costantino
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Il teatro è altra cosa

Il teatro è altra cosa

Il teatro è altra cosa

Teatro Di Tamara Marcelli. Nel Teatro l’amore, multiforme e totalizzante, si perde tra le pieghe del sipario, tra le assi polverose, tra le emozioni degli spettatori. Diventa l’aria che si respira. Quella di cui gli attori e le attrici non possono più fare a meno, che si attacca loro addosso, per sempre.

Nel Teatro l’amore si perde tra le pieghe del sipario, tra le assi polverose, tra le emozioni degli spettatori. Diventa l’aria che si respira. Quella di cui gli attori non possono fare a meno per vivere. Quella di cui si compone la loro anima. Quella che gli si attacca addosso e che non li lascerà mai più per tutta la vita.
Nel Teatro l’amore è multiforme, ma è totalizzante. L’amore è ovunque, in ogni angolo, permea ogni cosa, è per questo che entrando in un teatro si ha l’impressione di varcare la soglia di un’altra dimensione. Il Teatro stesso si nutre d’Amore, perché altrimenti non potrebbe sopravvivere. È l’amore di chi lavora per lui, di chi scrive, di chi legge, di chi interpreta, di chi dipinge, di chi inventa, di chi musica, di chi costruisce, di chi cuce, di chi allestisce, di chi pulisce: di ogni anima che si attiva per lui.
Tra tutti, principalmente, il Teatro vive grazie agli attori. Gran bella stirpe. Provengono tutti da un mondo parallelo, denso, malinconico, colorato e pieno di musica. Il Teatro gli attori lo sentono scorrere chiaramente nelle vene. Lo sentono scendere nella gola quando bevono sorsi d’acqua fresca. Lo sentono entrare nei polmoni e scendere giù nell’anima quando respirano.

Essere attori è una condizione, una caratteristica di personalità, un cromosoma del DNA. Anche se scientificamente non lo si può provare. 

Ma è evidente che essere attori significa essere diversi dagli altri, sentire e vivere il mondo con quella estrema sensibilità che spesso porta all’autodistruzione. È un peso a volte intollerabile. Un dono immenso e difficile da gestire. Calarsi in un personaggio non significa ripeterne pedissequamente le parole, le movenze e le indicazioni che di lui fornisce l’autore, significa ben altro. È entrare dentro uno spazio buio e farsi luce. È rendere umano un foglio di carta. È dare un’anima a chi un’anima non ce l’ha. Significa portare in superficie ogni sfaccettatura dell’Io che rappresenta l’unicità di ogni personaggio. È come partorire, dare la vita. Dare una possibilità, un senso. È un lavoro immane su se stessi. Perché per liberare un’anima devi prima conoscere la tua.
Voglio camminare senza paure. Voglio correre nel buio e respirare il vento. Bagnarmi i piedi e rotolare nella sabbia. Baciare i miei cagnoloni e farmi fare le coccole. Sembra patetico, ma ne sono convinta: è vero, solo loro mi vogliono bene per come sono.
Altrimenti non avrei sempre voglia di piangere, altrimenti non odierei le persone, non vomiterei, non berrei litri di birra per liberarmi da quei muri che mi soffocano ogni istante.
Cos'hai?
Niente, tutto a posto.
Maschere.
Odio la mediocrità e la falsità, i discorsi inutili e le critiche che non portano a niente.
Odio chi mi vuole cambiare e quei sorrisi meschini.
Io sono diversa, voglio solo essere me stessa, altrimenti voglio non esserci.
Lo so, sembra uno stupido riferimento al suicidio, ma non ho il fegato per farlo, non l'ho mai avuto. O forse è solo perché in realtà ho un conto in sospeso con questo mondo del cazzo e devo prima fare qualcosa!
Vorrei urlare!!
Tamara Marcelli, Quel che resta delle parole

Gli attori, strana gente.

Vedono, percepiscono e sentono in modo diverso. Parlano ascoltando la propria voce, in continuo scambio tra sé e i personaggi che gli abitano dentro. Sì, perché non è possibile liberarsi di un personaggio. Ti rimane dentro sempre, divertendosi ad apparire nei momenti in cui sei più fragile e non riesci a ricacciarlo nel buio. Il più delle volte rimangono lì, latenti, come fiammelle sempre accese, pronte a diventare incendio. Gli attori sono bambinaie, mamme attente e apprensive, costantemente impegnate a tenere a bada i propri figli, quei personaggi che gli albergano dentro. E che non li mollano.
È la loro capacità che rende visibili la Poesia, la Letteratura, i sentimenti, le intenzioni e le speranze degli altri artisti. È l’Arte per eccellenza, quella che racchiude in sé tutte le altre. La musica, la pittura, la letteratura, tutto concentrato in un quadro vivente. In un sogno che diventa realtà. Nella trasfigurazione di ciò che nel mondo reale non si può afferrare, ma solo intuire. E non sempre.

Quel filo invisibile e tenace che lega uno scrittore a un attore, a colui che trasformerà, per renderla visibile ed accessibile a tutti, la sua opera letteraria.

Quando un attore prende su di sé tutte le immagini, le parole, le pause, i silenzi, le nebbie, le atmosfere, gli scenari, le dinamiche, i pensieri che traspirano da un testo. È come se, filtrandole e rileggendole in sé, riuscisse a portarle allo scoperto fornendo al mondo quella chiave di lettura che spesso non sa trovare.
In questo scenario, suggestivo e trascendente, nascono intese di sensi, collaborazioni profonde e spesso totalizzanti, simbiotiche e viscerali.
Il teatro è altra cosa.


Tamara Marcelli
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Buon compleanno Chester!

Buon compleanno Chester!

Buon compleanno Chester!

Musica Di Rosanna Costantino. Oggi sarebbe stato il suo compleanno. Invece Chester Bennington si è tolto la vita nel 2017, lasciando un gran vuoto, perché la sua umana fragilità era in fondo simile alla nostra. Ed è quella che oggi vorrei celebrare: buon compleanno Chester!

«Ci sono le rockstar e poi c'è Chester Bennington», così scriveva un giornalista che aveva assistito a un’esibizione live del frontman dei Linkin Park. E poi proseguiva: «Non è tanto una rockstar quanto un artista nato per “sanguinare” sul palco», o per brillare. È quella sua attitudine di incantare e infiammare le folle che oggi ci manca di più e che vogliamo continuare a ricordare.


Oggi Chester Bennington avrebbe compiuto 50 anni se solo la depressione non avesse spento per sempre il suo magnifico sorriso quel maledetto 20 luglio del 2017.

Cinquant'anni fa la vita regalava al mondo un fremito di passione che ha cambiato i destini di milioni di persone con la sua luce capace di squarciare le più profonde e spaventose oscurità. Un'energia primordiale, che bruciava di passione ogni singola nota, ha preso il controllo delle anime dei suoi fan e non le ha mai più abbandonate. Un legame che si è consolidato ancora di più dopo la sua scomparsa e ha trasformato questa ricorrenza nella celebrazione più commossa della sua vita e della sua arte, ripercorse minuziosamente nel mio libro In the end. Una biografia non ufficiale di Chester Bennington.

Con i brividi sulla pelle e un sussulto nel cuore, oggi più che mai, risuona nella mente quella sua voce angelica cantare: «When you're feeling empty keep me in your memory. Leave out all the rest» [Leave out all the rest, Minutes to Midnight].


Inutile dire quanto l’assenza di Chester Bennington pesi ancora e quanto quella sensazione di ingiustizia sarà sempre insita nel profondo di chiunque lo ami.

Ma la sua musica ha il potere di raggiungere gli angoli più nascosti dell’anima e guarire ciò che nient’altro può, attraverso il modo in cui riesce a far tremare la nostra pelle con la sua voce e le sue urla e a far pulsare forte i grovigli del cuore.
Abbiamo amato intensamente e amiamo quelle sue cicatrici che non ha mai chiesto e quel dolore che si è trasfigurato in un universo di incanto e splendore.
Forse questo vuoto che proviamo non sarà mai riempito. Forse possiamo provare a dimenticare il dolore quando ci lasciamo riscaldare da quel suo calore prorompente, e forse possiamo provare a domandare alle stelle, perché sappiamo che lui è lì e guarda giù verso di noi.
In questi ultimi anni abbiamo raccolto la sua eredità e ogni giorno cerchiamo di affrontare e tenere a bada il buio dentro di noi, ripetendo ogni volta che ne sentiamo il bisogno: «Remember all the sadness and frustration and let it go» [Iridescent, A Thousand Suns].


Oggi celebriamo la sua umana fragilità così simile alla nostra, il suo entusiasmo genuino e gli rivolgiamo un pensiero commosso e grato, perché non pensare a lui sarebbe come non pensare, non ascoltare musica, non vivere.

Jonathan Davis, frontman dei Korn, disse di lui: «Ci vorrebbero più Chester nel mondo».
Il che è vero, ma a noi sarebbe bastato poter godere ancora della sua presenza e del suo vitale entusiasmo.
Buon compleanno, Chester. Ci manchi. Ti cerchiamo nella nostra memoria con gli occhi che bruciano. L’oscurità ti terrà stretto, finché il sole non sorgerà.



Rosanna Costantino
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Le diverse sfumature dei padri: 5 libri da non perdere

Le diverse sfumature dei padri: 5 libri da non perdere

Le diverse sfumature della paternità: 5 libri da non perdere

Professione lettore Di Stefania Bergo. Cinque libri in cui la figura paterna emerge come un archetipo complesso, oscillante tra la forza protettiva e una profonda vulnerabilità, in grado di segnare la vita dei figli e delle figlie con traumi o teneri ricordi.

Il padre è colui che, attraverso silenzi e gesti, lascia un'impronta indelebile, offrendo radici per restare e ali per volare.
Nei libri che seguono, la figura paterna emerge come un archetipo complesso, oscillante tra forza protettiva e una profonda vulnerabilità, esplorata sia attraverso la coralità di un'antologia sia nel ricordo intimo di un viaggio o nel racconto di un romanzo noir, introspettivo o per giovani lettori.
Una proposta letteraria che offre un ventaglio delle diverse sfumature della paternità, da quella autoritaria o assente a quella più tenera e quotidiana.
Questi padri sono figure poliedriche che condividono passioni, hanno un senso di protezione distorto, ricercano redenzione, trattano con freddezza i loro figli o sono assenti, sono violenti fino al trauma o amorevoli per colmare i vuoti oltre il legame di sangue.

  1. Il passato alle spalle, un noir di Stefano Caselli
  2. Tutto in un minuto, un romanzo di di Nicolò Maniscalco e Diego Piccardo
  3. Il mare e la nebbia, romanzo breve di Rosa Santi
  4. Sri Lanka – In viaggio con mio padre, un memoir di Luca Azzali
  5. Padri allo specchio, antologia di poesia e prosa a cura di Emma Fenu, Pier Bruno Cosso e Cultura al Femminile


Il passato alle spalle di Stefano Caselli.

Il passato alle spalle

Il passato alle spalle

di Stefano Caselli
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Noir | Thriller
Copertina flessibile | 238 pag
ISBN 979-1257260101
ebook 2,99€
cartaceo 15,00€

La figura paterna è un elemento centrale e profondamente complesso in questo libro, declinato attraverso diversi personaggi che rappresentano modelli contrastanti di paternità, protezione e autorità.
Luigi Fusco rappresenta il mentore e padre spirituale dell’ispettore Marco Fossati, il protagonista. Lui stesso è padre e cerca il riscatto nel rapporto con la figlia Giulia: dopo anni trascorsi a osservarla da lontano come un «fantasma», tenta di costruire un legame reale e intimo.
Danilo Cresta incarna una paternità autoritaria e protettiva in modo distorto. Antepone la rispettabilità sociale alla responsabilità, esercitando un'influenza oppressiva che impedisce al figlio Tommaso, che ne teme costantemente il giudizio, di affrontare le proprie colpe.
Anche per l'antagonista, la psicologa Ludovica Vetri, la figura paterna è determinante. Il suo passato è segnato da un trauma infantile che ha plasmato la sua anima, alimentando livore e fragilità.
La paternità, in questo noir, è quindi vista come un'eredità pesante: un legame che può offrire guida e riscatto, ma che più spesso alimenta sensi di colpa, nasconde segreti inconfessabili e genera traumi.


Tutto in un minuto di Nicolò Maniscalco e Diego Piccardo.

Tutto in un minuto

Tutto in un minuto

di Nicolò Maniscalco e Diego Piccardo
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 979-1254581681
cartaceo 16,00€
ebook 2,99€

La figura paterna è centrale e complessa all'interno del libro, manifestandosi attraverso tre personaggi principali che offrono modelli di paternità e di riferimento molto diversi tra loro.
Paul è un padre assente e materiale, descritto come un uomo d'affari di successo egoista, sempre in viaggio per lavoro, che cerca di colmare la sua assenza emotiva con regali costosi. Il rapporto con la figlia Catherine è freddo, si limita a farle domande superficiali sulla scuola. Per lei rappresenta la voragine affettiva che cerca di colmare.
Eduard Burns è, invece, un padre presente e amorevole. Ha saputo trasmettere al figlio Tom la sua stessa passione per la medicina e gli animali, lo sostiene e non manca di dirgli quanto sia fiero di lui. È di riferimento anche per Catherine, aiutandola nei momenti di difficoltà. Inizialmente presentato come un vicino schivo e solitario, Hank Williams è per Catherine un mentore e il padre ritrovato, dandole l'approvazione e l'affetto che le sono sempre mancati.
In questo romanzo, adatto anche ai giovani lettori, la figura paterna non è solo un legame di sangue, quindi, ma ha il ruolo di guida emotiva e di vita.


Il mare e la nebbia di Rosa Santi.

Il mare e la nebbia di Rosa Santi

Il mare e la nebbia

di Rosa Santi
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833666235
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€

La figura del padre si manifesta attraverso i ricordi dei protagonisti, il peso del lutto e la nascita di nuovi legami che richiamano la paternità.
Gianni, il protagonista, ricorda suo padre come un uomo «rigido e freddo come il marmo», che vedeva il figlio come un vincolo alla propria libertà e gli imputava la fine del suo primo amore, trasferendogli un senso di colpa di cui, da piccolo, non comprendeva il motivo. La figura del padre di Guido è invece legata al trauma della perdita, scomparso in mare misteriosamente durante una traversata quando Guido aveva quindici anni.
Tra i due protagonisti stessi si instaura un legame profondo che richiama quello tra padre e figlio, una simbiosi in cui uno è il «vecchio ramo legnoso e malato» e l'altro la «frutta acerba» che sorregge. Un rapporto che aiuta il giovane a maturare e a superare le proprie paure.



Sri Lanka – In viaggio con mio padre di Luca Azzali.

Sri Lanka. In viaggio con mio padre

Sri Lanka
In viaggio con mio padre

di Luca Azzali
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Memoir | Narrativa di viaggio
ISBN 979-1254581315
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€

L'autore offre il ritratto di suo padre Luigi, inteso principalmente come «compagno di vita e di viaggio». Una figura paterna, legata alla quotidianità condivisa, caratterizzata da un'indole ironica e serena, esemplificata nella sua teoria del «io-non-corro», un inno alla comodità che rifiuta la frenesia del tempo. Un padre che, pur nella maturità, conserva un lato fanciullesco, capace di scatenare avventure grottesche con un semplice sasso lanciato in uno stagno.


Padri allo specchio a cura di Emma Fenu, Pier Bruno Cosso e Cultura al Femminile.

Padri allo specchio

Padri allo specchio
Storie di ieri e di oggi

di Autori Vari
a cura di Emma Fenu e Pier Bruno Cosso
col patrocinio di Cultura al Femminile e AIL Sassari
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Racconti | Poesia
ISBN 979-1254583708
cartaceo 12,00€
ebook 2,99€

La paternità è descritta come un «panorama crepuscolare» in cui i rapporti raramente seguono linee rette. Il curatore, Pier Bruno Cosso, evidenzia la tensione tra il concetto di "protezione", spesso inteso come una "cassaforte" di sicurezza, e la necessità di mostrare un cuore «rosso e tenero». I padri sono ritratti in molteplici sfumature: dal padre-eroe quasi mitologico, al "padre d'anima" che dedica la vita ai piccoli pazienti, fino al "mammo", figura resiliente che impara a colmare il vuoto lasciato dalla madre con dedizione e dolcezza. Tuttavia, non mancano figure segnate da immaturità o senso di inadeguatezza, padri che ammettono di aver «vissuto male la paternità» o di aver abbandonato le proprie responsabilità per debolezza. .




Stefania Bergo
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Pi greco: il numero delle meraviglie che governa l'universo

Pi greco: il numero delle meraviglie che governa l'universo

Pi greco: il numero delle meraviglie che governa l'universo

Scienza Di Stefania Bergo. Il 14 marzo non è un giorno qualunque. Secondo la convenzione anglosassone, la data diventa 3.14, numeri che corrispondono alle prime tre cifre della costante matematica più famosa del mondo e della storia: il pi greco.

I fisici e i matematici hanno deciso di  ribattezzarlo il PiDay, per rendere omaggio alla celebre costante e magari avvicinare il pubblico meno appassionato allo studio delle scienze, dato che le iniziative per la ricorrenza sono le più disparate e bizzarre – dalle corse sulla distanza di 3,14 miglia alla gara di torte perfettamente tonde, alle competizioni tra chi ricorda più cifre della serie infinita del pi greco.
Si festeggia rigorosamente alle 15, dato che rappresentano le ulteriori cifre decimali del π. Immaginate, ad esempio, nel 2015, in questo stesso giorno, il 3.14.15: non solo le prime due cifre dopo la virgola del 3,14, ma addirittura le prime quattro! Aggiungendo l'orario, per l'occasione le 9 e 26, si è arrivati fino a otto numeri della serie, mandando in visibilio tutti i geek del mondo!

La festa è stata inventata dal fisico statunitense Larry Show nel 1988.

Organizzò per la prima volta la giornata all’Exploratorium di San Francisco, invitando lo staff a marciare solennemente in tondo per poi dirigersi verso delle crostate di frutta (fruit PIes) preparate per l’occasione, ancora oggi rimaste nella tradizione.
Oltre al Pi Day, esiste anche il Pi Approximation Day, in questo caso davvero un'astrazione da geek incallito, che si festeggia nei giorni che siano approssimazioni, appunto, particolari del pi greco: il 26 aprile (116° giorno dell'anno, quando la Terra percorre un arco di circonferenza pari a 1⁄π volte l'orbita totale intorno al Sole), 22 luglio (22/7 = 3.14), 10 novembre (è il 314° giorno del calendario gregoriano) e il 21 dicembre (alle ore 1:13, quando la formula 355/113 dà un numero approssimato - 3.1415929 - con il maggior numero di cifre decimali).

Ma cos'è il pi greco?

Adesso lo spieghiamo alla signora Maria che sempre mi segue nei miei vaneggiamenti da nerd.
Il pi greco, o meglio il π, è una costante matematica definita in modo astratto, indipendente, cioè, dalle misure fisiche. Nella geometria piana, viene definito come il rapporto fra la circonferenza e il diametro del cerchio, ma è legato a numerose leggi che governano l'universo, dalle onde elettromagnetiche alle formule statistiche per giocare in borsa.
Il π è un numero irrazionale, cioè non è esprimibile come una frazione di due numeri interi (del tipo a/b, come dimostrato nel 1761 da Johann Heinrich Lambert), e trascendente (la signora Maria ha un sussulto), cioè non è un numero algebrico (come provato da Ferdinand von Lindemann nel 1882), vale a dire che non ci sono polinomi con coefficienti razionali di cui π sia radice: è dunque impossibile esprimere il π usando un numero finito di interi, di frazioni o di loro radici.
Signora Maria, venga qui, non scappi proprio ora, la parte difficile è finita, glielo assicuro!
Si goda una fetta di questa deliziosa PIe alle amarene.

La storia del π risale a circa quattromila anni fa. 

Furono i Babilonesi, grandi matematici e architetti, i primi a impiegarlo, approssimandolo con 3,125. Per gli Egizi divenne 3,1605, mentre per i Cinesi semplicemente 3.
Ma fu solo nel 434 a.C. che Anassagora, filosofo presocratico, lo utilizzò per tentare la quadratura del cerchio – che ovviamente è impossibile, lo sa vero signora Maria? No? Ne parleremo un'altra volta – mentre Archimede fu il primo a esplicitare il valore della costante, scientificamente, con calcoli e figure geometriche, utilizzando poligoni regolari di 96 lati inscritti e circoscritti a una circonferenza.
E via così, molti i matematici che si dedicarono al calcolo del π per scoprirne le cifre, da Newton, che calcolò le prime 16, ad Einstein – che curiosamente è nato proprio il 14 marzo – ai supercomputer moderni, che sono arrivati a calcolarne 5 mila miliardi.
Le prime cifre decimali del π sono quindi: 3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 70679… Numeri che non si ripetono mai nella stessa sequenza, perché non esiste alcuna periodicità

Il π governa l'universo, senza esso non sarebbero possibili le comunicazioni o il DNA.

Il π permea tutta la nostra esistenza e non mi riferisco solo alla geometria, signora Maria. Mi riferisco al fatto che la costante matematica è presente ogni volta che viene presa in considerazione una forma in qualche modo circolare, che si tratti di un'onda elettromagnetica o della spirale del DNA, rientrando, quasi di prepotenza, in quasi tutte le formule fisiche e matematiche che descrivono i fenomeni della realtà.
Dall'elettromagnetismo alla meccanica quantistica il π ha a che fare, ad esempio, con il Principio di indeterminazione di Heisenberg, la cui equazione comprende la costante di Planck ridotta, h/2π, col periodo di oscillazione di un pendolo, proporzionale a 2π, o con la forza di Coulomb, descritta da una legge la cui costante dipende in modo inversamente proporzionale dal π, quella che si manifesta tra cariche elettriche.
Ha ragione, signora Maria, le avevo assicurato che la parte difficile fosse finita.
Ma si ricorda che le ho già parlato della Meccanica quantistica? Sì, anche del Principio di indeterminazione di Heisenberg.


Il π, quindi, regola le oscillazioni dei fenomeni fisici descritti da funzioni periodiche, di periodo uguale o proporzionale a esso.

Ma anche altre discipline possono essere spiegate e analizzate utilizzando funzioni e algoritmi che prevedano il π: dalle scienze sociali, alla statistica , basti pensare alla distribuzione dei valori a campana, detta gaussiana, dalla finanza alle strategie di marketing e persino alla medicina.
Lo sapeva, signora Maria, che il rapporto tra la distanza che separa l’alluce e l’ombelico e quella tra quest’ultimo e la punta della testa è proprio 3,14? Curioso, no?
Come dice? Cos'è una gaussiana? La prenda per buona, signora Maria, ora non ho tempo per chiarire questa cosa!

Il π appare quindi come parte integrante dell'esistenza stessa, senza di esso non sarebbe possibile spiegarla. 

E questa è quasi una magia: il π appare come la chiave di volta, come il tassello che permette la comprensione dell'universo, senza il quale non sarebbe stato possibile alcun progresso.
Nel corso della storia, il π è stato fondamentale per gli architetti per poter progettare correttamente archi, cupole e tunnel perfetti e proporzionati. Copernico e Galilei l'hanno utilizzato per calcolare le dimensioni dei pianeti e la distanza della Terra dal sole e da altri astri.
Il microonde, i cellulari, esistono solo grazie allo studio sulle onde elettromagnetiche: siamo riusciti a spiegarle e quindi utilizzarle per i nostri scopi, solo grazie alle formule che le descrivono, legate a filo doppio al π. Così come qualsiasi forma circolare che possiamo trovare in natura: nei cerchi concentrici che si formano quando si lancia un sasso in uno specchio d’acqua, nelle iridi degli occhi, nelle spirali delle conchiglie, negli arcobaleni.

Il 14 marzo, o meglio, il 3.14, non è solo una ricorrenza da geek.

Celebra un numero che riveste un ruolo fondamentale nella nostra esistenza. La vita di ognuno di noi è regolata dal π. Ciò non significa che senza questa costante non esisterebbe nulla e noi non saremmo qui a parlarne. Significa solo che, curiosamente, ogni cosa che esiste è spiegata dalla stessa costante che si ripete in una moltitudine inimmaginabile di fenomeni. Curioso, no?
O inquietante.
A me piace pensare sia magico...


Stefania Bergo
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