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Poesia
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Recensione: Le Beatrici, di Stefano Benni

Recensione: Le Beatrici, di Stefano Benni

Recensione: Le Beatrici, di Stefano Benni

Libri Recensione di Loriana Lucciarini. Le Beatrici di Stefano Benni (Feltrinelli). Ottima prova d’autore per Benni e le sue Beatrici, che sono diventate anche un’opera teatrale di successo.

Libro insolito, questo di Stefano Benni. Le Beatrici comprende alcuni monologhi, poi utilizzati da alcune giovani attrici in uno spettacolo tenutosi al Teatro dell’Archivolto, a Genova. Al suo interno anche alcune poesie e due canzoni.
Nell’insieme, Le Beatrici di Stefano Benni è emozione pura: il testo arriva come una frustata.
Nel primo monologo appare Beatrice che, stufa di aspettare il vate, scalpita dietro la finestra oltre la quale c’è il mondo. L’esser la musa ispiratrice non le basta più, anche perché…
Tanto gentile e tanto onesta pare…
Certo che il lettorato capisce che PARE sta per APPARE. Ma quelli del borgo San Jacopo, quando passo, li sento: «Guarda la Bea, la Beatrice Portinari… sai che c’è? Tanto gentile e tanto onesta… PARE».
E giù che ridono. Bel servizio mi ha fatto, la Poiana canappiona.
Stefano Benni, Le beatrici

Nel testo de La Mocciosa, Stefano Benni fa una fotografia impietosa dello squallore della società moderna. La Presidentessa, invece, raccoglie l’accusa contro l’attuale classe dirigente italiana, spietata e cinica.

Cucinare mi rilassa quando ho dei problemi. E ne ho avuto, ultimamente! Questi operai, che incubo. Tremila ne ho, a libro paga. Sempre scontenti, sempre acidi, sempre pronti ad accusare. Le morti sul lavoro, ad esempio. Certo, nove in un anno, ma insomma, mica mille… cadono dalle impalcature… be’, l’hanno scelto loro di salire lassù… se facessero gli impiegati cadrebbero dalle scrivanie…
Stefano Benni, Le beatrici
Suor Filomena è il pezzo comico che racconta di un’indemoniata incallita.
Il monologo Attesa è intenso e vibrante, da leggere tutto, provando per empatia le stesse emozioni della protagonista, descritte in modo perfetto dall’autore.

Vecchiaccia è il pezzo più intenso e più bello.

La difficoltà nel vivere una vita fatta di violenza e di prove difficili. L’accusa contro i governi che hanno permesso la cancellazione di eredità storiche che come popolo ci siamo conquistate. La voglia di non cedere alla crudeltà dell’esistenza, continuando a punzecchiare gli altri con piccoli dispetti, tanto per ricordare al mondo che si esiste ancora.
Che ore sono? Non voglio saperlo. Le ore in cui si aspetta non hanno la durata del tempo quotidiano. La loro misura non è quella di un pendolo che oscilla regolare, ma quella di un cuore che batte, a spasmi e inciampi. Il tempo dell’attesa ti circonda, ti avvolge interminabile.
[...] Se mi chiedete quanti anni ho vi rispondo: che cosa ve ne frega. Mica diventate più giovani a chiedermelo e io neanche, a rispondervi. Io non ho età, sono come la mia dentiera, rido e digrigno in un corpo che non è mio, che è troppo diverso dalla mia anima, la mia anima non fa questa puzza, sa di mare la mia anima.
Stefano Benni, Le beatrici

Volano è un racconto breve, quasi onirico, delicato quanto un volo lieve.

Ma anche spietato nell’inchiodarci alle nostre responsabilità, rispetto alla solitudine e all’abbandono: «E il vecchio ascolta quel piano lontano, un filo fragile di melodia, e annusa l’aria per capire da che parte viene la musica.»
Mademoiselle Lycanthrope è ben scritto, ironico al punto giusto, ma forse è l’unico fra gli altri che ho trovato quasi banale.
Ottima prova d’autore per Stefano Benni e le sue Beatrici, che sono diventate anche un’opera teatrale di successo.


Le Beatrici

di Stefano Benni
Feltrinelli
Monologhi | Poesia
ISBN 978-8807881602
Cartaceo 8,55€
Ebook 3,99€

Sinossi 

Otto monologhi al femminile. Una suora assatanata, una donna ansiosa e una donna in carriera, una vecchia bisbetica e una vecchia sognante, una giovane irrequieta, un'adolescente crudele e una donna-lupo. Un continuum di irose contumelie, invettive, spasmi amorosi, bamboleggiamenti, sproloqui, pomposo sentenziare, ammiccanti confidenze, vaneggiamenti sessuali, sussurri sognanti, impettite deliberazioni. Uno "spartito" di voci, un'opera unica, fra teatro e racconto. Una folgorazione.
Tra un monologo e l'altro, sei poesie e due canzoni.


Loriana Lucciarini
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Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, poesie e illustrazioni di FraSté

Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, poesie e illustrazioni di FraSté

Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, poesie e illustrazioni di FraSté

Libri Recensione di Loriana Lucciarini. Dai graffi del cuore nascono parole di FraSté (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una raccolta di poesie in italiano e in inglese, abbinate a illustrazioni, stilizzate e di forte impatto emotivo, che la stessa autrice ha realizzato.

Dai graffi del cuore nascono parole, una raccolta di poesie composte sia in italiano che in inglese, a cui sono abbinate delle illustrazioni che la stessa autrice ha realizzato, immagini stilizzate di forte impatto.
L’Autrice, che si firma FraSté ma in realtà si chiama Francesca Stefania Rizzo, l’ho conosciuta grazie ai vari eventi che Gli Scrittori della Porta Accanto hanno organizzato per gli autori della loro collana, della quale sia io che lei facciamo parte. Lei è una donna solare, che fatica a contenere vitalità e parole, un fiume in piena, un vulcano di energia. Di lei ti colpisce il sorriso luminoso e gli occhi che ti sanno guardare dentro. Sì, perché FraSté ha la capacità di essere diretta e vera, senza orpelli, e le qualità personali si riflettono anche nella sua scrittura e nei suoi graffi, cioè nelle sue poesie che lei si ostina a chiamare in altro modo, forse per una sorta di pudore immotivato che gli esordienti si portano addosso, in un gioco a non prendersi davvero sul serio. E invece dovrebbe, prendersi sul serio, intendo, perché i suoi graffi sanno cogliere l’essenza dell’esistenza e dei mutamenti dell’animo umano con rime intense, fatte di strati di pelle marchiata, segnata da troppi sogni, troppo amore, troppa vita.



Leggere Dai graffi del cuore nascono parole è stato un viaggio dentro l’anima e i pensieri dell’Autrice.

Mi sono lasciata condurre a passo lieve, cullata dal suono della musica; musica e ritmo che i suoi stessi versi hanno, più volte, infatti, ho avuto l’impressione che sarebbero potuto essere benissimo canzoni: alcuni passaggi li ho immaginati travestiti da rif musicali. Graffi musicali che sanno catturare, di immediata lettura e comprensione.
Abbiamo un cuore solo con molteplici cassetti / Diviso per settori che distingono gli affetti / Un cuore che si adatta e che si sa trasformare / Che dopo ogni marea / Disegna spazi nuovi da colmare (…) Nessuno ha due cuori per amare davvero / Chi ti fa fa spazio e ti spiana il sentiero / Spolvera il cassetto da ogni traccia di passato / Lo dipinge con nuovi sogni per lasciarti senza fiato. / Nessuno ha due cuori per due principesse / Chi ti ama non ti incanta con castelli di promesse / Ti vive come il sole, c he ha sempre aspettato / Perché tu, come un’eclissi, sai oscurare il suo passato.
FraSté, Dai graffi del cuore nascono parole – Eclissi, graffio n. 29

È una silloge poetica che rende reali, fatti di parole ed emozioni, di tratti e graffi sulla carta e sull’inchiostro, i sentimenti che si celano dentro al cuore.

Sentimenti in cui noi stessi possiamo trovare i colori che ci rappresentano, che ci accomunano a FraSté. I graffi sono in tutto quaranta: attimi di vita in cui tutti potremmo riconoscersi perché l’universalità dei temi trattati ci unisce.
Quante volte abbiamo sofferto per un sogno infranto?
Quante volte abbiamo dovuto fermare le lacrime e la rabbia di fronte a chi ci ha raccontato menzogne?
Quanti di noi hanno subìto una rottura o il tormento di un’allontanamento?
In tanti potranno dire di aver avuto gli stessi pensieri dell’Autrice, perché tutti crediamo, veniamo delusi, cadiamo e ci rialziamo: è proprio questa innata fragilità di un cuore esposto che ci avvicina. E la magia che nasce tra le pagine di questa silloge è luogo perché i versi sono scritti da una persona empatica, che ha animo da poetessa, capace dunque di sentire l’altro nella sua essenza. E, proprio di Empatia parla una delle poesie, per tratteggiare in versi il legame istintivo, immediato, spirituale che l’Autrice riesce ad avere con gli altri, in questo caso, le altre donne.
Io sono tutte voi donne / Mi nutro delle vostre emozioni / E mi trafiggono le vostre delusioni. (…) Io sento i vostro sangue pulsarmi nelle vene / Mi rubano le notti le vostre infinite pene / Io pago i vostri errori / E mi segnano i vostri dolori / Vi abbraccio e perso i sogni / Quando finiscono i vostri amori. Ma sono anche voi donne / Quando io mi lascio cadere / Le vostre braccia intrecciate / Mi sanno sostenere.
FraSté, Dai graffi del cuore nascono parole – Empatia, graffio n. 9

Legami e sentimenti.

Amore, come tema universale.
E amore che porta con sé la delusione di scoprire che l’altro, sotto la maschera perfetta, cela promesse che diventano falsità. Ne fa una rappresentazione chiara e vera.
Sei senza volto in ogni mio sogno / Poi senza cuore ogni volta che ti incontro / Sei sena luce e verità nelle mie fantasie / Poi ella vita vera solo tenebre e bugie.
Sei dolce, sei forte, sei il vento e sei il sole / In ogni mio volo sei le ali dell’amore / Sei falso, sei vile, sei il buio e il terrore / Appena tocco terra sei l’arma del dolore.
[...]
Ti ho camminato accanto nella gioia e nel dolore / Nei giorni e nelle notti di ogni singola stagione / Poi in ogni istante di reale quotidiano / Tu eri demone, eri resa, eri inganno / Sporcavi e confondevi il sacro col profano. Ormai ho abbandonato i veli dell’incanto / Ti vedo finalmente senza maschera da santo / Mi scivolano addosso parole e giuramenti / Le promesse e i per sempre mi sono indifferenti.
FraSté, Dai graffi del cuore nascono parole – Il bacio sulla bocca, graffio n. 10

Tuttavia, nonostante i graffi e il dolore, FraSté continua a profondere luce e fiducia nella vita.

Si allarga in sorrisi contagiosi, pregni di entusiasmo e non smette di progettare, conoscere, realizzare, credere, amare. Il graffio n. 39, Nemmeno una farfalla, è a mio avviso la poesia più rappresentativa dell’intera raccolta:
Se rinasci farfalla, non pensare alla tua sorte / Lascia perdere fantasmi e inquietudini distorte / Goditi il miracolo di una nuova vita / Vivi ogni avventura come fosse infinita / Pensa ad ogni istante come ad un per sempre / Certa che se voli non può fermarti niente.
FraSté, Dai graffi del cuore nascono parole
Trovo in questi versi un messaggio profondo e positivo, in grado di dare nuovo coraggio, utile a trovare la forza per rialzarsi sempre, di nuovo, comunque. Ancora.
Perché, parafrasando l’Autrice, i cuori impavidi non si fermano, finché sono in volo non può fermarli niente.

L’esistenza, che si imprime su una persona a suon di graffi, a volte scava più piano, altre volte più forte, come diceva De Gregori, ma è sempre un’esperienza bellissima da vivere fino in fondo.


Dai graffi del cuore nascono parole

di Fra Sté
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833666686
Cartaceo 17,10 €
Ebook 2,99€

Sinossi 

Dai graffi del cuore nascono parole / Come nuvole riempiono il cielo / Raccontano storie di un mondo parallelo / Poi come un fulmine a ciel sereno / Ti entrano in testa in un baleno / E vieni percossa da una tale scossa / Che senti vibrare persino le ossa / Ti ritrovi posseduta dallo spirito del cuore / A cucire senza tregua, come una brava sarta / Ogni nuvola che cade sopra un foglio di carta / E come per magia, su tutto quel candore / Affiorano disegni e piovono parole.
Tutti noi abbiamo graffi sul cuore, graffi che appena subiti hanno bruciato e fatto male, graffi che sono svaniti in fretta e hanno lasciato un segno insignificante, graffi che nel tempo, nonostante si siano cicatrizzati, riguardandoli provocano ancora emozioni e sensazioni forti come se fossero freschi di giornata. A volte ci scaldano il cuore perché abbiamo imparato a leggerli con la lente dei ricordi, altre volte bruciano ancora perché non siamo stati capaci di curarli nel migliore dei modi. È proprio da questi graffi, collezionati nel corso delle nostre vite, che rinasciamo ogni volta, perché ogni segno è un piccolo segmento che traccia il corso della nostra esistenza e definisce la mappa del nostro vissuto. Quindi perché rinnegarli o temerli se è a loro che dobbiamo quello che siamo diventati e che diventeremo?


Loriana Lucciarini
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Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, di FraSté

Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, di FraSté

Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, di FraSté

Libri Recensione di Andrea Pistoia. Dai graffi del cuore nascono parole di Fra Sté (PubMe). Uno spaccato di esperienze coinvolgenti e di emozioni devastanti, ma anche poesie che scaldano l’animo e strappano qualche sorriso malinconico.

Premessa: di solito io non leggo libri di poesia (propendo di più per i romanzi), quindi non ho la sensibilità di un appassionato di questo genere letterario. Tantomeno possiedo quel background culturale che mi permette di distinguere alla prima occhiata una poesia ben scritta da una acerba.
Ciò non toglie che io apprezzi ogni forma di arte, soprattutto quando questa mi sorprende e mi emoziona. Ergo, pur essendo ignorante in materia, se una poesia mi trasmette delle emozioni forti, non posso che apprezzarla, a prescindere che chi l’abbia scritta sia un poeta di fama mondiale o un esordiente.
Detto questo, passiamo alla recensione vera e propria dell’opera di FraSté (nome d’arte di Francesca Stefania Rizzo).

Innanzitutto è palese fin dalle prime pagine quanto le poesie siano scaturite dai “graffi al cuore” che ha ricevuto FraSté nell’arco della sua vita, graffi che da una parte l’hanno provata profondamente ma dall’altra l’hanno resa una donna migliore.

Molte sono incentrate sull’amore e le sue mille sfaccettature: da quello romantico che fa battere il cuore all’impazzata a quello straziante che lo spezza, da quello che alleggerisce lo spirito a quello che lascia esanime.
Al tempo stesso, alcune poesie sono un chiaro grido di dolore dell’autrice causato dai mille cambi di rotta che la vita le ha fatto compiere per lo più contro la sua volontà. Situazioni inaspettate e spiazzanti ma proprio per questo ancor più dolorose. Al tempo stesso però si respira tra i versi anche una voglia di riscatto e di lottare. È palese il desiderio di FraSté di uscire dal baratro di un’esperienza distruttiva e di ribellarsi a un destino che la paralizza. Senza contare che lei cerca in ogni modo di riconquistare il perduto equilibrio e di ritrovare una propria stabilità emotiva ma soprattutto una felicità interiore troppe volte soffocata a causa degli sconvolgimenti che la vita le ha riservato.

Ogni poesia è quindi uno spaccato di esperienze coinvolgenti e di emozioni devastanti che hanno travolto l’autrice e l’hanno spinta a dar loro voce attraverso rime e versi a volte spiazzanti, altre commoventi e altre ancora drammatiche.

Per fortuna che, oltre il dolore e la disperazione, oltre l’amarezza e la delusione, c’è spazio anche per la spensieratezza, la leggerezza e la speranza. Nascono così poesie che scaldano l’animo e strappano anche qualche sorriso malinconico, specialmente quando fanno leva sul bambino che c’è in ognuno di noi (vedi la poesia sull’isola che non c’è o quella su alcuni protagonisti delle fiabe).
A volte l’autrice si rivolge al lettore con parole talmente dirette e crude da risultare impossibili da fraintendere. Altre invece comunica attraverso metafore, giochi di parole e concetti astratti. Il tutto sapientemente amalgamato per incantare attraverso repentini cambi di prospettiva e per immergere il lettore ancora di più nelle mille sfaccettature interiori di FraSté.
Valore aggiunto sono anche le poesie in inglese, inserite forse per rendere il libro accessibile anche a coloro che non masticano l’italiano ma vogliono comunque conoscere lo stile, la bravura ma soprattutto la capacità dell’autrice di mettere a nudo la propria anima.
Però tranquilli. Per chi non conoscesse l’inglese tengo a precisare che la maggior parte delle poesie sono scritte in italiano.

Dai graffi del cuore nascono parole è arricchito da molti disegni (uno per poesia) realizzati personalmente da FraSté.

Ognuno rappresenta in modo stilizzato la poesia che va ad anticipare. Senza contare che alcuni disegni sono decisamente originali, accattivanti ma al tempo stesso delicati nella loro semplicità.
Concludo con una considerazione: questo libro di poesie potrebbe essere letto velocemente (in fondo sono poco più di cento pagine). Però il bello non è “divorarlo” frettolosamente e poi riporlo nella propria libreria ma rileggerlo più volte per cogliere e apprezzare anche i dettagli più reconditi. O, meglio ancora, rileggere le poesie nei momenti più disparati della propria vita, soprattutto quelli dolorosi, per rispecchiarsi in esse ma soprattutto per trovare una via di uscita dai propri tumulti interiori.


Dai graffi del cuore nascono parole

di Fra Sté
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833666686
Cartaceo 17,10 €
Ebook 2,99€

Sinossi 

Dai graffi del cuore nascono parole / Come nuvole riempiono il cielo / Raccontano storie di un mondo parallelo / Poi come un fulmine a ciel sereno / Ti entrano in testa in un baleno / E vieni percossa da una tale scossa / Che senti vibrare persino le ossa / Ti ritrovi posseduta dallo spirito del cuore / A cucire senza tregua, come una brava sarta / Ogni nuvola che cade sopra un foglio di carta / E come per magia, su tutto quel candore / Affiorano disegni e piovono parole.
Tutti noi abbiamo graffi sul cuore, graffi che appena subiti hanno bruciato e fatto male, graffi che sono svaniti in fretta e hanno lasciato un segno insignificante, graffi che nel tempo, nonostante si siano cicatrizzati, riguardandoli provocano ancora emozioni e sensazioni forti come se fossero freschi di giornata. A volte ci scaldano il cuore perché abbiamo imparato a leggerli con la lente dei ricordi, altre volte bruciano ancora perché non siamo stati capaci di curarli nel migliore dei modi. È proprio da questi graffi, collezionati nel corso delle nostre vite, che rinasciamo ogni volta, perché ogni segno è un piccolo segmento che traccia il corso della nostra esistenza e definisce la mappa del nostro vissuto. Quindi perché rinnegarli o temerli se è a loro che dobbiamo quello che siamo diventati e che diventeremo?

Andrea Pistoia
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Recensione: Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Recensione: Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Recensione: Il tempo di un caffè, di Silvia Pattarini

Libri Recensione di Ornella Nalon. Il tempo di un caffè di Silvia Pattarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una silloge che racchiude ricordi, emozioni, sentimento, vita.

Cos'è la poesia?
Ce lo spiega in poche righe Silvia Pattarini, nell' introduzione della sua silloge Il tempo di un caffè.
Ci dice che la poesia è alchimia: «una ricetta dove le parole sono l'ingrediente basilare a cui si deve aggiungere sentimento, armonia, musicalità, passione».
Ma afferma che è anche arte, poiché questi ingredienti devono essere dosati e miscelati nella giusta maniera, così da poter donare attimi di felicità oppure, per contro, colpire come un pugno nello stomaco, ma mai lasciare indifferenti.
Leggendo Il tempo di un caffè, mi sono resa conto che Silvia Pattarini è riuscita a realizzare la ricetta in modo magistrale, nella maniera degna di un grande chef poetico, tanto da sapere conquistare anche me, non propriamente cultrice del genere.
Le poesie non sempre sono di facile comprensione; molte di esse sono ermetiche, alcune prevedono un abbondante uso di allegorie e metafore, altre ancora si presentano come un impenetrabile labirinto di parole e un susseguirsi di analogie, ma nulla di questo ha a che vedere con i componimenti di Silvia Pattarini.

Silvia Pattarini, per i suoi versi, usa un linguaggio raffinato ma sostanzialmente semplice che riesce a veicolare con immediatezza i suoi sentimenti, i suoi pensieri.

Le sue, sono poesie evocative, intense, che delineano una certa nostalgia verso il tempo oramai trascorso.

Ora è spenta,
ora è fredda,
ora è vuota,
la piccola finestra.
S'accendono i ricordi.
Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè

Rivelano  la sua ammirazione per la bellezza della natura, con un peculiare interesse per i particolari, per le sfumature.

Verdi, rigogliose, ombrose
le profumate fronde
oscillavano sinuose nella brezza,
e un frullo d'ali
e un'ape
e una farfalla
e una formica
e un prato
e un fiore
allietavano la danza della vita.
Silvia Pattarini, Il tempo di un caffè

È un libro sottile, Il tempo di un caffè di Silvia Pattarini, ma è pieno di ricordi, di emozioni, di sentimento, di vita.
E dopo averlo letto, vorrei rispondere anch'io alla domanda iniziale: «Cos'è la poesia?»
La poesia altro non è che l'espressione dell'anima.

Il tempo di un caffè

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833666501
cartaceo 7,00€
ebook 2,99€

Sinossi
Emozioni, passioni e sentimenti umani. Visioni oniriche, ricordi, momenti che costituiscono frammenti di vita. Ma anche liriche ispirate a fatti di cronaca del nostro tempo, attraverso gli occhi dell’autrice che vuole dar voce a quei sentimenti che fremono dietro muri di silenzio.
Poesie da gustare lentamente, una alla volta, magari nel tempo di un caffè.

«Se Poesia è nutrimento per l’anima, coltivo germogli di eternità.»
Silvia Pattarini

«Le parole di Silvia Pattarini scaldano il cuore, esattamente come una tazzina di caffè fumante. La sua è una Poesia delle piccole cose che contano, che crescono, che si possono ammirare da lontano, che restituiscono un valore perduto nel tempo in cui viviamo.»
Marina Atzori

Ornella Nalon - Gli scrittori della porta accanto

Ornella Nalon
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Recensione: I legami sottili dell'anima, una silloge di Loriana Lucciarini

Recensione: I legami sottili dell'anima, una silloge di Loriana Lucciarini

Recensione: I legami sottili dell'anima, una silloge di Loriana Lucciarini

Libri Recensione di Ornella Nalon. I legami sottili dell'anima  di Loriana Lucciarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una silloge che si adatta all'anima della poetessa come una pelle. 

La poesia è la forma letteraria che più lascia trasparire l'essenza dell'autore. A volte, può sembrare inesplicabile, altre, necessita di una attenta lettura e forse di una rilettura, altre ancora è di una immediata comprensione; comunque sia, rappresenta “la pelle del poeta” come diceva Alda Merini. Un vestito attillato che lascia generosamente intravvedere le sue forme, quelle dell'anima.

Charles Bukowski asseriva che la poesia dice troppo in pochissimo tempo.

Non credo che I legami sottili dell'anima raccontino troppo di Loriana Lucciarini, ma sicuramente tanto. La silloge ce la fa conoscere in tutta la sua completezza di donna sensibile, sentimentale, anche lottatrice, ma solo per difesa e mai d'attacco.
Ella ci racconta la sua realtà negli interstizi più profondi, senza nascondere nulla, esimendosi dal coprire di pudici veli alcuna sfaccettatura del suo sentire.
I legami sottili dell'anima si presenta ricca di componimenti lirici, alcuni dei quali anche molto brevi, di soli pochi versi, ma da subito, il lettore stabilisce un legame empatico che lo porta a sentirsi parte della stessa storia, della stessa vita.


L'inizio si presenta con strofe dal contesto malinconico, se non proprio triste; l'autrice sembra temere bui presagi, si sente graffiare il cuore ma, soprattutto, soffre per qualche mancanza.

Questo dolore sembra una costante, si ripresenta più volte, come a rimarcare una nostalgia sottile ma profonda, che attinge solo dai ricordi un flebile sollievo.
Continuando, si rileva una tenue, quasi impercettibile nostalgia del passato e si percepisce che Loriana Lucciarini ha combattuto varie battaglie, alcune delle quali devono essere state molto aspre, ma alla fine, traspare nitido il suo giusto orgoglio per aver vinto la guerra ed esserne uscita rafforzata e migliore di prima.
I suoi sentimenti sono intensi, profondi; nulla la sfiora per lasciarla insensibile, ma tutto le entra a fiotti per arricchirla, impreziosirla.
I legami sottili dell'anima, con le sue poesie di impatto immediato, è tutto questo, ma anche un'apologia all'amore, all'amicizia e a tutti quei legami che impreziosiscono e arricchiscono la vita.
«I legami sottili invisibili quelli tra le anime non si spezzano mai.»


I legami sottili dell'anima

di Loriana Lucciarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8891047014
Cartaceo 9,50€
Ebook 2,99€

Sinossi 

«Mi piace immaginare i rapporti tra le anime come un grande albero con migliaia di foglie. Le foglie che si trovano sul tuo ramoscello ti sono intimamente vicine.» (Brian Weiss) Cosa accade quando due anime affini vengono separate? Cosa si prova quando ci si mette in collegamento con qualcun altro a noi caro, anche se lontano? Che emozioni scaturiscono quando si riesce a percepire l’energia dell’universo? Cosa avviene nel cuore di chi ritrova la propria anima gemella? Le poesie colgono proprio questi momenti, brevi attimi elevati d’illuminazione. Ecco ciò che provo a fare, un tentativo per arrivare al cuore di ogni piccola foglia, dentro a ogni anima in essa racchiusa, con il filo sottile che lega ognuno di noi all’altro.
Ornella Nalon - Gli scrittori della porta accanto

Ornella Nalon
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Recensione: I legami sottili dell'anima, di Loriana Lucciarini

Recensione: I legami sottili dell'anima, di Loriana Lucciarini

Recensione: I legami sottili dell'anima, di Loriana Lucciarini

Libri Recensione di Samantha Terrasi. I legami sottili dell'anima di Loriana Lucciarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una delicata e profonda trama di emozioni, per ricordarci che siamo tutti connessi e permeabili alle diverse sfumature della vita.

I fili creano relazioni. La loro durata dipende dalla qualità con cui si cuciono i sentimenti. Alcune volte si spezza. Altre rimane sospeso o si annoda. Siamo tutti così intimamente connessi? O come un’ostrica permeabili? E se non ci fossero solo due visioni delle cose?
Loriana Lucciarini vorrebbe arrivare al velo che c’è intorno alla sua anima. Annusa il ricordo del dolore nelle sue prime poesie, gli strappi che la vita ci dona come esperienza. Tramuta il ricordo in gocce, corpi estranei che l’ostrica leviga per proteggersi.
Diventeranno perle che l’autrice trasforma in parole ricoperte di madreperla. Loriana Lucciarini è diretta nella sua poesia, ma allo stesso tempo concentra dentro il suo velo, che va dipanato, tutto il dolore.

Sempre più convinta
che gli unici legami che non si spezzano
siano i legami d'anima.
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima
La morte è l’evento traumatico che ognuno di noi ha provato. Ogni assenza è uno strappo che Loriana Lucciarini non nasconde nella sua poesia e cerca di tessere comunque una trama. Una trama che ci appare sofferta e illuminante allo stesso tempo. Il ricordo, l’amore tendono a diluire questo immerso dolore.
Eppure il pensiero ti riconduce a me
al mio sorriso, alle mie mani, al mio amore...
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima

La mancanza è un frutto dell’età adulta quando vorresti tornare il bambino che, spensierato, giocava.

La mancanza può creare una trincea dove la poesia di Loriana Lucciarini tende a sprofondare per avvicinarsi al velo che protegge l’anima. Elemento imprescindibile per la poetessa perché lo difende dai rimpianti e dai rimorsi. Ma la mancanza è una morsa che quando prende il cuore lo stringe e i fili si annodano.
La forza che proviene dal sapere di poterci riuscire,
dall'aver vinto le proprie paure,
dal superare il momento più brutto
ed esserne uscito non solo nuovo,
ma rinato.
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima

La poesia come l’animo si fa carico anche delle emozioni altrui.

Quelle belle la illuminano. È come vedere il sorriso dell’autrice che si apre guardando un paesaggio infinito che si immerge lentamente nella bellezza di cui gli occhi sono una tenera testimonianza del rallegrarsi dell’anima.
Nel respiro della notte
il tuo odore mi accompagna
tra il cielo e i sogni.
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima

E la notte conserva i suoi sogni.

Stelle. Forse banale l’assonanza ormai comune che porta i sogni dentro la notte e in braccio alle stelle. Ma l’anima può percepirne la banalità? No, lei si nutre di bellezza. Respira la beltà di ogni luogo o condizione che però, ed è questo l’accento più forte nelle liriche di Loriana, si scontra con la sofferenza.
E su questa eterna lotta l’autrice ha creato i suoi fili di versi. Parole che si cuciono anche all’anima. Il legame di Loriana Lucciarini con suo padre che va oltre gli occhi, il sentire con mano. Una straziante assenza che la poetessa non accetta, ma coltiva nel suo personalissimo, intimo legame. Siamo tutti anime connesse perché l’amore ha generato fili che le tengono unite. È il suo credo, la sua poesia.
E immaginiamola adesso l’anima che sale su un’altalena.
Ondeggia tra una dilaniante mancanza e il tesoro più grande: l’aver trovato l’anima gemella. Un’oasi di colori pervade ora l’orizzonte, facendoci sognare. È il temporale d’estate che fa brillare il terreno dopo la pioggia. È l’incontro inaspettato con il destino che squarcia un piccolo velo. È un “approdo sicuro”. Loriana Lucciarini l’ha trovata e non la nasconde.

Ci si immerge nell’amore ed è delicato ed intenso al tempo spesso.

Un tempo che è uno spazio fisico.
È un filo tessuto e tramato con imprecisione, ma saldo verso il futuro. Un’invisibile sarta cuce dentro il cuore dell'autrice che non teme più il male. O se lo teme riesce a domare il dolore, non è più sola. E le liriche diventano parole che leniscono anche dove non arrivano. Tempo che converge in poche immagini verso la fine della sua raccolta, “fili dimenticati”, anime rattrappite, ma c’è una speranza: l’acchiappasogni.
L'acchiappasogni di giorno riposa
nel suo letto morbido posto agli angoli del buio,
mentre la notte rimbalza tra le nuvole
con il suo cestino intessuto di stelle.
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima

Tutti ne dovrebbero avere uno. Tutti dovrebbero avere tanti sogni fuori dal cassetto.
Egli tende la mano verso i tetti delle città
e, silenziosamente, cattura i sogni dei bambini
– che son i più colorati e belli –
per farne coriandoli.
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima

Al sogno non c’è destino, solo destinazione.

Sono i coriandoli di speranza
che l'acchiappasogni soffia sulle cupe teste degli uomini
per dar un po' di luce al loro riposo.
Loriana Lucciarini, I legami sottili dell'anima
Mutevole e leggero, corre. Inseguilo, io l’ho fatto, sembra dirci l’autrice. Amalo, curalo e cuci ogni sogno all’anima. Grazie Loriana Lucciarini per questa delicata e profonda trama di emozioni. Sì, siamo tutti connessi e permeabili a tutte le sfumature della vita. E continueremo ad esserlo anche se questi fili non riusciamo a vederli tutti come si presentano, ma continueremo a crederci.


I legami sottili dell'anima

di Loriana Lucciarini PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8891047014
Cartaceo 9,50€
Ebook 2,99€

Sinossi 

«Mi piace immaginare i rapporti tra le anime come un grande albero con migliaia di foglie. Le foglie che si trovano sul tuo ramoscello ti sono intimamente vicine.» (Brian Weiss) Cosa accade quando due anime affini vengono separate? Cosa si prova quando ci si mette in collegamento con qualcun altro a noi caro, anche se lontano? Che emozioni scaturiscono quando si riesce a percepire l’energia dell’universo? Cosa avviene nel cuore di chi ritrova la propria anima gemella? Le poesie colgono proprio questi momenti, brevi attimi elevati d’illuminazione. Ecco ciò che provo a fare, un tentativo per arrivare al cuore di ogni piccola foglia, dentro a ogni anima in essa racchiusa, con il filo sottile che lega ognuno di noi all’altro.
samantha-terrasi

Samantha Terrasi
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Recensione: Deviazioni, di Manuel Aldrovandi

Recensione: Deviazioni, di Manuel Aldrovandi

Recensione: Deviazioni, di Manuel Aldrovandi

Libri Recensione di Silvia Pattarini. Deviazioni di Manuel Aldrovandi (PubMe - Collana Gli scrittori della porta accanto). Le incognite, gli imprevisti che si incontrano mentre si percorre la vita.

Deviazioni è la prima raccolta poetica di Manuel Aldrovandi.
L' #hashtag di apertura mi ha fatto subito sorridere: un buon auspicio per tutti.
Il titolo e la copertina balzano subito all’occhio: le deviazioni simboleggiano le incognite, gli imprevisti che si incontrano mentre si percorre la vita.
Il libro è diviso in due parti e si apre con le opere degli anni della maturità tra viaggi, città e luoghi meravigliosi; intreccia personaggi stravaganti e comportamenti deliranti. Il poeta Manuel Aldrovandi, in queste liriche racconta di città, come se si riferisse ad una bella donna, «sei bella e spietata Trieste», e prosegue riferendosi a Barcellona:
Sei uno spiraglio lontano
nella terra desolata dei
miei sogni
Manuel Aldrovandi, Deviazioni

Un’armonia di parole accompagna il lettore in luoghi meravigliosi, tutti da scoprire.

La pioggia è un elemento ricorrente nelle sue liriche quasi a simboleggiare il suo stato d’animo, malinconico.
Manuel Aldrovandi vede nel mare un simbolo di potenza, la forza della natura, o forse il mare delle disillusioni? Incanta con poesie dedicate ai mesi e alle stagioni, che affronta con estrema sensibilità.
La musica scorre tra le righe e s'alterna alle anafore di "Round midnight" e "Solid rock", fa da sfondo in "Brothers in arms".
Nella seconda parte del libro le opere giovanili raccontano di amori passati: il poeta alterna poesie molto romantiche degli anni dell’università con altre intrise di rabbia, a causa di una società sempre più povera di valori.

La lettura di Deviazioni di Manuel Aldrovandi si rivela un’esperienza suggestiva.

Un susseguirsi di emozioni, una malia e un’eufonia di parole modulate con cura e sentimento, scandite con passione, a volte con rabbia.
Si può leggere tutto d’un fiato oppure con calma, sfogliando qualche lirica un po’ alla volta.
Un libro destinato a tutti gli amanti della poesia e della bellezza. Molto consigliato anche come regalo, perfetto a Natale o per un compleanno.


Deviazioni

di Manuel Aldrovandi
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833667102
cartaceo 10,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Eravamo abbracciatitra foglie cadutedal cielo, e ramiportati dalle onde,giorni trascinatinei tuoi baci.E la vitaera schiuma,dolce carezzaassopita.Poesie introspettive degli anni universitari, intrise di rabbia e amore, un percorso interiore ricco di psichedelia e beat generation.Deviazioni da percorsi stabiliti a priori.Poesie della maturità, tra viaggi e incontri stravaganti, luoghi imperdibili scoperti per caso, comportamenti deliranti. Si respira il mondo, la potenza degli elementi rappresentata dal mare, e una certa disillusione nella natura umana.Deviazioni che non possono abbattere la forza della vita e le piccole gioie quotidiane.

«La vita brucia quando è piena, a volte fa male, porta tante soddisfazioni quando è sofferta, ed è ciò che ho sempre voluto.»
Manuel Aldrovandi

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, di FraStè

Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, di FraStè

Recensione: Dai graffi del cuore nascono parole, di FraStè

Libri Recensione di Silvia Pattarini. Dai graffi del cuore nascono parole di FraStè (PubMe - Collana Gli scrittori della porta accanto). Graffi e disegni che raccontano in versi le cicatrici, esaltandone la bellezza come nell'antica tecnica giapponese del "kintsugi".

Dai graffi del cuore nascono parole è il libro d’esordio di FraStè (Francesca Stefania Rizzo).
Una bella raccolta illustrata di poesie e disegni. Il libro è davvero particolare. Da un lato ci sono le illustrazioni realizzate dall’autrice con la tecnica del disegno autocad, dall’altro le poesie, che lei definisce “graffi”.
Nei disegni ricorre sempre il motivo di un cuore rosso, un cuore intorno al quale è stata costruita una corazza.
Un cuore che col tempo è diventato forte, è in grado di affrontare le avversità quando la vita presenta il conto.
Un cuore ferito, ma che trova la forza di non sgretolarsi in mille pezzi.

La particolarità della raccolta nasce dal termine “graffi” che è molto emblematico. Il graffio di per sé rappresenta una ferita che ha segnato il cuore della poetessa.

La ferita può essere ancora aperta, oppure si è saldata ma è rimasta la cicatrice.
Trovo perfetto l'accostamento dei suoi "graffi" all'antica tecnica giapponese del "kintsugi" o "kintsukuroi" che consiste nel riparare oggetti rotti con un metallo pregiato, che può essere argento o oro. In questo modo l'oggetto in questione si rinnova e diventa prezioso. Questa tecnica rappresenta la metafora della vita che cambia e che, attraverso le ferite, si rigenera.
La poetessa FraStè, ha abilmente impreziosito i suoi graffi con i disegni, rendendo così le poesie ancora più preziose. Inoltre ha saputo valorizzare le sue cicatrici e raccontando la sua storia, in versi, ne ha esaltato la bellezza.
Francesca Stefania Rizzo esterna attraverso i suoi graffi un mondo di sentimenti, emozioni, che la portano a evadere da un dolore o da una delusione, sono quindi versi salvifici.
Come spesso accade la poesia ci salva da un mondo che ci sta stretto e ci intossica. Cita lei stessa: «un modo per vincere e superare davvero paure e delusioni è decidere di invitarle a cena, sedersi con calma a tavolino e guardarle negli occhi».

I temi affrontati nelle sue rime sono molteplici. Spaziano dal dolore provocato dalla solitudine della quarantena e del Covid, a un amore passato, agli inganni di un amore bugiardo, alle incertezze e alle inquietudini dell’anima.

Alcuni di questi “graffi” hanno una musicalità che li rende testi perfetti per canzoni.
É con grande sensibilità che Francesca Stefania Rizzo affronta anche temi molto attuali come la violenza sulle donne e sui minori.
Degni di nota sono i graffi in lingua inglese, che risultano fruibili anche a livello internazionale.
Una raccolta di parole semplici ma molto efficaci, parole che a volte bruciano ma che vanno dritte al cuore. Complimenti a Francesca Stefania Rizzo per aver ricamato la poesia con irresistibile semplicità.
Consiglio questo libro a tutti gli amanti della poesia, ma anche a coloro che sanno apprezzare l’arte in tutte le sue forme. È indicato anche ai più refrattari alla poesia, che sapranno, attraverso questi versi semplici ma non scontati, sublimarsi e magari identificarsi tra le parole della poetessa.


Dai graffi del cuore nascono parole

di FraSté
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesie illustrate
ISBN 978-8833666686
cartaceo 18,00€
ebook 2,99€

Sinossi

Tutti noi abbiamo graffi sul cuore, graffi che appena subiti hanno bruciato e fatto male, graffi che sono svaniti in fretta e hanno lasciato un segno insignificante, graffi che nel tempo, nonostante si siano cicatrizzati, riguardandoli provocano ancora emozioni e sensazioni forti come se fossero freschi di giornata. A volte ci scaldano il cuore perché abbiamo imparato a leggerli con la lente dei ricordi, altre volte bruciano ancora perché non siamo stati capaci di curarli nel migliore dei modi. È proprio da questi graffi, collezionati nel corso delle nostre vite, che rinasciamo ogni volta, perché ogni segno è un piccolo segmento che traccia il corso della nostra esistenza e definisce la mappa del nostro vissuto. Quindi perché rinnegarli o temerli se è a loro che dobbiamo quello che siamo diventati e che diventeremo?

Dai graffi del cuore nascono parole / Come nuvole riempiono il cielo / Raccontano storie di un mondo parallelo / Poi come un fulmine a ciel sereno / Ti entrano in testa in un baleno / E vieni percossa da una tale scossa / Che senti vibrare persino le ossa / Ti ritrovi posseduta dallo spirito del cuore / A cucire senza tregua, come una brava sarta / Ogni nuvola che cade sopra un foglio di carta / E come per magia, su tutto quel candore / Affiorano disegni e piovono parole


Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
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Recensione: Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Recensione: Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Recensione: Sotto le nuvole, di Loriana Lucciarini

Libri Recensione di Nicolò Maniscalco. Sotto le nuvole di Loriana Lucciarini (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Un percorso doloroso attraverso le poesie, per raggiungere un nuova dimensione.

Ho letto la silloge poetica Sotto le nuvole di Loriana Lucciarini e proverò a trascriverne l’emozione e, soprattutto, il messaggio che l’autrice ha voluto regalarci. Innanzi tutto, occorre dire che Loriana Lucciarini si è ispirata alla musica e alle bellissime parole di Cisco Bellotti nella sua canzone Sotto le nuvole ed io ho voluto sperimentare quest’emozione leggendo alcune poesie ascoltando la musica di Cisco. Devo dire che il mood emotivo c’è stato.
Ma ora veniamo all’opera di Loriana Lucciarini che, come la canzone, ha voluto intitolare Sotto le nuvole. Attraverso le sue poesie l’autrice fa un percorso doloroso fino a raggiungere un nuova dimensione.

Il filo conduttore è la rinascita dell’anima e questa non può avvenire senza un travaglio. 

Quindi l’anima, per rinascere, deve patire una devastazione per poi, tramite la sofferenza, sbocciare a nuova vita.
La rinascita presuppone un cambiamento, appunto una nuova nascita, con nuove speranze, ma con la possibilità di nuovi travagli e nulla sarà più come prima, infatti, Marilena Ferrante, nella prefazione dell’opera, fa questa riflessione.
Mai torneranno le giornate di sole se solo l’inverno inciderà i suoi petali nodosi sulla sfera delle insicurezze, dei dubbi, delle verità mai accettate, delle incursioni di facili percorsi, divenuti catene di intenti e disperate caverne di solitudine.
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole
Sarà l’autrice a cercare il ritorno a quelle giornate assolate, tramite una reazione alle traversie della vita.

La Lucciarini sa che c’è una possibilità di uscire dal vortice del dolore, ma sarà un cambiamento tormentato perché non c’è cambiamento senza tormento.

Dovrà accettare la sofferenza per armonizzare se stessa con la propria anima e compiere le proprie scelte anche fossero dolorose.
Durante la lettura delle poesie, ho avuto l’impressione che la ricerca del dolore, per poi trovare la salvezza, faccia parte dell’animo di Loriana, infatti, nella lirica conclusiva si evince quanto dolorosa, ma luminosa sia questa ricerca.
Non sono solo un essere di luce, amore, gioia,
dentro di me c’è anche il buio,
avanzi di nero pece, fredda stanza senza appigli,
senza finestre, senza niente a me caro.
Se sorrido, a volte, è solo per andare avanti,
ma, dentro, questo mostro mi divora,
brandelli di luce e speranza,
spazza via ricordi e fotografie.
Dilaniata,
vedo volare via ansiti di gioia,
sogni trasformarsi in illusioni,
illusioni congelarsi in delusioni,
delusioni produrre dolore,
dolore incendiarmi dentro,
finché niente più c’è,
finché non rimane solo freddo e buio.

Ma poi, lentamente, riprende a filtrare la luce
E la mia anima vi si aggrappa
la mia anima è fatta per la gioia
Come una fenice risorgo dalle ceneri
Forse più forte, forse più leggera.
Si è sempre più leggeri
quando i sogni non ci impediscono più di vivere,
quando abbiamo nuovamente liberato noi stessi.
Ecco… io non sono solo un essere di luce,
ma è proprio dalla luce che rinasco,
sempre.
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole

La mia impressione è confermata dal titolo della lirica: Io, Loriana, infatti, rappresenta proprio lei, l’autrice.
La poesia è divisa in due parti che testimoniano benissimo l’uscita dal tunnel – per dirlo con termine abusato – e il ritorno alla luce: «Ma poi, lentamente, riprende a filtrare la luce E la mia anima vi si aggrappa»

Il percorso fatto da Loriana Lucciarini si evince fin dalle prime poesie.

Tra queste c’è: Hai ragione dove traspare l’assoluta assenza di speranza nel futuro, fino a una distruzione interiore in Crolla tutto dentro di me e Lentamente muore. Poi subentra la rassegnazione e la perdita nelle poetiche Quando l’amore fa male e Una felicità troppo facile. Infine, la rinuncia, la rottura in Broken.

I sogni… che ci fai con i sogni
quando la realtà ti sbatte in faccia a 250 km orari
e le fragili certezze che prima avevi
si disgregano in mille pezzi
mille pezzi di te?
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole

Con la domanda finale che dà incertezza.

Man mano, le poesie che seguono danno quiete, ricordi e anche pillole di speranza, di salvezza.

Ma soprattutto consapevolezza seppur in piena solitudine, fino a fermare i pensieri… che è il titolo di quest’altra lirica:
Fermare i pensieri,
che impazziti rimbalzano nella mia testa,
per potermi godere l’ora - l’adesso!
Loriana Lucciarini, Sotto le nuvole
Dove traspare una nuova leggerezza che porterà fino alla lettura delle ultime poesie testimoni della rinascita dell’anima, ma sempre con una grandissima sofferenza.


Sotto le nuvole

di Loriana Lucciarini
PubMe - Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Poesia
ISBN 978-8833665511
cartaceo 9,50€

Sinossi

«Loriana Lucciarini nelle sue liriche riporta il valore della forza dell’abbandono emotivo, della emancipazione della donna dalla schiavitù della mediocrità, dalla calunnia delle folle affamate di tristezza e disegna una grammatica dell’amore e della sofferenza che si aggancia alla forza della riconoscenza verso se stessa, quella creatura amata, respinta, ma protagonista assoluta delle sue scelte. Indomita, istintuale creatura che afferra, deforma, contorce e poi riannoda la fiamma della sua intima creatività di donna votata alla vita, quella intensa che si riesce a vivere solo se si posseggono gli strumenti adeguati quelli del coraggio, della consapevolezza di sé e dell’amore per se stessi, mascherato di tormentata passione di vivere.»
– dalla prefazione di Marilena Ferrante

Il percorso di rinascita, le evoluzioni di un’anima, che affronta la realtà della vita e del cambiamento con il coraggio di ricercare la propria serenità, anche a costo di fatica e dolore.Nulla è più appagante del poter abbracciare il proprio destino, dopo aver pagato personalmente ogni scelta che ha portato ad esso.Il mood della silloge si ispira alle note di “Sotto le nuvole”, di Cisco.
Nicolò Maniscalco Gli scrittori della porta accanto

Nicolò Maniscalco
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Recensione: Parole migranti, a cura di Barbara Gabriella Renzi

Recensione: Parole migranti, a cura di Barbara Gabriella Renzi

Recensione: Parole migranti, a cura di Barbara Gabriella Renzi

Libri Recensione di Loriana Lucciarini. Parole migranti, a cura di Barbara Gabriella Renzi (Pav Edizioni). Donne con la valigia, che portano cuciti addosso i pezzi della propria vita, i profumi di casa, i ricordi del prima.

Donne expat, lontane dall’Italia.
Donne all’estero. Donne con la valigia, che partono con un bagaglio speciale di forza e preparazione professionale, portandosi cuciti addosso i pezzi della propria vita, per avere dentro i profumi di casa, i ricordi del prima.
Partire leggeri: solo l’indispensabile.
Indispensabile che, a volte, è racchiuso in una valigia vuota, piena di sospiri, emozioni, attimi cullati nella memoria che si tengono stretti per non farli fuggire via. I panni stesi al sole, il profumo di limoni, la voce della mamma che chiamava dalle scale, il rumore dell’auto del nonno o l’aroma del ragù di sugo, quello buono della domenica.
L’indispensabile come l’amore della propria famiglia che, da presenza costante si trasforma in assenza colma di affetto, capace di adattarsi ai tempi dei social network pur di esserci sempre, anche nella distanza, come ci spiega bene il testo di Caterina Donzelli.
Partire leggeri: solo una valigia.
La valigia diventa simbolo della vita da expat e, come scrive Anna Fresu, si trasforma in casa, con «pareti che cambiano, che si dilatano che si restringono. […] La mia casa a volte è piena, a volte vuota. Piena delle memorie e dei giorni, vuota del tempo che resta e di tutte le assenze. La mia casa ho spazzato di tutti i rimpianti e a volte anche di speranze.»

Partire, per trovare cosa?

Per trovare silenzi e stanze vuote. A volte diffidenza, opposizione, risate sugli stereotipi comuni degli italiani. Altre volte per trovare accoglienza, sorrisi e, quando capita, anche porte sbattute in faccia, sfondate poi a suon di forza di coraggio. Per alcune promozioni e ambizioni raggiunte, successi. Per altre invece, la consapevolezza di aver trovato il posto giusto per sé.
Le donne di Parole migranti vorrebbero un sorriso in più, figlio della comprensione; o uno sguardo più lungo del solito, di chi vede per davvero. Vorrebbero essere capite nella difficoltà di ragionare con due cervelli diversi, che parlano e riflettono in due lingue. Desidererebbero essere comprese, nella difficoltà di accettare il nuovo e nel bisogno di tenere anche il vecchio. Vorrebbero essere supportate nella fatica di mettersi alla prova e scardinare stereotipi, per dimostrare chi sono e quanto valgono.
Il racconto Lettera a un’amica di Maria Filì rende chiaro il bisogno di sentirsi accolte e comprese, soprattutto da chi vive la stessa esperienza da expat.

Parole migranti: poesie, racconti, diari e lettere.

All’interno dell’antologia troverete le poesie di Barbara Gabriella Renzi, Grazia Fresu, Maria Filì, Viviana Fiorentino, Anna Fresu, Eliana Leshaj, i racconti di Amazona Hajdaraj, Emma Fenu, Maria Filì, Anna Fresu, Barbara Gabriella Renzi, Paola Casadei, i diari e le lettere di Maria Filì, Caterina Donzelli, Maria Luisa Malerba, Laura Saija, Giovanna Pandolfelli, Laura Cavalcante, Silvia Lazzarini.
Introduzioni di Francesca Cappelli, Mara Onasch, Barbara Gabriella Renzi
Postfazione di Ramona Parenzan.
Una raccolta di voci e parole condensate in pagine piene di emozioni: Parole migranti arriva dentro l’anima con ondate di marea, portandoci i profumi e i colori del nostro Bel Paese per restituirci un’identità collettiva che troppo spesso manca.
Consiglio questo libro perché, proprio come scrive nella prefazione poetica Barbara Gabriella Renzi, è «un libro da indossare e da sentire tra i capelli».


Parole migranti, a cura di Barbara Gabriella Renzi

Parole Migranti

a cura di Barbara Gabriella Renzi
Pav Edizioni
Antologia
EAN 9791280126115
Cartaceo 12,00 €

Sinossi 

"La migrazione cambia. Le culture, come le persone, si incontrano e si scontrano e gli intrecci di vita, spazio e geografia ci modificano in modi impensati. Sono variazioni a cui a volte siamo impreparate. E che a volte ci aspettiamo. Noi donne, qui, in questa antologia, esprimiamo gli incontri e gli scontri in forma di poesie, lettere e brevi storie, in forma di abbracci, lasciati alle parole, di lacrime e di gioia che si trasformano in segni sulla carta. Un'antologia questa composita, costituita da generi diversi, perché siamo donne diverse con modalità d'espressione nostre, differenti le une dalle altre: troverete poesie, lettere e racconti brevi di donne migranti che vivono in diverse parti d'Europa e del Sud-America e in Africa. È un'antologia multiforme come la vita; è un ponte di parole che collega voi e noi e unisce le nostre mani nell'intreccio dell'esistenza".



Loriana Lucciarini
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Scrittori: intervista ad Alessandro Saluzzi

Scrittori: intervista ad Alessandro Saluzzi

Scrittori: intervista ad Alessandro Saluzzi

Caffè letterario Intervista a cura di Silvia Pattarini. Alessandro Saluzzi torna con un nuovo libro di poesie: Versi di vita (Youcanprint). «È come scrivere la mia vita su tanti post-it.»

Diamo il benvenuto ad Alessandro Saluzzi, grazie per avere scelto il nostro web magazine di approfondimento culturale. Raccontaci qual è stata quell’alchimia, quella scintilla interiore che ti ha spinto a scrivere Versi di vita.

Buongiorno a voi. Grazie di avermi dato la possibilità di questa intervista.
La passione per la scrittura è nata con il primo libro Pensieri, provando per gioco nuove emozioni. Poi continuando ho scoperto che era molto piacevole scrivere.
Scrivere mi piace
mi rilassa,
come pensare al mare
una piacevole sensazione ti sale.
Non vedi l'ora di ritornare,
per scrivere,
per vivere.
Alessandro Saluzzi, Versi di vita

Ci ricordi i titoli delle tue precedenti pubblicazioni?

Pensieri, pubblicato nel 2017, con ilmiolibro.it. Pensieri scritti senza neanche un criterio come fossero tanti post-it, 46 pagine, impaginato piccolo come un opuscolo. E ora Versi di vita, 128 pagine di poesie.

Versi di vita: ci riveli qualche curiosità?

Essendo un libro di poesie non ha una vera e propria trama, parla di emozioni e sentimenti ma anche avventure sia in prima persona che non.
Ti vedo tra le nuvole
i tuoi occhi riflettono
la luce del sole.
Emozioni mi prendono.
I tuoi capelli,
si muovono col vento,
che bel momento...
Sto guidando e guardo il cielo
dove sei tu in questo momento.
Sei ancora splendida,
sei la mia guida,
sei le mie grida,
sei la mia sfida.
Alessandro Saluzzi, Versi di vita

Con Versi di vita ti fai portavoce di qualche messaggio particolare, o ti proponi esclusivamente di intrattenere piacevolmente il lettore?

Intrattenere piacevolmente il lettore.

Alessandro Saluzzi preferisce scrivere con carta e penna, o meglio la tastiera?

Scrivo meglio con carta e penna, preferisco il metodo tradizionale.

Ti è mai capitato di doverti confrontare col famigerato “blocco dello scrittore”? Come l’hai superato?

Ci sono momenti in cui scrivo molto e altri momenti in cui scrivo meno, non lo chiamerei blocco, ma pausa riflessiva.

Alessandro Saluzzi ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio i complimenti per il tuo libro, augurandoti che sia un vero successo! In bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!



Versi di vita

di Alessandro Saluzzi
Youcanprint
Poesia
ISBN 978-8827860984
cartaceo 21,00€
ebook 5,49€

Sinossi
"Una raccolta di pensieri scritta come una poesia in versi. Contenenti emozioni e sentimenti, perlopiù annotazioni spontanee e del tutto casuali. Momenti di vita raccontati sotto alcuni punti di vista messi alla prova da cambiamenti improvvisi, vissuti anche in prima persona. Amici, conoscenti, le persone che ho incontrato lungo il mio cammino hanno dato tanto affinché mi sentissi arricchito in emozioni e sentimenti e partecipe di momenti indimenticabili." (L'autore)

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Madre di tre figli, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.
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Recensioni: Due secondi di troppo e Greatest Poems

Recensioni: Due secondi di troppo e Greatest Poems

Recensioni: Due secondi di troppo e Greatest Poems

Libri Mini recensioni di Beatrice Rurini. Due secondi di troppo di Andrea Mauri, Il Seme Bianco, e Greatest Poems di Lawrence Ferlinghetti, il grande interprete della beat generation.


Una vecchia veggente malata di Alzheimer, un figlio che l'accudisce e cela un doloroso segreto.

Malattia e amore caratterizzano questo romanzo, molto intimo e pieno di spunti di riflessione.
Cosa non si farebbe per una madre che l'Alzheimer se la sta portando via, ogni giorno una sfida nuova per evitare di cadere in un limbo da cui non c'è ritorno. Solo un profumo ed un mazzo di carte sembrano avere la meglio sulla memoria che se ne va.
E cosa non farebbe una madre che sa che il proprio unico figlio ha un segreto che da solo è riuscito ad interiorizzare e a superare: lo stupro subito da adolescente.
Ora, attraverso l'immaginazione e il racconto per immagini, prova a riportare indietro nel tempo la madre, a farle recuperare la memoria e a tenere vivo il ricorso dei sentimenti che sembrano sfuggirle. E ad ogni nuovo giorno un incrocio di sguardi madre-figlio e figlio-medico fanno la differenza.
Situazioni plausibili, tematica non banale e più che contemporanea, linguaggio fluido rendono scorrevole la lettura.

Due secondi di troppo

di Andrea Mauri
Il Seme Bianco
Narrativa
ISBN 978-8833610047
Cartaceo 11,81€

Sinossi
Beatrice è una veggente. Antonello, suo figlio, l'accudisce da anni in clinica. Lui trascorre le giornate aiutandola a ricordare. Lo fa a modo suo. Si improvvisa attore, organizza scenette, le rammenta le riunioni con le amiche a leggere i tarocchi, gli spettacoli alla tv in bianco e nero, le vacanze insieme, gli amori, le delusioni.


La più recente e aggiornata antologia di un autore che è una vera e propria icona mondiale della poesia dal secondo Novecento a oggi.

Figlio dell'America dei grandi orizzonti, degli eccessi e della contestazione, non ha timore del foglio bianco che riempie di getto e prendendosi tutto lo spazio disponibile. Appare sin da subito questa sua prerogativa che spazia da destra a sinistra catapultando i suoi pensieri nell'ampiezza data dalla pagina.
Scorrono fluide le parole, con ritmi ed immediatezza, informali e libertine, ricche di umana spiritualità.

Greatest Poems

di Lawrence Ferlinghetti
Mondadori
Poesia
ISBN 978-8804687504
Ebook 7,99€
Cartaceo 18,70€

Sinossi
Questo suo libro (tradotto da Leopoldo Carra) costituisce la più alta sintesi di un lavoro che parla dalla metà del secolo scorso (con «Pictures of the Gone World», 1955) per arrivare a tempi recentissimi (con «Blasts Cries Laughter», 2014) a testimonianza di una vitalità creativa rivoluzionaria. Ferlinghetti è ed è stato poeta civile e politico, capace di porsi i rapporto diretto con il pubblico come quando ha scritto per la recitazione con accompagnamento musicale, poeta sperimentale e visionario, attento a possibili ulteriori dimensioni spirituali; autore, insomma, di una genialità centrifuga e dai molti volti, grande interprete della beat generation.


Beatrice-rurini

Beatrice Rurini
Sono appassionata di lettura e musica sin da piccola. Ho conseguito la maturità magistrale (senza insegnare), studiato pianoforte e violoncello. Lavoro come restauratrice d'arte. Sono sposata con prole e, soffrendo d'insonnia, mi appoggio alla lettura per evitare di stare con le mani in mano.
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Scrittori: intervista a Edoardo Gallo

Scrittori: intervista a Edoardo Gallo

Scrittori: intervista a Edoardo Gallo

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Edoardo Gallo, autore della silloge È solo poesia Liberodiscrivere Edizioni 2018. «La poesia è un atto di coraggio. Non c’è cosa più bella di donare parole che hanno l’ardire di far sentire bene».

Buongiorno Edoardo Gallo e benvenuto nel blog Gli scrittori della porta accanto - Non solo libri. Cos’è per te la poesia?

La poesia è un atto di coraggio. Nel senso che quando scriviamo una poesia mettendola a disposizione di tutti ci rendiamo completamente “nudi”. Allo stesso tempo è un ponte che unisce ogni nostro sentire al sentire di chi legge. Tutto ciò crea un’intesa da subito che può sfociare in un legame simbiontico dove chi scrive e chi legge percepiscono la stessa cosa e divengono la medesima cosa. La poesia è pertanto anche un dono sincero e spontaneo.
Scrivo in prefazione del mio ultimo libro: 
la poesia è un atto di coraggio. Non c’è cosa più bella di donare parole che hanno l’ardire di far sentire bene.

Chi sono e dove trovi le “muse ispiratrici”? Cosa ti affascina e ti ispira?

Ogni cosa che mi circonda può essere motivo di ispirazione. Il bello è attorno a noi basta guardare ed ascoltare. Naturalmente può essere l’amore a muovere l’ispirazione ma anche la tristezza o la malinconia. Cerco però sempre di trovare il lato positivo perché la poesia è fonte di vita. Ho scritto anche poesie per persone alle quali voglio bene e quindi ho dedicato loro la descrizione dell’attimo, la carezza, il bacio, il saluto.
Alle volte un refolo di vento può scatenare dentro di me emozioni ugualmente forti che d’istinto sono spinto a scrivere ovunque io sia.

Edoardo Gallo, È solo Poesia è la tua ultima fatica letteraria. Quanto tempo hai impiegato a scriverlo e perché hai scelto questo titolo?

È una raccolta di 75 poesie più due testi poetici. Non esiste un tempo preciso.
Dopo aver scritto la mia prima raccolta Giorno Zero edito da Liberodiscrivere uscita a marzo 2017 ho sentito la necessità di proseguire il cammino e così è nata dopo poco più di un anno È solo Poesia.
Il titolo prende spunto da una poesia in essa contenuta e vuole essere, anche con ironia, un invito a leggere poesie quanto più possibile, a lasciarsi prendere per mano, a credere nei poeti, ad abbandonarsi alle emozioni ed ai sentimenti.
L’inizio stesso dice «Non temete, non abbiate paura. È solo Poesia».
Tutta la silloge si concentra proprio su questo tema ritenendo che è necessario riscoprire quella parte di noi assopita, dormiente ma che senza la quale non riusciremo più a cogliere la vita nella sua bellezza.

Edoardo Gallo, attraverso le tue poesie ti fai portavoce di qualche messaggio particolare?

Tengo a precisare che sono un semplice amante della parola.
Non ho pertanto messaggi da divulgare ma piuttosto dei contenuti.
Credo che il rispetto per il prossimo, per la natura sia alla base della mia espressione.
L’amore fisico e mentale come mezzo di forma comunicativa. Affronto spesso con metafore alcuni luoghi comuni tramutandoli in qualcosa di più tondo così da cercare di portare dentro al mio cerchio chi mi ascolta oppure essere io ad entrare in qualcosa di nuovo. In un momento sociale così complicato e di bassi valori cerco di evidenziare ciò che manca ed i bisogni necessari per una rinascita.
Tutto viene comunicato con leggerezza e determinazione.

A chi sono destinati i tuoi componimenti, li hai dedicati a qualcuno in particolare? Che target di pubblico ambisci conquistare?

Destino tutto a chi cerca l’intimo sentire.
A chi è coinvolto con me. Ma cerco di coinvolgere anche nuovi lettori, soprattutto quelli che si limitano a leggere la narrativa, i racconti, i gialli e tutte le tipologie di letterature che non sono poesia. 

Secondo te è possibile coniugare la musica alla poesia?

Assolutamente sì. Ho partecipato a numerosi momenti di poesia accompagnato da altri artisti. Al festival di Caorle “Flussidiversi” 2017 ed a “Poetry Vicenza 2018” ho partecipato assieme a due grandi musicisti quali Giuseppe Laudanna e Giuseppe Dal Bianco entrambi polistrumentisti e compositori.
Lo scorso anno inoltre una mia poesia è diventata canzone d’autore nel progetto “Canzonepoesia” del padovano Piero Olmeda. Il mio prossimo progetto è un CD dove alcune mie poesie troveranno la loro musica, accompagnate da nuove sonorità.

Ma che meraviglia! Edoardo Gallo, hai all’attivo altre pubblicazioni di cui vuoi parlarci?

Come dicevo prima, nel 2017 è uscito Giorno Zero che ha avuto un buon successo mentre precedentemente ho pubblicato miei scritti in alcune antologie di diverse case editrici mentre alcune poesie sono state inserite in raccolte collettive.
Colgo l’occasione per ringraziare il mio editore Antonello Cassan di Liberodiscrivere edizioni.

Coi tuoi componimenti partecipi, o magari in futuro intendi partecipare a premi e concorsi letterari di poesia?

La vita è fatta anche di prove e pertanto partecipare a concorsi è cosa che invito a fare a chi si cimenta soprattutto agli inizi. I concorsi sono la cartina torna sole per farti comprendere se la tua scrittura piace. Ho partecipato a diversi concorsi ed ho ricevuto premi e menzioni che mi hanno anche emozionato. Ho potuto conoscere così molte persone del mondo della poesia alcune delle quali oggi sono diventate amiche speciali.

Vuoi lasciare una tua lirica per gli affezionati lettori del nostro blog ?

Ho più di una poesia che ha ricevuto premi ma non sono tra le mie preferite.
Preferisco lasciarvi qualcosa che mi porto dentro e che è per me importante.
Se posso ve ne lascio due, la prima presa da Giorno Zero e l’altra da È solo Poesia.

Le Donne
Così sensibili ed enigmatiche
così presenti e belle
fascino delle nostre giornate
battito di ogni minuto
porte dirette verso l’ignoto
collegamento con l’infinito;
di noi tutti madri coraggiose
o preziose amiche
soluzione di ogni dubbio
estremo dono

Autunno
Autunno tu, andante.
Amo questo sole che si allunga su di me.
Sono carezze. Sono baci sulla mia pelle.
Ho raccolto i tuoi frutti succosi, ed attendo l'uva per spremerla con le mani....
Il bacò nero ed il dolce fragolino.
Le tue labbra rosa sanno di succo di mosto.
Amo queste labbra. La forma, quella linea che sale e scende.
Quell'angolo e la curva.
Salgo e scollino su sentieri e piccole strade nei campi.  Affianco il bosco.
Erbose discese, muretti a secco,
sassi levigati e scavati dalla ruota del carro.
M'inerpico. Annuso. Tocco la vite.
Colgo un bacio come frutto maturo.
Come l'ultimo acino del tuo grappolo
e ti assaporo, e mi disseto.

Credi di avere raggiunto il tuo obiettivo e ti senti realizzato, oppure hai altri progetti per il futuro, nuovi lavori in corso o altre ambizioni ?

Gli obiettivi sono stimolanti e pertanto, pur sentendomi realizzato, ho certamente altri progetti per il futuro. Tanti ne ho già raggiunti senza neppure accorgermene tanto che a giugno ho partecipato al festival internazionale della poesia di Genova, il più antico ed importante festival che abbiamo in Italia e tra i più noti d’Europa e questo è stato per me un momento di particolare realizzazione. Ora desidero solo che sia Giorno Zero che È Solo Poesia vengano conosciuti e letti.
Ringrazio, se mai bastasse, la mia guida, la poetessa e filosofa Grazia Apisa che ha creduto in me sin dall’inizio e che senza il suo sprone probabilmente sarei stato meno coraggioso e tutto sarebbe restato chiuso in un cassetto.

Edoardo Gallo stato un piacere conoscerti e passare il tempo in tua compagnia, a nome de Gli scrittori della porta accanto ti faccio un grosso augurio per il tuo libro, e in bocca al lupo per tutti i tuoi progetti.


È solo poesia

di Edoardo Gallo
Liberodiscrivere Edizioni
Poesia
ISBN 978-8893391061
cartaceo 8,50€

Sinossi
"L'alternativa alla poesia è dormire, morire, dimenticare i poeti e la poesia e tuttavia, proprio nell'inutilità della poesia e dell'esser poeti, è il suo stesso senso." (Grazia Apisa).
"Si presenta sfaccettata: abbaglia e intriga come un caleidoscopio che qualcuno ci mette tra le mani e poi ci sottrae bruscamente" (Francesco Brunetti).

Silvia Pattarini

Silvia Pattarini
Diplomata in ragioneria, ama scrivere racconti e componimenti poetici, alcuni dei quali compaiono in diverse antologie. Partecipa a concorsi letterari di poesia, prosa e premi letterari per narrativa edita.
Biglietto di terza classe,  0111Edizioni.
La mitica 500 blu,  Lettere Animate.
Il tempo di un caffè, Gli Scrittori della Porta Accanto Edizioni.
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In canti di versi, di Ilaria Biondi

In canti di versi, di Ilaria Biondi

In canti di versi, di Ilaria Biondi - Recensione

Libri Recensione di Ornella Nalon. In canti di versi, di Ilaria Biondi, Edizioni Il Papavero, 2017. Una raccolta di poesie brevi, stoccate di un'arma affilata che entrano nell'anima senza ferire.

Un libro di poche pagine che raccolgono quarantatrè poesie, per lo più brevi; stoccate di un'arma affilata che entrano nell'anima senza ferire.
Non è necessario scrivere tanto per saper raccontare, non servono fiumi di parole per potere inebriare. Senza necessariamente voler citare l'estremizzazione ermetica di Ungaretti, tutta la poesia, di per sé, riesce a comunicare pensieri e stati d'animo in maniera evocativa utilizzando, a volte, soltanto pochi versi. È nella sua stessa natura saper assemblare repentinamente ritmo e parole per ottemperare alla sua funzione di vettore emotivo e informativo. E di certo la poesia di Ilaria Biondi ne è un classico esempio.
Ben lungi dall'essere di immediata comprensione, poiché la scelta dei vocaboli è ricercata e il loro accostamento, in alcuni passaggi, risulta inconsueto, una volta trovata la chiave di lettura dei suoi versi, immagini bucoliche si materializzano davanti agli occhi del lettore e allo stesso non resta che lasciarsi trasportare dalla loro magia.
In In canti di versi, di Ilaria Biondi, molto frequenti sono i riferimenti alla natura, alla flora: «il petalo ritroso della rosa canina», «Camelie annoiate nel prodigio di lucciola», «labbra odorose di acacia», «...mentre la spiga paziente scrutava l’odore stropicciato delle peonie taciturne», sintomo di sensibilità e anche, come ce lo fa sapere la poetessa stessa, di un attaccamento simbiotico con la sua terra.
Una Terra aspra e dolce, che ha cullato i miei sogni di bambina ritrosa e selvaggia e che carezza gli entusiasmi, le malinconie, le chimere e l'incedere ostinatamente appassionato del mio presente
Dunque, una terra, la sua di Cozzano, che ha saputo forgiare un animo indomito e passionale, riflessivo ed estroverso, profondo ma anche leggero come un alito di vento, forte e allo stesso tempo delicato, come i suoi «petali d'aria».
In canti di versi, di ilaria Biondi è un libro breve, ma intenso e pieno di vita.


In canti di versi

di Ilaria Biondi
Edizioni Il Papavero
Poesie
ISBN 8898987544
cartaceo 6,65€

Sinossi
Schegge di parole sepolte nell'incendio impervio delle stelle.

Ornella Nalon
Ornella Nalon
I miei hobby sono: il giardinaggio, la buona cucina, il cinema e, naturalmente, la scrittura, che pratico con frequenza quotidiana. Scrivo con passione e trasporto e riesco a emozionarmi mentre lo faccio. La mia speranza è di trasmettere almeno un po’ di quella emozione a coloro che leggeranno le mie storie.
Quattro sentieri variopinti”, Arduino Sacco Editore
Oltre i Confini del Mondo”, 0111 Edizioni
Ad ali spiegate”, Edizioni Montag
Non tutto è come sembra”, 0111 Edizioni.
Una luce sul futuro, StreetLib collana Gli scrittori della porta accanto.
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