Gli scrittori della porta accanto
NatoDiDomenica
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Recensione: Nato di domenica, di Maurizio Spano

Recensione: Nato di domenica, di Maurizio Spano

Recensione: Nato di domenica, di Maurizio Spano

Libri Recensione di Aurora Cassetta. Nato di domenica (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Maurizio Spano. Un romanzo delicato, intimo, con il quale ci fermiamo ad analizzare noi stessi e i limiti, a volte banali, che ci siamo posti.

Maurizio Spano con Nato di domenica ci catapulta negli anni ’70, nei campi, sulle strade polverose e nella nebbia che contraddistingue il Polesine e ci fa entrare in perfetta sintonia con Dario, il protagonista.
Cresciuto in un ambiente difficile, abbandonato dal padre, ma con la grande forza d’animo della madre, Dario non si accontenta di giocare a calcio come gli altri suoi coetanei e si appassiona, all’inizio per gioco, alla corsa.

Da quel momento cresce con lui una grande ambizione: quella di partecipare alle Olimpiadi e vincere.

Iniziano così i suoi allenamenti, le sue corse, che da una parte fortificano il suo essere atleta e dall’altra lo allontanano dal suo primo amore, Linda, la prima ragazza che gli fa sentire le farfalle nello stomaco e gli fa provare un amore che sembra fermarsi, non voler salire a un altro livello e diventare un amore fisico.
Questo tipo di amore, Dario lo proverà con Gianna, ragazza donna che conosce a Padova, dove il protagonista si trasferisce per incrementare gli allenamenti e raggiungere il suo sogno.
Gianna non è solo una donna matura, in grado di vivere nella grande città con indipendenza, è anche un’atleta e, grazie a lei, Dario conoscerà una vita movimentata a fatta di eccessi, affiancata alla vita dura dell’atleta, fatta di tempi, minuti, tabelle di marcia.

Ad un certo punto, però, come spesso accade, la vita ci pone davanti ostacoli che possono sembrare insuperabili ed è proprio questo che succede a Dario.

Un avvenimento imprevedibile, incontrollabile e incancellabile gli farà crollare il mondo addosso, lo farà restare immobile sulla griglia di partenza, dalla quale Dario non vede più alcun obiettivo, alcuno scopo.
Solo affrontando le sue paure e i suoi dolori potrà ricominciare a correre per il suo vero obiettivo: vivere.
Essere nato di domenica non è l’unico aspetto comune al protagonista e allo scrittore e solo leggendo questo romanzo riusciamo a percorrere ogni chilometro di vita che loro stessi hanno vissuto.
Un romanzo delicato, intimo, con il quale ci fermiamo ad analizzare noi stessi e i limiti, a volte banali, che ci siamo posti.



Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424
Cartaceo 18,00€
Ebook 2,99€

Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.



Aurora Cassetta
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Giornata mondiale dei sogni: 10 libri per non smettere mai di sognare

Giornata mondiale dei sogni: 10 libri per non smettere mai di sognare

Giornata mondiale dei sogni: 10 libri per non smettere mai di sognare

Professione lettore Di Stefania Bergo. Il 25 settembre è la giornata mondiale dei sogni. Dieci libri per grandi e piccini per non smettere mai di sognare: ambientazioni e immagini oniriche, sogni di una vita, fiducia in se stessi, aspirazioni per un futuro migliore.

Il 25 settembre è la giornata mondiale dei sogni. Non solo quelli fatti a occhi chiusi, ma anche e soprattutto di quelli a occhi aperti, quelli da coltivare e realizzare. Questa giornata, il World Dream Day, si celebra in tutto il mondo ed è stata ideata nel 2012 da Ozioma Egwuonwu, motivatrice ed educatrice americana, per ispirare le persone a coltivare i propri sogni, credere in se stessi e celebrare la peculiarità e le predisposizioni di ciascuno per fare una differenza positiva nel mondo. «Cultivate Dreams» è infatti il claim scelto per quest'anno, con l'invito «a condividere i propri sogni per il mondo e a pensare cosa si potrebbe fare per superare le sfide attuali e trasformarli in realtà». Un invito al sogno collettivo per realizzare un mondo migliore, quindi. Che appare, tanto per non andare fuori tema, una vera utopia. E allora, anche senza aspirare a cambiare tutto il mondo, possiamo renderlo un posto più accogliente almeno per noi e per le persone cui vogliamo bene che del nostro benessere non potranno essere che felici.


Il sogno dell'isola

di Tamara Marcelli
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Romance | Narrativa
ISBN 9788827519424

Ebook 2,99€
Cartaceo 13,00 €

«Cercarsi, trovarsi, riconoscersi. Accettarsi o combattersi. Da dentro. Perché non hai scelta, devi prendere una strada e seguirla.»

Questo romanzo non è semplicemente il racconto di una storia d'amore, in tutte le sue accezioni, ma piuttosto quello di una vita che si interseca con molte altre. Un viaggio nel tempo che rappresenta un viaggio dentro se stessa. Fino alla consapevolezza dei propri incubi più segreti. Fino alla liberazione. Per questo, lo stile fluido e i continui flashback, trasportano il lettore in dimensioni diverse, costringendolo anche a immedesimarsi, attraverso l’uso del tempo presente, alla situazione che in quel momento vive la protagonista. Come in Teatro.
È la storia di Tara, instabile e romantica, perennemente inquieta, innamorata della Vita, dell'Amore e dell'Arte. La maternità difficile, i disturbi del comportamento alimentare, il Sogno, sono alcuni dei temi presenti. Il suo incontro con un Poeta, con un Musicista e con Laurence, l'uomo che diventerà il suo alter ego e la salverà dall'autodistruzione.
Una vita vissuta sempre intensamente, tra luce e ombra. È la storia di un sogno che, una volta raggiunto, chiude il cerchio e rivive, trasfigurandosi, in nuovi occhi verdi. Nei sogni e nella vita, in un continuo scambio di dimensione e di senso, i segni diventano indizi, vanno colti e compresi. Ciò che sembra squilibrio e irrazionalità, è emozione e istinto; le sue maschere, quelle che spesso si è costretti a indossare nel mondo esterno per apparire "in linea" e sopravvivere. Ma l’anima va altrove.

«La mia vita è tutta qua. La mia follia sempre accanto per non soccombere al tempo, per non ingrigire, risucchiata dalla desolazione del mondo. Spesso serve bloccarsi, respirare e guardare indietro, per poter guardare avanti. Per guardare ad un sogno. E stare tra le stelle.»


L'Unicorno dei Sogni

L'Unicorno dei Sogni

di Stefania Bergo
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Narrativa per bambini 6+
ISBN 979-1254581377
cartaceo 8,00€

Emma è una bambina di otto anni con molta fantasia. Adora la sua cagnolina Febe e il mare. Un giorno trova tra gli scogli un amuleto con un Unicorno che si rivelerà essere magico.
Grazie al potere di Arion, l’Unicorno dei Sogni, Emma vivrà un viaggio avventuroso nel Mondo Inventato in cui nessuno riesce più a sognare per colpa di Tessa, la Violinista Triste. Emma e Glixi, la sua Fata del Tempo, dovranno liberare dal ghiaccio Arion e salvare il Mondo Inventato regalando a Tessa un sogno tutto suo.

Una favola che parla di avventure, emozioni, empatia, paure e sogni, soprattutto quelli fatti a occhi aperti. Con tante pagine a quadretti su cui disegnare (o scrivere) quello che ispira la storia, per stimolare riflessioni e creatività, seguendo i suggerimenti o lasciando volare la fantasia, proprio come Arion!



Alice nel paese delle meraviglie

di Lewis Carroll
illustrato da Simona Bulla
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Romanzo fantasy
ISBN 978-8833669694
cartaceo 19,00€
ebook 2,99€

Edizione integrale del romanzo di Lewis Carroll, nella traduzione rieditata di Silvio Spaventa Filippi (1914), con le suggestive illustrazioni di Simona Bulla.
È la storia di Alice, che cadde nella tana del Bianconiglio come se cadesse nel suo inconscio, scoprendo un mondo onirico fatto di strane creature, logica, giochi di parole, figure retoriche, proverbi e nonsense. Una favola per bambini ma anche un romanzo che ben rappresenta il rapporto conflittuale tra l’infanzia, fatta di fantasia e problemi quotidiani apparentemente banali, e l’età adulta, fatta di razionalità, stress e spesso rabbia.
Il punto d’incontro? La follia, il sogno, il sorriso effimero di un Ghignagatto.



Esprimi un desiderio

di Valentina Gerini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romance
ASIN B0B1868W7V

Kindle Unlimited
ebook 2,99€

Quando l’amore arriva non c’è distanza che possa tenere.
Sara, giovane, avventuriera e sfortunata in amore, pensa di non poter avere figli. Lavora come controllore turistico ed è spesso in viaggio.
A Londra incontra José, bellissimo uomo dalle origini dominicane e si accende una scintilla che però si alimenta a fatica. I due si perdono di vista e Sara si butta a capofitto nei viaggi di lavoro. Ma non riesce a dimenticarlo: Barcellona, Parigi, Miami… In ogni città qualcosa le parla di lui.
Quando finalmente decide di lasciarsi andare, trasferendosi ai Caraibi per rimanere al fianco dell'affascinante José, il destino gioca le sue carte.
Riuscirà Sara a costruire una famiglia? Sarà capace di realizzarsi nel lavoro anche sulle bianche spiagge caraibiche?


Il fiore sulla scure
Arte da colorare per adulti

di Federica Dotto
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Albo da collezione
ISBN 9791254583746
Cartaceo 10,00€

L’arte di Federica Dotto diventa finalmente un albo da collezione.
Quarantaquattro illustrazioni inedite per stimolare la creatività e la concentrazione sfruttando i benefici antistress del colorare con matite o pennarelli.
E perché non trasformare ogni disegno in un quadretto da appendere al muro o da regalare?

«Sono da sempre attratta dal meraviglioso e dal fiabesco. Le favole lette durante l’infanzia e in età adulta mi raccontavano una natura in cui gli alberi possono parlare e persino gli oggetti prendono vita. L’elemento magico e l’incanto si riflettono anche nei miei lavori dove protagoniste indiscusse sono la figura femminile e la natura.»

«Ricreare la realtà a proprio piacimento è il dono più prezioso che ci sia stato concesso. Quando disegno, concepisco un mondo in cui i confini non sono certi, per cui non mi pongo problemi né di prospettiva, né di logica. È perfettamente plausibile, quindi, che un fiore possieda un volto, un bambino si sieda su una foglia, un giardino fiorisca su una nuvola.»

«Sono il sogno e il meraviglioso a raccontare ciò che siamo e che vorremmo essere.»



Respiro nomade

di Irina Pampararo
PubMe - collana Gli scrittori della porta accanto
Memoir di viaggio
ISBN 979-1254582145
cartaceo 16,00€
ebook 2,99€

«Il fatto che la mia città natale avesse cambiato nazione nell’atlante geografico, e avesse combattuto per non perdere la propria identità, mi sembrava un segno del destino: percepivo già che gli spostamenti sarebbero stati una condizione naturale della mia esistenza. Capii che avrei sempre cercato di rimanere me stessa.»

Irina nasce con la valigia in mano: appena può, parte. Lo fa da bambina, per fuggire dalla guerra tra Etiopia ed Eritrea; da adolescente, per imparare le lingue; appena maggiorenne, per frequentare l’università; da adulta, per lavorare in giro per il mondo, convinta che il trasferimento in un altro Paese, se dettato da una scelta consapevole, sia fonte di profondo arricchimento.
Questo memoir è un invito a osare, a lasciarsi guidare da intuizioni e percezioni, ad affrontare la vita come una personale ricerca. È un incoraggiamento a coltivare le proprie inclinazioni, a sperimentare percorsi alternativi, non scontati, un esempio di come ci si possa sentire a casa in molti luoghi.
«Sono solo accenni, ricordi in superficie, pensieri che sorvolano luoghi visitati e persone in cui mi sono imbattuta, sprazzi di una vita in movimento. La mia.»



Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424
Cartaceo 18,00€
Ebook 2,99€

Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.



DAD
Divertendosi A Distanza

di Chiara Rossi
illustrazioni di Roberto Rossi
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto KIDS
Narrativa per bambini 10+
ISBN 978-8833669687
cartaceo 8,00€
ebook 2,99€

Durante una lezione in DAD, in pigiama e pantofole, Chiara si ritrova a viaggiare tra scenari fantastici, di libro in libro, attraversando mondi dove giocare in libertà con i propri amici e i protagonisti delle tante storie lette, a volte scontrandosi con loro. Harry Potter, Mulan, Capitan Uncino, il GGG, tanti sono i personaggi che incontrerà in un viaggio emozionante e avventuroso, durante il quale dovrà affrontare delle prove e dimostrare coraggio, altruismo, gentilezza, intuito, umiltà.
Ma sarà davvero tutto reale? O è solo un sogno a occhi aperti per fuggire dalle limitazioni della pandemia?

«Ho cambiato sfondo allo schermo del computer, ho trovato una bellissima biblioteca con una scrivania e una lampadina accanto. L’ho fissato intensamente fino a perdermi nei miei pensieri e ora, magicamente, mi ritrovo qui, in questa stanza senza entrata né uscita. Tra le note del pianoforte continuo a sentire da lontano la spiegazione della maestra. Sono nel panico: ma si sarà accorta che non ci sono più?»
Età di lettura 10+


Telma
Inseguendo un sogno

di Claudia Gerini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 978-8833664187
Kindle Unlimited
cartaceo 9,50€
ebook 2,99€

♥ Da Morro de São Paulo, un’isola del Brasile, a Londra, inseguendo un sogno. ♥

Telma, una ragazza di umili origini, decide di lasciare il suo piccolo angolo di paradiso e Tiago, il ragazzo che le ha spezzato il cuore, per ricominciare in un mondo totalmente diverso da quello in cui è cresciuta.
Lascia la sua terra per la Svizzera, dove l’attende un lavoro come babysitter presso una famiglia benestante con cui si trasferisce in Italia. Qui, incontra finalmente l’amore, Guido. E quando lui le chiede di seguirlo in Inghilterra, lei non ci pensa due volte a mollare tutto e cambiare ancora una volta vita.
A Londra, Telma trova lavoro prima come cameriera e poi come cuoca presso un ristorante italiano, maturando con Guido il sogno di tornare in Brasile e gestirne uno sulla spiaggia.
Ma il destino ha in serbo per lei, oltre a gioie inaspettate, anche un grande dolore. Eppure, Telma troverà la forza di ricominciare ancora una volta, proprio dal punto in cui era partita.




Sognando la libertà

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Racconti
ISBN 978-8833668796
cartaceo 8,00€
ebook 2,99€

Dall’Antico Egitto ai giorni nostri, tra realtà e fantasia, cinque racconti molto diversi fra loro, ma legati a doppio filo da due parole: paura e libertà. Due sentimenti che s’intrecciano nelle vicende dei protagonisti: la paura che predomina da una parte, contrasta con il forte desiderio di libertà dall’altra.
L’occhio di Horus – Antico Egitto. L’avventura di Serket, schiavo nubiano e apprendista presso la Casa delle ombre, destinato a cambiare la sua vita e diventare “il prescelto”.
Inverno 1944: il profumo della libertà – Venti di guerra infuriano anche in un piccolo paese della Val Trebbia, avvolto dalla bruma. Iolanda ha ventitré anni quando viene rapita da un soldato magrebino, al soldo dei tedeschi. Di lei non si sa più nulla, persino il parroco del paese chiede ai fedeli di pregare per la sorte della sventurata ragazza scomparsa. Tratto da una storia vera, la testimonianza della protagonista, scampata per miracolo alla follia umana.
La mitica 500 blu – Le vicende di una spensierata diciottenne neopatentata e le sue esilaranti avventure, sul finire degli anni Ottanta, nella splendida cornice dell’Appennino Reggiano, all’ombra della Pietra di Bismantova, citata da Dante nel Purgatorio.
Il dono della libertà – Manca poco a Natale quando una giornalista incontra Sonia, una giovane nigeriana che con l’aiuto di un’amica le racconta la sua vita. Nella Milano dei giorni nostri, una vicenda d’attualità, legata al traffico di esseri umani e alla tratta delle prostitute nigeriane.
Rileggendo La peste di Albert Camus. La paura, marzo 2020 – Una rilettura in chiave inedita di un libro scritto nel primo dopoguerra, La peste di Albert Camus, a dimostrazione che il passato può sempre tornare. Le descrizioni di quel periodo s’intrecciano e presentano diverse analogie con la situazione che stiamo vivendo da quando il covid-19 ha preso il sopravvento sulle nostre vite, scoperchiando tutte le nostre fragilità.




Stefania Bergo
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Non solo romance: 5 sfumature di rosa

Non solo romance: 5 sfumature di rosa

Non solo romance: 5 sfumature di rosa

Professione lettore Di Stefania Bergo. Non solo romance: cinque insospettabili romanzi d'amore in cui il rosa si mescola ad altre sfumature.

Al di là dei romance, molti sono i romanzi della Collana Gli Scrittori della Porta accanto che parlano di sentimenti tra le righe, dove magari le storie d'amore non sono le sole protagoniste della trama o dove il rosa si mescola ad altre sfumature.
In Una luce sul futuro di Ornella Nalon, ad esempio, la storia d'amore tra Lydia e Steven scandisce uno dei tempi del romanzo, in un'altalena tra il XIX secolo e i giorni nostri, con un retrogusto paranormale. Il tesoro dentro di Elena Genero Santoro tinge di noir la nascente storia d'amore di Anna, giovane vedova, in bilico tra Emil e Alberto. Il romanzo ha un'impronta mistery e pone l'accento anche sulla malattia mentale di una delle protagoniste. Biglietto di terza classe di Silvia Pattarini è un romanzo storico sui primi migranti italiani in America. Protagonista è la giovanissima Lina che attraversa l'Oceano in cerca di futuro, e mentre lotta contro razzismo e discriminazione di genere incontra pure l’amore della sua vita. In Nato di domenica di Maurizio Spano, il protagonista Dario vive due storie d'amore talmente intense e travagliate da segnare anche le sue scelte di vita: da Linda, primo timido amore che accompagna comunque la lettura fino al capitolo finale, a Gianna, amore passionale e travolgente. Eva di Claudia Bresolin è un romanzo carico di mistero, che gioca sull'ambiguità. Struttura portante della narrazione, l'amore tra Adele e Tommaso, talmente totalizzante da far vacillare il fragile equilibrio della protagonista.



Una luce sul futuro

di Ornella Nalon
PubMe – Collana Gli scrittori della porta accanto
Narrativa | Paranormal
ISBN 978-8833663296
ebook 2,99€
cartaceo 12,50€


Cosa possono avere in comune un cantante rock e una ragazza vissuta nel 1800? Potrebbe sembrare nulla, ma la storia di Richard e Lidya vi dimostrerà che un collegamento può esserci. Dopo una breve gavetta, Richard Harvey riesce ad affermarsi nel panorama musicale londinese ed europeo. Ha rincorso la celebrità, sacrificando le amicizie, gli affetti familiari e i propri valori. Alla soglia della vecchiaia, si accorge che quanto ha ottenuto non lo ripaga di ciò che ha perduto. Un forte senso d’inutilità, il rimorso e la solitudine lo stanno conducendo verso un grave stato depressivo. Decide di affittare un piccolo castello a Filey, nel North Yorkshire e di rimanervi rinchiuso finché avrà scritto la sua biografia. Svelerà tutti i suoi segreti come atto di riscatto per una intera vita di bugie. In quello stesso castello, più di duecento anni prima, aveva vissuto Lidya, la figlia dei custodi. Una ragazza semplice, dolce e intelligente che, fin da piccola, coltivava il suo profondo amore per il figlio dei castellani. Un sentimento maturato con il trascorrere degli anni, ma destinato a incontrare molti ostacoli. Due storie totalmente diverse e separate dal tempo, ma che conosceranno un punto di connessione. Sarà quella fugace interconnessione che costituirà la salvezza per entrambi.



Il tesoro dentro

di Elena Genero Santoro
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa | Romanzo psicologico
ISBN 978-8833663265
cartaceo 12,50€
ebook 2,99€


Anna è una bella donna che ha perso il marito da due anni ed è ancora depressa. Ha ereditato una libreria antiquaria sull’orlo del fallimento e mal sopporta il caratteraccio di Amanda, la sua contabile. Due uomini la corteggiano da qualche tempo: Emil, uno scrittore danese che fugge da se stesso, e Alberto, un entusiasta imprenditore che si offre di aiutarla con la sua libreria in crisi.
Inizialmente Anna pare destinata a destreggiarsi tra entrambi gli uomini, in attesa di capire di chi innamorarsi e di tornare alla vita. In realtà per uno dei due il cuore di Anna non è il vero obiettivo.
Ci sono ben altri interessi in gioco. Così, mentre il passato bussa alla porta di Emil, due persone si faranno davvero male. Ma chissà che nei vaneggiamenti della stramba Amanda non si nasconda qualche indizio e la chiave per arrivare alla fine di una singolare caccia al tesoro. Un romanzo a tinte gialle e rosa, che affronta anche il tema della malattia mentale.



Biglietto di terza classe

di Silvia Pattarini
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Romanzo storico
ISBN 978-8833669502
cartaceo 18,00€
ebook 2,99€


Lina ha poco più di vent’anni quando, per sfuggire alla miseria, lascia la Valtrebbia e s’imbarca su un bastimento con un biglietto di sola andata per New York. In terza classe il viaggio per mare è pieno di insidie e pericoli, tanti migranti, come lei, fuggono dalla disperazione, inseguendo il sogno di una vita migliore: la Merica. È il 25 febbraio 1904 quando sbarca a Ellis Island, l’isola delle lacrime. Dopo umilianti controlli l’attende una nuova vita da cittadina americana. Lina, determinata e coraggiosa, sarà in prima linea a lottare per l’emancipazione femminile, contro lo sfruttamento delle donne e dei minori. Incontrerà anche l’amore della sua vita ma dovrà pagarlo a caro prezzo. Cos’altro avrà in serbo per lei il destino? Quali difficoltà dovrà affrontare?



Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424
Cartaceo 18,00€
Ebook 2,99€


Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.



Eva

di Claudia Bresolin
PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto
Narrativa
ISBN 979-1254581766
cartaceo 15,00€
ebook 2,99€


«Invece quella sera non ero ancora una leggenda metropolitana, ma solo un fantasma, non abbastanza appariscente per essere notata, non abbastanza bella o promiscua da spingere qualcuno a provarci con me. Mi bastava andare in giro struccata, senza i capelli colorati, senza i tatuaggi, senza occhiali o maschera. Bastava poco per nascondermi nell’anonimato.»

Adele, misteriosa e carismatica produttrice musicale, vive divisa tra Roma e Bruxelles. Un’esistenza da straniera, nel tentativo di cancellare le ombre del suo passato: un difficile rapporto con il padre, noto musicista belga, la presenza ambigua di un fratellastro, una vecchia accusa di omicidio.
Quando Adele incontra Tommaso e s’innamora di lui, i frammenti della sua anima tornano dolorosamente a toccarsi, e il fragile equilibrio fra i due mondi inizia a vacillare, messo a dura prova dai sospetti di Tommaso, ossessionato dal passato che la donna si è lasciata alle spalle e dal videodiario di Eva, un’eccentrica e misteriosa artista belga.
Un vortice di domande travolge Tommaso e il lettore: chi è Eva? Cosa nasconde Adele?




Stefania Bergo
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Scrittori: intervista a Maurizio Spano

Scrittori: intervista a Maurizio Spano

Scrittori: intervista a Maurizio Spano

Caffè letterario A cura di Silvia Pattarini. Intervista a Maurizio Spano, artista poliedrico dai molteplici interessi: «Mi piace pensare che ci siano sogni belli e possibili, che alla fine si realizzano. Scrivendo romanzi cerco di raccontarli».

Maurizio Spano, bentornato sul nostro web magazine culturale Gli Scrittori della Porta Accanto. Che bello riaverti qui con noi, posso offrirti un caffè?

Lo accetto volentieri, è un'eccellente maniera di accompagnare una conversazione.


Maurizio sei un artista poliedrico, oltre alla scrittura hai molteplici interessi, ce ne vuoi parlare?

Effettivamente in questi sessant'anni i sentieri dell'arte percorsi sono stati tanti e variegati: all'inizio tanta musica (chitarrista/cantante), poi la fotografia (presumo per un mero fattore economico: i soldi per comprarmi la macchina fotografica li ho guadagnati a vent'anni). Per una decina d'anni teatro amatoriale dialettale e poi mi sono immerso nella pittura che, devo dire, mi ha dato molte soddisfazioni. Nel 2007 ho iniziato a stendere il primo romanzo, Francesca, e la scintilla della scrittura, che aveva percorso tutta la mia vita riempiendo innumerevoli pagine di pensieri mai pubblicati, ha preso forma, si è trasformata in un fuoco che continua a bruciare.

Quanti libri hai scritto, ci ricordi i titoli?

Ho pubblicato quattro romanzi: Francesca, con Aliberti Editore (2011), attualmente in attesa della seconda edizione; La Signora dei colori, con Sillabe di Sale Editore (2013), in seconda edizione con StreetLib; Nato di domenica prima con Apogeo Editore (2015) e dal 2021 in seconda edizione con PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto; La Ricamatrice (2020) con PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto.

Qual è il libro che hai scritto a cui sei più legato e perché?

D'istinto direi Nato di domenica, in qualche maniera il più autobiografico: contemporaneamente romantico, avventuroso e in dialogo con la parte più intima dei personaggi. Ma è davvero difficile scegliere, perché ogni romanzo racconta una parte della grande avventura della vita. E ne mancano ancora.

Leggi anche A cura di Stefania Bergo | Maurizio Spano presenta: Nato di domenica

I lettori apprezzano le tue opere, hai ottenuto feedback positivi?

Sì, scrivere mi ha permesso di condividere emozioni con molte persone altrimenti irraggiungibili e alcuni commenti, in particolare, mi hanno riempito di gioia. Il fatto che i miei personaggi e le loro emozioni siano stati accolti nelle case di tanta gente è ciò che, secondo me, da senso al mestiere di raccontare storie.

Uno scrittore di solito è un avido lettore. Che genere di libri preferisci leggere, quanti libri riesci a leggere nell’arco dell’anno?

Nel tempo ho cambiato spesso generi letterari: dalle avventure raccontate da Giulio Verne e Salgari lette da bambino alla fantascienza di Asimov scoperta assieme ai grandi scrittori dell'800 nel tempo delle superiori. Poi gialli (soprattutto inglesi) e ogni libro che potesse soddisfare la mia curiosità. Adesso mi sto dedicando (anche perché riguarda ciò che sto scrivendo) all'etnografia del Polesine, la terra dove sono nato, e alla letteratura scientifica sul concetto (fisico e filosofico) dello spazio/tempo.
Sono un lettore molto lento. Al massimo riesco a leggere 15/20 libri l'anno.

Be' mi sembra comunque un numero ragguardevole. Facciamo un gioco: stai leggendo un bel libro, dove ti trovi?

A bordo di un veliero. Sto viaggiando sull'oceano, sfiorando le coste del Madagascar. Il comandante, il pirata Long Jhon Silver, è in piedi a prua e batte la sua gamba di legno sul ponte della nave. Stiamo tutti aspettando che decida in quale direzione dovrà continuare la nostra avventura...

Che tipo di lettore sei: preferisci sfogliare i libri, annusando il profumo delle pagine, oppure preferisci i tecnologici e-book?

Sono un lettore in contraddizione con se stesso. Amo sfogliare le pagine, la carta sotto le dita è affascinante. Poi, per pigrizia, leggo gli e-book.

Leggi anche A cura di Stefania Bergo | Maurizio Spano presenta: La ricamatrice
La ricamatrice

La ricamatrice

di Maurizio Spano
PubMe Gli scrittori della porta accanto
Narrativa | Romanzo storico
ISBN 978-8833665283
Cartaceo 12,00€
Ebook 2,99€

T'impegni personalmente in presentazioni presso biblioteche, librerie, centri culturali e assessorati alla cultura, oppure preferisci il web o, tutte le soluzioni possibili purché se ne parli?

Potendo scegliere preferisco le presentazioni dirette, il contatto con la gente. Mi piace chiacchierare e intravedere gli sguardi, percepire le sensazioni della "platea". È pur sempre teatro, un palcoscenico dove poter recitare una parte che mi è congeniale. In realtà ho sempre bisogno che tutte le mie "appendici" artistiche trovino la maniera di prendere parte a ogni dialogo. Poi, è inevitabile, anche per i due anni di chiusura che il covid ci ha imposto, che tutte le soluzioni vanno bene, purché se ne parli.

Ti piace partecipare ai concorsi o ai premi letterari? Hai mai iscritto qualche tuo libro a un concorso letterario?

Preferisco evitare. Ho partecipato a un solo concorso con Francesca, quando il romanzo era inedito e sono arrivato terzo. A Cattolica. Una bella esperienza anche perché fatta in concomitanza con quella che si può definire l'uscita dal tunnel della malattia con cui convivo da dodici anni ma che in quel periodo si era dimostrata particolarmente aggressiva. Non sono più competitivo, anche se riconosco che è pur sempre un eccellente viatico pubblicitario per far conosce le proprie opere.

Per finire, progetti per il futuro?

In questo periodo scrivo e fotografo. In pausa resta l'attività di pittore (che spero di riprendere quanto prima). Ho terminato la prima bozza del nuovo romanzo, un viaggio nel tempo che attraversa il delta del Po e porta i "naviganti" a scoprire alcuni dei tanti misteri che avvolgono, come la nebbia che aleggia costantemente sopra l'acqua, la terra fra i due grandi fiumi. Mi piacerebbe che la primavera del 2023 fosse la stagione di una nuova avventura editoriale.

Maurizio Spano ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e, a nome de Gli scrittori della porta accanto in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!


Silvia Pattarini

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Maurizio Spano presenta: Nato di domenica

Maurizio Spano presenta: Nato di domenica

Maurizio Spano presenta: Nato di domenica

Presentazione Libri Intervista a cura di Bergo Stefania. Maurizio Spano presenta Nato di domenica (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Il sogno delle olimpiadi, il grande amore, il dolore che toglie il respiro, la corsa come metafora della vita.

Maurizio Spano è nato nel 1960 ad Adria (RO) e viaggia nel tempo e nello spazio con Maria Letizia. Pittore e fotografo, oltre che narratore, ha allestito importanti mostre personali in varie città italiane. Studi ed esperienze, queste, che, congiunte alla sua professione, gli hanno permesso di acquisire ampie conoscenze sulla costruzione delle immagini tramite la parola scritta e rendere concreta una profonda aspirazione: raccontare il sogno dell’uomo.
Nel 2011 pubblica il romanzo Francesca seguito, nel giugno del 2013, dalla seconda opera narrativa, La Signora dei Colori. A dicembre 2015 pubblica il terzo libro, Nato di Domenica, nel 2021 in seconda edizione con PubMe nella Collana Gli Scrittori della Porta Accanto, e nel 2020, nella stessa collana, il romanzo storico La ricamatrice.



Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424
Cartaceo 18,00€
Ebook 2,99€

Sinossi

Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.



L'autore racconta



Diamo il benvenuto a Maurizio Spano sul nostro blog culturale Gli scrittori della porta accanto. Dopo l'intervista di Ornella Nalon, in veste di artista poliedrico, oggi sei qui indossando i panni dello scrittore per presentarci la nuova edizione del tuo romanzo Nato di domenica. Si può ritenere che in qualche modo sia il sequel del tuo romanzo precedente, La ricamatrice?

Sì, è certamente un romanzo che si pone in sequenza con La ricamatrice, sia cronologica (qui siamo nel pieno degli anni ’70) che di crescita umana del narratore (un adolescente che diventa uomo). Il punto di partenza è ancora il Polesine, tuttavia, stavolta, il protagonista del viaggio è lui, il ragazzo di Adria alla ricerca del proprio posto nel mondo.

Non solo Nato di domenica e La ricamatrice sono inseriti prevalentemente nel substrato di Adria e dintorni, anche il tuo primo romanzo, Francesca. Al di là della nota autobiografica, cosa ti spinge a narrare di personaggi che si muovono in Polesine? Non è certo un territorio usuale per ambientare un romanzo...

Il Polesine è la striscia alla foce dei due principali fiumi d'Italia. Dovrebbe quindi essere importante geograficamente e storicamente. Invece, spesso risulta, nell'immaginario collettivo nazionale, un luogo insignificante. Diciamo che può essere considerato come terra di confine, di incontro, di sviluppo, o terra di nessuno, tra la Romagna e il Veneto: dipende da come viene vissuto. Offre entrambe le possibilità. A me piace pensare che sia giusta la prima, perché così io l'ho sempre vissuto.

Il protagonista di Nato di domenica è Dario, un ragazzino in cui cresce lentamente la consapevolezza di voler fare il corridore, anzi, di essere un corridore. Si avvicina alla corsa in punta di piedi, quasi non ci crede, ma si lascia aperta una possibilità. Eppure correre non è così facile come sembra, ci vuole la determinazione di un sognatore…

Effettivamente Dario è coraggioso. Perché fa uno sport che all'epoca pochi praticavano. E certamente serve audacia per inseguire i propri sogni e, anche, una straordinaria forza d'animo per accettare la possibilità che quelle stesse aspirazioni, per il protagonista così meravigliose, per altri possano apparire semplicemente una perdita di tempo. Accettare quindi di non essere capito, ma non rassegnarsi al giudizio negativo. Perciò, in questo caso, affermare, semplicemente correndo, la propria identità di individuo. Di ragazzo libero. Simbolicamente esprimere se stesso, perché noi siamo i nostri sogni.

In più punti del romanzo, Dario viene definito come un corridore malinconico. E infatti la sua malinconia si avverte oltre le pagine, merito ovviamente di una scrittura emozionale. È una malinconia che ha assorbito incoscientemente dalla madre – la ricamatrice – rimasta sola ad allevarlo, dopo essere stata abbandonata dal padre di Dario? Come mai hai voluto introdurre questa emozione che permea gran parte del romanzo?

Certamente Dario vive, o cerca di vivere, ogni avvenimento, con la curiosità di un'età che non ha paragoni, un'esclusiva della giovinezza. Senza pregiudizio e senza rancore, per il padre che l'ha abbandonato, ma assorbendo inevitabilmente parte del male di vivere con cui sua madre osserva il mondo che li circonda. Considerato che lei è stata tradita dal mondo. Dario è un ragazzo che sta imparando a vivere. Un cuore in cerca di sentimenti, di stupore e quindi disponibile alla vita. Ha quattordici anni e si vede come un viaggiatore che cerca il piacere della scoperta. Ma ogni volta che guarda negli occhi la mamma, vede tristezza e questo non può ignorarlo.

Il primo amore per Dario è Linda, una ragazzina praticamente sua coetanea, ha solo un anno meno di lui. Un amore acerbo, che cresce con loro, ma che ha già la connotazione dei tormenti dell’età adulta, almeno per Linda. Dario, invece, è ancora troppo concentrato a inseguire il suo sogno, diventare un corridore, andare alle olimpiadi.

Linda non è soltanto una persona, rappresenta per Dario il primo romanzo d'Amore. Quello con la A maiuscola, non di certo un sentimento sdolcinato o esasperato. Piuttosto Amore come abbandono totale, sacrificio, gioia e dolore. Soltanto che lui, anche se la sta vivendo quest'emozione fortissima, di tutti questi, chiamiamoli, effetti collaterali, ancora non si è reso conto. Sarà la vita a insegnargli quanto sfaccettato sia questo sentimento, quante energie richieda a chi lo vive, quante illusioni e quanti deliri faccia nascere nell'animo degli innamorati o degli amanti.

In tutta la prima parte del romanzo si avverte quanto sia importante per Dario la corsa. Intreccia storie con altri corridori che poi diventano suoi amici e le loro conversazioni vertono sempre sui tempi impiegati a percorrere chilometri, quasi come un’ossessione a voler correre sempre più in fretta, a voler superare i propri limiti. Ma sempre onestamente, con lealtà verso gli avversari e lo sport stesso, senza ricorrere a espedienti per ridurre la fatica o accelerare i risultati. Un campione retto, così come lo sono i suoi compagni. Merito dei tempi, gli anni ’70, in cui è ambientato il romanzo, o hai voluto mantenere l’idea di uno sport pulito?

Dario cerca la gloria, è innegabile. Questa parola ha una definizione precisa nel vocabolario: il desiderio "di unanime e incondizionata ammirazione". Che poi è un sentimento molto più profondo di quanto talvolta si possa pensare. Tutto sommato, la gloria altro non è se non il tentativo, bisogna essere onesti: spesso non riuscito, di conquistare nel breve tempo della nostra vita, l'eternità. Ma nella coscienza del nostro corridore abita una particolare caratteristica: ogni sentimento passa sempre attraverso un altro valore, che per lui è ancora più importante, ed è l'onestà, intesa, in questo caso, come rispetto delle regole. Vincere con i trucchi non gli interessa. Il più forte deve essere sempre e comunque anche il più leale. In realtà, in quegli anni, la presenza dei "trucchi" era già pesantissima, ricordate le famose nuotatrici della Germania dell'Est o le auto emotrasfusioni? No a me piace il concetto di sport pulito, anche se mi rendo conto che spesso è un'utopia, la valanga di soldi di cui è circondato è una tentazione spesso irresistibile.

Dario conosce anche un altro amore, che segna per lui sia la nascita vera e propria del campione olimpionico sia la fase successiva. Anche Gianna è una sportiva, pratica salto in lungo, ma la differenza più sostanziale con Linda è il fatto che ora Dario abbia a che fare con una donna, non più con un’adolescente. Il modo in cui vivono l’amore è, infatti, diverso. Leggendo, sembra incredibile che non tanto certi sentimenti, quanto certi comportamenti e pensieri, possano appartenere ai protagonisti che hanno comunque un’età intorno ai 20 anni.

Erano tempi diversi e i 20 anni di allora avevano un altro significato. È un'esperienza personale ma anche generazionale: eri costretto a diventare grande, subito. Il confronto era intenso, spesso o si stava da una parte o dall'altra, non c'era la via di mezzo. Al lavoro, in politica e anche in amore.
Dario, tra l'altro, non è un superman. È un ragazzo normale che per vincere nella corsa come nella vita si deve allenare, tanto. Il suo talento sta nell'aver capito che il metodo e la pazienza possono portare a risultati straordinari, bisogna insistere, allenarsi sempre. Questo però, non sempre si può fare da soli. Gli stimoli di chi circonda l'uomo/atleta sono fondamentali. È un continuo cadere e rialzarsi, cadere e rialzarsi, e ci vuole qualcuno che gli voglia bene e che gli porga la mano, anche soltanto per ricordargli chi è, quando lui lo dimentica.
Qualcuno che sia la sua memoria, perché soltanto chi ha memoria di sé può ritrovarsi!

A un certo punto correre non sembra più il sogno di Dario. Non voglio svelare ai nostri lettori le vicende che seguono, ci sono momenti davvero intensi e commoventi. Anche la narrazione segue questi eventi, in modo sapiente: non si parla più di limiti da superare e risultati da ottenere, riaffiora la malinconia. Ma poi le cose cambiano di nuovo, in un sinuoso e tortuoso percorso che fa pensare alle montagne russe. Cosa puoi dire ai nostri lettori di questa parte della storia, senza svelare troppo?

Accade che... ci si può perdere. Chi non segue una strada tracciata, chi fa della propria vita un'avventura, ad uno dei tanti incroci che lo costringono a scegliere una nuova direzione, può scegliere la strada più difficile. Il fatto è che non sempre nella vita le scelte sono tra una cosa bella e una brutta, quindi tra una via giusta e una sbagliata. Dario cerca l'amore, ma anche la gloria, ma anche... lui cerca tante cose, ma farle stare assieme è difficile, quasi impossibile. Quasi. Nasce il rimpianto. Il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, per ciò che si amava (e non è detto che si tratti di una persona) e si è perso.
Nasce il "rimpianto di sé". Sì, perché, almeno per un tratto della sua vita, il protagonista ha perso proprio sé stesso, la sua più intima natura. Appunto, i suoi sogni.

Veniamo al titolo, Nato di domenica. Mi piace molto la spiegazione che ne viene data nel romanzo. La domenica, vista come l’inizio della settimana, o meglio, il giorno prima della creazione del mondo e dell’uomo. Chi è nato di domenica ha quindi il vantaggio di poter decidere chi essere e che fare prima dell’inizio dei giochi. È giusto?

Dario altri non è che un ragazzo che per diventare uomo e dare un senso alla propria esistenza deve fare delle scelte, lo deve fare, come succede nella vita di quasi tutti. È partendo da questo fatto, quasi scontato, che nasce il titolo. La domenica non è soltanto il giorno in cui ci si riposa (simbolicamente almeno. Ovviamente il simbolismo più alto è Dio che termina la creazione). Ma è anche il giorno prima dell'inizio della settimana. È il giorno in cui si devono recuperare le energie e ripartire e decidere come farlo. Portando al limite questa considerazione, è il giorno in cui noi ci riposiamo dopo aver vissuto parte del nostro tempo, ma anche quello in cui decidiamo se iniziare o no, un altro frammento della nostra vita. È pur vero che non sempre abbiamo la possibilità di una scelta. In altre occasioni evitiamo di farne, magari per pigrizia, ma a volte ci tocca scegliere, e questo succede molto più frequente di quanto pensiamo. Perché anche se decidiamo quasi meccanicamente, per consuetudine, quasi non dando valore alle nostre scelte, noi facciamo delle scelte. E allora, nel momento esatto in cui stabiliamo cosa fare il giorno dopo, e se fare qualcosa, se andare avanti o fermarci, in quel momento noi siamo nati di domenica, che non è più semplicemente il giorno prima del lunedì, ma è il giorno prima dell'inizio del mondo. Per lo meno, il nostro mondo.

Lo stile di Maurizio Spano è cresciuto nel tempo, la tua scrittura è mutata al variare delle trame che hai raccontato e con la tua consapevolezza di artista. Anche Dario, nell’evoluzione della narrazione, cresce e matura, diventa un vero campione, al di là dello sport. La corsa come metafora della vita, quindi?

Diciamo che quella di Dario è una vita che dona molto alle persone che la incrociano ma, al tempo stesso, chiede tanto. Una salita verso la maturità che spesso ha un prezzo alto da pagare. Anche se il viaggio che sta compiendo il protagonista si svolge su una strada piena di incroci, per lui la meta è già stabilita, almeno idealmente. Dario sa cosa vuole, o crede di saperlo. Quindi sì, la vita è una corsa dove nulla è scontato. Un viaggio che spesso si condivide con gente che, pur percorrendo la stessa via... cerca mete diverse. Il bello è, ma questo inevitabilmente lo si scopre da adulti, che a volte ci si trova ad uno dei tanti traguardi di è fatta la nostra esistenza, con qualcuno che cercava lo stesso "tesoro", ma ha fatto una strada completamente diversa.

Quanto c’è di autobiografico in questo romanzo?

Beh, in questo libro, come negli altri che ho scritto, nei quadri che ho dipinto, in tutto quello che ho fatto e faccio c'è un sogno, un intreccio tra realtà e fantasia. Il tentativo, molto umile mi rendo conto, di raccontare qualcosa che sta oltre i nostri sensi. Un'emozione che soltanto l'arte può regalare.
In questo libro forse c'è più storia che fantasia, ma rimane comunque un romanzo. E la bellezza del romanzo è che, una volta scritto e pubblicato, non ti appartiene più. E io credo sia questa la cosa più affascinante dello scrivere. Da quel momento, se hai fatto un buon lavoro, diventa un viaggio, un'avventura da condividere con chi la leggerà.
Ecco, io spero di aver fatto un buon lavoro e che sia davvero una bella avventura.

Ringrazio Maurizio Spano per essere stato con noi ancora una volta. A nome degli scrittori della porta accanto e dei nostri numerosi lettori, ti faccio un in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri, so che sono tanti!

Grazie a te, è stato, ancora una volta, un piacere.


Stefania Bergo
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Recensione: Nato di domenica, di Maurizio Spano

Recensione: Nato di domenica, di Maurizio Spano

Recensione: Nato di domenica, di Maurizio Spano

Libri Recensione di Stefania Bergo. Nato di domenica di Maurizio Spano (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto). Una corsa lunga una vita. 

Dario ha quattordici anni e gioca a calcio nella squadra del suo paese, Adria, nel cuore del Polesine, a pochi chilometri dal mare. Siamo negli anni settanta e allora, come adesso del resto, il calcio pareva l'unico sport possibile per un ragazzino. Ma Dario lo pratica senza molta convinzione. Fino al giorno in cui qualcuno gli suggerisce di indossare un paio di scarpe comode e correre. Pronti? Via! Per una corsa lunga una vita.

Inizia così la storia di Dario, un corridore, un sognatore, un cuore malinconico. 

Una tristezza di fondo che forse ha ereditato dalla madre, rimasta sola a crescere un figlio dopo il forfait dell'uomo che l'ha messa incinta.
Nella sua vita, entrano due amori, uno adolescenziale, con la coetanea Linda, l'altro più maturo, con Gianna, più grande di lui di qualche anno. Una ragazzina e una donna, estremamente diverse, non solo per età anagrafica. Ma entrambe profondamente importanti per la crescita di Dario, come uomo e come corridore.
Linda è il primo palpito, il cuore che vibra all'unisono con le carezze innocenti sempre più intime, il fremito alla bocca dello stomaco che diviene desiderio. Un amore che non arriva mai a essere consumato davvero, ma a consumare Linda sì, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario, concentrato sul suo sogno, cresce la consapevolezza di essere un corridore, di avere del talento, di poter andare alle olimpiadi. E forse, tra i cerchi olimpici, perde Linda.

Conosce poi Gianna, atleta come lui, donna. 

Appartiene allo stesso mondo, ma lo vive con diverse regole, senza privarsi dei piaceri della vita, come il buon cibo, le serate con gli amici, il sesso. Con lei Dario cresce ancora, diventa un giovane uomo ad un passo dalle olimpiadi. Si innamora come un adulto, non più come un ragazzino.
Tutto gira intorno allo sport, in questa prima parte di  Nato di domenica di Maurizio Spano: gli amici conosciuti prima come avversari durante le gare, i discorsi diretti che riportano tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte.

Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.

Ma poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Il sogno appare sfumato, come quando si guarda il mondo con gli occhi velati di lacrime. Persino correre non ha più senso. Ma al destino non si può fuggire, non si ha abbastanza fiato nei polmoni per eludere il suo pedinamento. Come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona che lascia senza fiato anche il lettore, commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, la parte del libro che preferisco, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
Non avere più dubbi, fa ciò per cui sei nato, non pensare a ciò che non puoi più essere. Pensa solo a correre, campione. A quello che vivi. A chi ti sta aspettando. Sei il più forte, lo sei sempre stato. Tu sei "il corridore".
Maurizio Spano, Nato di domenica

È allora che Dario si rende conto che lui non corre per allenarsi per le olimpiadi, lui corre per allenarsi a vivere. Lui corre per vivere. 

Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo. Ciò che sentiamo nelle gambe e, soprattutto, nel cuore.
Nato di domenica è il secondo libro di Maurizio Spano che leggo, dopo Francesca, e ho avuto il piacere di constatare una crescita stilistica e una maggiore capacità di creare empatia con il lettore di questo bravo autore polesano, che ama ambientare i romanzi nella sua terra. Malgrado una manciata di refusi, la lettura è scorrevole, piacevole, emozionale. Si avvertono i pensieri di Dario, anche se a volte si fatica a condividerli e si vorrebbe entrare nelle pagine per svegliarlo dal torpore, scacciare la malinconia, gridargli «non fermarti, continua a correre!»


Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424
Cartaceo 18,00€
Ebook 2,99€

Sinossi

Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.


Stefania Bergo
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Nato di domenica, una nuova edizione del romanzo di Maurizio Spano

Nato di domenica, una nuova edizione del romanzo di Maurizio Spano

Nato di domenica, una nuova edizione del romanzo di Maurizio Spano

Libri Comunicato stampa. Nato di domenica (PubMe – Collana Gli Scrittori della Porta Accanto), di Maurizio Spano: una nuova edizione per il sequel naturale del romanzo storico La ricamatrice.

Avevo le estremità inferiori trasformate in un’unica, fastidiosissima vescica. Una volta a casa, dopo la gara, ero andato a letto e c’ero rimasto tutto il pomeriggio. Non mi ero mai sentito così stanco.
Avevo pagato l’inesperienza e il poco allenamento, in più le scarpe erano inadatte. Questo rappresentava il guaio più grosso.
Al ritorno, mia mamma non si era sbilanciata molto, non era tipo da complimenti esagerati. Aveva apprezzato e promesso che il problema delle calzature l’avremmo risolto. Ciò che non capivo era: con quali soldi? Quelle buone costavano care. Troppo.
Come immaginavo, anche lei era convinta che quella storia della corsa fosse poco più di un gioco. Non mi avrebbe mai procurato il pane quotidiano. Del resto la capivo: apparteneva a un’altra mentalità. Lavorava nella campagna di famiglia, arrotondando le sue misere entrate con piccoli lavori di sartoria e soprattutto con delle stupende manifatture ricamate. Penso che la passione per l’arte che mi accompagna da sempre sia arrivata osservando le sue meravigliose tovaglie decorate.
A parte le mie considerazioni romantiche, quello era il suo concetto di lavoro, l’unico tentativo di conquistare una libertà personale il cui valore reale, probabilmente, neppure arrivava a comprendere e quindi a desiderare. Faceva i miracoli per permettermi di frequentare le scuole superiori, risparmiava fino all’ultima lira per comprare quanto serviva per farmi apparire un ragazzo come tutti gli altri e non il figlio di una donna sola, abbandonata dal marito e malvista dalla famiglia.
Speravo sempre che prendesse la decisione che io pensavo giusta ma che, a quanto pareva, non lo era affatto per lei: abbandonare i suoi genitori e andare a vivere in una casetta per conto nostro. Essere una famiglia vera, io e lei, liberi, anche di piangere se volevamo.
Un sogno che non si sarebbe mai realizzato. Io, in quel momento, non potevo saperlo e continuavo a desiderarlo più di ogni altra cosa, più che avere un padre come tutti i miei amici.
Stare per conto nostro, essere un ragazzino libero, quello era stato il mio più grande sogno di bambino. Non davo alla parola “libertà” alcun valore filosofico, semplicemente consisteva nella voglia di poter fare le cose che mi piacevano.
Ecco perché era scattata la molla e avevo iniziato a correre. Mi piaceva e, nonostante tutto, era l’unica cosa che potevo fare liberamente. Non costava nulla e nessuno capiva che significato potesse avere. Appariva un impegno inutile e le cose inutili non danno fastidio a nessuno.
“Solo i perditempo e i falliti corrono” ripetevano alcune persone che mi giravano attorno; siccome lo avrebbero pensato comunque, che io corressi o no non cambiava nulla.
Ero nato in campagna, nella casa dei nonni materni e degli zii. Mio padre non c’era, perduto a rincorrere un suo sogno in terra straniera. Un sogno troppo diverso da quello di mia mamma. Ciò nonostante, per un incauto gioco del destino, quella evanescente illusione aveva fatto incontrare i miei genitori sull’isola del grande amore, per poi separarli e abbandonarli per sempre nell’oceano della solitudine.
L’avrei visto volentieri mio padre, però, adesso che erano passati quattordici anni, il giovane uomo travestito da adolescente che si nascondeva nella mia coscienza mi chiedeva di fare un passo in avanti e cambiare strada.
Mi sarei dovuto arrangiare. Dovevo tenere duro e correre, anche se gli altri non apprezzavano. Correre per vivere e superare l’ostacolo, che a volte appariva insormontabile, delle mie paure.
Un’immagine pervadeva tutte le mie notti, lo stesso sogno, da mesi.
Maurizio Spano, Nato di domenica



Nato di domenica

di Maurizio Spano
PubMe - Gli scrittori della porta accanto
Narrativa
ISBN 979-1254580424

Sinossi

Anni ’70. Comincia tutto in un pomeriggio di nuvole e polvere: Dario indossa le scarpe nuove e inizia a correre. Una sfida lungo uno stradone di campagna, le braccia alzate al cielo, l’ebbrezza d'essere un grande atleta e conquistare un mondo che ancora non conosce. E il sogno di diventare un vero corridore, forse un campione, gli appare realizzabile.
Linda è il primo palpito, un amore che non arriva mai a essere consumato ma a consumare lei, non abbastanza matura per il sesso, ma già per il tormento. Mentre in Dario cresce la consapevolezza di essere un corridore, di poter andare alle olimpiadi.
Correre diventa una filosofia di vita e inseguendo il suo sogno, sulla terra battuta della pista conosce Gianna, atleta come lui. Tutto gira intorno allo sport, anche l’amore. Si parla di tempi di percorrenza, limiti da superare, strategie di corsa. Perché per correre non basta indossare un paio di scarpe adatte. Correre nasce dal cuore, dalla testa, inizia da lì, è una filosofia di vita. Le gambe sono solo un'estensione che permette al corpo di macinare chilometri, di rincorrere i sogni.
Poi, qualcosa si incrina. Dario si perde. Correre non ha più senso. Ma il destino è come l'ombra che rimane attaccata alle scarpe. E Dario si ritrova a gareggiare contro "il corridore", in una maratona commovente, intensa, intrisa di simbolismi e significato, una corsa contro i fantasmi del passato, contro l'immagine riflessa di ciò che avrebbe potuto essere.
È allora che Dario si rende conto che lui non corre per le olimpiadi, lui corre per vivere. Del resto, è nato di domenica, il giorno prima della creazione del mondo, quando tutto è ancora in potenza, nulla in atto, e possiamo decidere di essere ciò che vogliamo.



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